Frasi su beduino

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Else Lasker-Schüler 10
poetessa tedesca 1869 – 1945
„[... ] io m'immagino che anche Lei ami andare a cavallo; il cuore che s'inebria nella corsa supera i flutti di ogni mare. Una volta, nel deserto, andavo assieme ai beduini a rubare gli stalloni – come Gliene vorrei regalare uno! I cavalli arabi, quelli bianchi, sono uccelli danzanti, principi prigionieri di un incantesimo, sono fiabe che nitriscono. (da Lettera a Karl Kraus del 24 agosto 1909, pp. 155-156)“

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Enrico Cialdini 2
militare e politico italiano 1811 – 1892
„[Su Napoli] Questa è Africa! Altro che Italia! I beduini, a riscontro di questi cafoni, sono latte e miele. (citato in Gigi Di Fiore, Pontelandolfo e Casalduni, un massacro dimenticato, pag. 33)“


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Ezra Pound 149
poeta, saggista e traduttore statunitense 1885 – 1972
„La storia che trascura l'economia è pura sciocchezza; una mostra di ombre, e non più comprensibile di quanto lo sia la lanterna magica per un selvaggio ignaro della causa delle immagini. È una sorta di magia, come il grammofono o il telefono per un beduino che li ascolta per la prima volta.“

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Carlo Lucarelli 23
scrittore, regista e sceneggiatore italiano 1960
„Credevamo di imporci a quattro beduini da comprare con le perline e invece siamo andati a rompere i coglioni all'unica grande potenza africana, cristiana, imperialista e moderna. Anche i francobolli aveva fatto fare il negus. (cap. Fotografia, pag. 439)“

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Jacques Monod 19
biologo e filosofo francese 1910 – 1976
„Di tutte le grandi religioni, la giudeo-cristiana è indubbiamente la più primitiva, grazie alla sua struttura storicistica direttamente connessa alle gesta di una tribù beduina, prima di essere arricchita dall'avvento d'un profeta divino.“

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Cesare Cantù 57
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„Rapace, bugiardo e fraudolento nel commercio, ma prode e generoso, mite e riconoscente, e innanzi tutto ospitale e fedele alla parola anche se data ad un nemico, sobrio e continente, compagnone, spiritoso, faceto, eloquente, poetico, caldo del suo onore, e particolarmente di quello dell'harem, ha anche oggidì il Beduino i pregi e i difetti de' suoi maggiori al tempo di Maometto; lava l'oltraggio nel sangue, e ne ha sete per vendicare quel d'un parente versato dal nemico; Il fuoco, il fuoco, ma non l'obbrobrio; la vendetta, la vendetta, ma non l'ignominia é anche oggidì il grido di guerra del Beduino, combattente per l'onor suo e delle sue donne; ciò non pertanto egli é ancor più ospitale che sanguinario, più generoso che implacabile. (p. 523)“

Avner 3
1928 – 2015
„Il disprezzo, in Oriente, è un'arte e insieme un'arma necessaria; senza la sua protezione e il suo conforto non sarebbe possibile affrontare a testa alta una vita a un tempo dura e ingiusta. Così il beduino, a piedi nudi disprezza il fellah attaccato alla sua terra, e questi si vendica sputando su un trattore ebreo. (p. 30-31)“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Da quanto tempo vivi in un Paese musulmano?», chiesi a un tratto.
«Da due terzi della mia vita».
«Eppure non sei mai diventato un riformista?».
«No».
«E non sei mai diventato un fondamentalista?»
«No».
«E non hai mai voluto diventare un capo dell'Islam?»«No».
Alzai le sopracciglia. «Lo trovo stupefacente».
Ziad rallentò e mi lanciò un'occhiata. Si passò la mano sopra il sopracciglio sinistro, facendosi piovere granelli di polvere sulle gambe.
«Voglio farti io una domanda», disse.
«Cosa?»
«Da quanto tempo sei al mondo?»
«Scusa?»
«Da quanto tempo sei vivo?»
«Da tutta la vita, direi».
«Quando è stata l'ultima volta che hai fatto volare un aquilone in montagna?»
«Mai».
«Quando è stata l'ultima volta che ti sei sdraiato a terra e hai scattato foto agli insetti?»
«Mai».
«Quando è stata l'ultima volta che hai salvato dei ragazzi beduini nel deserto?»
«Mai».
«Be', amico, questo io lo trovo stupefacente».
Non dissi nulla. Mi sentivo come se fossi sepolto fino al collo nella sabbia e qualcuno stesse scagliando pietre alla mia essenza. Eppure le pietre non mi mandarono in frantumi, si rivelarono essere globi di luce. Mi scesero nella gola e si raccolsero nel mio stomaco. Divennero una pozza di luce brillante che si fuse e cominciò a ribollire. Poi un immenso getto di risate sgorgò dal mio ombelico e il raggio di luce si poté vedere fino a Damasco.
Ridemmo a crepapelle.“

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