Frasi su avarizia

Baldassarre Poli 29
filosofo italiano 1795 – 1883
„Tra le passioni piacevoli noi annoveriamo l' amor proprio, l' orgoglio, la vanità, la filantropia, l' amicizia, l' amor conjugale, paterno e figliale, la beneficenza, la gratitudine, il desiderio, la speranza, la gioja, l' entusiasmo, l' amor del piacere, l' avarizia, l' ambizione, l'amor della gloria, l' amor del vero, del bello, dell' onesto, l' amore divino. Tutte queste passioni non meritano d'essere ritenute, né ugualmente trattate allo scopo del morale perfezionamento. Quelle che si debbono assolutamente escludere sono l'orgoglio, la vanità, l'ambizione, l'amor del piacere, l'avarizia e l'entusiasmo, perché contraddicono all'amore armonico di noi e degli altri, opponendosi nello stesso tempo al fine della felicità o al dovere di perfezione co' mali che apportano. Quelle che si debbono mantenere e nutrire sottoponendole però ad un legittimo freno o governo sono tutte le altre, in quanto che si accordano col soprannominato amore armonico di noi e degli altri, e giovano sommamente alla morale perfezione coi beni di cui sono feconde. (p. 580-581)“

Giovanni Vannucci 8
presbitero e teologo italiano 1913 – 1984
„La volontà di potenza, l'egoismo innalzato a sistema, il narcisismo mentale sono le radici sottili e inconsce dello spirito di avarizia.
L'avaro vuole dominare il mondo delle forme, vuole divenire padrone dei suoi fratelli schiacciandoli con il peso delle sue ricchezze. Per questo egli accumula con passione le ricchezze – non vi è cosa che non farebbe per aumentarle – e pensa che il denaro sia tutto, che la potenza economica tenga il posto di ogni altra cosa. Quanto più sarà ricco, tanto più potrà dominare, ma come farà a sapere di essere ricco? L'avaro non lo saprà mai, vedrà se stesso sempre povero, non dirà mai basta all'ingorda fame, e così la volontà di potenza che l'ha sedotto, alla fine lo beffa, muore e il suo tesoro viene disperso.
L'avarizia così offusca il lume della ragione e la conoscenza della grazia: più sarai ricco e più avrai potenza. L'accumulare diventa una mania: l'avaro non vede che il possesso, non vive che per possedere, il possesso è per lui il fine supremo. Il possesso, da schiavo, è divenuto padrone e selvaggiamente trionfa.
L'avaro non riconosce di esserlo, afferma di essere sobrio, parsimonioso, economo, di dover fare delle privazioni per non mancare ai suoi doveri, di non poter essere generoso perché altrimenti lui stesso dovrebbe mendicare, trova continuamente nuove economie e se ne vanta come di un pregio. Non vi è nulla di più spaventoso della buona fede dell'avaro, ed è questa buona fede che gli uccide l'anima.
Gli schiavi di altre passioni finiscono presto o tardi a sentirsi a disagio, le conseguenze delle loro passioni prima o poi li fanno meditare o vergognarsi; la possibilità di riconoscere il proprio peccato è una piccola via di salvezza loro offerta. Ma l'avaro di che cosa può pentirsi o vergognarsi? Frugale per non spendere, casto per economizzare, sobrio per non sprecare, convinto di sacrificarsi per il bene dei lontani eredi, si crea, a maggiore tranquillità, la visione di opere buone cui lascerà, morendo, tutto il suo. Allora si sente un eroe, un santo, un martire.“


Bono Giamboni 13
scrittore italiano
„Avarizia è il quinto vizîo che nasce della mala volontà; e questo fa l'animo vizîoso e disordinato in ciò che 'l fa disideroso ed empio di guadagnare o ritenere ricchez[z]e. E comettesi Avarizia per molte vie, e ha catuna il suo nome per meglio tenelle a mente. E quelli sono i vizî che nascono d'Avarizia, e sono cosí nominati: Simonia, Usura, Ladroneccio, Fur[t]o, Rapina, Forza, Ing[a]nare, Spergiuro, Bugia.“

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Anne-Claude-Philippe de Tubières, conte di Caylus 2
archeologo, pittore e antiquario francese 1692 – 1765
„Vi debbo confessare che, le arti più umili e i bisogni della vita essendo oggetto dei miei studi non meno che le cose di gusto, vi sarei grato se poteste trovarmi qualche pezzo rotto, ma ornato [parla di terrecotte] e soprattutto una forma, anche se frammentaria. non si tratta di avarizia da parte mia, ma le cose da poco possono contribuire a far capire zone oscure del passato... Tutto sommato, i rifiuti di Piazza Navona, tutte quelle cose da nulla, ecco quello che ci vuole per me. (da una lettera a Paolo Maria Paciaudi,; citato in I francesi e il «Voyage d'Italie»)“

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Jules Renard 311
scrittore e aforista francese 1864 – 1910
„Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero. (16 agosto 1904; Vergani, p. 219)“

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Filippo Pananti 20
poeta italiano 1776 – 1837
„Un tal, cascato in mezzo ad un pantano, | disse a un avaro: – Datemi una mano. – | Come, come? – l'avaro replicò – | Io la man darvi? Ve la presterò. - (Avarizia, p. 149)“

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Alphonse Karr 70
giornalista e scrittore francese 1808 – 1890
„La gelosia è un misto d'amore, d'odio, d'avarizia e d'orgoglio. (p. 48)“

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Stendhal 57
scrittore francese 1783 – 1842
„Quello che mi fa credere i Werther più felici, è che Don Giovanni riduce l'amore a essere soltanto un affare ordinario, invece di avere come Werther delle realtà che si modellano sui suoi desideri, ha dei desideri soddisfatti imperfettamente dalla fredda realtà, come nell'ambizione, l'avarizia e le altre passioni. Invece di perdersi nei sogni incantatori della cristallizzazione, egli pensa come un generale al successo delle sue manovre, e in una parola uccide l'amore invece di goderne più di un altro come crede la gente comune.“


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John Mandeville 1
scrittore 1300 – 1372
„Benché i greci siano cristiani, la loro dottrina. Essi infatti sostengono che lo Spirito Santo non procede dal Figlio, ma soltanto dal Padre; e non ubbidiscono alla chiesa di Roma né al papa, affermando che il loro patriarca ha tanto potere dall'altra parte del mare quanto il papa ne ha da questa. Perciò papa Giovanni XXII mandò loro diverse lettere per spiegare come la fede cristiana dovesse essere una sola, e come essi dovessero sottomettersi al papa, vicario di Dio sulla terra, al quale Dio aveva dato il potere di legare e di assolvere, e al quale dunque bisognava sottostare. Ed essi gli mandarono diverse risposte, dicendogli fra l'altro: «Potentiam tuam summam circa tuos subiectos firmiter credimus. Superbiam tuam summam tolerare non possumus. Avaritiam tuam summam satiare non intendimus. Dominus tecum; quia Dominus nobiscum est». Il che vuol dire: «Sappiamo bene che il tuo potere è grande sui tuoi sudditi, ma noi non possiamo tollerare la tua grande superbia. Non intendiamo saziare la tua somma avarizia. Che Dio sia con te, come Dio è con noi». E da loro non ebbe altra risposta. (cap. III; 1982)“

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William Shakespeare 200
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„C'è un'incapacità nell'uomo, innata, a separar l'età dall'avarizia, più che non a tenere separata la carne giovane dalla lussuria; ma l'una è castigata dalla gotta, l'altra dalla sifilide; ma i mali che sono già per lui codesti due mi dispensano dall'indirizzargli anche tutte le mie maledizioni... ('Falstaff'; Parte II, atto I, scena II; Raponi, p. 232)“

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Diogene Laerzio 56
storico greco antico 180 – 240
„Definì l'avarizia la metropoli di tutti i mali. (VI, 50; 2009, p. 221)“

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Aldous Huxley 141
scrittore britannico 1894 – 1963
„La fedeltà partigiana è socialmente disastrosa; ma per gli individui essa può essere molto redditizia, piú redditizia sotto molti aspetti, anche della concupiscenza e dell'avarizia. Libertini e accumulatori di danaro difficilmente riescono a sentirsi orgogliosi della loro attività, ma la partigianeria è una passione complessa la quale permette a coloro che vi si abbandonano di ricavare il massimo vantaggio da entrambi i mondi. Dato che fanno queste cose per amore di un gruppo il quale è per definizione buono ed anche sacro, essi possono ammirarsi e disprezzare i vicini, possono cercare il potere e il danaro, possono godere i piaceri dell'aggressione e della crudeltà, non soltanto senza sentirsi colpevoli, ma con una luce positiva di virtú conscia. La fedeltà al gruppo trasforma questi piacevoli vizi in atti di eroismo. I partigiani sono consapevoli di sé, non come peccatori o criminali, ma come altruisti ed idealisti. E con qualche riserva, lo sono. L'unico guaio è che il loro altruismo è meramente egotismo promosso di grado, e che l'ideale, per cui essi sono pronti spesso a dare la vita, non è altro che la razionalizzazione di interessi corporati e passioni di parte. (I; pp. 25-26)“


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Alvise Corner 1
scrittore e mecenate italiano 1484 – 1566
„Sono così agile che posso ancora cavalcare e salire ripide scale e pendii senza fatica. Sono di buon umore e non sono stanco della vita. Mi accompagno ad uomini di ingegno, che eccellono nella conoscenza e nella virtù. Quando non posso godere della loro compagnia, mi do alla lettura di qualche libro ed alla scrittura. Dormo bene ed i miei sogni sono piacevoli e rilassanti. Io credo che la maggior parte degli uomini, se non fossero schiavi dei loro sensi, delle passioni, dell'avarizia e dell'ignoranza, potrebbero godere di una vita lunga e felice, all'insegna della moderazione e della prudenza.“

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Leonardo Da Vinci 136
pittore, ingegnere e scienziato italiano 1452 – 1519
„Il rospo si pasce di terra, e sempre sta macro, perché non si sazia: tanto è il timore, che essa terra non li manchi. (Avarizia; 1979, p. 53)“

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Eleanor Roosevelt 5
attivista e first lady statunitense 1884 – 1962
„Si dedica tanta attenzione ai peccati aggressivi, come la violenza, la crudeltà e l'avarizia, con tutte le loro tragiche conseguenze, che scarsa attenzione rimane per i peccati passivi, come l'apatia e la pigrizia, che alla lunga possono avere effetti ancor più rovinosi.“

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Italo Svevo 83
1861 – 1928
„Grande, importante malattia quella di Basedow! Per me fu importantissimo di averla conosciuta. La studiai in varie monografie e credetti di scoprire appena allora il segreto essenziale del nostro organismo. Io credo che da molti come da me vi sieno dei periodi di tempo in cui certe idee occupino e ingombrino tutto il cervello chiudendolo a tutte le altre. Ma se anche alla collettività succede la stessa cosa! Vive di Darwin dopo di essere vissuta di Robespierre e di Napoleone eppoi di Liebig o magari di Leopardi quando su tutto il cosmo non troneggi Bismark! Ma di Basedow vissi sol io! Mi parve ch'egli avesse portate alla luce le radici della vita la quale è fatta cosí: tutti gli organismi si distribuiscono su una linea, ad un capo della quale sta la malattia di Basedow che implica il generosissimo, folle consumo della forza vitale ad un ritmo precipitoso, il battito di un cuore sfrenato, e all'altro stanno gli organismi immiseriti per avarizia organica, destinati a perire di una malattia che sembrerebbe di esaurimento ed è invece di poltronaggine. Il giusto medio fra le due malattie si trova al centro e viene designato impropriamente come la salute che non è che una sosta. E fra il centro ed un'estremità – quella di Basedow – stanno tutti coloro ch'esasperano e consumano la vita in grandi desiderii, ambizioni, godimenti e anche lavoro, dall'altra quelli che non gettano sul piatto della vita che delle briciole e risparmiano preparando quegli abietti longevi che appariscono quale un peso per la società. Pare che questo peso sia anch'esso necessario. La società procede perché i Basedowiani la sospingono, e non precipita perché gli altri la trattengono. Io sono convinto che volendo costruire una società, si poteva farlo piú semplicemente, ma è fatta cosí, col gozzo ad uno dei suoi capi e l'edema all'altro, e non c'è rimedio. In mezzo stanno coloro che hanno incipiente o gozzo o edema e su tutta la linea, in tutta l'umanità, la salute assoluta manca. (cap. 7; 1976)“

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