Frasi su boss

Facile scrivere rime se copi Rick Ross | tu non sei il king, tanto meno il boss. (da Alfa Alfa)

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Noyz Narcos 129
rapper, beatmaker e writer italiano 1979

[Consegnando un premio a Bruce Springsteen] In una occasione come questa mi piace ricordare che io sarò anche il presidente, ma lui è e resta il Boss. (citato in ansa. it, 7 dicembre 2009)

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Barack Obama 77
44º Presidente degli Stati Uniti d'America 1961

Ho suonato anche per qualche boss. [... ] Spesso non mi pagavano: un bacio e via. Alla camorra ho regalato un mucchio di canzoni: ero obbligato. Se dicevo "no" chi mi proteggeva? Anche i giornalisti ci vanno. E al mattino ricevono il cachemire.

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Gigi D'Alessio 15
cantautore e produttore discografico italiano 1967

Se vieni al mondo sapendo di non essere solo e te ne vai allo stesso modo, riesci ad affrontare tutto ciò che accade nel cammino della vita. Un professore potrebbe bocciarti, ma non ti sentirai inferiore, un boss potrebbe opprimerti, ma non ti sentirai oppresso, una potente azienda potrebbe sconfiggerti, ma trionferai comunque. Come potrebbero prevalere solo buttandoti giù? Tu sai che sei una persona amata. Il resto è solo contorno. Ma se non puoi dire di essere amato, sei condannato a cercare qualcosa che riempia quel vuoto. Non importa quanto ingente sia il tuo rendito lavorativo o la tua fama. Stai solo cercando amore incondizionato, vuoi solo essere accettato per quello che sei, ed è questo che ti è stato negato quando sei venuto al mondo. (dal suo Discorso a Oxford,21 marzo 2001)

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Michael Jackson 24
cantante statunitense 1958 – 2009

[Sul legame tra lo Scandalo del calcio italiano del 2006 e quello del 2011] Senza indulgere su un fatto emerso come notorio durante il processo, cioè che il Presidente del Collegio, Teresa Casoria, riteneva tale processo penalmente una buffonata e invece i due giudici a latere, con le quali era in conflitto, pensavano il contrario, con l'esito di risultare maggioranza nella determinazione della sentenza, le motivazioni in 558 pagine si riassumono così. 1) Campionati non alterati (quindi scudetti tolti ingiustamente alla Juve...), partite non truccate, arbitri non corrotti, indagini condotte non correttamente dagli investigatori della Procura (intercettazioni dei carabinieri risultate addirittura manipolate nel confronto in Aula). 2) Le Sim, le schede telefoniche estere che Moggi ha distribuito a qualche arbitro e ai designatori, sarebbero la prova del tentativo di alterare e di condizionare il sistema, pur senza la dimostrazione effettiva del risultato truccato. 3) L'atteggiamento di Moggi, da vero boss "telefonico", è invasivo anche quando cerca di condizionare Federcalcio e Nazionale, vedi telefonate con Carraro e Lippi. 4) Che queste telefonate e questa promiscuità "mafiosa" o "submafiosa" o tesa a "fare associazione per delinquere" risultassero costume comune nell'ambiente come risulta evidente, non assolve Moggi e C.: e dunque ecco la condanna. [... ] Infine il punto 1), la cosiddetta parte positiva delle motivazioni, cioè nei fatti tutto regolare. E allora lo scandalo di "Scommettopoli

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Oliviero Beha 5
giornalista, scrittore e saggista italiano 1949

Il musicista blues spesso enfatizza la sua esistenza di essere trattato come il capo famiglia e gli sforzi che gli tocca fare per provvedere al denaro. ("Paiyng The Cost To Be The Boss") di B. B. King è solo uno dei validi esempi di questo genere di canzoni). (p. 81)


Il Boss ingrassa tasca, il mondo gira se si spende e cazzo gira ancora meglio senza Salvador Allende(da Shoot a Blow)

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Ted Bundy 6
assassino seriale statunitense 1946 – 1989

La repressione, necessaria ed indispensabile, da sola, e non accompagnata da un'opera di bonifica e di miglioramento dei contesti sociali ed economici, dimostra in conclusione di non riuscire a distruggere fenomeni ancora così radicati; se non si prosciuga il brodo di coltura, queste arabe fenici risorgeranno sempre dalle loro apparenti ceneri. ("Boss a 20 anni, la camorra senza regole", Raffaele Cantone, su Il Mattino di Napoli, ed. naz. di martedì 9 agosto 2011; citato nel blog di Contro le mafie).

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Raffaele Cantone 16
magistrato italiano 1963

[Sul primo faccia a faccia con José Mourinho] Durante il post-gara mi chiamava "boss" o "big man", ma sarei stato più contento se i suoi saluti fossero stati accompagnati da un buon vino. Mi ha portato dell'aceto!

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Alex Ferguson 24
allenatore di calcio e ex calciatore scozzese 1941

Non nel nobile spirito umano, non in tutti quei pensieri sublimi si vede il riflesso del Grande Vecchio, poiché lui stesso è in grado di pensarli, bensi in voi criminali. Egli vi ama per quello che siete, come voi lo amate per quello che è. Per i poveri e per i ricchi, ma anche per i giusti in eterno che tuttalpiù arrivano alla frode fiscale, al riciclaggio del denaro, alla politica, lui è il buon caro Vecchio che lascia correre, ma per voi è l'inesorabile boss. Egli vi ama, come voi amate lui. La sua collera brucia ed è molto pesante, la sua lingua è come un fuoco che disrugge.

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Friedrich Dürrenmatt 36
scrittore, drammaturgo e pittore svizzero 1921 – 1990

'Carmine Schiavone': Questa è la Baschi Calcestruzzi, di mia proprieta tutt'oggi. Io facevo il miglior cemento della zona. Questa era un'azienda che produceva un miliardo e mezzo al mese più 300 milioni in nero.'Sandro Ruotolo': Che c'è dietro?'Carmine Schiavone': Andiamo e vediamo cosa c'è dietro.'Sandro Ruotolo': Questa era sua? 'Carmine Schiavone': È tutto mio, pure i terreni qui dietro. Vedi hanno spaccato le porte. Qui avevo un appartamento e sotto erano tutti uffici e mensa per gli operai. 'Sandro Ruotolo': Ma scusi, Schiavone, questa non è finita in mano allo Stato?'Carmine Schiavone': Questa non è sequestrata perché fu dissequestrata. Faceva parte dell'eredità della buon anima di mio padre. Anche questo terreno è mio, vedi. Qui non c'era niente fino al '93 qui non ci stava niente. Là è tutta munnizza per ecoballe, anche là ci sta del tossico, cosa pensi che là non ci sia? Quelli sono rifiuti solo che non è scavato! Lo sai cosa mi hanno detto sempre? "Tu parli troppo. Tu devi arrivare solo a quelli che sparano." Gli stava bene che gli facevo prendere solo gli ergastoli e i boss.

Carmine Schiavone 61
criminale italiano 1943 – 2015

[Su Rino Gaetano] E tra questi ragazzi che gestivamo la domenica pomeriggio comparve questo tizio magro magro, un po' coi denti rotti, il male in arnese co 'sta chitarrina. [... ] Seppe come entrarmi nel cuore subito tant'è vero che Cesaroni che l'aveva sentito suonare e "zappare" la chitarra, come diceva, non era del parere di farlo cantare neanche la domenica pomeriggio e io invece modestamente, avendo riscontrato delle cose molto carine, molto naïf, molto veraci anche in lui, aspettavo il momento in cui Giancarlo, il cosiddetto "boss", Cesaroni andava magari in giro per Trastevere a bersi un wisketto con De Gregori e lo buttavo sopra. E ricordo bene queste due canzoni che ha fatto per qualche domenica di seguito, una che era dedicata a un amico, che, guardate un po' il destino, mi sembra avesse avuto un incidente in macchina, che era morto così e l'altra dedicata a un ferroviere, Agapito Malteni ed è una canzone che mi è rimasta impressa, ancora adesso la canticchio delle volte. C'era questa bellissima immagine di un treno che lungo il Tavoliere continuava a correre. Ecco così l'ho conosciuto. [fonte 3]

Ernesto Bassignano 6
cantautore, giornalista e conduttore radiofonico italiano 1946

Dai giorni della sconfitta elettorale Silvio Berlusconi è entrato in una realtà parallela – teatrale o addirittura virtuale – dove si respira la più perfetta assenza di gravità. La quale non riguarda il peso dei corpi, ma quello delle parole e dei fatti. Da allora è diventato maschera, finzione, personaggio. Che con perfetta impunità può dire e disdire senza suscitare più scandalo ("Il governo è illegittimo"; "Sono scomparse un milione di schede"; "I comunisti sono al potere"). Può fare e disfare. Contraddirsi. Sbalordire, ma senza conseguenze. Dire di Enzo Biagi un incredibile: "Lo stimavo come uomo e come giornalista", con l'identica calma di quando, da Sofia, gli attribuì "un uso criminoso della tv" decretandone la sua estromissione fino al licenziamento. Può passare l'intera estate al Billionaire. Frequentare ragazzine e Apicella. Definirsi "Uno statista". E nella giornata di lutto per la signora Reggiani, uccisa a Roma, raccontare barzellette piccanti tra le signore del Bagaglino. Domenica scorsa alla convention dei Circoli di Forza Italia a Montecatini, ha pronunciato l'elogio di Marcello Dell'Utri, pluricondannato dai tribunali di Torino e di Palermo, indicandolo come esempio morale per le nuove generazioni azzurre. Ha difeso la memoria di Vittorio Mangano, il boss morto in carcere, condannato per omicidio, che a metà dei Settanta assunse come fattore a Arcore e che "la domenica serviva messa nella cappella di famiglia". Il giorno prima, davanti ai militanti in nero del nuovo partito di Francesco Storace e Assunta Almirante, la Destra, ha promesso un'alleanza radiosa, mentre la platea in piedi, scandiva "Duce! Duce!", con le braccia tese nel saluto romano. Tutto gli scivola, come acqua sui vetri. Affrancato anche dal (buon) senso. Imperturbabile. E talmente illuminato da risultare invisibile. (da Silvio, l'incolpevole, 13 novembre 2007)

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Pino Corrias 10
giornalista e scrittore italiano 1955

Le persone vogliono una tempesta ma non ce n'è una. Non ci sono problemi o guerre o giochi mentali tra di noi. Rispetto molto Sir Alex perché è un grande allenatore, ma dovrebbe seguire la procedura, noi dobbiamo fare lo stesso. Sono un campione europeo come Ferguson, ma non importa chi sei. Io non parlo con gli arbitri e non voglio che altri allenatori lo facciano, è la regola. Una cosa è parlare, una cosa è gridare. Non c'è niente contro Sir Alex, niente di niente. Dopo la gara di mercoledì siamo andati nel mio ufficio a parlare e a bere vino. Sfortunatamente era un bottiglia molto cattiva di vino e lui ha reclamato, così quando andremo all'Old Trafford per il ritorno, nel giorno del mio compleanno, porterò una buonissima bottiglia di vino portoghese. Ma è un grande allenatore, intelligente e usa il suo potere e il suo prestigio. L'arbitro non deve permetterlo. Ho grande rispetto per Ferguson. Lo chiamo "boss" perché è il capo degli allenatori. È il migliore nel paese. Forse quando avrò 60 anni, i miei figli mi chiameranno allo stesso modo.

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José Mourinho 207
allenatore di calcio e calciatore portoghese 1963

Roma è nelle nostre mani», si dicevano l'un l'altro i nuovi boss, spavaldi e col sorriso sulle labbra, interessati solo ad allargare il controllo sulla città e a entrare in nuovi affari, incuranti di chi ci fosse dietro. La droga poteva arrivare e andare indifferentemente a uomini della mafia, della camorra, della 'ndrangheta, dell'eversione nera, di organizzazioni mediorientali. Agli ex rapinatori cresciuti nelle batterie di quartiere, passati al giro più grosso delle bische e delle scommesse clandestine e diventati in pochi anni impresari di morte attraverso il traffico di droga, non interessava servire ed essere serviti da questa o quella banda.

Giovanni Bianconi 1
giornalista e scrittore italiano 1960

Son servito e riverito dal boss, segna tutto sul mio conto però. (Italiani mambo, n.° 1)

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Sergio Caputo 47
cantautore e musicista italiano 1954

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