Frasi su bordello

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Beppe Fenoglio 15
scrittore italiano 1922 – 1963
„Disse D'Addio: – Che razza d'eunuchi. Che dovrebbero dire e fare i napoletani che si beccano bombardamenti dalla prima notte di guerra? Lascio giudicare a voi.
– Appunto. Che dovrebbero dire Genova e Torino? Ma che si credono questi romani?
– Questa è bella. Le altre città vengono bombardate per quello che hanno, la o il porto. Roma no, non dev'essere bombardata proprio per quello che ha: le pietracce sue.
– E questo Papa? Ti risulta che nelle altre città abbiano mai invocato il Papa? Che c'entra il Papa? Ma qui il Papa è come Papà, Papalino. Papalino, tu che lo puoi, fai cessare la guerra, mandaci la pace. Qui Re e Duce sono scartine, l'asso è il Papa. Il Papa come Papà.
– Papalino, vedi che ce buttano 'e bombe in testa.
– Bagascioni di romani.
– Romani cacaioli.
– Che schifo, i discendenti di Giulio Cesare.
– Discendenti di chi?
– Abbasso il Duce!
– A morte!
– È ora di finirla! – intimò il ridestato Dian. senza precisare se con la guerra o il regime o il bordello. (pp. 134-135)“

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Tommaso Moro 19
umanista, scrittore e politico inglese 1478 – 1535
„Servi, operai e perfino contadini, cittadini insomma di tutte le classi, manifestano gusti stravaganti nel cibo e nel vestire. Pensate a quanti bordelli ci siano, inclusi quelli che si celano dietro le insegne di taverne e birrerie, e a quale spreco di denaro conducano i giochi d'azzardo, i dadi, le carte, le bocce, il tennis, gli anelli e così via. Non è anche questo un incentivo a rubare? Liberatevi dunque da questi mali rovinosi e ordinate che i centri rurali vengano ricostruiti da chi li distrusse, o siano comunque affidati a gente che voglia riattivarli. Impedite che la corsa dei ricchi all'accaparramento possa continuare, ponete fine a questo loro privilegio. Riscattate la gente dall'ozio rilaciando l'agricoltura e riformando il mercato della lana. Date agli sfaccendati qualcosa di utile da fare. La miseria rende ladri, e quelli che per ora sono soltanto dei disoccupati saranno presto anche ladri. È inutile, se non sradicate tali mali, punire i ladri ricorrendo a una giustizia più eclatante che giusta o efficace. In definitiva, voi lasciate che crescano fin da ragazzi in condizioni tali da essere fatalmente destinati ad una vita criminale, poi li punite. In altre parole, punite quei ladri che voi stessi avete creato. (da Utopia, I, p. 31-32)“


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Alberto Sordi 34
1920 – 2003
„Se il mondo fosse come lo presenta un certo cinema d'oggi, sarebbe un incredibile bordello.“

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George Orwell 126
scrittore britannico 1903 – 1950
„È un fatto – basta guardarsi intorno per verificarlo – che il pio e l'immorale finiscono col convergere spontaneamente l'uno verso l'altro. Le più belle scene letterarie ambientate in un bordello sono state scritte, senza eccezione, da pii credenti o da pii miscredenti. (I, 3: p. 54)“

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Gabriel García Márquez 138
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Ma la nuova scoperta che il tempo bastava per far tutto senza che fosse necessario rinunciare ai bordelli, gli diede la forza di tornare nella stanza di Melquìades. (1968, p. 400)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Non sei un uomo se di notte non vai al bordello! | Non sei un uomo... se non ti tira il pisello! (da Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti, n. 11)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„«In vita mia ho conosciuto tanti militari. Ho conosciuto marescialli, generali, voivodi ed etmani, trionfatori d'innumerevoli campagne e battaglie. Ho ascoltato i loro racconti e ricordi. Li ho visti chini su mappe sulle quali disegnavano linee di diversi colori, facendo piani e architettando strategie. In queste guerre di carta andava tutto liscio, funzionava tutto, era tutto chiaro e in un ordine esemplare. Così dev'essere, spiegavano i militari. Un esercito è innanzitutto ordine e disciplina. Un esercito non può esistere senza ordine e disciplina. È perciò tanto più strano constatare che, quanto a ordine e a disciplina, la vera guerra – e di vere guerre ne ho viste parecchie – ricorda come due gocce d'acqua un bordello in preda alle fiamme.» (Ranuncolo, cap. 1)“

Massimo Fini 49
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. Raccontavo qualche giorno fa a una mia giovane amica la Milano dei '50, di quando ero ragazzino. Eravamo poveri, allegri e spavaldi. I tram erano stipati fino all'inverosimile con la gente sui predellini aperti e qualcuno attaccato al troller. Uscivamo dalla guerra, ci eravamo salvati dai bombardamenti angloamericani e dai rastrellamenti tedeschi, non ci poteva certo spaventare una caduta dal tram. Tutti, uomini e donne, fumavano. Il terrorismo diagnostico era di là da venire. Noi ragazzini uscivamo di casa alle due del pomeriggio e rientravamo con le ginocchia sbucciate, alle otto, senza che i nostri genitori se ne preoccupassero. Perché nel quartiere c'era un controllo sociale e se un bambino si fosse messo nei guai ci avrebbero pensato gli adulti a tirarlo fuori e un pedofilo sarebbe stato avvistato a un chilometro di distanza. Eppoi c'era, "il ghisa", il vigile, autorità sovrana. La "pula" non aveva bisogno di farsi vedere. La malavita era professionale, conosceva le regole, stava attenta a non spargere una goccia di sangue (il colpo in banca della banda di via Osoppo, senza un ferito, tenne la scena sui giornali per mesi). Eravamo solidali perché eravamo poveri e anche quelli che non lo erano non lo davano a vedere. Il sordido gioco degli "status simbol" non era ancora cominciato. Lealtà e onore erano moneta sonante. Se fra noi ragazzi ci si scontrava a pugni sulla strada – dove ci siamo formati – e un gruppo era di dieci e l'altro, poniamo di otto, due si levavano per far pari. E l'onestà era un valore assoluto. Per la borghesia, se non altro perché dava credito. Per il proletariato, per il mondo contadino dove la stretta di mano contava più di un contratto. Mentre raccontavo queste e altre cose i begli occhi della mia amica si ingrandivano, si sgranavano. Alla fine mi ha detto "tu mi stai raccontando una favola, questa non è l'Italia". Appunto.“


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William Blake 58
poeta, incisore e pittore inglese 1757 – 1827
„Le Prigioni sono costruite con le pietre della Legge,
i Bordelli con i mattoni della Religione.“

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Honoré De Balzac 121
scrittore, drammaturgo e critico letterario francese 1799 – 1850
„Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.“

Franco Rossi 60
giornalista italiano 1944 – 2013
„Il mondo del calcio è un bordello nel quale non ci sono vergini capitate per caso.“

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Arthur Koestler 23
scrittore e filosofo ungherese 1905 – 1983
„Una persona non può considerare il mondo una sorta di bordello metafisico per le emozioni.“


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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„L'intrattenimento ormai è demandato alle casalinghe, traslocate dal bordello domestico a quello televisivo.“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Ahi serva Italia, di dolore ostello, | nave sanza nocchiere in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello! (VI, 76-78)“

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Curzio Malaparte 73
scrittore italiano 1898 – 1957
„Un bordello ci vuole, in una città per bene: come ci vuole il Municipio, il Tribunale, le carceri, l'ospedale, il cimitero, e il Monte di Pietà.“

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Umberto Bossi 101
politico italiano 1941
„Veltroni ha ragione, c'è troppo bordello. Come si fanno a fare le cose? (citato in Bossi: «Veltroni ha ragione», Corriere della sera, 6 luglio 2008)“

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