Frasi su banco

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Francis Scott Fitzgerald 82
scrittore e sceneggiatore statunitense 1896 – 1940
„Il banco di prova di un'intelligenza di prim'ordine è capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare.“

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Hans Fallada 15
scrittore tedesco 1893 – 1947
„[…] Intanto Otto Quangel riponeva penna e calamaio e nascondeva in un libro la cartolina incominciata. Aveva già scritto le prime parole: «Führer ordina, noi ti seguiamo. Sì, noi ti seguiamo, siamo diventati un gregge di pecore che il nostro Führer può spingere su ogni banco di macellaio. Abbiamo rinunziato a pensare…». (p. 211)“


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George Carlin 19
comico, attore e sceneggiatore statunitense 1937 – 2008
„Ma c'è una ragione, c'è una ragione. L'istruzione fa schifo e per questo non verrà mai fatta funzionare. Non andrà meglio, accontentatevi di ciò che avete. Perché i proprietari di questa nazione non lo vogliono. Sto parlando dei veri proprietari adesso. I veri proprietari, i grandi e benestanti gruppi d'interesse sono coloro che controllano le cose e prendono tutte le decisioni importanti. Scordatevi i politici: i politici vengono messi lì per darvi l'impressione che abbiate possibilità di scelta. Non l'avete! Non avete scelta. Avete padroni. Vi posseggono. Posseggono tutto. Posseggono ogni terreno importante, È tutto controllato dalle multinazionali. Da quando sono nate hanno pagato il Senato, il Congresso, le case statali, i municipi. Hanno in mano i giudici e posseggono i media, così controllano proprio tutte le notizie che vi capita di ascoltare. Vi tengono per le palle! Spendono miliardi di dollari l'anno per fare lobbismo, per ottenere quello che vogliono. Beh, noi sappiamo cosa vogliono: vogliono di più per se stessi e meno per tutti gli altri. Ma vi dico io cosa non vogliono: non vogliono una popolazione di cittadini capaci di pensiero critico. Non vogliono persone ben informate e ben istruite capaci di pensiero critico. No, di sicuro non vogliono questo. Non gli serve, è contro i loro interessi. Non vogliono gente abbastanza intelligente da sedersi al tavolo di cucina e accorgersi di quanto a fondo lo stanno prendendo nel culo da un sistema che li ha buttati a mare trenta anni fa. Non vogliono questo. Sapete cosa vogliono? Lavoratori obbidienti. Lavoratori obbidienti, gente abbastanza brava da far funzionare le macchine e fare il lavoro d'ufficio e stupidi abbastanza da accettare passivamente tutti questi lavori sempre più di merda, con paghe più basse e orari sempre più lunghi, extra ridotti, la morte degli straordinari e la pensione evanescente che sparisce nell'attimo esatto in cui vai a ritirarla. E adesso stanno venendo a prendersi i soldi dalla tua assicurazione sociale. Vogliono la tua cazzo di pensione, la vogliono indietro per darla ai loro amici di Wall Street. E sapete una cosa? Lo otterranno. Avranno tutto da voi prima o poi perché posseggono tutto quanto. È un grande club, e voi non ne fate parte. Voi e io non facciamo parte del grande club. E, a proposito, è lo stesso grande club che è solito mettervi i piedi in testa e dirvi in cosa dovete credere. Tutto il tempo vi sta col fiato sul collo attraverso i media, dicendovi cosa credere cosa pensare e cosa comprare. Il banco è manipolato, gente, il gioco è truccato. E sembra che nessuno se ne accorga, che non importi a nessuno. Buona gente onesta che lavora sodo, tute blu e colletti bianchi, non importa il colore del colletto della camicia che portate. Buona gente onesta di estrazione modesta, continua ad eleggere tutti questi ricchi stronzi ai quali non frega un cazzo di loro. Se ne fregano di voi, non gliene importa proprio niente, niente, niente. E nessuno sembra accorgersene, sembra che non importi a nessuno. Questo è ciò su cui contano i proprietari: che gli americani resteranno probabilmente e deliberatamente ignoranti su quel bel cazzone bianco rosso e blu che ogni giorno gli viene pompato nel culo. Perché i proprietari di questa nazione sanno la verità. Lo chiamano il sogno americano, perché devi essere addormentato per crederci. (da Dumb Americans, n.º 6)“

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David Foster Wallace 112
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi a passare del tempo in una struttura statale di recupero da Sostanze come la EH, verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che [... ]. O, per esempio, che le persone dipendenti da una Sostanza che smettono all'improvviso di assumere quella Sostanza soffrono spesso di una forma perversa di acne papulosa che può durare mesi in attesa che gli accumuli di Sostanza abbandonino lentamente il corpo. Lo Staff vi farà sapere che questo accade perché la pelle è effettivamente il più grosso organo escretivo del corpo. [... ] Che (un sollievo ma allo stesso tempo una delusione) i peni dei neri tendono ad aver misure nel complesso uguali a quelle dei peni bianchi. [... ] Che si riesce ad avvertire una specie di microsballo anfetaminico se si consumano in rapida successione tre Millennial Fizzy e una confezione di biscotti Oreo a stomaco vuoto. [... ]Che riguardo alle funzioni sessuali ed escretive le persone di sesso femminile sanno essere volgari quanto quelle di sesso maschile. [... ] Che un paradosso poco menzionato della dipendenza da una Sostanza è il seguente: una volta che siete così schiavi di una Sostanza da doverla abbandonare per salvarvi la vita, la Sostanza schiavizzante è diventata per voi così profondamente importante che uscirete di senno quando ve la porteranno via. Oppure che a volte, dopo che la vostra Sostanza vi è stata portata via per salvarvi la vita, mentre siete inginocchiati per le preghiere obbligatorie della mattina o della sera, vi troverete a pregare perché vi sia consentito di perdere letteralmente il senno, di avvolgere la vostra mente i un vecchio giornale e lasciarla in un vicolo a cavarsela senza di voi. [... ] Che oltre il cinquanta per cento delle persone con una dipendenza da Sostanza è contemporaneamente affetto da qualche altra forma di disturbo psichiatrico. [... ] Che la validità logica di un argomento non ne garantisce la verità. [.. ] Che statisticamente è più facile liberarsi da una dipendenza per le persone con un basso QI che per quelle con un QI più alto. [... ] Che è possibile abusare fino all'assuefazione di antinfluenzali e antistaminici da banco. Che le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse. [... ] Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d'ansia. [... ] Che la maggioranza delle persone con una dipendenza da Sostanza è anche dipendente dal pensare, nel senso che ha un rapporto compulsivo e insano con il proprio pensiero. [... ]Che ci vuole un grande coraggio per dimostrarsi deboli. Che nessun singolo momento individuale è in sé insopportabile. [... ]Che è possibile fumare così tante sigarette da farsi delle piccole ulcerazioni bianche sulla lingua. Che il cliché "Non so chi sono" sfortunatamente si rivela più di un cliché. Che provare a ballare da sobri è tutto un altro paio di maniche. Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che è consentito VOLERE. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso. (pp. 239-245)“

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Jean Cocteau 86
poeta, saggista e drammaturgo francese 1889 – 1963
„Delle droghe orientali avrebbero agito su questi ragazzi nervosi con minor efficacia di una gomma o di un portapenne masticati di nascosto dietro il loro banco.“

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Eric Schlosser 11
giornalista e saggista statunitense 1959
„Dai macchinari, mostra i tratti contraddittori che hanno guidato lo sviluppo economico dell'Ovest americano, una strana mistura di individualismo e di dipendenza dal suolo e dalle risorse pubbliche. In un ritratto appeso sopra il banco della reception presso l'impianto di Aberdeen, J. R. Simplot ha il sorriso saputo di un giocatore che ha fatto il colpo grosso. (p. 154)“

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Jeffrey Moussaieff Masson 89
psicoanalista statunitense 1941
„Un tempo facevo immersioni subacquee, e ricordo le volte in cui mi guardavo intorno perché avevo la strana sensazione di essere seguito. E difatti dietro di me c'era un intero banco di barracuda. «Sono solo curiosi» mi spiegò un giorno l'istruttore. (pp. 110-111)“

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Neal D. Barnard 44
medico statunitense 1953
„Nel tuo tratto digerente, la caseina, la proteina del latte, si scinde per rilasciare oppioidi chiamati casomorfine. Che non vengono prodotti dai neuroni. Si trovano nella proteina del latte progettata dalla natura per far crescere in fretta il vitellino. Durante la digestione, gli oppioidi vengono liberati e trasportati dal sangue, e finiscono per scatenare il rilascio di dopamina. [... ] Il formaggio altro non è che un concentrato di caseina, e contiene quindi casomorfine in dose molto più elevata. Potranno pure puzzare di piedi, essere zeppi di grassi saturi e colesterolo, avere più sodio di una bistecca, ma la gente si precipita al banco dei formaggi per farsi la dose quotidiana di oppioidi e dopamina. (p. 191)“


Piergiorgio Paterlini 5
scrittore e giornalista italiano 1954
„Sono abbastanza sicuro [... ] che la guerra contro l'omofobia si vinca solo con il porta a porta, con il passaparola, con la raccolta differenziata (delle persone). Una conquista metro per metro, centimetro per centimetro, tutti i giorni tutte le ore tutti i minuti. In metropolitana due sconosciuti, magari senza cattiveria (questo “senza cattiveria” ha fatto migliaia di morti, soprattutto tra le ragazze e i ragazzi, e non è un modo di dire, un paradosso, un'iperbole, purtroppo), due sconosciuti dicono qualcosa di omofobo? Gentilmente li si interrompe e si chiede conto. Scusa, cosa hai detto? Perché? Fammi capire. E così sempre, pronti a rompere il cazzo ogni volta, al vicino di casa, al compagno di banco (scuola e chiesa), al vicino di buca al golf. E pronti a spiegare quelle quattro cose in croce. Con calma, con precisione, con decisione. Questo, alla lunga, sì, mi sembra potrebbe funzionare.“

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Eugenio Scalfari 46
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„Quella mattina pioveva e grandinava sui vetri dell'aula di seconda liceo, sezione C, liceo-ginnasio Cassini, Sanremo. Eravamo trentuno studenti in quella classe. I ripetenti quattro o cinque, confinati negli ultimi banchi come si usava allora. Ma lo ricordo quel temporale, a Sanremo capitava di rado, c'era un clima un po' speciale, infatti le famiglie facoltose di Torino e di Milano rivenivano a svernare per sopportare meglio gli acciacchi. E per giocare al Casinò. Me lo ricordo perché quel giorno ci fu uno degli incontri importanti della mia adolescenza: l'insegnante di filosofia, che teneva lezione due volte alla settimana, aveva preannunciato il tema nella lezione precedente. Aspettò chela grandine finisse e tornassimo a sederci ai nostri banchi. Poi cominciò a parlare di Cartesio: la vita, la morte, le opere di geometria, di matematica, di filosofia, il suo tempo. Disse che Cartesio era, nella storia delle idee, un punto di arrivo e anche una ripartenza con tante biforcazioni. Insomma un crocevia dal quale comincia la modernità. «Se non capite Cartesio non capirete niente di quello che è venuto dopo e non capirete niente di voi stessi e del mondo che vi circonda». Ci mise molto calore in quella perorazione, non l'aveva mai fatto con gli altri filosofi che già avevamo studiato con lui sul manuale del Lamanna. Forse con Socrate l'anno prima, ma non con quelle parole e quel tono che sembrava voler coinvolgere la vita di ciascuno di noi. E mio compagno di banco alzò la mano. «Dica pure», disse il docente che, insieme al prete che insegnava italiano e latino, rifiutava di usare il "voi" prescritto dal regime. «Secondo lei, professore, chi non fa il liceo e nemmeno sa che è esistito un certo Cartesio non potrà dunque dare nessun senso alla sua vita?». Ci fu un gran silenzio in classe, perfino i ripetenti degli ultimi banchi in qualche modo chiamati in causa da quella domanda si fecero attenti. n professore guardò fisso il mio compagno e ricordo che rispose con una domanda: «Lei, Calvino, ha già trovato il senso della sua vita?» (cap. II, La gabbia dell'io, p. 20)“

Massimo Fini 49
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„Quello che mi piace di Renato Vallanzasca è che non ciurla nel manico. Anche se gangster, è un uomo che si assume le proprie responsabilità in una società di camaleonti dove i più protervi lottizzatori si dichiarano contro la lottizzazione, gli assenteisti più spudorati contro l'assenteismo, dove la "questione morale" viene sbandierata da coloro che fino a ieri rubavano e dove la colpa è sempre del compagno di banco.“

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George Orwell 126
scrittore britannico 1903 – 1950
„[... ]Egli dorme tra le braccia di Gesù. Inutile ripetere i commenti blasfemi che tutti coloro che avevano conosciuto nonno Comstock ebbero a fare su quest'ultima frase. Ma val la pena di osservare che il blocco di granito su cui era stata iscritta pesava quasi cinque tonnellate ed era stato messo colà nell'intento, se pur non consapevole, d'impedire a nonno Comostock di venir fuori di là sotto. Se volete sapere che cosa esattamente pensino di un morto i suoi parenti, il peso della sua pietra tombale potrà essere un discreto banco di prova. (cap III, p. 53)“


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Gareth Edwards (regista) 2
regista britannico 1975
„Per tante persone che non conoscono Godzilla, o magari sono cresciuti con la versione più fanciullesca, è sorprendente guardare l'originale perché è davvero una seria metafora di Hiroshima e Nagasaki e credo che se i giapponesi avessero potuto fare un film su Hiroshima l'avrebbero fatto. Ma c'era molta censura all'epoca da parte del mondo Occidentale, dopo la Seconda Guerra Mondiale, e non potevano girare film sull'argomento. Perciò l'anno celato sotto le sembianze di un mostro cinematografico che ha avuto un enorme peso. Quello è stato il nostro banco di prova, ma personalmente, dal momento che si suddividono i film su Godzilla in epoche, l'epoca Showa, che equivale agli anni '60, è quella che preferisco. Ho un'alta tolleranza per qualsiasi fantascienza di quel periodo e adoro film come Destroy All Monsters!. Adoro l'idea di un isola mostruosa e creature multiple. Non sono il genere di film che mostrerei ad un amico dicendogli "Ti piacerà da morire." Penso però che sia un gusto particolare che sviluppi con il tempo.“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Anche noi siamo convinti che il Paese ha il diritto di conoscere la verità (che non riguarda soltanto quella di Piazza Fontana). Ma non ci riusciamo. Anche perché se la pista rimane, come sembra accertato, quella del terrorismo nero, non sappiamo quali nomi l'accusa potrà tirar fuori dal suo cappello. I tre maggiori indiziati sono già stati assolti con sentenza passata in giudicato che non consente di richiamarli sul banco degli imputati. Gli altri di cui si fa il nome non sarebbero che comparse, la più importante delle quali, Delfo Zorzi, risiede a Tokio con passaporto giapponese che lo mette al riparo da ogni pericolo di estradizione. Vale la pena ricominciare? L'ouverture dei dibattimenti non è stata incoraggiante. Il proscenio era occupato da Capanna, Valpreda, Dario Fo e altri reduci sessantottini, cui si era aggiunto anche Sergio Cusani, l'intangentato convertitosi (lo diciamo senza nessuna ironia) al missionarismo. [... ] Invano i portaparola della parte lesa, cioè dei familiari delle vittime, si sono dichiarati estranei e contrari a ogni tentativo di politicizzare il processo. Una parola. Non ci riescono nemmeno Jovanotti e Teocoli con le loro filastrocche dal palcoscenico di Sanremo. Figuriamoci se potranno riuscirci i registi di questo processo rouge et noir, se mai ve ne furono. [... ] Ecco a cosa servono i processi come questo: non a cercare la verità, ma a fornire argomenti al rouge o al noir. (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/2000/febbraio/26/QUELLA_VERITA_CHE_CERCHIAMO_co_0_0002264627. shtml Quella verità che cerchiamo], 26 febbraio 2000, p. 1)“

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Virginia Raffaele 14
attrice, comica e imitatrice italiana 1980
„Anna Sfrantic, ricorda: tu rimarrai sempre una fruttivendola col banco ai mercati generali mentre a salire sulla cassetta della frutta più succosa è stata Roberta Bruzzone, che sta in televisione. (da Quelli che il calcio e..., Rai2, 10 maggio 2015)“

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Piero Calamandrei 85
politico italiano 1889 – 1956
„Ma che cosa sono le leggi, illustre rappresentante del P. M. se non, esse stesse, correnti di pensiero? Se non fossero questo, non sarebbero che carta morta: se lo lascio andare, questo libro dei codici che ho in mano, cade sul banco come un peso inerte. E invece le leggi sono vive perché dentro queste formule bisogna far circolare il pensiero del nostro tempo, lasciarvi entrare l'aria che respiriamo, mettervi dentro i nostri propositi, le nostre speranze, il nostro sangue e il nostro pianto. Altrimenti le leggi non restano che formule vuote, pregevoli giochi da legulei; affinché diventino sante, vanno riempite con la nostra volontà.“

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