Frasi su ausiliario

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„I buansu presi giovani si addomesticano bene. Dimostrano molto attaccamento al loro custode, e, se questo se ne intende, può farsene eccellenti ausiliari di caccia. Sgraziatamente il buansu pare voler essere devoto solo al suo padrone. Non solo non può servire ad altri cacciatori, ma talvolta anche diventa pericoloso a motivo dello acuto suo morso. (p. 367)“

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Pietro Siciliani 7
pedagogista e filosofo italiano 1832 – 1885
„Dal momento che lo Stato come organismo etico è laicamente religioso in quanto è morale di per sé stesso, non v'è alcun bisogno di chiese né di confessioni. E le confessioni e le chiese, cessano d'essere instituzioni sociali e assumento forma d'instituti privati, diventeranno per ciò stesso, [... ] altrettante forze ausiliarie della morale naturale.“


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Romano Guardini 41
presbitero, teologo e scrittore italiano 1885 – 1968
„L'uomo ha certamente bisogno di strumenti ausiliari, in gran numero e il più possibilmente perfezionati. Tuttavia essi rimangono sempre un aiuto.“

Francesco Mastriani 45
scrittore italiano 1819 – 1891
„La polizia tollerava e talvolta favoriva eziandio la camorra, nella quale si riprometteva per ogni circostanza un'ausiliaria potente contro il ceto de penniferi. (Prima Piaga, Parte seconda, II, p. 164)“

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Massimo D'Azeglio 23
politico italiano 1798 – 1866
„L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione. (cap. XXX)“

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Claudio Rendina 35
scrittore, poeta e giornalista italiano 1938
„C'è insomma una quantità di denaro accumulata dall'opera e dirottata dai dirigenti in "società ausiliarie", che non figurano ufficialmente come appartenenti all'opera, ma sono comunque affidate a iscritti, tenuti peraltro a uno speciale giuramento. (p. 189)“

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Abdelaziz Bouteflika 1
politico algerino 1937
„Di un ausiliario militare fecero allora un riformatore civile, di un autodidatta incompiuto un letterato, di un resistente per caso un eroe di guerra, di un festaiolo acclarato un brillante diplomatico, di un dignitario un oppositore, di un disgregatore un paladino dell'unità, di un revanscista narcisistico un profeta... Sono giunti al punto di fare di Bouteflika uno scapolo incallito mentre quest'uomo è sposato da tredici anni!“

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Camillo Benso Cavour 25
politico e patriota italiano 1810 – 1861
„L'avvilimento della patria ha così sconvolto il suo cuore che s'appiglia con foga ai principî che giudica più atti per ridare a quella la libertà e la indipendenza. Ho fatto tutti gli sforzi per richiamarla a sentimenti più ragionevoli. Mi è stato facile mostrarle la vanità e il nessun fondamento delle teorie che l'avevano sedotta. La ragione è onnipotente quando ha per ausiliario l'amore. (dal diario, settembre 1835)“


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Papa Paolo VI 110
262° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1897 – 1978
„[A Plinio Corrêa de Oliveira] Sua Santità gioisce di te perché descrivesti e difendesti con acume e chiarezza l'Azione Cattolica, di cui possiedi una piena conoscenza, e per la quale hai un grande apprezzamento, in tal modo che si è reso chiaro a tutti quanto è opportuno studiare e promuovere questa forma ausiliare di apostolato gerarchico.“

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Massimo D'Azeglio 23
politico italiano 1798 – 1866
„L'ozio avvilisce ed il lavoro nobilita: perché l'ozio conduce uomini e nazioni alla servitù; mentre il lavoro li rende forti ed indipendenti. [... ] L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educaione.“

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Junio Valerio Borghese 24
militare e politico italiano 1906 – 1974
„30 giugno. Amara, terribile delusione! Alle 5:00 ero in mare con tutta la spedizione; motori ausiliari, velocità miglia 6, solito imbatto da SE. La navigazione pare si svolga bene, ma alle 6 devo far fermare tutti perché un MT a rimorchio di un mas sta facendo acqua e corre pericolo di affondare. Accertatomi della cosa, non voglio perder tempo, piglio a rimorchio del mio mas l'altro MT di quel mas e lo rimando indietro ad Augusta con l'MT che sta affondando. (p. 127)“

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Gustaw Herling-Grudziński 22
scrittore polacco 1919 – 2000
„L'intero sistema del lavoro forzato nella Russia sovietica – in tutti i suoi stadi: interrogatori, udienze, carcere preliminare, e infine il campo – è inteso principalmente non a punire il colpe­vole, ma piuttosto a sfruttarlo economicamente e trasformarlo psicologicamente. La tortura non viene usata negli interrogatori in base a un principio, ma come strumento ausiliario. Lo scopo reale di un'udienza non è di estorcere al prigioniero la firma a un'accusa fittizia, ma la disintegrazione completa della sua per­sonalità individuale. (cap. V, p. 82)“


„[... ] Occorre constatare che l'eredità negativa del vocabolo [Ateo], lungamente sedimentata e assorbita nel tempo, manifesta ancora qualche effetto: così che seguendo l'odierna tendenza all'uso di eufemismi prudenti si preferisce comunque usare nel linguaggio ordinario la locuzione sinonimo «non credente», quasi si desideri far apparire meno aspra l'antinomia.
Vezzo, com'è noto, diffuso ormai su larga scala, per cui non esistono più ciechi, minorati fisici o psichici, netturbibi e bidelli, ma soltanto «non vedenti», «portatori di handicap», «diversamente abili», «operatori ecologici» e «personale scolastico ausiliario». (p. 27-28)“

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Alexandre Dumas (padre) 77
scrittore francese 1802 – 1870
„Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"
"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"
"Nessun altro?"
"Nessuno."
"E si chiama?"
"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"
Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.
"Che uomini!", mormorò.“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„La volta che a San Siro scoppiò un grande applauso perché finalmente, dopo anni, aveva sbagliato un passaggio. O quell'altra che da fuori area colpì la traversa così forte, ma così forte, che il pallone rimbalzò oltre la metà campo e il Milan rischiò di prender gol in contropiede. Quante razioni di buonumore, caro vecchio Nils, e quante lezioni di calcio, in campo e fuori. Con quella maschera alla Buster Keaton e quell'italiano sussurrato che nemmeno dopo cinquant'anni e passa di residenza contemplava i verbi ausiliari e certe consonanti: loro abastansa bene; noi jocato melio. Un signore prima che un campione. Un educatore prima che un allenatore. Non c'era il gusto, o forse il vizio, delle statistiche ai tempi in cui giocava: ma non risulta che sia mai stato ammonito. Così come non c'è traccia di atteggiamenti men che composti nella sua lunga carriera di allenatore, altro che area tecnica tratteggiata col gesso come usa oggi dinanzi alla panchina: il massimo del compiacimento, piuttosto che del disappunto, erano le gambe che si scavallavano per riaccavallarsi dall'altra parte. Questo ovviamente non significava distacco, come ai tempi nostri della recita elevata a sistema si potrebbe pensare: semplice, quanto ferreo, autocontrollo nervoso. Quel matto di Altafini pensò di ripetere al barone lo scherzo riuscito l'anno prima con Rocco: rannicchiarsi tutto nudo nell'armadio dell'allenatore e saltar fuori urlando quando quello lo apriva. La differenza è che il Paròn era saltato per aria dallo spavento: Liedholm alzò un sopracciglio e ricordò al centravanti che il suo ripostiglio era un altro. Due scudetti da allenatore, Milan e Roma. Il primo nel '79, con un gioco offensivo imperniato su di un unico attaccante, Chiodi, la cui caratteristica principale era quella di non segnare mai. Il secondo nell'83, con il povero Di Bartolomei finto libero supportato dalla velocità di Vierchowod. Fu allora che Boniperti provò a chiamarlo alla Juventus: per sentirsi rispondere, grazie presidente, ma sarebbe tropo fascile. Quattro titoli da giocatore dopo l'oro olimpico a Londra '48 con la Svezia. Un maratoneta illuminato, lo stantuffo inesauribile al servizio del talento di Gren e della potenza di Nordhal. Chi ha visto giocare il trio svedese del Gre-No-Li, con tutto il rispetto per quello olandese a cavallo degli anni '90, ne conserva un ricordo insuperato. Chi ha ascoltato lo storico trio radiofonico di Tutto il calcio minuto per minuto, non avrà dimenticato che a dosare la verve dei due più celebri solisti, Enrico Ameri e Sandro Ciotti, c'era dallo studio centrale la voce di Roberto Bortoluzzi. Se n'è andato anche lui, nel pomeriggio di ieri, ultimo testimone di una grande stagione radiofonica che ha dispensato a generazioni di tifosi emozioni, gioie, sofferenze: con il timbro di una classe senza eguali. (6 novembre 2007)“

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