Frasi su bottegaio

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Benjamin Disraeli 14
politico e scrittore britannico 1804 – 1881
„In realtà, noi siamo una nazione di bottegai.“

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Napoleone Bonaparte 152
politico e militare francese, fondatore del Primo Impero... 1769 – 1821
„L'Inghilterra è una nazione di bottegai. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 333)“


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Roberto Vecchioni 105
cantautore, paroliere e scrittore italiano 1943
„Perché mi batterò per te con un esercito di idraulici, condomini, dentisti, rompipalle e bottegai. Mi coprirò delle ferite della noia, quelle che nessuno vede e che non sanguinano mai. (da Ritratto di signora in raso rosa, n. 9)“

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Wilhelm Reich 7
medico e psichiatra austriaco 1897 – 1957
„Ciò che caratterizza la schizofrenia, è l'esperienza di questo elemento vitale;... per quanto riguarda il loro sentimento della vita, il nevrotico e il perverso stanno allo schizofrenico come il bottegaio sordido al grande avventuriero. (citato in Gilles Deleuze e Félix Guattari, L'Anti-Edipo, Minuit, 1972. pp. 496, ISBN 2.7073.0067.5, trad. it. L'anti-Edipo, Capitalismo e schizofrenia, tr. Alessandro Fontana, Einaudi, Torino 1975-2002)“

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Johann Wolfgang von Goethe 254
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832
„Con la gente già mi trovo molto meglio. Solo bisogna pesarla con la bilancia del bottegaio e in nessun modo con quella dell'oro come, purtroppo, gli amici spesso fanno fra di loro per umore ipocondriaco o per singolari, straordinarie pretese. Qui l'uno non sa nulla dell'altro e notano appena che corrono qua e là gli uni accanto agli altri. Vanno e vengono ogni giorno in un paradiso, senza troppo guardare attorno a sé. E se l'abisso infernale che hanno vicino va in furore, si ricorre al sangue di San Gennaro, come tutto il mondo, anche contro il diavolo e la morte, ricorre o vorrebbe ricorrere al sangue. (ed. 1973)“

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Sebastian Faulks 4
scrittore e giornalista britannico 1953
„Roma
Italia, 1978
Nel cimitero protestante, all'ombra di una grande piramide, sorge la modesta lapide bianca sotto la quale è sepolto il figlio di un bottegaio di Finsbury, a nord di Londra. Reca la data del 21 febbraio 1821 e una lira, incisa nella parte superiore. Il terreno è ricoperto d'erba sulla quale cresce un rampicante ribelle. Gli alberi che sorgono dal terreno fra quella modesta tomba bianca e la gigantesca piramide sono semitropicali, il caldo che vi regna è torrido. Il cimitero, per sua natura, è affollato di stranieri, persone provenienti dai paesi protestanti del Nord che hanno concluso i loro giorniqui, esiliati per scelta o per caso in questa città imperiale del sud. Quella particolare tomba racchiude, secondo l'iscrizione, "i resti mortali di un giovane poeta inglese", John Keats, che un anno prima di morire, pur senza avere una particolare formazione letteraria o una vasta istruzione, scrisse quattro delle liriche più belle della poesia inglese, all'età di ventitré anni e nello spazio di tre settimane. (p. 213)“

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Max Horkheimer 18
filosofo tedesco 1895 – 1973
„Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all'incirca così. Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati. Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall'orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l'indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l'inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali... Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.“

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