Frasi su bolgia

Marco Aurelio foto
Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
<br“

Fabio Caressa foto
Fabio Caressa 54
giornalista e conduttore televisivo italiano 1967
„A prescindere dalla stagione in cui vi troviate, riconoscerete sempre Caressa: primavera, estate, autunno, inverno. Egli preferisce l'estate in quanto superficiale ed illusoria come lui: da Capodanno all'ultimo giorno estivo è sempre festa per lui. L'equinozio autunnale lo zittisce temporaneamente, facendogli però sorgere voglia di vendetta: disturba i giorni della Bilancia (23 settembre-22 ottobre circa). Rende doloroso il passaggio in Scorpione (23 ottobre circa), trasforma in una bolgia Halloween: colpisce duramente anche Ognissanti e il giorno dei defunti (1-2 novembre). L'urlo e la minaccia proseguono anche nel resto del segno, con nuovo dolore nel passaggio in Sagittario (23 novembre circa): incide su Ringraziamento e festa dell'Immacolata (8 dicembre). Istintivamente, si è portati a pensare che la sua furia si esaurisca qui: niente affatto, in quanto interessa anche il solstizio invernale (22 dicembre circa). Disturba, sia pure in minima parte, il Capricorno: Vigilia, Natale e San Silvestro. La sbornia dell'ultimo dell'anno cancella la sua memoria: così dal 1 gennaio riprende ad essere un idiota. Ricordate come contrastarlo: il sapere è potere.“


Dino Zoff foto
Dino Zoff 17
allenatore di calcio, dirigente sportivo e ex calciatore... 1942
„Ma no. Non era facile giocare nella Juve: la squadra più odiata d'Italia. Firenze era una bolgia. A San Siro potevo resistere solo io: mi tiravano di tutto. Ogni volta rientravamo a Torino con i vetri del pullman rotti.“

Dante Alighieri foto
Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„O Simon mago, o miseri seguaci | che le cose di Dio, che di bontate | deon essere spose, e voi rapaci | per oro e per argento avolterate, | or convien che per voi suoni la tromba, | però che ne la terza bolgia state. (XIX, 1-6)“

Giuseppe Garibaldi foto
Giuseppe Garibaldi 127
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„Nel 1849, al tempo del Governo degli uomini, io ho assistito a delle ricerche nei penetrali di quelle bolgie che si chiamano conventi e in ogni convento non mancavano mai gl'istromenti di tortura e l'ossario dei bambini. (p. 51)“

 Caparezza foto
Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„È vero qui si fa festa ma la gente è depressa e scarica | ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica | tra un palo che cade ed un tubo che scoppia | in quella bolgia s'accoppa chi sgobba | e chi non sgobba si compra la robba | e si sfonda finché non ingombra la tomba. (da Vieni a ballare in Puglia, n.° 7)“

Arturo Graf foto
Arturo Graf 46
poeta, aforista e critico letterario italiano 1848 – 1913
„Se Dante tornasse al mondo, e riscrivesse la Commedia, si può tener per sicuro che Michele Scotto non sarebbe più posto da lui in quella bolgia, tra quei dannati, quando pure il poeta rinascesse così buon cattolico quale già fu, e così inclinato a certe credenze come un cattolico non può quasi non essere; ma dato il tempo in cui il poeta visse e fu composto il poema; data la celebrità grande di cui Michele Scotto ebbe a godere in quel tempo, e le ragioni e l'indole di tal celebrità, era assai difficile, per non dire impossibile, che il poeta non ponesse il filosofo a quella pena.“

„Vivo ormai da cinque anni in questa bolgia. Da più di quarantadue mesi vivo con odio, sogno con odio, per risvegliarmi con odio. Mi sento soffocare all'idea di essere prigioniero di un'orda di malvagi babbuini e mi logoro su questo lancinante problema: lo stesso popolo che ancora qualche anno fa vigilava così gelosamente sui suoi diritti, come ha potuto cadere da un giorno all'altro in questo stato di apatia, in cui non soltanto tollera di essere soggetto a chi fino ieri era uno sconosciuto ma, al colmo del disonore, non è nemmeno più in grado di sentire la propria ignominia come un'ignominia… (p. 27)“

Gilbert Keith Chesterton foto
Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Basil Grant ed io stavamo discorrendo un giorno in quello che forse è il più bel posto del mondo per discorrere: la piattaforma superiore di un tram discretamente deserto. Conversare sulla sommità di un colle è una cosa superba, ma conversare su di una collina volante è una cosa da fiaba. La vasta e scialba estensione della parte nord di Londra spariva; la buona anatura ci dava il senso della sua immensità e della sua bassezza. Era, se fosse possibile esprimersi così, una ignobile infinità, una squallida eternità, e noi sentivamo il reale orrore dei quartieri poveri di Londra, l'orrore che è interamente svisato e frainteso dai romanzi sensazionali che li dipingono come un ammasso di vie strette, di case sporche, una tana di delinquenti e di pazzi, una bolgia del vizio. In un vicolo stretto, in un covo di vizi voi non dovete cercare la civiltà, non dovete cercare l'ordine. Ma la cosa orribile di quei quartieri era il fatto che la civiltà c'era, che l'ordine c'era, ma la civiltà vi appariva solo nel suo lato morboso, e l'ordine solo nella sua monotonia. Nessuno direbbe passando per un quartiere di delinquenti: "Non vedo monumenti, non rilevo traccia di cattedrali". Ma là c'erano degli edifici pubblici, solo che si trattava per lo più di manicomi; c'erano anche delle statue, ma si trattava generalmente di monumento di ingegneri ferroviari e di filantropi, due brtte genìe d'uomini unite dal loro comune disprezzo per il popolo. C'erano delle chiese, ma erano le chiese di sette oscure ed errabonde, come gli Agapemoniti o gli Irvingiti. C'erano, oltre a ciò, grandi strade, e vasti incroci, e linee tranviarie, e tutti i segni reali della civiltà! (p. 51)“