Frasi, citazioni e aforismi su assistente

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Antonia Pozzi dice: Piovve tutta la notte sulle memorie dell'estate. Così voglio credere che stamattina sia settembre — le memorie di questa estate già sepolte, come le foglie fradicie.
Bisogna vivere tutto fino in fondo. Ogni volta che si torna indietro è per tracciare di nuovo il cerchio, ancora e ancora finché non sia perfetto. (dalla lettera a Margherita Pieracci Harwell del [27 luglio 1957], p. 66)“


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Nicholas Sparks 143
scrittore statunitense 1965
„"Che cosa ci fai qui, Taylor?"
Nella sua voce traspariva una grande amarezza. Lui fece un profondo respiro. "Sono venuto a dirti che mi spiaceva molto", cominciò, esitante. "Non volevo ferirti."
Una volta lei avrebbe anelato a sentire quelle parole, ma stranamente adesso non significavano più nulla. Girò la testa verso la macchina dove Kyle dormiva. "È troppo tardi."(da Un cuore in silenzio)“

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Pietro Mennea 44
atleta e politico italiano 1952 – 2013
„A Los Angeles a 32 anni, arrivai settimo perché sbagliai la gara. Ma era chiaro che non ce la potevo più fare contro chi si aiutava con tutti i mezzi possibili, anche illegali. E non parlo solo dell'emodoping. Come ogni essere pensante che ha passato una vita in un settore mi venne la curiosità di capire che cosa stava succedendo. Andai così a trovare il dottor Kerr, un medico che molti dicono di non conoscere che alcuni chiamano un "certo dottor Kerr", ma che invece moltissimi anche nell'atletica italiana conoscono. Kerr mi spiegò le sue teorie e mi suggerì per iniziare la terapia che mi avrebbe portato, come disse il suo assistente, alle finale anche alle Olimpiadi di Seoul, mi suggerì dicevo, di iniziare con iniezioni di somatropina. Dopo qualche settimana me le inviò per posta in Italia. Feci la prima iniezione, mi guardai allo specchio e mi resi conto che io non c'entravo niente con tutto questo, e che se avevo vinto per tanti anni senza bisogno di nulla, probabilmente se avessi dovuto continuare aiutandomi così avrei persino mortificato tutto quello che avevo fatto prima. Così me ne andai dicendo, credo a ragione, che non potevo più competere in un mondo dominato dal doping.“

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Robert Pattinson 11
attore britannico 1986
„Karin Ebnet: Raccontaci del tuo passato, quando a Londra dividevi l'appartamento con il tuo amico Tom Sturridge [co-protagonista in La fiera delle vanità].
Robert Pattinson: Era un periodo molto difficile. Non era facile trovare lavoro e i soldi scarseggiavano. Un po' per scaldarci, un po' per tirarci su, per un anno abbiamo passato ogni sera ad ubriacarci. A salvarmi è stato Harry Potter...
Karin Ebnet: La stampa britannica ti ha definito il nuovo Jude Law: ti ci ritrovi in questa definizione?
Robert Pattinson: A dire il vero non vedo una gran somiglianza anche se da ragazzino ho fatto anch'io il fotomodello. Almeno finché ho smesso di sembrare una bambina...
Karin Ebnet: Qual è stata la scena di Twilight più impegnativa da girare?
Robert Pattinson: Sembrerà strano ma è quella in cui mi mostro per la prima volta a Bella alla luce del sole. È stato difficilissimo rendere il modo in cui la pelle reagisce alla luce. Abbiamo provato ad utilizzare su di me dei sali minerali che riflettono la luce, poi abbiamo testato una tinta bluastra sulla faccia di un assistente di produzione ma non ha funzionato molto bene...
Karin Ebnet: Imparare a volare è stato quindi più semplice...
Robert Pattinson: Non proprio. Sembra facile: tu stai lì tranquillo e aspetti di essere sollevato coi cavi. Ma è molto difficile mantenere il baricentro e l'equilibrio e, al contempo restare abbastanza "sciolti" per farsi trasportare qua e là.
Karin Ebnet: Come definiresti Edward?
Robert Pattinson: È un vampiro ma non vorrebbe esserlo, è pieno di conflitti interiori. È un poeta, una persona molto profonda e straordinariamente inquieta.
Karin Ebnet: Come ti sei preparato al ruolo?
Robert Pattinson: Nel libro la storia è raccontata dalla prospettiva di Bella, così ho letto alcuni capitoli del romanzo scritto dal punto di vista di Edward (Midnight Sun, ancora inedito). Inoltre, ho cercato di sviluppare i pettorali ma è stata un'impresa impossibile!“

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Samuel Beckett 31
scrittore, drammaturgo e poeta irlandese 1906 – 1989
„Vi dirò una cosa, quando le assistenti sociali vi offrono di che non svenire, per graziosa elargizione, cosa che per loro è un'ossessione, avete un bel tentare la fuga. Vi inseguiranno fino ai confini della terra, con l'emetico in mano. Quelli dell'esercito della salvezza non sono da meno. No, contro il gesto caritatevole non c'è difesa, che io sappia. Si china il capo, si tendono le mani tutte tremanti e giunte e si dice grazie, grazie signora, grazie mia buona signora. A chi non ha nulla è proibito non amare la merda.“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Nel dopoguerra la diplomazia americana si è particolarmente impegnata nell'affermare la necessità dell'iniziativa privata per la "difesa" degli Stati Uniti. Spruille Braden, assistente del segretario di Stato, in un suo intervento sul Department of State Bulletin (22 settembre 1946), afferma che "l'iniziativa privata costituisce il mezzo migliore, e nella maggior parte dei casi l'unico mezzo realmente efficace" per lo sviluppo. (p. 23)“

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Philip Zimbardo 5
psicologo statunitense 1933
„Delle persone fingendosi medici ordinavano a delle infermiere di somministrare un farmaco in dosi abormali su dei pazienti, delle ventidue infermiere tutte hanno obbedito eccetto una che era stata avvisata sull'arrivo imminente del medico; sarebbe difficile che la stessa cosa capiti alle assistenti sociali abituate come sono a fare tutto il contrario di tutto. (p. 405)“


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Ivan Illich 49
1926 – 2002
„Quando io ho imparato a parlare, non esistevano altri «problemi» fuorché quelli di matematica o di scacchi; le «soluzioni» erano saline o legali, e «bisogno» era per lo più usato in forma verbale. Espressioni come «ho un problema» oppure «ho un bisogno» suonavano alquanto bislacche. Quand'ero adolescente, e mentre Hitler elaborava «soluzioni», si diffusero anche i «problemi sociali». Varietà sempre nuove di «bambini con problemi» venivano scoperte tra i poveri man mano che gli assistenti sociali imparavano a marchiare le loro prede e a standardizzarne i «bisogni». Il bisogno, inteso come sostantivo, fu la biada che fece esplodere le professioni fino a instaurarne il dominio. La povertà si venne modernizzando. Da esperienza, i managers la tradussero in misura. I poveri divennero i «bisognosi». (pp. 53-54)“

„McTeigue – che ha lavorato come assistente dei fratelli Wachowski alla trilogia "Matrix", con cui questo film condivide alcuni temi chiave – riesce a dare verve ad una storia lunga e complessa attraverso il brillante impiego di rapidi e indovinati flashback, combattimenti e l'occasionale episodio dell'esposizione. A differenza di "The Matrix", che prima vi colpisce a livello visivo e solo dopo, sull'onda del successo, svela le sue implicazioni politiche e culturali, "V per Vendetta" dichiara subito la sua portata ideologica, riuscendo poi a sfruttare l'elemento spettacolare come veicolo per la diffusione del suo messaggio. Quindi non credo che rivoluzionerà la storia del cinema. Ma potrebbe incidere grandemente sulla stessa realtà.“

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Aldo Grasso 62
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„Nella paleo-TV (anni '50 e '60), le rubriche librarie hanno un atteggiamento pedagogizzante verso il pubblico, tipico di tutta la televisione di quegli anni. [... ] Nasce la figura del divulgatore di libri e assume le sembianze di Luigi Silori, ex assistente di Ungaretti, docente di letteratura italiana contemporanea nell'ateneo genovese, come tiene a precisare il Radiocorriere: «Viene dalle fila della cultura universitaria, ma non ritiene illegittima questa partecipazione della letteratura alla vita, questa riscoperta comunicazione tra l'uomo e il suo libro». Le trasmissioni di Silori sono delle sfilate, delle passerelle di uomini e libri; è anche l'unico conduttore di trasmissioni sui libri cui sia concesso il privilegio di frequentare il palinsesto serale.“

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Galileo Galilei 30
scienziato italiano 1564 – 1642
„Voi errate, signor Simplicio; voi dovevi dire che ciaschedun sa ch'ella si chiama gravità. Ma io, non vi domando del nome, ma dell'essenza della cosa: della quale essenza voi non sapete punto piú di quello che voi sappiate dell'essenza del movente le stelle in giro, eccetuatone il nome, che a questa è stato posto e fatto familiare e domestico per la frequente esperienza che mille volte il giorno ne veggiamo; ma non è che realmente noi intendiamo piú, che principio o che virtú sia quella che muove la pietra in giú, di quel che noi sappiamo chi la muova in su, separata dal proiciente, o chi muova la Luna in giro, eccettoché (come ho detto) il nome, che piú singulare e proprio gli abbiamo assegnato di gravità, doveché a quello con termine piú generico assegnano virtú impressa, a quello diamo intelligenza, o assistente, o informante, ed a infiniti altri moti diamo loro per cagione la natura. (giornata prima, p. 58; citato in Koyré 1979, p. 248-9)“


Friedrich Glauser 3
scrittore svizzero 1896 – 1938
„Cosa non inventano gli uomini! Ci sono consulenti matrimoniali, psicologi con una posizione sicura, psicoterapisti, assistenti sociali; hanno costruito istituti per alcoolizzati, istituti di educazione, case di riposo... E tutto questo viene gestito con zelo da burocrati... Ma con zelo ancora maggiore e meno burocrazia si fabbricano bombe a gas, incrociatori corazzati, mitragliatrici... Per annientarsi a vicenda... Un problema scottante, quello del progresso. Si nutrono sentimenti umanitari, col pensiero recondito di togliersi reciprocamente di mezzo il più presto possibile... (p. 152)“

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Volker Schlöndorff 4
regista tedesco 1939
„Il periodo passato a fare l'assistente è stato assolutamente meraviglioso, perché trovo sia un grande piacere essere al servizio degli altri ed essere nel cuore di un film senza avere nessuna responsabilità sul risultato finale. Lì ho imparato la regola di non mollare mai, di tenere duro e continuare, quali che siano le difficoltà incontrate durante la lavorazione di un film. Si può sempre trovare un altro modo di realizzare un progetto apparentemente naufragato. Il discorso vale anche per le riprese di una sola inquadratura, o l'espressione precisa di un attore. (p. 58)“

Domenica Luciani 20
scrittrice italiana 1962
„'Sara': QUESTO È TROPPO!
'Ozzy' (voce narrante): La scena è questa: la finestra di cucina è aperta, con le tendine a ciliegine svolazzanti. La mamma strilla come un'ossessa aggrappata allo stivale di un vecchio che se ne sta a cavalcioni sul davanzale. No, non è un vecchio. È solo uno coi capelli così biondi che sembrano bianchi, come quelli di un albino.
'Sara': ADESSO BASTA! SCENDI!
'Ozzy' (voce narrante): La cosa più assurda è che più lei strilla, più l'Albino si sganascia dalle risate. Eppure, uno in bilico sulla finestra di un settimo piano avrebbe più da piangere che da ridere. Il tizio allarga le braccia, mentre il vento gli scarruffa i ciuffi bianchi sulla capoccia.
'Roddy': Guarda Sara, senza mani!
'Ozzy' (voce narrante): Grida l'Albino con uno spiccato accento americano. Ho detto uno spiccato accento... Cavolo, l'Albino è lui! In un attimo realizzo che il Californiano sta per buttarsi dalla finestra. Farà a tempo a sganciare l'assegno prima di spiaccicarsi sul cortiletto condominiale? Non farà a tempo: tira che ti tira, la mamma è rimasta col suo stivale in mano inorridita. In un balzo il pazzo scavalca il davanzale e piomba giù... Un istante dopo riappare sghignazzando, issandosi sul davanzale. Poi tonfa sul pavimento di cucina, facendo un bel rutto.
'Roddy': Visto? Sono appena planato sul cornicione e non sono caduto di sotto. Prova che non sono affatto sbronzo come dici!
'Ozzy' (voce narrante): La mamma gli scaglia addosso lo stivale, ma lui si abbassa prontamente e io, che mi sono sporto un po' più del dovuto dalla porta, mi becco in piena faccia tacco e sperone (il Californiano ha in realtà stivali da Texano). Al mio grido soffocato i due si voltano di scatto.
'Roddy': Porca zozza!
'Ozzy' (pensiero: "Che razza di linguaggio...")
'Sara': Ozzy! Dio mio, stai sanguinando! 'Ozzy' (voce narrante): Io mi passo la mano sulla bocca e la ritiro piena di sangue.
'Ozzy' (voce narrante): "Non è niente" faccio, accasciandomi svenuto sul pavimento. La vista del sangue non è per noi Loffi.“

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Sigmund Freud 167
neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psi... 1856 – 1939
„Nei primi anni di università dovetti rendermi conto che la peculiarità delle mie doti naturali, e la loro limitatezza, mi impedivano di ottenere qualsiasi successo in svariate materie scientifiche sulle quali mi ero gettato con giovanile e presuntuoso entusiasmo … Nel laboratorio di fisiologia di Ernst Brücke trovai finalmente la tranquillità e ottenni piena soddisfazione incontrando fra l'altro delle persone che potevo rispettare e prendere a modello: Brücke stesso, il maestro, e i suoi assistenti Sigmund Exner e Ernst Fleischl von Marxow … Le discipline propriamente mediche, fatta eccezione per la psichiatria, non esercitavano su di me una grande attrazione. (p. 77 e s.)“

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