Frasi su assedio

„La rivoluzione tunisina, pur essendo stata la scintilla dell'incendio che da gennaio investe l'intero mondo arabo, non ha modelli né ricette da esportare. La verità è che l'insurrezione popolare contro il tiranno Ben Ali ha rivelato a un certo punto, quasi senza volerlo, una nuova legge di alchimia politica: ha dimostrato che le dittature tradizionali, nate nel secolo scorso, sono pressoché indifese di fronte a processi rivoluzionari "istantanei", che agiscono e reagiscono fulmineamente, alimentati da tecnologie e comportamenti (internet, facebook, twitter, tv satellitare ecc.) che nessun potere sa come controllare. Risultato: si accelera il "processo di fusione" del regime sotto assedio e non appena la paura cambia di campo, quando non è più la gente ma il tiranno a sentirsi in pericolo, il gioco è fatto. Così è andata anche in Egitto e così potrebbe andare altrove. Difficile prevedere come cambierà il mondo arabo, ma di questa scoperta noi tunisini siamo fieri, perché nulla sarà più come prima.“

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Vittorio Arrigoni 62
scrittore e attivista italiano 1975 – 2011
„Questa, infatti, non è una guerra, perché non ci sono due eserciti che si danno battaglia su un fronte: è un assedio unilaterale condotto da forze armate (aviazione, marina ed esercito) fra le più potenti del mondo [... ] che hanno attaccato una misera striscia di terra di 360 kmq, dove la popolazione si muove ancora sui muli e dove c'è una resistenza male armata la cui unica forza è quella di essere pronta al martirio. (pp. 45-46)“


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Roberta Lombardi 5
politica italiana 1973
„Volevo scrivervi qualcosa per condividere con voi questa specie di assedio a cui siamo sottoposti, ma grazie allo stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali, mi è passata la poesia. Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una merda, chiunque tu sia.“

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Moni Ovadia 20
attore teatrale, drammaturgo e scrittore italiano 1946
„Su Gaza, l'"occupazione" è esercitata sempre da parte dell'autorità civile e militare di Israele con un ininterrotto assedio e comporta il totale controllo dell'entrata e uscita delle merci e delle persone, dello spazio aereo, marittimo, delle risorse idriche, energetiche e persino dell'anagrafe.“

„Non sappiamo perché Plinio ponesse nella specie felis il leopardo, il tigre, il gatto della Carolina, il gatto comune, e obliasse allogarvi l'uomo. Forse egli credette non poterlo fare perché non trovava né unghie, né zanne. Povero Plinio! Infelice naturalista! E le inclinazioni e gli istinti! È forse la tigre meno dell'uomo feroce? Eppure Plinio aveva cospicue individualità nella specie umana, quali i Mario, i Silla, i Catilina, i Verre, i Tiberi, i Claudi, i Neroni, i Caligola, gli Eliogabali, i Diocleziani, ed altri molti che la scienza moderna non ha ancora saputo determinare se appartengono alla razza felis, o se debbano essere collocati in una classe suprafelina.
Noi abbiamo convinzione che le belve anche più feroci non seviscono e non sentono gli istinti del sangue, se non spinte dagli stimoli della fame. Dicono doversi eccettuare la iena, e non facciamo questione. Ma l'uomo incrudelisce egli per la fame? Ugolino nella torre di Pisa divorò i figliuoli: molte donne nell'assedio di Gerusalemme si cibarono delle carni dei loro nati, e di molti altri su per le storie leggiamo. Ma cotesti sono casi di per se stessi rarissimi e in parte scusabili, perché la fame li fa privi di senno e ammattisce. (p. 62)“

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Paolo Rumiz 24
giornalista e scrittore italiano 1947
„C'è un luogo che è impossibile lasciar fuori da questa storia: Siracusa [... ] Nella cronaca di Livio leggo che a Siracusa si compie una svolta importantissima della guerra: nel 214 la città è passata ai Cartaginesi, ma i Romani reagiscono immediatamente. Capiscono che, se il nemico si insedia in Sicilia, il loro dominio sul mare è finito, e così ne attaccano la città più splendida. La stringono d'assedio con quattro legioni. (p. 128)“

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Erodoto 18
storico greco antico -484 – -425 a.C.
„Al tempo della tirannide di Ippocrate, Gelone, discendente del sacerdote Teline, era doriforo di Ippocrate assieme a molti altri, tra i quali Enesidemo, figlio di Pateco. In breve tempo per il suo valore fu nominato comandante di tutta la cavalleria; infatti quando Ippocrate assediò Gallipoli, Nasso, Zancle, Lentini, nonché Siracusa e varie città barbare, Gelone in queste guerre si distinse in modo particolare. (VII, 154)“

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Alfonso Reyes 7
scrittore, poeta e diplomatico messicano 1889 – 1959
„Di questo principe greco e barbaro, occidentale e orientale, chiaro e misterioso, benigno e crudele; sicuramente per metà pazzo e non soltanto agli occhi del suo maestro Aristotele; prodigo di umanità e creatore di popoli, capace di trascinare le sue truppe per modo di un'orgia militare senza oggetto né termine definito, come per il gusto delle emozioni meravigliose, attraverso insospettate regioni; che inventò con le sue catapulte da assedio la spaventosa tecnica delle preparazioni di artiglieria e che piangeva poi di orrore di fronte ai suoi massacri, si è potuto dire con ragione che apparteneva alla famiglia di Napoleone e a quella di Amleto.“


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Dezső Kosztolányi 12
poeta, scrittore e giornalista ungherese 1885 – 1936
„Bruno gonfalone giovanile dei miei capelli | come fatua bandiera sulle fortezze cinte d'assedio, | ahi, schioccavi verso le stelle, | superbo, raggiante. | Che n'è di te? Cosparso d'argento pendi | mollemente sulla mia gran fronte | e sotto sorride, accorta e saggia, | la mia bocca, simile a labbra amare | di soldati in fuga.“

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Silvana De Mari 118
scrittrice italiana 1953
„Domani vinciamo. Vinciamo e basta. Li facciamo a pezzi. Rompiamo l'assedio. Domani sera inondiamo la città di farina, porco salato e olio, perchè domani arriviamo alle loro salmerie. Domani sera vi metterete al centro del cortile della Cittadella e a ogni donna che viene a chiedervelo riempirete il grembiule di roba da mangiare, con i nostri ringraziamenti per questa sera. Domani vinciamo, perché non siamo la cavalleria leggera, siamo la cavalleria e basta. Domani voi vincete perché, da qualsiasi parte veniate, questa per cui combattete è la vostra terra, perché quelli che saranno i vostri figli ci giocheranno, perché tra tutte quelle che salverete, ci sarà una donna che sarà felice di diventare la vostra; perché questo per cui combattete è diventato il vostro popolo e il vostro popolo sta combattendo con voi. Non usciremo soli, domani. Verranno con noi gli uomini di Daligar, e le donne resteranno sugli spalti con gli archi che hanno imparato a usare e con i bacili di calce viva che stanno preparando. Domani si combatte tutti insieme e si vince tutti insieme. ('Rankstrail')“

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Silvana De Mari 118
scrittrice italiana 1953
„Domani vinciamo. Vinciamo e basta. Li facciamo a pezzi. Rompiamo l'assedio. Domani sera inondiamo la città di farina, porco salato e olio, perchè domani arriviamo alle loro salmerie. Domani sera vi metterete al centro del cortile della Cittadella e a ogni donna che viene a chiedervelo riempirete il grembiule di roba da mangiare, con i nostri ringraziamenti per questa sera. Domani vinciamo, perché non siamo la cavalleria leggera, siamo la cavalleria e basta. Domani voi vincete perché, da qualsiasi parte veniate, questa per cui combattete è la vostra terra, perché quelli che saranno i vostri figli ci giocheranno, perché tra tutte quelle che salverete, ci sarà una donna che sarà felice di diventare la vostra; perché questo per cui combattete è diventato il vostro popolo e il vostro popolo sta combattendo con voi. Non usciremo soli, domani. Verranno con noi gli uomini di Daligar, e le donne resteranno sugli spalti con gli archi che hanno imparato a usare e con i bacili di calce viva che stanno preparando. Domani si combatte tutti insieme e si vince tutti insieme. ('Rankstrail')“

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Aldous Huxley 141
scrittore britannico 1894 – 1963
„L'assedio era stato noioso, la conquista senza gloria, il godimento successivo solo moderato. (I; pp. 40-41)“


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Gelone 3
tiranno di Gela
„Al tempo della tirannide di Ippocrate, Gelone, discendente del sacerdote Teline, era doriforo di Ippocrate assieme a molti altri, tra i quali Enesidemo, figlio di Pateco. In breve tempo per il suo valore fu nominato comandante di tutta la cavalleria; infatti quando Ippocrate assediò Gallipoli, Nasso, Zancle, Lentini, nonché Siracusa e varie città barbare, Gelone in queste guerre si distinse in modo particolare. (Erodoto)“

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Concita De Gregorio 30
giornalista e scrittrice italiana 1963
„L'assenza è una presenza costante: ti sfida in un corpo a corpo quotidiano, ti assedia. Ti vuole nella lotta, misura il tuo respiro. La nostalgia è fisica, poi. È proprio impossibile colmare la mancanza di un corpo vivo: quell'odore, quella morbidezza della pelle, quella voce quando ti chiama. Quel tipo di resistenza docile all'abbraccio, quel modo di piegare il collo. Non c'è niente, nessuno che possa sostituire l'assenza di qualcuno. Solo il sogno. (p. 107)“

Pietro Balan 1
1840 – 1893
„Benevento provava la sua costante fedeltà al Papa col lungo soffrire le barbare devastazioni dei capitani di Federico, divenute più fiere dal Maggio in poi coll'intento di costringere i cittadini a cedere per fame. Ma, l'Imperatore vedendo che le cose andavano molto in lungo, deliberò finalmente di tentare un più stretto assedio e diede ordine di farlo alle sue genti del Napoletano. Lo stringersi dell'assedio e lo accrescersi dell'esercito assediante non tolsero il coraggio ai valorosi Beneventani, fermi di resistere fino all'ultimo. (da Storia di Gregorio IX e dei suoi tempi, vol. I, Tipografia del commercio, Modena, 1872, p. 379)“

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Jean Pierre Louis Laurent Hoüel 12
incisore, pittore e architetto francese 1735 – 1813
„Non vi è paese che più sia stato provato da rivolgimenti politici. I Fenici furono i primi stranieri che dominarono in Sicilia, vi fondarono delle colonie; i Greci vi si stabilirono poco tempo dopo l'assedio di Troia, i Cartaginesi ne contesero il dominio ai Greci per molti secoli; i Romani cacciarono i Cartaginesi e riunirono tutti i diversi governi dell'isola sotto il loro potere unico e assoluto. Durante il periodo della decadenza dell'Impero, i Vandali la saccheggiarono e l'asservirono; Bellisario la fece tornare per breve tempo sotto la dominazione degli Imperatori di Costantinopoli. Presto essa divenne preda dei Saraceni; i Normanni la tolsero a questi e vi fondarono un regno che acquisì forza e qualche splendore. Ma gli Svevi dovevano a loro volta regnarvi per lasciare il posto ai Francesi; questi vi perirono nel famoso massacro conosciuto con il nome di «Vespri Siciliani». Gli Aragonesi vi furono accolti come signori, e da quest'ultima rivolta, la Sicilia è sotto il dominio del ramo di Spagna che regna a Napoli. E fra tutti questi mutamenti mai si ravvisa un'epoca in cui il popolo siciliano abbia avuto soltanto l'idea di governarsi da solo; sembra che tutti i popoli abbiano il diritto di governarsi da soli; e invece pare che tutti i popoli abbiano il diritto di governare questo bel paese tranne quello che lo abita. E tuttavia questo popolo, degradato dalla costante schiavitù, ha un carattere tutto proprio, che lo ha spesso reso temibile ai suoi dominatori, che lo ha spinto a grandi eccessi e che lo ha talvolta reso degno della genialità delle arti che altri gli avevano fatto conoscere. (p. 20)“

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