Frasi su autocoscienza

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Johann Gottlieb Fichte 44
filosofo tedesco 1762 – 1814
„L'autocoscienza empirica, ossia la consapevolezza di una qualsivoglia determinazione presente in noi, non è possibile se non presupponendo un Non-Io. Questo Non-Io deve esercitare un'azione sulla capacità elettiva dell'uomo che noi chiamiamo sensibilità. L'uomo, dunque, in quanto è qualcosa, è un ente sensibile. (p. 12)“

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Carl Sagan 32
astronomo e scrittore statunitense 1934 – 1996
„Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (da Cosmo, traduzione di T. Chersi, Mondadori)“


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Bruce Lee 39
attore, artista marziale e filosofo statunitense 1940 – 1973
„Le sei infermità [di un eccesso di autocoscienza]. – Le sei infermità sono:
il desiderio di vittoria;
il desiderio di ricorrrere ad astuzie tecniche;
il desiderio di esibire tutto ciò che si impara;
il desiderio di incutere soggezione all'avversario;
il desiderio di abbandonarsi ad un ruolo passivo;
il desiderio di liberarsi di qualunque infermità da cui si sia eventualmente affetti.“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Anche quel senso della verità, che in fondo è il senso della sicurezza, l'uomo l'ha in comune con l'animale: non ci si vuol lasciar ingannare, non si vuol esser tratti in errore da noi stessi, si presta un diffidente ascolto all'esortazione delle proprie passioni, ci si domina e si rimane in agguato contro se stessi; tutto questo l'animale lo comprende parimenti all'uomo, anche in lui il dominio di sé si sviluppa dal senso del reale (dalla saggezza). Parimenti l'animale osserva gli effetti che esercita sulla rappresentazione di altri animali, e da lì impara a rivolgere il suo sguardo indietro su se stesso, a considerarsi «oggettivamente»; così ha il suo grado di autocoscienza. L'animale giudica i movimenti dei suoi nemici e amici, impara a memoria le loro peculiarità, su queste si regola: verso individui di una determinata specie rinunzia una volta per tutte alla lotta e così, nell'avvicinare alcuni tipi di animali, indovina l'intenzione di pace e di accordo. Gli inizi della giustizia, come quelli della saggezza, della moderazione, del coraggio, – in breve tutto ciò che noi definiamo virtù socratiche, è di carattere animale: una conseguenza di quegli istinti che insegnano a cercare il cibo e a sfuggire ai nemici. (26; 2012)“

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Giorgio Manganelli 70
scrittore, traduttore e giornalista italiano 1922 – 1990
„Il labirinto, mi dico, deve essere labirintico. Non credo che possa tollerare una soluzione, né è possibile descriverlo. (da Autocoscienza del labirinto)“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„La fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione. (46; 2007)“

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Philip José Farmer 11
scrittore e autore di fantascienza statunitense 1918 – 2009
„Qualsiasi cosa che abbia un cervello abbastanza complesso da usare il linguaggio in modo spiritoso o creativo deve per forza avere autocoscienza e libero arbitrio. (p. 114)“

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Robert Spaemann 7
filosofo e teologo tedesco 1927
„Se vogliamo essere reali dobbiamo rimanere attaccati all'esistenza di Dio, che è il garante dello spazio della verità, entro il quale il soggetto può recuperare la propria identità oltre l'autocoscienza istantanea.“


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Greg Egan 12
scrittore di fantascienza australiano 1961
„Fecero l'amore con quei loro corpi, e cervelli, quasi tradizionali. Paolo fu divertito al punto di distrarsi quando il suo sistema limbico andò in overdrive, ma ricordava ancora l'ultima volta e smorzò l'autocoscienza per arrendersi a quella strana sensazione. (p. 202)“

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Tommaso Giartosio 24
scrittore italiano
„Anche quando cerchiamo di essere chiari – anzi, soprattutto allora – finiamo per nasconderci in tutti sincerità tra distinzioni e mezze luci: è questa infatti la chiarezza della nostra mente; il distacco di sé dal sé, l'autocoscienza che dovrebbe acuire la visione, spesso la offusca. (cap. III, p. 59)“

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Karl Raimund Popper 79
filosofo austriaco 1902 – 1994
„L'atteggiamento razionalistico... [è] minacciato sia da destra che da sinistra. [... ] Questa è la ragione per cui il conflitto tra razionalismo e irrazionalismo è diventato il più importante problema intellettuale e forse anche morale del nostro tempo. [... ] Lo Stato inteso come la realtà della volontà sostanziale, realtà ch'esso ha nell'autocoscienza particolare innalzata alla sua universalità, è il razionale in sé e per sé.“

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John Carew Eccles 2
neurofisiologo e filosofo australiano 1903 – 1997
„L'emergere della vita non avrebbe potuto essere predetto neppure partendo da una completa conoscenza di tutti gli eventi di un mondo prebiotico; e neppure si sarebbe potuto predire l'emergere dell'autocoscienza. Contro la teoria materialistica monistica io esporrò la mia convinzione che nella nostra esistenza e nelle nostre esperienze di vita c'è un grande mistero, non spiegabile in termini materialistici. Il nostro sentimento di libertà non è un'illusione e il cosmo non è qualcosa che gira perennemente senza senso. Le nostre conoscenze non possono andare al di là del fatto che siamo tutti parte di un qualche grande disegno. (John Carew Eccles, L'origine della vita, Garzanti, 1983, pp. 18-19)“


Pietro Citati 74
scrittore e critico letterario italiano 1930
„Mentre col suo finissimo bisturi scomponeva la realtà nelle sue parti elementari, rischiava di restare vittima della dialettica indefinita della mente. Ne ebbe paura: anche più della morte; e forse anche per questo adottò, in un estremo tentativo di salvarsi dalla vertigine intellettuale, le violente semplificazioni della sua predicazione cristiana.
Questa continua autocoscienza intellettuale rafforzò in lui il senso metafisico del falso. Come tutti i prigionieri del cerchio vizioso dell'intelligenza, non poteva che trovare falsi tutti i pensieri e i sentimenti, dai quali via via distaccava e allontanava la mente. (p. 22)“

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Jonathan Franzen 11
scrittore e saggista statunitense 1959
„[Su David Foster Wallace] Non esisteva scrittore vivente dotato di un virtuosismo retorico più autorevole, entusiasmante e inventivo del suo. Arrivato alla parola numero 70 o 100 o 140 di una frase sprofondata dentro un paragrafo lungo tre pagine e intriso di umorismo macabro o di autocoscienza favolosamente reticolata, sentivi l'odore di ozono esalare dalla precisione scoppiettante del costrutto che lui impartiva alle frasi, dal destreggiarsi fluido e calibratissimo tra dieci livelli di dizione: alta, bassa, media, tecnica, avanguardistica, secchiona, filosofica, gergale, farsesca, esortativa, teppistica, sdolcinata o lirica. Quelle frasi e quelle pagine, quando riusciva a crearle, erano una dimora sincera, sicura e felice quanto ogni altra avuta in quasi tutti i venti della nostra conoscenza.“

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Domenico Losurdo 26
filosofo italiano 1941
„Epperò, proprio da questa ricostruzione storica, lontana da ogni tono apologetico ed edificante, emergono i reali meriti e i reali punti di forza del liberalismo. Dando prova di una straordinaria duttilità, esso ha cercato costantemente di rispondere e adattarsi alle sfide del tempo. È vero, ben lungi dall'essere spontanea e indolore, tale trasformazione è stata in larga parte imposta dall'esterno, ad opera di movimenti politici e sociali coi quali il liberalismo si è ripetutamente e duramente scontrato. Ma per l'appunto in ciò risiede la duttilità. Il liberalismo ha saputo apprendere dal suo antagonista (la tradizione di pensiero che, prendendo le mosse dal «radicalismo» e passando attraverso Marx, sfocia nelle rivoluzioni che in modi diversi a lui si sono richiamate) ben più di quanto il suo antagonista abbia saputo apprendere dal liberalismo. Soprattutto, l'antagonista non ha saputo apprendere quello che costituisce il secondo grande punto di forza del liberalismo. Certo, il processo di apprendimento dal liberalismo è tutt'altro che agevole, almeno per coloro che vogliono superare le clausole d'esclusione che attraversano in profondità questa tradizione di pensiero. Nessun'altra più di essa si è impegnata a pensare il problema decisivo della limitazione del potere. Epperò, storicamente, questa limitazione del potere è andata di pari passo con la delimitazione di un ristretto spazio sacro: maturando un'autocoscienza orgogliosa ed esclusivistica, la comunità dei liberi che lo abita è spinta a considerare legittima la schiavizzazione ovvero l'assoggettamento più o meno esplicito, imposti alla grande massa dispersa per lo spazio profano. Talvolta si è giunti perfino alla decimazione e all'annientamento. È dileguata del tutto questa dialettica in base alla quale il liberalismo si trasforma in un'ideologia del dominio e finanche in un'ideologia della guerra? (cap. X, 6, p. 339)“

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Pëtr Dem'janovič Uspenskij 31
filosofo russo 1878 – 1947
„Da tutti gli esempi citati da Bucke, nonché da tutti gli altri che si potrebbero aggiungere, non sarebbe possibile scegliere un solo caso in cui la coscienza cosmica si sia sviluppata in condizioni di vita interiore ad essa contrarie, vale a dire nei momenti di assorbimento da parte della vita esterna, con le sue lotte, con i suoi turbamenti, con i suoi interessi. Affinché la coscienza cosmica si riveli occorre che il centro di gravità di tutto stia per l'uomo nel mondo interiore, nell'autocoscienza, e non in quello esterno. (p. 311-312)“

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