Frasi su arresto

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Ivo Andrič 11
scrittore e diplomatico jugoslavo 1892 – 1975
„Ovunque nel mondo, in qualsiasi posto il mio pensiero vada o si arresti, trova fedeli e operosi ponti, come eterno e mai soddisfatto desiderio dell'uomo di collegare, pacificare e unire tutto ciò che appare davanti al nostro spirito, ai nostri occhi, ai nostri piedi, affinché non ci siano divisioni, contrasti, distacchi.“

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Francesco Cossiga 54
8º Presidente della Repubblica Italiana 1928 – 2010
„Che il Presidente Emerito Francesco Cossiga fosse un uomo sempre molto lucido, lo si era capito da tempo. Ora sappiamo che è anche molto colto. L'altro giorno, replicando a un mio articolo con un comunicato di 30 righe in cui precisava di non volermi replicare e nemmeno insultare, s'è avventurato in una citazione dotta: "Forse aveva ragione l'ex presidente peruviano Fujimori, che diceva che 'la storia è proprio finita'". Per la verità, la "fine della storia" è di Francis Fukuyama. L'ex presidente peruviano Fujimori è famoso per altre circostanze: dovette fuggire all'estero per evitare un arresto per corruzione. Ma si sa, al cuore non si comanda.“


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Irvine Welsh 45
scrittore scozzese 1958
„Eccomi qua, nel limbo del drogato; sto troppo male per dormire, sono troppo stanco per star sveglio. Una nebbia dei sensi dove non c'è niente di reale, solo questo schifo cosmico che ti opprime, questo dolore infernale del corpo e della mente. (Arresti domiciliari; 1996, pp. 199-200)“

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Gustave Thibon 23
filosofo e scrittore francese 1903 – 2001
„Definire la libertà come indipendenza nasconde un pericoloso equivoco. Non esiste per l'uomo indipendenza assoluta (un essere finito che non dipenda da nulla, sarebbe un essere separato da tutto, eliminato cioè dall'esistenza). Ma esiste una dipendenza morta che lo opprime e una dipendenza viva che lo fa sbocciare. La prima di queste dipendenze è schiavitù, la seconda è libertà. Un forzato dipende dalle sue catene, un agricoltore dipende dalla terra e dalle stagioni: queste due espressioni designano realtà ben diverse. Torniamo ai paragoni biologici che sono sempre i più illuminanti. In che consiste il "respirare liberamente"? Forse nel fatto di polmoni assolutamente "indipendenti"? Nient'affatto: i polmoni respirano tanto più liberamente quanto più solidamente, più intimamente sono legati agli altri organi del corpo. Se questo legame si allenta, la respirazione diventa sempre meno libera e, al limite, si arresta. La libertà è funzione della solidarietà vitale. Ma nel mondo delle anime questa solidarietà vitale porta un altro nome: si chiama amore. A seconda del nostro atteggiamento affettivo nei loro confronti, i medesimi legami possono essere accettati come vincoli vitali, o respinti come catene, gli stessi muri possono avere la durezza oppressiva della prigione o l'intima dolcezza del rifugio. Il fanciullo studioso corre liberamente alla scuola, il vero soldato si adatta amorosamente alla disciplina, gli sposi che si amano fioriscono nei "legami" del matrimonio. Ma la scuola, la caserma e la famiglia sono orribili prigioni per lo scolaro, il soldato o gli sposi senza vocazione. L'uomo non è libero nella misura in cui non dipende da nulla o da nessuno: è libero nell'esatta misura in cui dipende da ciò che ama, ed è prigioniero nell'esatta misura in cui dipende da ciò che non può amare. Così il problema della libertà non si pon in termini di indipendenza, ma in termini di amore. La potenza del nostro attaccamento determina la nostra capacità di libertà. Per terribile che sia il suo destino, colui che può amare tutto è sempre perfettamente libero, ed è in questo senso che si è parlato della libertà dei santi. All'estremo opposto, coloro che non amano nulla, hanno un bello spezzare catene e fare rivoluzioni: rimangono sempre prigionieri. Tutt'al più arrivano a cambiare schiavitù, come un malato incurabile che si rigira nel suo letto. (p. 109-110)“

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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Che grandioso e terribile spettacolo," disse. "Certo, vedendo tutto ciò anche a un laico quale sono io viene da pensare alla regia di una mente giusta e superiore."
In quel momento, proprio nel nuvolone sovrastante Memorino, due sottonuvole rissose, spintonandosi, crearono quella situazione di malessere elettrico che spesso prelude a improvvisi fenomeni quali saette o fulmini ramificati.
Contemporaneamente in una modesta casa della periferia di Banessa, la signora Ovolina, donna di generosità e mitezza senza eguali, era riuscita dopo anni di vani tentativi a prendere la linea per partecipare al gioco televisivo Indovina il sorriso che consisteva nell'indovinare a quale personaggio famoso appartenesse l'impronta dentaria telemostrata. L'Ovolina sapeva la risposta e stava per vincere il primo premio della sua vita, nella fattispecie una cucina da otto milioni con forno autopulente e spiedo a cinque marce.
"Allora, signora Ovolina, sa dirci a chi appartiene questo sorriso?" disse il presentatore Mazzapone.
"Sì, il sorriso è quello di Mussola..."
In quell'istante un fulmine, nato nelle condizioni dinanzi scritte, segnò il grigio del cielo con un graffio rosso corallo e dopo aver un istante esitato sul'obiettivo da colpire, scelse una casina rosa con gerani alle finestre e una piccola antenna televisiva, scivolò giù per l'antenna, traforò la televisione e incenerì la signora Ovolina, lasciando sul tappeto solo tre etti di scorie.
"Mi dispiace, ma lei doveva dirci il nome completo," disse Mazzapone, e passò a un altro concorrente, un pluriomicida agli arresti domiciliari che vinse la cucina.
Questa manifestazione di una mente giusta e superiore non venne però avvertita dai nostri eroi, che dall'altro della montagna accompagnarono il fulmine con un "oooh" di stupore e ammirazione.“

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Piercamillo Davigo 12
magistrato italiano 1950
„Ma come mai il passante ferroviario di Milano costa il doppio di quello di Zurigo e dopo vent'anni non è ancora finito? [... ] E come mai dopo gli arresti i successivi appalti sono stati assegnati con un ribasso su base d'asta del 40% rispetto a prima? Dicevano che costava di più perché c'era la falda freatica alta… Si vede che gli arresti fanno abbassare la falda freatica! (da Mani Pulite: inchiesta sulla corruzione o complotto politico-giudiziario?, Milano, 13 marzo 2004)“

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Francesco Petrarca 87
poeta italiano autore del Canzoniere 1304 – 1374
„La vita fugge e non s'arresta un'ora. (CCLXXII, 1)“

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Nicholas Evans 11
scrittore inglese 1950
„La vita si gioca tutta tra paura e amore, tra chiusura e apertura. Davanti abbiamo porte da aprire, con coraggio. Quando non lo facciamo, la nostra vita si arresta. A volte per superare la paura serve un grande dolore. Dopo quello che ho passato, e anche grazie all'età – 60 anni – ho imparato che conta solo vivere tanti buoni istanti nel presente, senza troppa paura del futuro.“


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Matta El Meskin 87
monaco egiziano 1919 – 2006
„Ciò che veramente costerna l'anima non sono le sue perdi­te e i suoi fallimenti, l'arresto della preghiera e dello sforzo, la paura dell'abbandono di Dio, ma il sentimento che Dio stesso sia diventato per lei un avversario che si compiace del suo dolo­re, della sua tristezza e delle sue lacerazioni!“

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Ignazio Marino 16
medico e politico italiano 1955
„Nella storia dell'uomo, infatti, la fine della vita ha sempre coinciso con l'arresto del battito cardiaco: ogni eroe degno di questo nome è morto perché il suo cuore ha smesso di battere, la letteratura e le opere d'arte ne danno ampia testimonianza così come i vecchi manuali di medicina. [... ] Con i primi interventi di cardiochirurgia e con l'invenzione della circolazione extracorporea apparve chiaro che la funzione del cuore poteva essere sostituita da un meccanismo artificiale: la persona continuava a vivere senza che il cuore battesse nel torace, purché il cervello continuasse a ricevere il sangue. Molti segnali erano stati registrati dai medici e l'idea che il cervello svolgesse un ruolo determinante per la vita degli esseri umani era già ben consolidata. Partendo da questi presupposti, si sviluppò un dibattito che vide riuniti ad Harvard non solo medici ma anche giuristi, filosofi, esponenti delle religioni perché l'obiettivo era trovare una definizione alla morte che tenesse in considerazione anche gli aspetti etici e il contesto in un dato momento storico. Da Harvard in poi la morte dell'individuo si certifica nel momento in cui sono cessate tutte le funzioni vitali del cervello in maniera irreversibile, quello che viene definito in linguaggio semplificato encefalogramma piatto. [fonte 1]“

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Jorge Valdano 44
dirigente sportivo, allenatore di calcio e ex calciatore... 1955
„Le materie prime del dribbling sono la finta, la partenza, l'arresto, e poi via dove decide l'istinto e il coraggio da provarci. L'obiettivo è eliminare qualcuno: se ci riesce, si apre un orizzonte di spazi; se viene messo giù, c'è comunque un bottino di falli, rigori e ammonizioni; e se perde il pallone, deve sopportare le maledizioni e gli insulti della benedetta tifoseria. (pp. 42-43)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Poeti venturi! oratori, cantanti, musicisti venturi! | Non l'oggi può giustificarmi o spiegare ciò che io sono, | ma voi, novella stirpe originale, atletica, continentale, maggiore di quante si conoscano, | sorgete! spetta a voi giustificarmi. || Per conto mio scrivo appena una parola o due, che preludono al futuro, | non faccio che avanzare un istante, e volgermi, e rituffarmi nella tenebra. | Io sono colui che va in giro, né mai veramente s'arresta, che lascia cadere su di voi, per caso, uno sguardo e subito volge la faccia, | a voi commettendo il compito di provarlo e definirlo, | attendendosi le cose più importanti da voi. (Poeti venturi, pp. 19-20)“


Patrizio Peci 12
terrorista italiano 1953
„Cominciò col cercare di farmi capire che aveva molto in mano dell'organizzazione, che l'arresto mio non era casuale e che molti altri spezzoni dell'organizzazione erano in mano ai carabinieri; cosa non vera, naturalmente. Cercava di farmi rendere conto che l'organizzazione era debole nonostante tutto, molto debole. E poi mi faceva il discorso della gente, anche su quello batteva molto: che la gente non era d'accordo con noi, il perché non era d'accordo con noi. E tutta una serie di cose abbastanza normali che però in quel momento mi aiutarono molto a convincermi.“

Federico Orlando 8
giornalista e politico italiano 1928 – 2014
„Il 21 febbraio, quattro giorni dopo l'arresto di Chiesa, viene a farmi visita Ugo Finetti, vicepresidente della Regione Lombardia, magna pars del socialismo milanese. Lo accompagna Paolo Berlusconi, che non è ancora l'editore del «Giornale» (lo diventerà il 16 luglio: e per questo Montanelli fin dal 20 gennaio aveva scritto a Silvio informandolo che il preannunciato passaggio di proprietà non avrebbe potuto modificare le intese sull'indipendenza del «Giornale» e del suo direttore, a suo tempo intercorse con Silvio e «sempre rispettate»). Finetti era pallido, Paolo aveva l'aria di essere seccato per il fatto che i vari appelli rivolti a me da esponenti della Fininvest, affinché «il Giornale» non turbasse i rapporti del gruppo con il Psi, continuassero a cadere nel vuoto. Finetti ha una cartella con articoli della nostra cronaca milanese, sottolineati con evidenziatore color verde pisello. Me li consegna affinché io possa contestarli ai colleghi cronisti. «I giudici della Procura – mi spiega Finetti – fanno i fascicoli con i ritagli dei giornali, proprio come questo: poi, quando succede qualcosa, si trovano una documentazione già abbondante e vanno a scavarvi quello che vogliono.» Paolo Berlusconi taglia corto: «Con le istituzioni, Regione, Comune, Fiera, noi dobbiamo lavorare, perciò dobbiamo poter mantenere buoni rapporti».“

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Gianluigi Nuzzi 25
giornalista e scrittore italiano 1969
„[... ] lo Ior è «parte» della Chiesa, infatti è stato fondato con un chirografo di papa Pio XII; inoltre chi ci lavora è un dipendente di un ente centrale del Vaticano, condizione introdotta dal Concordato e che, anni prima, ha permesso a Marcinkus di evitare l'arresto per il crac Ambrosiano. Ma poi, che fine fanno gli utili della banca se non rimangono nei forzieri dei sacri palazzi?“

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Sergio Zavoli 9
giornalista, scrittore e politico italiano 1923
„Il processo, detto del 7 aprile, divide non solo Padova, ma l'opinione pubblica italiana. A favore di Calogero si schiera il Pci padovano; contro, una gran parte dei socialisti e la nuova sinistra, che chiamano «teorema» il complesso delle accuse; una ricostruzione astratta, sostengono, per criminalizzare il movimento. L'opinione di Calogero non è condivisa dal giudice istruttore Giovanni Palombarini, il quale ridimensiona le accuse ponendo in risalto le differenze tra Autonomia e brigatisti. Il processo, che si conclude in Cassazione a circa dieci anni dai primi arresti, convalida solo in parte le tesi originarie. Viene in sostanza riconosciuta fondata quella secondo cui Negri e altri capi dell'Autonomia sarebbero stati i promotori di una trama eversiva, per l'appunto autonoma, prolungatasi senza interruzione dal '71 al '79.“

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