Frasi su becchino

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Giorgio Almirante 9
politico italiano 1914 – 1988
„Sto a Montecitorio dal 1948, da più di trent'anni. Il Msi si è trasformato, da quel nucleo iniziale di reduci del fascismo. Ormai fa parte stabilmente della geografia politica dell'Italia repubblicana. È stato un processo lento e difficile. Bene: ma lei crede davvero che io possa pensare di chiudere la mia carriera, la mia vita politica, facendo il becchino di un partito che muore perché una generazione si spegne per motivi anagrafici e un'altra perché chiusa in galera? Crede davvero che sia così miserabile da avere questa ambizione da nostalgico rincoglionito? [... ] Le dirò di più: io non voglio morire da fascista. Tanto che sto lavorando per individuare e far crescere chi dovrà prendere le redini del Msi dopo di me. Giovane, nato dopo la fine della guerra. Non fascista. Non nostalgico. Che creda, come ormai credo anch'io, in queste istituzioni, in questa Costituzione. Perché solo così il Msi può avere un futuro. Altrimenti è costretto a sparire. Capisce perché sono così deciso nel negare qualsiasi legame con chiunque abbia messo la bomba di Bologna? È un nemico anche del Msi. (a microfono spento, a seguito dell'intervista Daniele Protti, per Il Lavoro, settembre 1980; citato in Daniele Protti, Almirante: «Non voglio morire da fascista», Corriere della sera. it, 3 marzo 2009)“

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George Bernard Shaw 79
scrittore, drammaturgo e aforista irlandese 1856 – 1950
„Finché gli uomini tormenteranno, tortureranno e uccideranno gli animali, avremo la guerra. Come possiamo aspettarci delle condizioni ideali sulla terra quando siamo i becchini viventi di animali uccisi?“


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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Chiedeva forse qualcuno di vedere l'anima? | Guarda la tua forma, il tuo aspetto, persone, sostanze, animali, alberi, i fiumi correnti, le rocce, le sabbie. || Tutti contengono gioie spirituali, che più tardi emanano; | come può il corpo vero morire e venire sepolto? || Del tuo vero corpo, e del vero corpo di ciascun uomo, di ciascuna donna, | ogni elemento sfuggirà alle mani dei becchini trasmigrando verso sfere appropriate, | seco recando quanto l'ha arricchito, dall'istante della nascita all'ora della morte. || I caratteri disposti dallo stampatore non rendono l'impressione, il significato, il senso principale, | più di quanto la sostanza e la vita di un uomo non lo rendano nel corpo e nell'anima, | indifferentemente, prima della morte o dopo la morte. || Osserva, il corpo comprende e afferma il significato, lo scopo principale, include e afferma l'anima; | chiunque tu sia, quanto superbo e divino è il tuo corpo, o ciascuna sua parte! (13, pp. 32-33)“

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Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„Al mattino scrivo bigliettini amorosi, la sera scavo fosse: questa è la vita, paesano. (Gribier, il becchino)“

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Milan Kundera 163
scrittore, saggista e poeta cecoslovacco 1929
„Essere assolutamente moderni vuol dire essere alleati dei propri becchini.“

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Adolf Hitler 106
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„L'attività della cosiddetta "stampa liberale" è l'opera dei becchini del popolo. E non è il caso di parlare dei bugiardi fogli marxisti: per essi la bugia è una necessità vitale, come per il gatto i topi.“

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Fabrizio De André 322
cantautore italiano 1940 – 1999
„Si fermò un attimo per suggerire a Dio | di continuare a farsi i fatti suoi. | E scappò via con la paura di arrugginire, | il giornale di ieri lo dà morto arrugginito: | i becchini ne raccolgono spesso | fra la gente che si lascia piovere addosso. (da Canzone del padre, n.° 6)“

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Luigi Miceli 2
patriota e politico italiano 1824 – 1906
„Badate che se l'Italia non perisce, perché i popoli sono immobili, vi sono istituzioni che, ove loro manchi l'appoggio dei popoli, si dileguano per non mai più risorgere, ed un giorno, nel vostro pentimento, potreste ricordarvi forse d'essere stati i becchini della monarchia, della quale proclamate d'essere i campioni. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 748)“


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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Nella mia infanzia, ci divertivamo, i miei compagni ed io, ad osservare il becchino al lavoro. A volte ci passava un cranio con cui giocavamo a pallone. Era per noi una gioia che nessun pensiero funereo veniva a offuscare. Per molti anni ho vissuto in mezzo a preti che al loro attivo avevano migliaia e migliaia di estreme unzioni, eppure non ne ho conosciuto nessuno che fosse incuriosito dalla Morte. Più tardi avrei capito che l'unico cadavere da cui possiamo trarre qualche profitto è quello che in noi si prepara.“

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Stefan Zweig 51
scrittore, giornalista e drammaturgo austriaco 1881 – 1942
„Loro sforzo sempre più impaziente, pur di aver pace da ogni persecuzione, pur di trovar sosta nell'eterna fuga, era adattarsi, inserirsi entro i popoli che li circondavano, perdersi nella generalità. Per questo, fusi e confusi com'erano fra gli altri popoli, non si comprendevano più reciprocamente, si sentivano da tempo francesi, tedeschi, inglesi o russi e non ebrei. Ma ora che venivano gettati come lordura sulle strade e scopati poi via tutti insieme: i direttori di banca dai palazzi berlinesi e i servi della sinagoga delle comunità ortodosse, i professori di filosofia parigini e i vetturini di Rumema, i becchini e gli insigniti di premio Nobel, le grandi cantanti e le prefiche, gli scrittori e i fabbricanti d'acquavite, i ricchi ed i poveri, i grandi ed i piccoli, i credenti e i miscredenti, gli strozzini ed i sapienti, i sionisti e gli assimilati, i seguaci del rito tedesco e quelli del rito spagnuolo, i giusti e gli ingiusti, e dietro di loro tutta la schiera di coloro che credevano di essersi ormai sottratti alla maledizione, i battezzati ed i misti; ora per la prima volta da secoli si imponeva agli ebrei una nuova comunità da essi non più sentita, la comunità dell'espulsione sempre rinnovantesi dai tempi dell'Egitto. (p. 360-361)“

Tiziano Terzani 61
giornalista e scrittore italiano 1938 – 2004
„Tutta la nostra società è fatta per dare spago alla violenza, e allora violenza produce violenza, non c'è niente da fare. Per questo anche il mio essere vegetariano è una scelta morale. Ma come si può allevare la vita per uccidere e mangiarsela? Come si può tenere in delle spaventose, spaventose gabbie, migliaia e migliaia e migliaia di polli a cui si deve tagliare il becco perché non becchino, impazziti come sono, le galline che gli stanno avanti? Come si può allevare un vitello – che è bello, no? – un piccolo vitello, chiuderlo in una scatola di ferro, in una gabbia di ferro, perché cresca anchilosato dentro e la sua carne rimanga bianca? Tutto per ingrassare, tutto perché possiamo avere anche noi parte di questa realtà, ce la possiamo mangiare. Hai mai sentito gli urli di un macello di maiali? E come puoi mangiare il maiale, poi? È impossibile. (da [http://video. google. it/videoplay? docid=1084017906178950538&q= Anam, il senzanome - Film di Mario Zanot (Produzione Mediaset)])“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: "Cerco Dio! Cerco Dio!". E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "È forse perduto?" disse uno. "Si è perduto come un bambino?" fece un altro. "Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?" – gridavano e ridevano in una gran confusione. L'uomo folle balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: "Dove se n'è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! L'abbiamo ucciso – voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia? Chi ci dette la spugna per strofinare via l'intero orizzonte? Che mai facemmo per sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov'è che si muove ora? Dov'è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all'indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? – Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo ancora nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi si è dissanguato sotto i nostri coltelli – chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo lavarci? Quali riti espiatòri, quali sacre rappresentazioni dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo anche noi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un'azione piú grande – e tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtú di questa azione, ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!". A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch'essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. "Vengo troppo presto" proseguí "non è ancora il mio tempo. Questo enorme evento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino – non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle stelle vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano viste e ascoltate. Quest'azione è ancor sempre piú lontana dagli uomini delle stelle piú lontane – eppure son loro che l'hanno compiuta!". – Si racconta ancora che l'uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: "Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?". (125; 2007)“

Francesco Casnati 3
giornalista italiano 1892 – 1970
„Nomina tranquillamente la morte (il che era ritenuto villano e impudico dagli imbecilli intellettuali); si intrattiene affabilmente col becchino del suo paese; conversa ogni domenica col cappellano del cimitero e risponde alle formule per la benedizione dell'acqua.“

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