Frasi su barricata

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Le Corbusier 17
architetto, urbanista, pittore e designer svizzero natur... 1887 – 1965
„È un peccato dover mettere "razionale" da un lato della barricata per poter lasciare a colpo sicuro "l'accademico" dall'altra parte. Si dice anche "funzionale". Per me, il termine "architettura" ha qualche cosa di più magico che non il razionale o il funzionale, qualcosa che domina, che predomina, che impone.“

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Franco Battiato 122
musicista, cantautore e regista italiano 1945
„Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso. (da Up Patriots To Arms)“


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Pitigrilli 67
scrittore e aforista italiano 1893 – 1975
„Verranno, verranno i poveri diavoli delle barricate. E sulle macerie delle case, degli uomini alzeranno l'architettura solenne della verità. Con il pessimismo ottimista, con la morale immorale. (da La cintura di castità; citato in Leo Longanesi, In piedi e seduti, Longanesi & C., 1968)“

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„Venne il Sessantotto e poi le barricate | mentre sempre l'autunno era più caldo dell'estate | e mentre i Beatles si sciolgono dopo Let It Be, | in Grecia Papadopulos balla il sirtaki. (da La donna mia – Scusa Mary, lato B, n.° 4)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Forse i popoli primitivi hanno meno cazzate a cui rinunciare, meno stronzate da abolire. Una persona che voglia la libertà deve essere pronta a rinunciare a tutto, non solo alla ricchezza: tutte le idiozie che ti hanno insegnato, tutto il lavaggio del cervello che la società ti ha fatto. Devi liberarti di tutto questo se vuoi passare al di là della barricata. La maggior parte della gente non è disposta a un cambiamento così radicale.“

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Claude Lévi-Strauss 31
antropologo e etnologo francese 1908 – 2009
„Una volta passato il primo momento di curiosità, una volta stufo delle buffonate, il maggio '68 mi ha disgustato. Perché non ammetto che si taglino degli alberi per fare delle barricate (alberi, cioè vita; una cosa che va rispettata), che si trasformino in pattumiere luoghi pubblici che sono un bene e una responsabilità per tutti, che si coprano di graffiti degli edifici, universitari o meno; né che il lavoro intellettuale e la gestione delle istituzioni vengano paralizzate dalla logomachia. (p. 119)“

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Che Guevara 64
rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino 1928 – 1967
„Adesso sapevo... sapevo che nel momento in cui il grande spirito che governa ogni cosa darà un taglio netto dividendo l'umanità intera in due sole parti antagoniste, io starò con il popolo, e lo so, perché lo vedo impresso nella notte, che io, eclettico sezionatore di dottrine e psicoanalista di dogmi, urlando come un ossesso, assalterò barricate o trincee, tingerò di sangue la mia arma e, come impazzito, sgozzerò ogni nemico mi si parerà davanti. (p. 120)“

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Arturo Pérez-Reverte 67
scrittore e giornalista spagnolo 1951
„E la fede è molto importante in questo secolo che agonizza così dolorosamente, non le pare? Sono state tentate tutte le rivoluzioni e sono rimaste solo le sconfitte. Le barricate sono deserte, e i paladini delle solidarietà si sono trasformati in solitari che si aggrappano a ciò che possono per sopravvivere. [... ] Non si è mai sentito come uno di quei pedoni rimasti indietro, abbandonati in un angolo della scacchiera, che odono spegnersi il rumore della battaglia, mentre si sforzano di restare in piedi, chiedendosi se c'è ancora un re da continuare a servire? (Gris Marsala a Lorenzo Quart)“


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Renzo Novatore 19
poeta e filosofo italiano 1890 – 1922
„Dunque tu lotta, o compagno Senigalliesi, contro questa schifosa e nefanda società monarchica e borghese, per restaurare la società comunista. Io lotto contro l'Ideale società per l'autonomia dell'uomo liberato. Che importa se domani tu sarai il conservatore del comunismo ed io il ribelle eterno? Presto i marosi scavalcheranno i ponti e stroncheranno le dighe sbattendoci entrambi sulle barricate. Tu combatterai per la realizzazione d'un sogno collettivo e sociale, io troverò nella battaglia il balsamo dell'immediata libertà di violenta espansione individuale. E canteremo insieme l'epico canto degli antichi Eroi. Forse nella lotta comune potremo scorgere qualche lato nuovo di questo eterno perché della Vita. La mia Negazione e la tua Fede si stringeranno nell'amplesso titanico della distruzione. Tu cadrai abbracciato al tuo utopistico sogno di redenzione collettiva e sociale ed io al crimine sacrilego della mia rinnegazione e della mia Libertà sanguinante. E forse la Morte farà splendere nelle nostre spente pupille i raggi folgoreggianti ed immortali del medesimo Sole! (da Per trovare la fine)“

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Volfango De Biasi 20
regista e sceneggiatore italiano 1972
„La bellezza esteriore ha un costo e non è affatto innocente. Il dominio del bello sul brutto è una forma di violenza, come violenti sono gli input che ci spronano all'omologazione. La società è crudele e nel raccontarla anche con il sorriso c'è poco da edulcorare. E poi credo che senza cattiveria non ci sia commedia. In assoluto. Giada [la protagonista di Come tu mi vuoi] all'inizio viene allontanata da tutti nonostante dica cose intelligenti e sensate quando è goffa e poco attraente, salvo poi venire unanimemente accettata quando diventa bella. Per fare questo però è necessario vendere in qualche modo l'anima al diavolo e saltare dall'altra parte della barricata, dei vincenti che giudicano e fanno tendenza. Quindi alla fine chi vince e chi perde? Se tutti pagano un prezzo? (da Intervista al regista Volfango de Biasi sul film "Come tu mi vuoi")“

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Giuseppe Tornatore 28
regista italiano 1956
„[Su Tullio Kezich] Lo stimavo moltissimo, da sempre. I suoi libri e le sue recensioni mi avevano aiutato ad amare il cinema e a saperne di più, pertanto provavo estremo dolore quando i miei film non lo convincevano. È accaduto diverse volte, sfortunatamente. Tuttavia il nostro rapporto di cordiale amicizia non si è mai incrinato, e la mia considerazione per la sua alta statura intellettuale non è mai venuta meno. Cresceva, semmai, il mio senso di inadeguatezza nei confronti delle sue aspettative. Del resto quale regista non ha tremato nel leggere la recensione di Kezich? Ma nessuno ha mai temuto che la sua analisi, per quanto spietata, potesse contemplare l'uso del disprezzo o dell'irrisione. La ragione, semplice, è che Tullio Kezich nutriva il più assoluto rispetto per il mestiere del cinema, e li conosceva bene i tormenti e i drammi che si consumano all'ombra della macchina da presa, essendo stato molte volte dall'altra parte della barricata, come produttore, sceneggiatore e ispiratore di talenti. Per questo motivo giudicava a fondo, con cognizione di causa, costringendoti alla riflessione, e anatomizzava i film insegnandoti. Una figura di critico cinematografico davvero singolare. (da Ciak, settembre 2009)“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Io vorrei sapere quali furono le crescite... di civiltà che il Sessantotto pretende di averci lasciato. Io vedo tutt'altra cosa: io vidi nascere, dal Sessantotto, una bella torma di analfabeti che poi invasero la vita pubblica italiana, e anche quella privata, portando dovunque i segni della propria ignoranza. Io ho visto questo. Può darsi che sia affetto da sordità o da cecità ma io non ho visto altro, come frutti del Sessantotto. […] [La differenza tra il Sessantotto francese e quello italiano è] La differenza che passa fra l'originale e il fac simile perché il Sessantotto nacque in Francia e in Italia fu un fatto di riporto, di imitazione. […] [L'imitazione del Sessantotto francese vi fu] Un po' in tutto il mondo ma particolarmente in Italia dove non nasce mai niente, è sempre qualcosa di imitato dagli altri. Bene o male, insomma, i francesi ebbero... anche una certa cultura del Sessantotto, ebbero Sartre. Oddio, Sartre rivisto con gli occhi di oggi scende molto dal suo mitico piedestallo. […] In Italia non ci fu neanche un Sartre. […] Credo che su Pasolini si sia preso un grosso abbaglio: Pasolini è passato per uno scrittore di sinistra perché aveva preso come sfondo dei suoi racconti – bellissimi del resto – il sottoproletariato delle borgate romane, i ragazzi di vita, insomma, la schiuma della società. Ma lo aveva fatto per dei gusti e dei motivi del tutto personali sui quali è inutile tornare a far commenti. Questo lo aveva fatto considerare come uno scrittore, un difensore del proletariato, ma non era una scelta politica quella che aveva fatto Pasolini. Non centrava niente, assolutamente nulla. Quindi quello che lui disse era assolutamente vero, cioè dire che nei tafferugli, dove spesso ci scappava il morto, tra quei dilettanti delle barricate che erano [i borghesi]... i veri proletari erano i poliziotti, tutti figli di famiglie povere, eccetera eccetera. I dilettanti delle barricate erano tutti o quasi tutti figli di papà: aveva ragione Pasolini! Ma come no! E questo fu considerato un tradimento all'ideologia di sinistra. […] Il primo fenomeno fu il Sessantotto, e il Sessantotto partorì poi il terrorismo, il brigatismo rosso eccetera eccetera. Su questo non ci son dubbi, insomma. Dirò di più: i più seri, e forse gli unici seri, furono quelli che poi diventarono dei terroristi e che quindi rischiarono la loro vita, almeno. Gli altri erano quello che diceva Pasolini, dei figli di papà. (da Il Sessantotto e la politica di Berlinguer)“


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Paola Caridi 5
giornalista e scrittrice italiana 1961
„La pattuglia dell'Ahdr 2004 non parla, peraltro, solo per contestare, come se dicesse: siamo contro il modello occidentale, ma non ne abbiamo un altro da proporre. Anzi, al contrario, la ricetta c'è. Ed è quella di una rinascita sociale, da cui far ripartire la riforma dentro regimi – quelli arabi – che si sostengono ormai solo perché l'Occidente li continua a considerare essenziali per fermare la marea tuonante dell'islam politico. Un atteggiamento, quello americano ma anche europeo, che sinora è riuscito a raggiungere un solo obiettivo: produrre la crescita esponenziale dei movimenti religiosi e il collante necessario perché islamisti e laici potessero trovare un terreno comune: la difesa delle libertà, del diritto e dei diritti. E, in più, ha facilitato le vittorie a valanga dei partiti islamisti in tutte le consultazioni politiche svoltesi nella regione, aprendo la porta a ulteriori successi elettorali, già previsti negli appuntamenti che ancora mancano per completare il quadro della nuova Arabia. Un panorama che è già ora molto diverso da quello immaginato dagli strateghi dell'amministrazione Bush jr. che avevano elaborato prima la teoria del Grande Medio Oriente e poi, a ridosso della guerra del Libano 2006, quella del Nuovo Medio Oriente. [... ] La rinascita sociale è però importante per indicare un percorso possibile per chi, dall'altra parte di una barricata sempre più alta, guarda il mondo arabo muoversi. E il percorso possibile è quello di un sostegno, in punta di piedi, senza tentazioni neocolonialiste, a quelli che vogliono rinascere, ricostruire, riconquistare dignità, anche se i loro obiettivi non rispecchiano quello che noi desidereremmo da loro. Il mondo arabo è meno laico di quanto noi lo vorremmo. Anzi, di laico (nel nostro comune sentire) ha poco. Questo non significa che la sua voglia di libertà debba avere, per noi, meno valore. L'Europa può essere una vecchia madre autoritaria, che nella sua lunga vita ha commesso molti errori. E che ora osserva i propri figli, e i propri vicini di casa, crescere in un modo che non è in grado di comprendere, ma riesce invece a guardare con la stessa compassione ed empatia. (cap. 6, 2, p. 157)“

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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972
„Vogliono la rivoluzione ma preferiscono fare le barricate con i mobili degli altri.“

„Dieci cose da non fare quando lei ti presenta i suoi genitori

1. Dopo aver mangiato le lasagne esclamare: "Sono quasi buone come quelle che fa mia madre!".
2. Evitare di esprimere "giudizi di valore" sull'arredamento. Generalmente quello che piace alla madre, fa schifo al papà e viceversa, in questi casi tenere un basso profilo è strategico.
3. Evitare accuratamente di usare il bagno, sempre e comunque. Ogni più piccola traccia organica lasciata in quel luogo racconta molto di voi. Se proprio vi scappa la cacca e non potete evitare di andarci, assicuratevi prima che sia disponibile uno spazzolone e che ci sia nel vostro raggio d’azione carta igienica in abbondanza.
4. Se proprio in bagno ci siete dovuti andare, prima di uscire verificate scrupolosamente l’assenza di goccioline, macchiette varie sui pantaloni e soprattutto: chiudete bene la patta.
5. Se la vostra compagna, solleticata dalla situazione e dal gusto del proibito, inizia a palpeggiarvi da sotto il tavolo proprio mentre cenate davanti ai suoi, provate a farla smettere con una gomito ben assestato in un fianco. Diversamente: chiudete bene la patta prima di alzarvi.
6. Se il vino servito a tavola è stato scelto o, peggio, fatto in casa dall'appassionato genitore, avrà necessariamente un gusto fruttato, sarà barricato, profumato e, più in generale tutti gli aggettivi che finiscono in "ato".
7. Se i genitori sono tipi sportivi si potrà anche ironizzare su qualche tema a sfondo sessuale, se invece hanno foto di Padre Pio appese in casa e fotografie della comunione della figlia in bella mostra in soggiorno, è consigliabile assumere un atteggiamento attento ma distaccato in stile "Agente 007".
8. Osservando la suddetta foto della figlia vestita da comunione sarete colti da irrefrenabili flashback di lei che urla di passione e di voi che la sculacciate. A questo punto è importante non perdere la concentrazione e soprattutto non mettersi a ridere. Può essere utile pensare a qualcosa di austero e mortificante, per riprendere il controllo (io suggerisco Romano Prodi).
9. Tra tutti i temi da evitare il principale è decisamente "il computer" (o internet). Se avete la fortuna/sfortuna di lavorare in un settore legato all'informatica, alla domanda : "Lei di cosa si occupa?" si deve sviare decisamente verso settori di attività più "potabili", più digeribili. Dopo la recente puntata di Porta a Porta la confusione sul tema regna sovrana e il rischio è che la mamma sia una fan della Dottoressa Graziottin.
10. Se proprio il tema informatico è entrato nel discorso di prepotenza e magari site riusciti a gestire la cosa con l’abilità e la sagacia di un negoziatore forse siete salvi.“

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Eugenio Scalfari 68
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„Questi giovani insegnano qualcosa anche in termini operativi. L'assedio alle tipografie di Springer per bloccare l'uscita dei suoi giornali è un mezzo nuovo di lotta molto più sofisticato ed efficace delle barricate ottocentesche o degli scioperi generali. Ad un sistema «raffinato» si risponde con rappresaglie «raffinate». L'esempio è contagioso. Venerdì sera a Milano un corteo di studenti in marcia per dimostrare sotto il consolato tedesco si fermò a lungo e tumultuando sotto il palazzo del Corriere della sera. Può essere un ammonimento per tutte quelle grandi catene giornalistiche abituate ormai da lunghissimo tempo a nascondere le informazioni e a manipolare l'opinione pubblica. Ammesso che sia mai esistita, la società ad una dimensione sta dunque facendo naufragio. Chi ama la libertà ricca e piena non può che rallegrarsene e trarne felici presagi per l'avvenire.“

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