Frasi su bagliore

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Dolindo Ruotolo 22
presbitero italiano 1882 – 1970
„Venne la notte. Era algida ma serena, e brillavano gli astri nel cielo. Un silenzio grande circondava quel luogo, ed una solennità più grande vi regnava, perché l'invisibile corte celeste già veniva in terra a corteggiare il Re divino, e rifulgeva nella sua placida luce spirituale, fatta tutta di conoscenza e di amore. Gli uomini e le cose dormivano, e lontano lontano si vedeva solo qualche bagliore dei fuochi dei pastori che vigilavano il gregge. Gli astri roteavano nel cielo, seguendo le leggi di ordine loro assegnato da Dio, e nel corpo immacolato di Maria si compivano con la stessa precisone le leggi della procreazione. Rutilavano le stelle e rutilava il Sole divino verso l'orizzonte della vita terrena, prossimo a spuntare come raggio attraverso il seno immacolato della Madre. (pp. 1004-1005)“

„L’Amore senza tempo
è la storia di due anime
che bramano fondersi
in un perenne bagliore …“


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Claudio Baglioni 181
cantautore italiano 1951
„È il bagliore di alcuni attimi, è l'errore di mille secoli e per sempre è l'amore. (da Quei due)“

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Ernst Theodor Amadeus Hoffmann 2
scrittore e compositore tedesco 1776 – 1822
„È negli abissi del regno degli spiriti che Mozart ci conduce. Il timore ci avvolge; ma, senza tortura, è come un presentimento dell'infinito. Amore e mestizia risuonano in voci leggiadre, la forza del regno degli spiriti si rivela in un un bagliore purpureo, e in uno struggi ento indicibile inseguiamo le forme che volteggiando tra le nuovole nell'eterna danza delle sfere, ci fanno cenno amichevolmente di unirci alle loro fila.“

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Vinicio Capossela 44
cantautore e polistrumentista italiano 1965
„Veglierò per sempre | per vedere il bagliore da vicino, | finché prenderemo d'anticipo il mattino. | Non è più tardi | e non sarà tardi più | non è più tardi ora | non sarà tardi più. (da Dove siamo rimasti a terra nutless)“

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Susanna Tamaro 90
scrittrice italiana 1957
„E dopo il bagliore del fulmine, il buio della notte profonda, la quiete non quieta del troppo: troppo vedere, troppo soffrire, troppo sapere. Non quiete del sonno, ma della breve morte: quando il dolore è eccessivo, bisogna morire un po' per andare avanti.“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Come le fiamme dei Greci, cronache antiche tramandano, | da sommo dei colli brillavano, in segno d'applauso, di gloria, | in gloria accogliendo un veterano insigne, un qualche eroe, | e d'un rosato bagliore illuminavano la terra da quello servita, | così, alto sulla riva di Manhattan, con la sua frangia di navi, | ardente sollevo una torcia per te, o Vecchio Poeta! (Come le fiamme dei Greci, pp. 653-654)“

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Jack Kerouac 205
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„Su, oltre al bagliore arancione del nostro fuoco si vedevano immensi sistemi di incalcolabili stelle, soli singoli, e bassi grappoli luminosi come Venere, oppure vaste Vie Lattee incommensurabili alla comprensione umana, tutte gelide, blu, argento, ma il nostro mangiare e il fuoco erano color di rosa e dolcezza.“


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Gaio Plinio Secondo 25
scrittore romano 23 – 79
„Cipolle salvatiche non ci sono. Le domestiche con l'odorato e con trar le lagrime rimediano i bagliori, e molto più con la unzione del sugo. Dicesi ancora ch'elle fanno venir sonno, e guariscono le fessure, o piaghe della bocca, mangiate col pane. Guariscono anco i morsi de' cani, bagnate verdi nell' aceto, o secche col melé e col vino, in modo che si sciolgano dopo il terzo giorno. Così sanano ancora le fratture. (XX, 20; 1844, vol. 2, p. 18)“

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Jack Kerouac 205
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„Ero giunto dall'oscurità del grande mondo, in barca, in autobus, in aereo, in treno, fermo, la mia ombra immensa che attraversava i campi, e il bagliore ardente delle locomotive dietro di me mi rendeva onnipotente sulla terra della notte, come Dio. (p. 44)“

Alberto Asor Rosa 19
critico letterario italiano 1933
„Solo menti borghesi di esemplare educazione filistea hanno potuto leggere nell'Orlando Furioso il poema dell'ordine elevato ad "armonia" universale, senza scorgere, dietro la poderosa sistemazione poetica, il corredo immenso d'inquietanti bagliori sotterranei e di dolorose percezioni della tragicità dell'esistenza umana, che quel poema ospita nel suo seno.“

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Jeffrey Eugenides 28
scrittore statunitense 1960
„Il sole calava nella foschia di fabbriche lontane, e nelle casupole adiacenti i vetri riflettevano qua e là il bagliore crudo di quel tramonto inquinato.“


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Curzio Malaparte 73
scrittore italiano 1898 – 1957
„Lungo i fianchi del Vesuvio, fiumi di lava scendevano verso i villaggi sparsi nel verde dei vigneti. Il bagliore sanguigno della lava incandescente era così vivo, che per un immenso spazio intorno i monti e la pianura n'erano percorsi con incredibile violenza.“

Robert Vivier 1
1894 – 1989
„È [... ] quella infanzia e in quella Sicilia, i cui bagliori illuminavano l'oscurità lirica delle prime raccolte che si trovano le fonti alle quali Quasimodo ha attinto il senso umano reclamato dall'istante storico in cui fu precipitato. Ricco di questo tesoro intimo il poeta, invece di ripiegarsi nell'ermetismo individuale sempre più distaccato e prezioso, è andato verso i suoi fratelli. Al dramma che lo assillava egli ha risposto da uomo. Ed è restato uomo, mai più solo. Il poeta innamorato della vita, di questa vita che non è sogno, ma l'occasione unica e impagabile, ha scoperto che nelle cose dell'esistenza non è questione di «io» ma di «noi». (da Quasimodo, in Revue Générale Belge, Bruxelles, novembre 1959)“

Fausta Cialente 22
scrittrice, giornalista e traduttrice italiana 1898 – 1994
„La collera e lo sdegno che gli conoscevo da sempre gli venivano dal suo disprezzo per i regnanti e per la carriera alla quale non s'era mai adattato e l'aveva indubbiamente fatto soffrire; ma la sua ribellione, le sue critiche non si legavano — come dovetti giudicare più tardi — alla realtà d'un fermento sociale che gli era invece estraneo e del quale non riusciva a cogliere i bagliori. L'avevo, sì, udito condannare aspramente l'infamia del Bava Beccaris di tanti anni prima, ma anche quell'episodio, per lui vergognoso, l'aveva messo sul conto dell'ottusità e del cinismo dei regnanti e della viltà d'un governo che giudicava incapace o irresponsabile — mai reazionario e classista. Sembrava anzi ignorare non solo il significato di questi termini, che del resto non adoperava, ma anche la crescente potenza d'una classe dirigente borghese, quindi non poté allora capire quel che la storia c'insegnò poco dopo, a noi che non avevamo ancora vent'anni: e cioè che la guerra del '15 non era stata affatto una continuazione del Risorgimento (oh, le frasi romantiche e patetiche che come zucchero caramellato filavano nell'aria scintillante del giardino di via dell'Istria!) bensì la grossa manovra d'una borghesia paurosa e irritata che voleva sopra tutto ostacolare l'avanzata del socialismo. Anche i reazionari triestini irredentisti avevano dimostrato, al tempo loro, come il Venezian, un congenito disprezzo per i lavoratori ("date il superfluo ai poveri!") e un loro miope, livido antisocialismo. La conseguenza che ai nostri occhi diveniva sempre più chiara ed evidente era che la borghesia nazionale aveva senz'alcuno scrupolo gettato in guerra una massa composta quasi unicamente di contadini, e di contadini del sud, i più ignoranti e i più miseri, quindi i più adatti a esser precipitati in un conflitto di cui non avrebbero capito nulla e avrebbero sopportato come una delle tante sciagure che piovevano sulla loro vita faticosa e primitiva — un diluvio o un terremoto, per l'appunto — con quella pazienza e quella rassegnazione che insegnava loro una chiesa tanto dolce e mite per i ricchi e tanto severa per i poveri. (parte III, cap. II, p. 175)“

Giorgio di Gallipoli 1
poeta e archivista italiano
„Il principe potente e tre volte beato, Federico, Bagliore di fuoco, la meraviglia del mondo, il cui arco è di bronzo e il cui dardo è folgore che brucia da parte a parte i nemici, a lui Federico, che ha il nome sfavillante e guida la gloria, servono la terra, il mare e la volta del cielo. (da Colloquio della città di Roma con l'imperatore Federico II, vv. 20-25, testo e traduzione dal greco a cura di Marcello Gigante)“

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