Frasi su botteghino

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Leonard Maltin 27
critico cinematografico statunitense 1950
„Cucinato con gli ingredienti dei film precedenti - belle ragazze, comicità leggera non troppo volgare, qualche macchietta disseminata qua e là, carinerie varie - anche questo successo al botteghino appare completamente ingiustificato, data l'assenza di regia e la superficialità della sceneggiatura, ma forse proprio l'insipidezza del piatto non scontenta nessuno.“

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Diego Cajelli 10
fumettista e sceneggiatore italiano 1971
„Il 20 luglio del 1973, all'apice della sua carriera, mentre sta per essere consacrato come una star internazionale, Bruce Lee muore. Post mortem diventerà comunque una star internazionale e un mito del cinema, ma sarà un mito che i suoi fan percorreranno a ritroso. Lee aveva trasformato il genere arti marziali in un fenomeno da botteghino, grazie al suo modo di concepire il genere e alla sua faccia. Quindi, siccome per gli occidentali "tutti i cinesi sono uguali", i distributori e i produttori internazionali da quel momento in poi trasformano tutti i cini che fanno Kung Fu in tanti piccoli Bruce Lee. Escono una valanga di pellicole con attori che vagamente assomigliano a Bruce Lee, nei credits e sui cartelloni vengono scritti a caratteri cubitali dei nomi assonati, tipo Bruce Li o Bruce Lai, Bruce Ly e tutti i Li che ti pare. Si replicano i plot dei film originali con Lee, se non altro per le atmosfere e le ambientazioni di base. I film bruceploitation e i film autentici di Bruce Lee si accavallano via via che il fenomeno Lee si espande in occidente. Coesistono nelle sale e nelle televisioni. Il filone si esaurisce dal 1978 in poi quando, finalmente, viene incoronata una nuova star adatta per i palati occidentali. Il suo nome è Jackie Chan e il film che chiude per sempre la bruceploitation è Snake in the Eagle's Shadow. Tra i vari film cloni con attori cloni, il mio preferito è: Exit the Dragon, Enter the Tiger, dove il fantasma di Bruce Lee, che è morto, chiede a Bruce Li di prendere il suo posto e vendicarlo.“


Carlo Nesti 6
giornalista e scrittore italiano 1955
„Per tanto tempo, almeno fino ai 30 anni, esattamente sino al 29 maggio 1985, sono riuscito a rigirare fra le mani il pallone, e, in generale, il mondo del calcio, come un giocattolo. Anzi: come "il Giocattolo", con la "G" maiuscola, una affascinante e spassosa appendice dell'infanzia. Dentro un recinto ideale, avevo collocato figurine, prati, porte, tacchetti, stadi, spogliatoi, penne, taccuini, rotative, microfoni, telefoni, transistor... le campane della domenica, le code ai botteghini, le attese sulle gradinate, i fischi di inizio contemporanei, e le voci senza volto di "Tutto il calcio". Guai a modificare l'equilibrio! Un romanzo popolare che suggeriva il quesito "ma come saranno riusciti, nei secoli scorsi, a fare a meno del calcio?". Era una domanda carica di romanticismo e di superficialità, perché più il calcio conquistava le folle, e più era destinato a calarsi nella società.“

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Leonard Maltin 27
critico cinematografico statunitense 1950
„Sembra il soggetto di un altro paio di film di Pieraccioni e infatti le sorprese sono del tutto assenti. Il pubblico però gradisce e gli regala l'ennesimo trionfo al botteghino. Solo per i fan del regista toscano.“

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Cesare Pascarella 16
poeta e pittore italiano 1858 – 1940
„Ecco er fatto. Lo prese drent'al letto, | Dove stava in campagna in un casino; | Je sigillò la bocca còr cuscino, | E j'ammollò 'na cortellata in petto. | Dunque, ferita all'undici; ce metto | Uno, er giorno; quarantatré, assassino: | Vado giù da Venanzio er botteghino | Ar Popolo e ce butto un pavoletto. | A l'estrazione, sabeto passato, | Ce viè' l'ambo; ma invece de ferita | M'esce settantadue: morto ammazzato. | Ma guarda tante vorte er Padreterno | Come dà la fortuna ne la vita! | Si l'ammazzava ce pijavo er terno. (Er terno, da La scoperta dell'America e altri sonetti, a cura dell'Accademia dei Lincei, Mondadori, 1951)“

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Leonard Maltin 27
critico cinematografico statunitense 1950
„Questo film deliberatamente lento e spensierato ha a che fare con la natura effimera della storia, ma anche col passaggio all’età adulta in una famiglia con un solo genitore. È stato un grosso successo al botteghino in Germania.“

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Roger Ebert 25
critico cinematografico statunitense 1942 – 2013
„Non ho letto l'opera originale, non so cosa sia stato cambiato o tagliato, ma ho trovato un'audace confusione di idee in "V per Vendetta" e ho apprezzato la loro disorganizzazione maniacale. Realizzare una parabola sul terrorismo e totalitarismo che sia pertinente e leggibile è probabilmente impossibile, potrebbe essere pericoloso e probabilmente non sarebbe nemmeno da botteghino.“

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Ernst Lubitsch 1
regista tedesco 1892 – 1947
„Gary Cooper [... ] è a mio parere una delle star più versatili. Tra tutti gli attori di Hollywood, credo sia l'unico che non sia mai apparso in un film mediocre. Un giorno o l'altro dovrò scoprire perché nessuno dei suoi film sia mai andato male al botteghino. (Gary Cooper, il cinema dei divi, l'America degli eroi, Le Mani-Microart'S, 2011)“


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Gary Cooper 29
attore statunitense 1901 – 1961
„Sono diventato attore per caso, e ho continuato a esserlo solo grazie alla pazienza della gente che sborsava dei bei soldi al botteghino. Sono letteralmente "caduto" nella recitazione, cadendo da cavallo come stuntman. Volevo guadagnare dei soldi e studiare arte. Non avevo mai provato il benché minimo interesse per la recitazione. E sebbene quell'interesse si sia poi sviluppato, non sono mai diventato questo grande attore.“

Giuseppe Marotta (scrittore) 26
scrittore e sceneggiatore italiano 1902 – 1963
„I «Quartieri», a Napoli, sono tutti i vicoli che da Toledo si dirigono sgroppando verso la città alta. Vi formicolano i gatti e la gente; incalcolabile è il loro contenuto di festini nuziali, di malattie ereditarie, di ladri, di strozzini, di avvocati, di monache, di onesti artigiani, di case equivoche, di coltellate, di botteghini del lotto: Dio creò insomma i «Quartieri» per sentirvisi lodato e offeso il maggior numero di volte nel minore spazio possibile. (p. 157; 1955)“

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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Il governo italiano non intende detassare i teatranti al botteghino e chiudere una buona volta per tutte il ministero dello spettacolo. Lo stato democratico, finanziando chiunque a tutti i costi, difende la platea dalla eventualità poetica dei mostri. Lo stato paga tutti, corrompe tutti indiscriminatamente a un solo prezzo: derubare, paralizzare uno solo (forse due?) altro; e questo altro può giuocare, se vuole e finché vuole, l'aristocrazia che gli è propria; può, se vince il disgusto, seguitare il suo sogno "vittimistico", fatto incubo. Può seguitare a esprimere quella irritante irrappresentabilità che gli è propria, sul palcoscenico patibolare della (in)tolleranza sociale. (pag. 1028)“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Da noi, per una serie di ragioni che fanno capo a uno staterello piazzato proprio nel centro della capitale, è invece prassi ormai consolidata santificare anche calcisticamente la ricorrenza pasquale, anticipando il campionato al sabato. Che da un lato è una bazzecola rispetto, come dire, ad altri oneri condominiali: dall'altro una buona idea dal punto di vista familiare. È qui, a questo punto della storia che si inserisce la straordinaria abilità manageriale del governo del pallone. Come? Ma è semplice. Piazzando esattamente a metà della settimana di Pasqua una bella serata infrasettimanale, tre giorni dopo il turno precedente e a meno di altri tre (mercoledì si gioca alle 20,30, sabato alle 15 con l'eccezione serale di Inter-Juventus) da quello successivo. È vero che le società di serie A vivono, o sopravvivono, di diritti televisivi e gli incassi al botteghino rappresentano salvo rare eccezioni poco più dell'argent de poche. Ma è anche vero che una serata di campionato come quella di domani sembra studiata apposta per tornare a far scendere la già non esaltante media di spettatori. Che è sì risalita a circa 22 mila unità a partita, dalla fossa delle Marianne della scorsa stagione. Ma resta sideralmente lontana dal resto dell'Europa calcistica che conta dove pure, come si è visto, la presenza della pay tv non è meno ingombrante e condizionante. [... ] Al di là del versante demenzial-logistico, ci sarebbe anche un aspetto tecnico da considerare. Più gli impegni sono ravvicinati e meno bene si gioca, più le squadre sono in debito di recupero psicofisico e più sale l'agonismo, più si picchiano e meno spettacolo si vede. Piaccia o meno a chi vende il prodotto, la quantità è nemica della qualità anche nel calcio. Ma il motto di chi ce lo somministra è: purché respiri. Il calciatore, il tifoso, il telespettatore. (18 marzo 2008)“

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