Frasi su artiglio

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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„I rapaci notturni sono straordinarie macchine da preda. Il loro aspetto inconsueto, ed un po' goffo quando sono a riposo, ha sempre destato curiosità, e qualche volta avversione. Hanno volo silenzioso, artigli potenti e grandi occhi frontali, che conferiscono loro un aspetto vagamente umano [... ]. («Le più liete creature del mondo», p. 154)“

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Giovanni Boccaccio 55
scrittore e poeta italiano 1313 – 1375
„Amor, s'i' posso uscir de' tuoi artigli, | appena creder posso | che alcun altro uncin più mai mi pigli. (VI giornata, conclusione, p. 212)“


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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„Lo smeriglio ha rapporti ostili con la volpe. La colpisce e le strappa i peli, e poi uccide i suoi cuccioli (del resto è un uccello con gli artigli ricurvi). Il corvo e la volpe, dal canto loro, sono amici fra loro. Il corvo, infatti, combatte con lo smeriglio, ed è per questo che, quando la volpe viene colpita da questo uccello, corre in suo soccorso. Anche avvoltoio e smeriglio sono in rapporti di ostilità. Entrambi, infatti, sono uccelli con gli artigli ricurvi. (IX, 1; 2015, p. 54)“

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Frank Herbert 137
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„Questo adattamento religioso dei Fremen e dunque l'origine di ciò che ora conosciamo come "I Pilastri dell'Universo", di cui i Quizara Tawfid sono i rappresentanti fra noi, con i segni, le prove e le profezie. Ci portano questa fusione mistica di Arrakis, la cui profonda bellezza noi ritroviamo nella commovente musica composta sulle antiche forme, ma contrassegnata da questo nuovo risveglio. Chi non ha ascoltato, senza commuoversi profondamente, l'"Inno al Vecchio"?
Ho calpestato un deserto
Abitato da miraggi ondeggianti.
Vorace di gloria, avido di pericolo,
Ho vagabondato sugli orizzonti di al-Kulab,
Ho visto il tempo livellare le montagne
Nella sua ricerca e nella sua fame di me.
E ho visto i passeri sfrecciare fulminei,
Più arditi di un lupo da preda.
Si sono dispersi nell'albero della mia giovinezza.
Ho sentito lo stormo fra i miei rami
E ho conosciuto i loro becchi e gli artigli! (dal «Risveglio di Arrakis», della Principessa Irulan: Ed. Nord, p. 254)“

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Richard Dawkins 81
etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico 1941
„Un buon modo per rappresentare efficacemente il nostro compito è immaginare che le creature viventi siano opera di un Artefice divino e tentare, applicando la progettazione inversa, di comprendere che cosa l'Artefice abbia voluto massimizzare. Qual era la funzione di utilità di Dio?
Il ghepardo indica in ogni dettaglio di essere stato superbamente progettato per qualche scopo, e dovrebbe essere abbastanza facile studiarlo applicando la progettazione inversa per comprendere la sua funzione di utilità. Il ghepardo sembra fatto apposta per uccidere la gazzella. I denti, gli artigli, gli occhi, il naso, la muscolatura degli arti, la colonna vertebrale e il cervello di questo predatore sono tutti come potremmo aspettarci se lo scopo di Dio nel progettarlo fosse stato quello di massimizzare le morti tra le gazzelle. Ma se applichiamo la progettazione inversa allo studio della gazzella troviamo evidenze ugualmente impressionanti dello scopo diametralmente opposto: la sopravvivenza delle gazzelle e la morte dei ghepardi per fame. È come se il ghepardo fosse stato progettato da una divinità e la gazzella da una divinità rivale. In alternativa, se vi è un solo Creatore che ha fatto la tigre e l'agnello, il ghepardo e la gazzella, qual è il Suo gioco? È un sadico che si diverte ad assistere a spettacoli cruenti? Cerca di scongiurare la sovrappopolazione tra i mammiferi africani? Oppure ha interesse a mantenere alta l'audience dei documentari naturalistici di David Attenborough? Tutte queste supposizioni sono funzioni di utilità del tutto plausibili. All'atto pratico, ovviamente, sono del tutto false.“

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Howard Phillips Lovecraft 19
scrittore statunitense 1890 – 1937
„Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell'umanità insignificante, logorata dalle guerre... il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell'oceano salirà in superficie, nel pandemonio universale.
La fine è vicina. Sento un rumore alla porta, come se un immenso corpo viscido vi premesse contro. Non mi troverà. Dio, quella mano! La finestra! La finestra! (da Dagon, 1917)“

„Il complicato disegno sui pavimenti del Castello del Cristallo Oscuro rappresentava un sentiero. Chiunque lo vedeva non aveva dubbi in proposito, ma quello che veniva lasciato all'interpretazione individuale era il punto d'inizio e quello d'arrivo, oltre allo scopo del tragitto.
Con le sue biforcazioni e intersecazioni, i suoi archi, i suoi cerchi e le sue spirali che portavano di stanza in stanza, avrebbe potuto essere interpretato, secondo un modo di vedere trascendentale, come la strada che un pellegrino doveva percorrere per raggiungere i più alti gradi dell'illuminazione. Il viaggiatore, fatto in origine di materia bruta, si sarebbe a poco a poco elevato fino a diventare un puro spirito, senza però mai procedere in linea retta ma seguendo un percorso contorto, che continuava anche quando pareva che il percorso fosse stato compiuto. (Perché anche l'anima, fatta di puro spirito, ha ancora dei compiti da assolvere, e per questo il ciclo del disegno dei pavimenti si snodava all'infinito.)
Gli Skeksis, tuttavia, non la pensavano a questo modo. Il presupposto che la pura spiritualità fosse superiore alla materia bruta era qualcosa che sfuggiva alla loro comprensione. Uno dei significati del labirinto fu chiaro ai loro occhi il giorno successivo a quello dei funerali dell'Imperatore: era la via che conduceva al trono.
Colui che aspirava a stringere fra gli artigli lo scettro, sapeva come seguirne il tracciato. Doveva farlo con apparente umiltà, con rispetto, dimostrando di volersi sottomettere a una debita disciplina. Così quei tre – il Maestro delle Cerimonie, il Generale dei Garthim e il Ciambellano – stavano percorrendo da alcune ore il labirinto, con la dovuta solennità, sotto lo sguardo attento degli altri Skeksis. I tre seguivano le circonvoluzioni del percorso, ne studiavano le difficoltà, si soffermavano alle biforcazioni, e scoprivano infine che portavano invariabilmente al punto di partenza.“

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Hugh Grant 17
attore britannico 1960
„L'insegnare, come mi aveva predetto un mio amico, ha affondato gli artigli su di me! (Film Professore per amore)“


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John Ronald Reuel Tolkien 130
scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico 1892 – 1973
„Le mie scaglie sono come scudi dieci volte più possenti, i miei denti sono spade, i miei artigli lance, lo schiocco della mia coda saetta, le mie ali uragano e il mio alito morte! (libro Lo Hobbit)“

John Ostrom 3
scienziato e paleontologo statunitense 1928 – 2005
„Paragonando gli adrosauridi agli altri dinosauri erbivori, si può notare che solo i primi mancano dei chiari adattamenti per la difesa e la protezione. Non possedevano né corna né artigli né zanne né code fornite di clave o spine, e non avevano corazze ossute. Di sicuro non erano fatti per corse rapide e non possono essere considerati giganti per gli standard dell'epoca. Tutto sommato, sembra che gli adrosauridi fossero piuttosto indifesi — una situazione critica decisamente improbabile. Alternativamente, sembra più probabile che essi dipendessero dalla relativa sicurezza dei laghi, delle paludi o dei fiumi, e che in tal modo fuggissero dai loro nemici.“

Francesco Jovine 1
scrittore, giornalista e saggista italiano 1902 – 1950
„Ma è tanto difficile, Matteo, dimenticare; per dimenticare bisogna saper distaccare da noi le cose, da pesanti che sono cercare di renderle leggere, un soffio. Ma ci sono momenti della nostra vita che scavano nella carne, Matteo, e vi si annidano con gli artigli conficcati nel vivo, come cattivi uccelli. Bisogna liberarsi dagli artigli.“

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„Il nibbio infatti sottrae al corvo tutto ciò che lui afferra perché vola meglio di lui ed è più forte con gli artigli. (IX, 1; 2015, p. 53)“


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Henry Miller 91
scrittore, pittore e saggista statunitense 1891 – 1980
„Il mondo deve diventare carne; l'anima ha sete. Su qualunque crosta mi si fermi l'occhio, io voglio piombarci sopra, e divorare. Se vivere è il meglio che ci sia, allora voglio vivere, a costo di diventare cannibale. Finora ho cercato di salvare la mia pellaccia preziosa, ho cercato di conservare i pochi pezzi di carne che mi nascondono le ossa. Ne ho abbastanza. Ho raggiunto i limiti della sopportazione. Son con la schiena al muro; non posso ritrarmi più indietro. Per ciò che riguarda la storia sono morto. Se c'è qualcosa rimasto alle mie spalle, dovrà balzare all'indietro. Ho trovato Dio, ma è insufficiente. Io sono morto solo spiritualmente. Fisicamente sono vivo. Moralmente sono libero. Il mondo da cui mi son staccato è un serraglio. Erompe l'alba su di un mondo nuovo, una giungla in cui gli spiriti magri vagano con artigli aguzzi. Se io sono una iena, sono una iena magra e affamata: vado a ingrassarmi. (p. 103; 1987)“

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Sam Neill 6
attore, regista e sceneggiatore neozelandese 1947
„Bambino: A me non fa paura, sembra una specie di tacchino gigante!
- Alan: Un tacchino? Immaginiamo di essere nel periodo cretaceo, il primo avvistamento di questo maxi tacchino avverrebbe in una radura, a questo punto rimanete fermi perché pensate che la sua capacità visiva sia basata sul movimento, e che se non vi muovete lui non vi vede, ma non è vero, voi lo fissate e lui vi fissa a sua volta, e in questo momento attacca, ma non frontalmente, ma dai due lati, da parte di altri due velociraptor, dei quali non sospettavate nemmeno l'esistenza, perché i raptors cacciano in branchi e usano tecniche di caccia particolari, e vi stanno affettando con questo artiglio ricurvo di 15 cm collocato sul dito medio. Lui non si limiterebbe a mordervi la giugulare come farebbe un leone, lui vi sciabola qui! O qui! Oppure qui in mezzo alla pancia facendo fuoriuscire le budella, il guaio è che siete ancora vivi quando cominciano a mangiarvi. Beh! Adesso che lo sai cerca di avere un po' più di rispetto! (Film Jurassic Park)“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„Malgrado la sua piccola mole il ghiottone non è punto un avversario da disprezzare. Esso è ferocissimo, straordinariamente forte, e sa per bene difendersi. Si assicura che persino gli orsi e i lupi gli cedono il passo. Gli ultimi sopratutto non lo toccano, forse a cause del suo fetore. Contro l'uomo si difende soltanto se non può più scansarsi. Per lo più quando scorge un cacciatore si salva colla fuga; se è inseguito si arrampica sopra un albero o sopra le più alte vette rocciose, ove nessun nemico osa tenergli dietro. In una località senz'alberi è presto raggiunto da cani agili, ma si difende con costanza e coraggio e morde rabbiosamente intorno a sè. Un cane solo non può mai vincerlo, e persino a parecchi riesce difficile il soggiogarlo. Se non può cercare scampo sopra un albero si pone supino, afferra il cane cogli aguzzi artigli, lo getta a terra e lo lacera per modo che soccombe sovente alle ferite. (p. 573)“

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Gregory Scott Paul 15
paleontologo, sociologo e illustratore statunitense 1954
„Questi sono tra i miei dinosauri preferiti in assoluto. I loro crani curvati in su, le loro proporzioni gracili ma compatte, e i grandi artigli a falce rendono questi animali eleganti, attraenti, ma diabolici. Non c'è niente come loro. Sono proporzionalmente tra i predatori più possenti; di sicuro non c'era alcun altro teropode che possedeva una tale combinazione di armamento sui piedi, le mani, e la testa... Tra i teropodi, solo Tyrannosaurus, con la sua forza estrema nel cranio, uguaglia Velociraptor in possanza totale relativo al peso.“

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