Frasi su autorizzazione

„Festa: Vuoi che lo dica al Re?
Ansaldo: E perché lo diresti al Re?
Festa: Per far archiviare il procedimento. Tu lo sai benissimo, che in processi del genere, in base a un certo articolo del Codice Penale, che mi pare l'articolo 127, occorre l'autorizzazione del Ministero di Grazia e Giustizia; la quale naturalmente non è data se il Re, o Casa reale, fanno sapere che il processo non è gradito. Quindi il Re può sempre intervenire. Se vuoi, io glirlo dico. Egli è mio amico. E tutto è finito.“

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Max Stirner 46
filosofo tedesco 1806 – 1856
„Non rivendico diritti; perciò non ne devo riconoscere alcuno. Ciò che posso prendere con la forza, con la forza lo prendo; a quello che non posso ottenere con la forza non ho nessun diritto, e non mi dò arie, né mi consolo parlando dei miei imperscrutabili diritti… Non m’interessa se ho diritto o no a una data cosa, se sono autorizzato o no a fare questo o quello; quando ho il potere, diritti e autorizzazioni me li prendo da solo, e non ho bisogno che me li riconosca un altro.“


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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Marco Aime 21
antropologo e scrittore italiano 1956
„L’autorizzazione all’insulto, all’oscenità nei confronti delle caste superiori assume un carattere di compensazione sociale, seppur fittizio, che, per certi versi, pone i subalterni in una posizione di forza e ricattatoria nei confronti dei superiori. (libro Gli uccelli della solitudine)“

Massimo Franco 16
giornalista e scrittore italiano 1954
„Bankitalia aveva negato l’autorizzazione a eseguire pagamenti da parte di Deutsche Bank Italia, alla quale erano state trasferite molte delle attività finanziarie dello Ior, perché mancavano i presupposti giuridici. (libro La crisi dell'impero Vaticano: Perché la Chiesa è diventata il nuovo imputato globale)“

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Václav Havel 21
scrittore, drammaturgo e politico ceco 1936 – 2011
„Il sistema post-totalitario è ossessionato dal bisogno di legare ogni cosa con un regolamento. La vita in esso è percorsa da una rete di ordinanze, avvisi, direttive, norme, disposizioni e regole (non per niente lo si definisce un sistema burocratico). Buona parte di queste norme sono lo strumento diretto della globale manipolazione della vita, tipica del sistema post-totalitario: l’uomo è solo l’insignificante ingranaggio di un meccanismo gigantesco; il suo valore è limitato alla funzione che in esso svolge; impiego, alloggio, movimenti, espressioni sociali e culturali, tutto deve essere il più possibile abbottonato, codificato e controllato. Ogni deviazione dal percorso prestabilito è bollata come errore, arbitrio e anarchia. Dal cuoco del ristorante che senza il permesso dell’apparato burocratico, difficilmente ottenibile, non può cuocere per gli ospiti qualche specialità che si discosti dalle norme statali, al cantante che senza l’autorizzazione dello stesso apparato non può cantare in un concerto la sua nuova canzoncina, sono tutte persone legate, in ogni manifestazione della loro vita, dal filo burocratico delle ordinanze che nel loro insieme sono il regolare prodotto del sistema post-totalitario il quale sempre più saldamente incatena tutte le intenzioni della vita nello spirito del proprio intento: gli interessi dell’«automatismo» ben lubrificato. (libro Il potere dei senza potere)“

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Massimiliano Allegri 34
allenatore di calcio ed ex calciatore italiano 1967
„Tutte le settimane chiederò l'autorizzazione a Marotta per parlare, su carta semplice. Credo che noi non ci siamo mai lamentati degli arbitri. Non ci siamo mai lamentati e mai ci lamenteremo ad esempio di un fuorigioco, perché è sempre difficile da giudicare, così come dei rigori.“

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Marco Travaglio 142
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Gli Italiani, quando scoprirono di essere stati derubati e grassati per anni dai loro sedicenti rappresentanti, s'incazzarono. Finché durò il fruscio delle mazzette negli orecchi degli Italiani, fu facile per loro comprendere chi fossero le vittime della Grande Ruberia: erano loro. I partiti, per mantenere i loro apparati elefantiaci ed il tenore di vita principesco di molti loro boss, imponevano il pizzo su ogni loro appalto; gli imprenditori gonfiavano i prezzi dei lavori con continue varianti in corso d'opera, lo Stato si svenava con una spesa pubblica sempre più fuori controllo, ed ogni anno veniva da noi a bussare a quattrini con leggi finanziarie sempre più giugulatorie. Nel 1993 eravamo sull'orlo della bancarotta. Lo Stato italiano non aveva letteralmente più un soldo in cassa: mancava persino di che pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. Una situazione pre-Argentina, che costrinse il governo Amato a varare la più spaventosa legge finanziaria della storia d'Europa. Era, quello, lo scontrino fiscale di Tangentopoli. E toccò ai cittadini pagare il conto. Che dovevano fare i derubati? Metter mano ai portafogli e ringraziare chi li aveva ridotti così? Il minimo che si dovesse fare era quel che fecero decine di veneziani, inseguendo De Michelis per le calli della Laguna al grido di «ladròn, ladròn». E quel che fecero migliaia di romani di destra e di sinistra, lanciando banconote false contro Craxi che usciva dalla sua suite all'Hotel Raphael, cantando beffardamente sull'aria Guantanamera: «Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste?». Fu una reazione normale, e non c'è proprio nulla di cui vergognarsi. Anche perché il Craxi in questione era stato appena salvato dalla Camera dei deputati, che aveva respinto gran parte delle richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per gravi episodi di corruzione, e tutte le richieste di arresto e perquisizione avanzate dal pool di Milano. Lo stesso Craxi, pochi mesi prima, si era presentato alla Camera con l'aria dell'accusatore per tenere un discorso ricattatorio puntando il dito sui colleghi e chiamandoli a correo dei propri reati.“


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Viktor Orbán 8
politico ungherese 1963
„ci hanno dato l'autorizzazione per permettere a milioni di migranti di entrare nel nostro continente.“

Thomas Hartung 6
farmacologo tedesco
„Le diverse legislazioni nazionali prevedono test sugli animali obbligatori e i farmaci non ricevono autorizzazioni se questo passaggio viene saltato. Le aziende di conseguenza sono state costrette ad investire in questo campo. La legge purtroppo fa riferimento a metodi superati, non è stata capace di adeguarsi ai tempi.“

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Muriel Barbery 108
scrittrice francese 1969
„[... ] Anche il più turbolento, il più violento, il più ribelle dei figli è tale solo con l'espressa autorizzazione del padre, ed è il padre che, per una ragione a lui ignota, ha bisogno di quel sobillatore, di quella spina piantata nel cuore della famiglia, e cioè di quel focolaio di opposizione grazie a cui vengono smentite tutte le categorie semplicistiche della volontà e del carattere. (p. 134)“

Massimo Fini 76
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„Nel settembre del 1997 Emma Bonino, commissario dell'Unione Europea chiese di visitare l'Afghanistan. I Talebani non avevano alcun obbligo di farla entrare poiché la Ue non riconosceva il loro governo. Tuttavia le diedero il visto e la trattarono con gentilezza e cortesìa come han sempre fatto con gli ospiti, anche durante il periodo drammatico dell'aggressione Usa dell'ottobre 2001, e com'è nella tradizione afgana. Emma poté visitare l'Afghanistan e vedere tutto quello che voleva. Il 28 settembre, seguita da un codazzo di 19 persone, fra delegati Ue, giornalisti, fotografi e cameramen, entrò in un ospedale di Kabul e si diresse dritta e di filato nel reparto femminile dove i fotografi cominciarono a fare i loro scatti e i cameramen a filmare. Un atteggiamento estremamente sciocco perché nella cultura islamica la riproduzione della figura umana è, in linea di massima, vietata. Basta guardare un tappeto persiano; è ornato con elementi vegetali, con animali, con pesci, ma non ci sono figure umane. E questo valeva tanto di più nell'Afghanistan talebano. Del resto anche da noi non si possono fotografare o filmare i degenti senza il loro consenso o l'autorizzazione dei dirigenti dell'ospedale. Arrivò il "Corpo per la promozione della virtù e la punizione del vizio", acchiappò la Bonino e gli altri e li portò al primo posto di polizia. Per un reato del genere era prevista la fustigazione con "le verghe sacre". Alla Bonino fu spiegato come andavano le cose da quelle parti e poco dopo fu rilasciata dai funzionari, perplessi e un poco disgustati. Avrebbero fatto meglio a fustigarla. Con le "verghe sacre", naturalmente. Forse avrebbe capito ciò che, da buona radicale occidentale, non ha mai capito: che anche la sensibilità e i costumi degli altri meritano rispetto. Lei invece ne volle fare un caso internazionale e, tornata a Bruxelles, ottenne che la Ue tagliasse i fondi umanitari per l'Afghanistan.“


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Pietro Siciliani 7
pedagogista e filosofo italiano 1832 – 1885
„Che cos'è il catechismo? È tutto un sistema di filosofia, di politica, di religione condensato in una forma semplice, chiara, determinata, elementarissima. Di qui le infinite difficoltà nell'arte di comporlo, se pur fosse possibile e accettabile. Ma non è possibile né accettabile al modo che d'ordinario ce lo figuriamo. Chi può vantare il diritto d'insegnare un catechismo? Nessuno. La chiesa, il credente, il sacerdote, si dicono autorizzati. Ma ove si chieda una prova istorica di tale autorizzazione, eccoci tosto usciti dalla scienza, ed entrati nel terreno della mitologia. E quando poi si scenda nella pratica, non si capisce perché nella scuola s'abbian da introdurre altri dieci o venti catechismi, altri dieci o venti dommi delle religioni alle quali appartengono o potranno appartenere i giovanetti e le giovanette d'una scuola. Può averlo il padre cotesto diritto? Può averlo la madre che (come dicono) è la "maestra autorizzata da natura"?“

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Magdeleine Hutin 61
1898 – 1989
„Che importa se qualche prudente della terra ci giudica male, purché sul posto i nostri responsabili ce ne diano l'autorizzazione.“

Alberto Savinio 33
scrittore, pittore e compositore italiano 1891 – 1952
„L'idea di utopia è essenzialmente moderna. [... ]. Moderno è l'uomo che pensa con il cervello proprio, non per ispirazione e autorizzazione di un'autorità religiosa o politica. (dall'Introduzione a Tommaso Campanella, La città del Sole, Adelphi, Milano, 1995)“

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Maria Chiara Pievatolo 12
accademica italiana 1963
„L'espressione "proprietà intellettuale" è tanto fuorviante quanto propagandistica: chi riproduce un testo senza autorizzazione non sottrae nessun oggetto, materiale o immateriale, dalla disponibilità di qualcun altro: viola, semplicemente, un monopolio temporaneo riconosciutogli dal diritto positivo, ossia, propriamente, un "privilegio intellettuale". (p. 11)“

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