Frasi su balcone

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Eduardo De Filippo 18
drammaturgo, attore e regista italiano 1900 – 1984
„C'aggi' 'a fa'? Tu saie tutto... Saie pure pecchè me trovo int' 'o peccato. C'aggi' 'a fa'? » Ma essa zitto, nun rispunneva. (Eccitata) «E accussì ffaie, è ove'? Cchiù nun parle e cchiù 'a gente te crede?... Sto parlanno cu' te! (Con arroganza vibrante) Rispunne!». (Rifacendo macchinalmente il tono di voce di qualcuno a lei sconosciuto che, in quel momento, parlò da ignota provenienza) «'E figlie so' ffiglie!». Me gelaie. Rummanette accussì, ferma. (S'irrigidisce fissando l'effige immaginaria) Forse si m'avutavo avarria visto o capito 'a do' veneva 'a voce: 'a dint' a na casa c' 'o balcone apierto, d' 'o vico appriesso, 'a copp' a na fenesta... Ma penzaie: «E pecchè proprio a chistu mumento? Che ne sape 'a ggente d' 'e fatte mieie? E' stata Essa, allora... È stata 'a Madonna! S'è vista affrontata a tu per tu, e ha vuluto parlà... Ma, allora, 'a Madonna pe' parlà se serve 'e nuie... E quanno m'hanno ditto: "Ti togli il pensiero!", è stata pur'essa ca m' 'ha ditto, pe' me mettere 'a prova!... E nun saccio si fuie io o 'a Madonna d' 'e rrose ca facette c' 'a capa accussì! (Fa un cenno col capo come dire: "Si, hai compreso") 'E figlie so' ffiglie!» E giuraie.“

Michele Marzulli 34
poeta, pittore e scrittore italiano
„Non fiori e rampicanti | ho sopra ai miei balconi, | né sguardi di passanti. (da Piccolo mondo, vv. 1-3, p. 56)“


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Carlo Emilio Gadda 53
scrittore italiano 1893 – 1973
„Lui, il primo Racimolatore e Fabulatore ed Ejettatore delle scemenze e delle enfatiche cazziate, quali ne sgrondarono giù dal balcone ventitré anni durante: sulle povere e macre spalle di una gente sudata, convocata birrescamente a' sagrati maledetti, a' rostri delle future isconfitte, incitata alle acclamazioni obbligative. [... ]“

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Matilde Serao 15
scrittrice e giornalista italiana 1856 – 1927
„Credete che al napoletano basti la Madonna del Carmine? Io ho contati duecentocinquanta appellativi alla Vergine, e non sono tutti. Quattro o cinque tengono il primato. Quando una napoletana è ammalata o corre un grave pericolo, uno dei suoi, si vota a una di queste Madonne. Dopo scioglie il voto, portandone il vestito, un abito nuovo, benedetto in chiesa, che non si deve smettere, se non quando è logoro. Per l'Addolorata il vestito è nero, coi nastri bianchi; per la Madonna del Carmine, è color pulce coi nastri bianchi; per l'Immacolata Concezione, bianco coi nastri azzurri; per la Madonna della Saletta, bianco coi nastri rosa. Quando non hanno i danari per farsi il vestito, si fanno il grembiule; quando mancano di sciogliere il voto, aspettano delle sventure in casa. E il sacro si mescola al profano. Per aver marito, bisogna fare la novena a san Giovanni, nove sere, a mezzanotte, fuori un balcone, e pregare con certe antifone speciali. (p. 18)“

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Alessio Di Giovanni 1
poeta e drammaturgo italiano 1872 – 1946
„Negli odorosi pomeriggi di maggio e massime nelle diafane notti dell'estate ardente, quando Palermo, ebbra degli intensi profumi della sua Conca, ferace e calda, sembra una languida odalisca, ammalata d'amore, dai balconi, aperti alla fresca brezza marina, suoni flebili e patetici di clavicembali si spandevano nell'aria fragrante o in una vasta terrazza signorile, imbalsamata dall'odore inebriante del gelsomino d'Arabia, una voce soave di donna, accompagnata da un tenue e lamentoso pizzicar di chitarra, cantava, nel dolce silenzio della notte stellata, una mesta cantilena siciliana, tutta singhiozzi e lacrime e sospiri. (da La Vita e le Opere di Giovanni Meli, Le Monnier, Firenze 1934)“

„Tra le parole che papa Wojtyla pronunziò affacciandosi per la prima volta al balcone della basilica vaticana subito dopo la sua elezione al soglio di Pietro, oltre all'ormai storico «se sbagli mi corregerete», mi rimasero particolarmente impresse queste: «E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia nella Madre di Cristo e della Chiesa, ed anche per incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, con l'aiuto di Dio e con l'aiuto degli uomini». (XI)“

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Anna Maria Ortese 9
scrittrice italiana 1914 – 1998
„Come un imbuto viscido il cortile, con la punta verso il cielo e i muri lebbrosi fitti di miserabili balconi; gli archi dei terranei, neri, coi lumi brillanti a cerchio intorno all'Addolorata; il selciato bianco di acqua saponata, le foglie di cavolo, i pezzi di carta, i rifiuti, e, in mezzo al cortile, quel gruppo di cristiani cenciosi e deformi, coi visi butterati dalla miseria e dalla rassegnazione, che la guardavano amorosamente. Cominciarono a torcersi, a confondersi, a ingigantire. Le venivano tutti addosso, gridando, nei due cerchietti stregati degli occhiali. Fu Mariuccia per prima ad accorgersi che la bambina stava male, e a strapparle in fretta gli occhiali, perché Eugenia si era piegata in due e, lamentandosi, vomitava. (da Un paio di occhiali»; in Il mare non bagna Napoli, Adelphi, 2014)“

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Carlo Levi 52
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975
„Mi infilo in un vicolo in discesa, sotto via Maqueda, attirato dalla meraviglia rilucente di banchi di frutta e di pesce; mucchi preziosi di gemme sotto i balconi dei poveri; e continuo a scendere in un labirinto di strade, di stradette, di vicoli, in un mercato senza fine, dove ogni frutto della terra e del mare pare animato di una bellezza impossibile, dove il pescespada drizza la sua arma e la sua pinna nera verso il cielo, e i meloni rosseggiano di fiamma, chiusi sotto il tetto di lampade colorate come un segreto di Mille e una notte. E’ la Vucceria. Venga il suo nome da boucherie come vogliono alcuni filologi, o più semplicemente da voce, voceria, come sostengono altri, questo luogo esaltato e brulicante è uno zaffiro d’Oriente che splende di teatrale vitalità. Scendo tra i banchi, ciascuno dei quali è una imprevedibile architettura di fiamme vegetali e animali, colorate, eccessive, gigantesche, di una misura e di una intensità quasi intollerabile, coi cartelli dei prezzi dipinti in rosso e in giallo, coi numeri dai bordi dentellati nello stile dei carri, per vicoli sempre più stretti, verso il mare. (p. 103)“


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Vincenzo De Luca 20
politico italiano 1949
„Ho visto la Raggi affacciata al balcone del Campidoglio, una bambolina che mi faceva tenerezza. Ora la vedo bambolina imbambolata.“

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Alda Merini 275
poetessa italiana 1931 – 2009
„Ti dirò di cercar la voce nuova | di cui io forse sono sentimento | e che profonda come la tua voce | mi tolse dall'inferno del sapere. (Ero al balcone della tua fortuna)“

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Luigi Tansillo 24
poeta italiano 1510 – 1568
„Ogni uom tre luoghi di fuggir si studi, | che son dannosi e disagiati et egri: | l'Acerra e Fuoragrotta e le Paludi. | Per quella polve e quegli orror sì negri, | s'io avessi ver' Cuma il mio podere, | io starei a non irvi gli anni integri. | Oltre ai danni ch'egli han da le galere, | i cui spirti dannati, a suon di ferro, | a sradicar le selve vanno a schiere; | svellon gli arbusti, non che l'orno e 'l cerro. | Sto talor nel balcon, sento le torme: | per non vedergli, o mi fo indietro, o 'l serro. (da Il podere)“

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Ignazio Silone 103
scrittore italiano 1900 – 1978
„Fra Bartolomeo. Guarda se nella folla ci sia qualcuno che porta ancora pollastri, cacicavalli, prosciutti per i monsignori dell'ufficio delle suppliche.
Fra Angelo (si sporge dal balcone e osserva più attentamente). Non mi pare. Dopo la sfuriata del nostro Celestino, non credo che i monsignori...
Fra Bartolomeo. Ai supplicanti daranno l'indirizzo di casa. (2006, p. 78)“


Antonio Manzini 9
attore, sceneggiatore e regista italiano 1964
„Capodanno nella lista di Rocco Schiavone veniva al terzo posto delle peggiori date del calendario. Al primo posto c'era il suo compleanno, che lui odiava in maniera totale, violenta, omicida. Gli auguri li considerava degli insulti. E non era un atteggiamento preso dopo i quaranta, non era una cosa da scambiare con la senilità incipiente e col tempo che passa sempre più veloce. Lui già a sei anni, quando giocava per le strade di Trastevere, poteva spaccare teste e setti nasali se un amichetto o un parente gli avesse fatto i fatidici auguri il 7 di marzo.
Al secondo posto c'era la Pasqua. Rocco la odiava per tre motivi. Il primo era che non arrivava mai lo stesso giorno. Cambiava ogni anno, e questo la rendeva imprevedibile e micidiale come un killer professionista. Il secondo che, proprio per la sua imprevedibilità, faceva arrivare le colombe e le uova mentre ancora stavi digerendo il panettone di Natale. Il terzo era di natura squisitamente teologica. Sapete quando è nato il figlio di Dio. Possibile che non siete mai riusciti a capire quand'è che è risorto? Al terzo posto c'era il Capodanno. Dovere per forza andare da qualche parte a fare il conto alla rovescia, stappare la bottiglia, urlare auguri a squarciagola e fingere di divertirsi e essere sereno. E poi c'erano i botti. Nel suo personalissimo codice la pena per i costruttori e i fruitori dei fuochi di Capodanno andava da un anno di reclusione ai lavori forzati in una miniera in Cile, in base ai botti che utilizzavano, al rumore che provocavano e ai soldi che riuscivano a sprecare in sei minuti. Gente che lesina sulla frutta e la verdura tutto l'anno per poi scoppiare centinaia di euro in pochi minuti ferendosi, facendosi danni, spaccando oggetti e coglioni, lui la detestava. Il primo gennaio invece era uno dei giorni più belli dell'anno. Nessuno per le strade, nessuno nei negozi, tutti a dormire gonfi di cibo e vino da supermercato, con le bocche secche e le orecchie che ancora fischiano per la musica a palla e i tricchetracche sul balcone. E lui solo, a Ostia a passeggiare sulla spiaggia.“

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Annette von Droste-Hülshoff 7
scrittrice e poetessa tedesca 1797 – 1848
„Sul balcone, alla torre, lassù in alto, | avvolta dal gridare degli storni, | come una menade lascio che il vento | mi frughi nella chioma palpitante. | Oh, compagno mio fiero, ragazzo scatenato, | vorrei prenderti stretto, | e fibra contro fibra, a due passi dal vuoto, | ci batteremmo a morte. (da Alla torre, p. 119)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„[... ] vediamo i fiori volgersi in direzione del sole la cui immagine essi riproducono in molte varianti di forme e in quantità innumerevole. Così vediamo i santuari e i sacrari, ma non il Sacro. Quanto meno ci occupiamo delle distinzioni, tanto più forte diventa l'intuizione. Non udiamo più il mormorio dell'albero, ma la foresta che risponde al vento. (da Balcone sull'Altlantico. Appunti da Lisbona, p. 317)“

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Luca Rastello 8
scrittore e giornalista italiano 1961 – 2015
„Alla fine quello che ci è dato è un museo (magari interattivo): tanto meno spazio c'è per partecipazione, democrazia, convivenza, diritti, cittadinanza, quante più sale virtuali e ben allestite ci sono offerte per contemplare (sotto teche di sicurezza) "Partecipazione", "Democrazia", "Convivenza", "Diritti", "Cittadinanza". Rassicurati dall'ammissione al circolo dei virtuosi, dalla gradevolezza della narrazione, dalla rappresentazione della speranza e dall'offizio della memoria. Cosa fa allora lo "Scrittore" per la "Democrazia?": enuncia valori che non è possibile non condividere (talora cadendo nella tautologia). Arroccato nel nobile balcone da cui osserva il mondo, rassicura la sua platea: ciò che pensate è giusto, ve lo garantisco, e il modello in cui siete immersi è in fin dei conti tollerabile, perché ammette critiche, prevede un ruolo per persone come me, in grado di dire coraggiosamente verità scomode. Segue applauso, e talvolta linciaggio dei dubbiosi. (da Democrazia: Cosa può fare uno scrittore?, con Antonio Pascale, Codice Edizioni, 2011)“

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