Frasi su attonito

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Alessandro Baricco 335
scrittore e saggista italiano 1958
„Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle –Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni –i giorni, gli istanti– che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo –Tu sei matto. E per sempre lo amerà.“

Franco Tagliafierro 1
scrittore italiano 1941
„Nicola Losapio giaceva supino sul letto. Vicino al capezzale una candela accesa. Aldilà del letto, allineati contro la parete, cinque giovani con le facce afflitte, rigidi solenni. La più attonita delle facce rigata di lacrime. Erano i suoi colleghi di università. Subito accorsi perché erano anche i suoi vicini di casa. In quel palazzo i piani alti erano suddivisi in piccoli appartamenti per affittarli a studenti venuti dalle province. Nella stanza faceva caldo, ronzavano mosche. Davanti alla finestra aperta un medico, un grosso prete che si sventagliava con il cappello, il padrone di casa e il giudice di quartiere discutevano sottovoce.“


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Alberto Moravia 45
scrittore italiano 1907 – 1990
„Il sentiero pareva essere quello antico, con i gradini a cordonata e le pietre esagonali. A misura che salivo, m'investiva un calore vivificante. Il sole illuminava le rosse colonne fino a tre quarti della loro statura; sui capitelli rotondi era l'ombra dell'alto frontone; e parevano persone ritte nella luce, con la faccia riparata e gli occhi nascosti. Il verso liquido dei neri uccelli cui il luogo silenzioso ed attonito rifiutava la benché minima eco, la folta erbaccia che cresceva sul suolo interno del tempio, la vista sfondata delle montagne lontane tra l'una colonna e l'altra, sul capo il cielo dove un tempo era stato il soffitto; e nonostante questi segni di desolazione e d'abbandono, il nessun senso di rovina, l'accordo insomma del tempio con la natura circostante come se fosse stato costruito per starsene così solo e vuoto e non per riti solenni di un popolo vivente; fu questo contrasto, o meglio questa mancanza di contrasto, questa serenità, ciò che mi fece a prima vista impressione.“

„La scoperta della Sicilia è uno dei motivi più fertili e frequenti della letteratura sette-ottocentesca dei «viaggiatori» stranieri in Italia. L'aspirazione al mitico, solare Sud sembra, nella immaginazione di tedeschi, inglesi francesi nordici, raggiungere l'apice più ricco di sorprese e di novità nell'esplorazione attonita, stupita (ma non per questo meno animata da vigile spirito critico e selettivo) dell'isola «del sole», della «terra del fuoco», della «terra della primavera perenne»
Ma la scoperta – come "comprensione" e serena valutazione – della Sicilia è un fatto che riguarda ancor oggi noi italiani. E possiamo compierla, completarla anche seguendo la lunga eco che il Viaggio in Sicilia ha suscitato attraverso le pagine dei viaggiatori stranieri.
Ogni scrittore, dal Settecento al Novecento, possiede una sua «retorica» della Sicilia, che è in parte la retorica del suo tempo, in parte il contributo di una propria suggestione, colma d'attesa e di speranza. E la scoperta si conclude sempre, o quasi sempre, col senso di una gioiosa meraviglia: questo sentimento di un mirabile remoto paradiso che aveva donato al Goethe il gusto dolcissimo e malinconico della sua celeberrima evocazione:
«sai tu la terra ove i cedri fioriscono?
Splendon tra le brune foglie arance d'oro
pel cielo azzurro spira un dolce zeffiro
umil germoglia il mirto, alto l'alloro...»
Da Goethe a Peyrefitte – i due estremi cronologici e spirituali di questa antologia – il senso dell'ammirata scoperta si ripete e si conferma. (dalla prefazione a Viaggiatori stranieri in Sicilia)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„C'è un'inquietudine che tormenta la buona e la cattiva coscienza del visitatore un po' attonito del museo e lo invita a trasformarsi in altro, con le parole maliziose del vecchio saggio cinese: «Non amava leggere, ma scriveva. Leggeva solo per cominciare a scrivere. «Di questo passo − gli dissero − diventerai sempre più ignorante». «O forse più sapiente?» − rispose quello con un lieve sorriso». (da Prefazione, p. 10)“

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Il Farinotti 35
critico cinematografico italiano 1951
„Si tratta di un autentico cult movie, tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un road movie; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di Scola, Risi e Maccari è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco Gassman, finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente Trintignant si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo charme opaco di una zia del suo amico. In ogni spostamento, dalla Roma deserta del mattino di Ferragosto lungo le strade della Versilia fino alla Costa Azzurra, si gioca la sua dignità e persino la sua figura di padre. la partita a ping-pong con Gora è al riguardo esemplare. L'attonito Trintignant in questa scuola dei diritti è infatti l'unico a soccombere, emblematicamente. Non pochi hanno lamentato il cambio di atmosfera dell'epilogo: un brusco risveglio dalla partitura scoppiettante di una pellicola che sembrava dover dispensare un eclettico piacere a fior di pelle. Come in La grande guerra e Una vita difficile il cinema italiano aveva trovato, se non un vero e proprio stile, un equilibrio basato su una precisa rappresentazione della società italiana, senza dover ricorrere ai macchiettoni che il depravato cinema d'oggi mostra con lugubre allegria. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. Il sorpasso, al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema. (Il sorpasso, p. 1892)“

Luigi Pintor 62
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„Questo ci sbalordisce, ci lascia attoniti: che il mondo si rivela oggi più globale di ieri nella sua instabilità e vulnerabilità. Che cosa faremo, ci rallegreremo che la confusione non sia stata mai così grande sotto il cielo? Invocheremo la Bibbia? Ci adatteremo a vivere in uno stato d'emergenza permanente? (Chiediamoci perché, 12 settembre 2001)“

Giulio Cesare Cordara 1
gesuita e storico italiano 1704 – 1785
„................ Egregiamente | tu parlerai se ad ogni passo ne le | favole conte un ellenismo piova, | ed una doppia e pur di greca stirpe | vocetta nuova. Né oggimai più tonda | ma ciclica per te sia la padella | ed elliptico l'uovo e microcosmo | l'uomo; e a' ruscelli ed a gli uccelli e a' nembi | de' poeti e a le selve de' pittori | titolo affiggerai sacro, parèrgon. | Oh, se Pindaro in bocca alcuna volta | e Tucidide a te suoni e le pure | Nèfele d'Aristofane o d'Omero | la rapsodia divina! Quali rughe | mirabonde vedrai, quali udirai | voci di sofi – Oh greco dal ciel messo! – | Meno s'affigge con aperta bocca | la contadina, quando a lei pensosa | de la quartana del marito apprende | affetto lui di lento emitritèo | il medico verboso e con ambage | lungi filata attonita l'avvolge. (Il grecizzante)“


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Giuseppe Ungaretti 26
poeta italiano 1888 – 1970
„Quando mi desterò | dal barbaglio della promiscuità | in una limpida e attonita sfera || Quando il mio peso mi sarà leggero | Il naufragio concedimi Signore | di quel giovane giorno al primo grido. (Preghiera; p. 97)“

Giovanni Camerana 12
poeta, critico d'arte e magistrato italiano 1845 – 1905
„É autunno. Il parco tanto verde un dì, | splendido tanto, | intirizzisce nella nebbia; il canto | cessò nei rami; ogni allegria finì: | È il triste ottobre. I fracidi sentier | son seminati | di foglie gialle e piene d'acqua; i prati | fumano, come un immenso incensier; | sullo stagno, che attonito squallor, | che strana calma! | Forse lenta nel fondo erra la salma | di qualche ondina dai capelli d'or; | le bacian l'alghe flessuose il piè | fatto di neve; | non è una morta, è un'ombra bianca e lieve, | una ideale trasparenza ell'è; | nel buio specchio rigato qua e là | di un tenue filo | bianco, immerge la selva il suo profilo, | la sacra selva per antica età; | è autunno, è il pianto, il respir | dell'agonia; | gravi echi d'arpa e strofe d'elegia | paion dal lago e dalla selva uscir... (Corot, p. 776)“

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Renato Fucini 29
poeta e scrittore italiano 1843 – 1921
„L'aspetto del Vesuvio, quella notte, era troppo solenne. La insolita vivacità che lo animava presentava ai nostri sguardi uno di questi grandi spettacoli della natura, davanti ai quali ci sentiamo forzati a contemplare attoniti e silenziosi.“

Nicola Lisi 14
scrittore italiano 1893 – 1975
„145. Di compagnia perenne - Sperimentò, fuggevole, il non più essere condizionato dalla presenza visiva, forse soltanto intellettualmente, della propria attonita forma. (p. 376)“


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Paolo Ferrari (commediografo) 10
commediografo e scrittore italiano 1822 – 1889
„Insomma io resto attonito né posso attribuire! (I, 6)“

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Vincenzo Monti 183
poeta italiano 1754 – 1828
„Tutta è ne' sensi attonita, | E dove sia non vede. | Al caro viso il timido | Sguardo levar non osa, | O a mezzo sguardo arrestasi | Incerta e vergognosa. (p. 32)“

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Cecil Beaton 2
fotografo e costumista britannico 1904 – 1980
„Marilyn Monroe fa venire in mente il bouquet di uno spettacolo pirotecnico che strappa agli sbalorditi spettatori un coro di attonite esclamazioni. Lei è spettacolare quanto gli argentei zampilli di una "Fontana del Vesuvio"; si è proiettata fuori dall'oscurità fino a diventare il sex symbol del dopoguerra, la pin-up di un'epoca. (citato in Marilyn, p. 246)“

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Dan Brown 49
scrittore statunitense 1964
„Non raccontatelo a nessuno, ma io nel giorno del dio pagano del sole, Ra, mi inginocchio ai piedi di un antico strumento di tortura e ingerisco simboli che stanno per sangue e carne. Gli studenti erano attoniti. Langdon aveva fatto spallucce. Se volete saperne di più, venite nella cappella dell'università domenica prossima, inginocchiatevi ai piedi del crocifisso e fate la comunione.“

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