Frasi su boschetto

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Anna Marchesini 82
attrice, doppiatrice e scrittrice italiana 1953
„Uno strumento che facilita l'uomo e permette che l'uomo rimanga.. dentro... nella.. lì, consiste nell'infilare un.. cappuccetto... diciamo, un palloncino... il lattice... una.. una... MUSERUOOLA sopra... lì. Attenzione, se fatto con ironia, la donna può permettere all'uomo di mantenere la sua eccitazione con frasi tipo: «dove vai cappuccetto rosso a spasso per il boschetto?» oppure «E CHE È? IL KU KLUX KLAN?!!“

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Guido Cavalcanti 9
poeta italiano 1258 – 1300
„In un boschetto trovai pastorella | come la stella bella, al mio parere || Capelli avea biondetti e ricciutelli | e gli occhi pien d'amor, cera rosata; | con sua verghetta pasturava agnelli, | e, scalza, di rugiada era bagnata; | cantava come fosse innamorata, | era adornata di tutto piacere. (da La pastorella; citato in Versi e Metri italiani)“


Giuseppe Tellera 4
generale italiano 1882 – 1941
„Tutti ardenti patrioti, tutti prodi a chiacchiere! Ma tutti (o molti, almeno) cercano l'ufficio, il boschetto qualunque, la licenza! Sentendo rumor di polvere, cessa il chiacchiericcio guerrafondaio ed emerge... la fifa.“

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Federico De Roberto 44
scrittore italiano 1861 – 1927
„Andammo soli, fuori Grotta, a Pozzuoli, a Baja.... Che cielo! che mare!... Conosci tu il boschetto che sta dietro il lago Lucrino, sulla via della grotta della Sibilla? Il terreno è in pendenza; si procede a caso, scostando i rami che vi sfiorano il viso. Attraverso il fogliame del castagneto filtra una luce verde, fantastica, da féerie; par di nuotare in mezzo allo smeraldo fluido.... Il 20 maggio!... Era de maggio e te cadeano 'nzino A schiocche a schiocche le cerase rosse..... Le rosse, le dolci, le fresche ciriegie erano le sue labbra....“

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Ambrose Bierce 252
scrittore, giornalista e aforista statunitense 1842 – 1913
„Accademia (s. f.). In origine, boschetto in cui i filosofi cercavano un significato nella semplicità della natura; oggi, scuola in cui i sempliciotti cercano un significato nella filosofia. (1988, p. 20)“

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Мichail Arcybašev 3
scrittore russo 1878 – 1927
„Le anatre, pacate e giudiziose, emettevano versi misurati, che si sentivano distintamente lungo la riva. Qua e là qualche bell'esemplare di anatra maschio, inaspettatamente, si librava nell'aria, con un grido sfrecciava sull'acqua e disegnando un ampio semicerchio si sedeva, solcando rumorosamente l'acqua che rimaneva a lungo agitata e si increspava tutta, come se sorridesse al cielo che in lei si rifletteva. Alcuni chiurli dalle lunghe zampe e dai becchi appuntiti, allungando le sottili gambette da zanzara, uno dopo l'altro saltellavano di cuneetta in cuneetta e con un allegro sibilo si addentravano sempre più nel boschetto che diveniva color azzurro. (cap. VIII, p. 163)“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Dal boschetto è venuto ancora | il cigno blu della notte | portando sulle ali | venerate reliquie. (da Il sorbo si è fatto rosso)“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Cantate nel fitto del bosco, uccelli, canterò con voi, | seppelliremo insieme la mia giovinezza. | Il mattino della Trinità, il canone mattutino. | Nel boschetto lungo le rive un bianco scampanare. (da Il mattino della Trinità)“


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Jules Laforgue 6
1860 – 1887
„Lamento dell'organista di Nostra Signora di Nizza
Già gl'invernali corvi la loro salmodia | han mischiato ai rintocchi delle nostre campane, | le bufere d'autunno più non sono lontane, | boschetti degli ameni rifugi, ormai addio.“

„Oggi ancora, a lei, gli occhi socchiusi riversi nel piacere, | il velo della veste e la massa dei capelli gocciolati sullo stelo del corpo disteso, | oca selvatica in un boschetto di loti d'amore – | anche nella vita futura, anche alla fine ripenso! (N 22, in Poesia indiana classica)“

Augusto Conti 12
filosofo e pedagogista italiano 1822 – 1905
„Sedevano un dì fra' boschetti d'aranci, sulla pendice a' cui piedi è Sorrento; e la brezza moveva da' rami e dalle foglie una musica di suoni e di fragranze; mentre di sotto alle verdi ombrelle rideva il golfo di Napoli, e dal cielo azzurro traluceva il Paradiso. (p. 14)“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„Amico mio, amico mio, | Sono molto molto malato. | Io stesso non so da dove mi venga questo male. | Se sia il vento che sibila | Sul campo vuoto e deserto, | forse, come a settembre al boschetto, | È l'alcool che sgretola il cervello. || La mia testa sventola le orecchie, | Come fa un uccello con le ali. | La mia testa non è più capace | Di ciondolarsi sul collo. | Un uomo nero, | Nero, nero, | Un uomo nero | Si siede sul mio letto, | Un uomo nero | Non mi lascia dormire per tutta la notte.“


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Ivan Alexandrovič Gončarov 12
scrittore russo 1812 – 1891
„Ad Oblomov, nel suo pigro starsene sdraiato in pose pigre, nel suo ottuso sonnecchiare e nei suoi impulsi ispirati, la donna era sempre apparsa anzitutto come moglie, e solo qualche volta come amante.
Nelle sue fantasticherie si librava l'immagine di una donna alta e slanciata, con le mani tranquillamente piegate sul petto, con uno sguardo calmo, ma superbo, seduta con noncuranza in mezzo all'edera del boschetto, muoversi con passo leggero sul tappeto, sulla ghiaia del viale, con la figura ondeggiante e la testa graziosamente appoggiata sulle spalle, con un'espressione pensosa; come un ideale, come l'incarnazione di un'intera vita colma di tenerezza e di pace solenne, come la pace stessa.“

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Ambrose Bierce 252
scrittore, giornalista e aforista statunitense 1842 – 1913
„Campi Elisi. Paradiso degli antichi. Non c'è niente di più ridicolo di questa rozza concezione. Al posto di nubi dorate, arpe, corone e grandi troni bianchi, c'erano campi, boschetti, ruscelli, fiori e templi. I Campi Elisi sono un esempio manifesto della congenita inferiorità dell'immaginazione pagana nei confronti della cultura cristiana. (1988, p. 42)“

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Alexis De Tocqueville 44
filosofo, politico e storico francese 1805 – 1859
„Eccola, dunque, finalmente, ci dicevamo, questa Sicilia, la mèta del nostro viaggio, l'argomento delle nostre discussioni da tanti mesi, eccola tutta intera sotto i nostri piedi. Girando su noi stessi possiamo percorrerla in un istante; ne tocchiamo con gli occhi tutti i punti; quasi nulla ce ne sfugge ed essa è ben lungi dall'occupare l'orizzonte. Noi venivamo dall'Italia: avevamo calpestato la cenere dei più grandi uomini che furono mai esistiti e respirato la polvere dei loro monumenti, eravamo pieni delle grandezze della storia. Ma qualcos'altro ancora parlava, qui, all'immaginazione: tutti gli oggetti che scorgevamo, tutte le idee che venivano ad offrirsi, numerosissime, alla nostra mente, ci riportavano ai tempi primitivi. Toccavamo le prime età del mondo, quelle età di semplicità e di innocenza in cui gli uomini non erano ancora rattristati dal ricordo del passato, né spaventati dall'incertezza dell'avvenire, in cui, contenti della felicità presente e fiduciosi nella sua durata, raccoglievano quel che la terra dava loro senza coltivarla, e, vicini agli déi per la purezza del cuore, ne incontravano ancora ad ogni passo la traccia e vivevano, in un certo senso, in mezzo a loro; è qui che la leggenda ci mostra i primi uomini. È questa la patria delle divinità della mitologia greca. Vicino a questi luoghi, Plutone rapì Proserpina alla madre; in questo bosco che abbiamo appena attraversato, Cerere sospese la sua rapida corsa e, stanca delle sue vane ricerche, si sedette su una roccia e, benché dea, pianse, dicono i Greci, perché era madre. Apollo ha custodito le mandrie in queste valli; questi boschetti che si estendono fin sulla riva del mare hanno risuonato del flauto di Pan; le ninfe si sono smarrite sotto le loro ombre e hanno respirato il loro profumo. Qui Galatea fuggiva Polifemo, e Akis, sul punto di soccombere sotto i colpi del suo rivale, incantava ancora queste rive e vi lasciava il suo nome... In lontananza si scorge il lago d'Ercole e le rocce dei Ciclopi. Terra degli déi e degli eroi! (cap. 1, Scritti giovanili, Frammenti del viaggio in Sicilia, p. 134)“

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Ōtomo no Yakamochi 3
poeta e politico giapponese 718 – 785
„Soffio di brezza | nell'ora del crepuscolo | sul mio boschetto | di teneri bambù – | quanto triste stasera. (Febbraio 753)“

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