Frasi su bottino


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Paul Watson 3
attivista e ambientalista canadese 1950
„Condanniamo gli africani per la caccia alle scimmie, ai mammiferi e agli uccelli della foresta, eppure il mondo sviluppato non pensa nulla di male sul fare bottino di magnifiche creature selvatiche come pesci spada, tonni, halibut, squali e salmoni, che diventano i nostri pasti. Il massacro globale della fauna marina non è niente di meno che il più grande massacro di fauna selvatica del pianeta.“

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Sándor Márai 134
scrittore e giornalista ungherese 1900 – 1989
„A mettere in gioco la pelle, non tanto in vista del bottino quanto per amore di quelle emozioni e di quel pathos di cui si compenetra così profondamente, al punto da soffrirne.“


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William Learned Marcy 1
politico statunitense 1786 – 1857
„I politici degli Stati Uniti [... ] non vedono nulla di errato nella regola secondo la quale ai vincitori spetta il bottino.“

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Lenin 61
rivoluzionario e politico russo 1870 – 1924
„Non siamo pacifisti. Siamo avversari della guerra imperialista per la spartizione del bottino fra i capitalisti, ma abbiamo sempre affermato che sarebbe assurdo che il proletariato rivoluzionario ripudiasse le guerre rivoluzionarie che possono essere necessarie nell'interesse del socialismo. (Scritta il 26 marzo (8 aprile) 1917. Pubblicata il 1° maggio 1917 in Jugend-Internationale, n. 8. Opere vol. 23)“

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Arno Schmidt 22
scrittore e traduttore tedesco 1914 – 1979
„Qual maligno peculiare contrasto non offre il racconto ‹evangelico› della ‹pesca di Pietro›, che il Redentore benedice con un miracolo espresso per cui le barche vengono riempite di bottino fin quasi ad affondare – con il contegno del gran pagano Pitagora, che compra ai pescatori il loro ricavato mentre la rete si trova ancora sott'acqua: e dona la libertà a tutti gli animali impauriti!!: Chi di questi due potrebbe con più ragione venir chiamato un ‹figlio di Dio›? (5, p. 22)“

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Mario Monti (scrittore) 7
scrittore e editore italiano 1925 – 1999
„[Tippo Tip] Un po' per caso e un po' perché vi era condotto dal proprio temperamento, da un commercio pacifico egli trasformò la tratta dell'avorio e degli schiavi in un seguito di razzie ai villaggi indigeni. Era talmente comodo servirsi della mano d'opera trovata sul luogo, ovvero degli abitanti stessi dei villaggi razziati, per trasportare il bottino alla costa, che ben presto altri arabi finirono per imitarlo. (p. 68)“

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Sennacherib 2
-705 – -681 a.C.
„Poiché Ezechia, re di Giuda, non volle sottomettersi al mio giogo, io lo affrontai, e con la forza delle armi e con il mio potere conquistai 46 delle sue città fortificate. Da quelle io feci 200.156 prigionieri, vecchi e giovani, uomini e donne, insieme a muli e cavalli, asini e cammelli, buoi e pecore; e costrinsi Ezechia a chiudersi dentro Gerusalemme come un uccello in gabbia, costruendo torri intorno alla città per circondarlo, e innalzai banchi di terra sulle porte della città affinché non potesse fuggire. Preso allora dal terrore per la potenza del mio esercito, egli mandò a me i capi e gli anziani di Gerusalemme con 30 talenti d'oro e 800 talenti d'argento, ed altri tesori per un immenso bottino. Tutto ciò fu portato da me a Ninive, capitale del mio regno.“

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Hārūn al-Rashīd 2
califfo arabo 763 – 809
„[Riferito a suo figlio Mamun] Egli ha l'avvedutezza del suo bisavolo Almansorre, la pietà dei suo avo Modi, la lodevole ambizione di suo zio Adi, e se volessi aggiungere un'altra cosa, la predilezione di suo padre a petto del figlio di Zobeide; ma io non posso || Io opero contro il giudizio naturale; mi vince ciò che mi ripugna. Come poss'io ritoglier e il bene già dato? Perocché é già fatta la partigione del bottino. Io temeva l'avviluppamento degli affari, e che si perturbasse ciò ch'io aveva fermamente ordinato. (citato in Cesare Cantù, Aron al-Rascid, p. 700-701, Biografie per corredo alla storia universale, Volume I)“


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Alberto Manguel 50
scrittore e traduttore argentino 1948
„Le biblioteche, per loro stessa natura, possono sostenere ma anche mettere in discussione l'autorità di potere. Come depositari di storia o fonti per il futuro, guide o manuali per i tempi difficili, simboli di autorità passate e presenti, i libri di una biblioteca rappresentano ben più di quanto contengano nel loro insieme, e sono stati considerati, sin dall'inizio della scrittura, una minaccia. Poco importa il motivo per cui una biblioteca viene distrutta: ogni censura, riduzione, frammentazione, saccheggio o bottino dà origine (perlomeno come presenza spettrale) a una biblioteca più forte, più chiara e più durevole di libri banditi, saccheggiati, depredati, frammentati o ridotti. Può essere che questi libri non siano più consultabili, che esistano soltanto nel vago ricordo di un lettore o nell'ancor più vago ricordo di una tradizione e di una leggenda, ma hanno acquisito una sorta di immortalità. [... ] Le biblioteche che sono svanite o a cui non è mai stato concesso di esistere sono molte di più di quelle che visitiamo, e formano gli anelli di una catena circolare che ci accusa e ci condanna tutti. (p. 109)“

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Tito Maccio Plauto 76
commediografo romano -250 – -184 a.C.
„Pseudolo: Per Giove, come mi riesce bene e felicemente, qualunque cosa io faccia! Nella mia mente sta riposto un piano che non lascia adito né a dubbi né a timori. Perché è stoltezza affidare una grande impresa a un animo timoroso, dato che ogni iniziativa ti riesce a seconda di come tu ti ci impegni, di quanta importanza le dài. Io ho preparato in anticipo nella mia mente le schiere, in duplice, in triplice fila, gli inganni, le perfidie, cosicché, dovunque mi scontrerò con i nemici – lo dirò fidando nel valore dei miei antenati, nella mia abilità e nella malizia delle mie frodi – io possa vincere facilmente, io possa spogliare facilmente i miei nemici con le mie perfidie. Adesso questo nemico comune mio e di tutti voi, Ballione, io lo sbalestrerò bellamente. Voi fate solo attenzione. Io voglio assediare questa fortezza [indica la casa di Ballione], perché oggi sia conquistata, e qui condurrò le mie legioni; se la espugno – facile io renderò questa impresa per i miei concittadini – subito dopo muoverò prontamente il mio esercito contro questa antica fortezza [indica la casa di Simone]. Quindi caricherò e riempirò di bottino me stesso e insieme tutti i miei compagni, perché si sappia che sono nato per il terrore e la disfatta dei miei nemici. Da una tale stirpe io sono nato: a me si addice compiere grandi imprese, che mi diano lustro e rinomanza per lungo tempo in futuro. Ma chi è costui che vedo? Chi è costui che si presenta ai miei occhi, a me ignoto? Mi piacerebbe sapere che cosa vuole con quella spada. Da quest'angolo starò in agguato per vedere che cosa fa. (vv. 574-594; 1996)“

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Umberto Silva 13
psicoanalista e scrittore italiano 1943
„Quando morì Papa Pacelli, nel fatale 9 ottobre del 1958, lo stesso mese e anno in cui la legge Merlin chiuse i bordelli, l'archiatra pontificio Riccardo Galeazzi Lisi, novello Griso, tradì il suo padrone fotografandolo in punto di morte e consegnando l'odioso bottino ai giornali. Fu la prima pubblica dissacrazione della più sessuale intimità: l'agonia e morte di un semidio. Ebbe così inizio l'inesorabile decadenza dell'eros in occidente. I figli dei fiori e il libero amore, le comunità promiscue e fumate, il culto della perversione, la tivù scollacciata e la moda burina, hanno propiziato la catastrofe. Che per eccitarsi, con risultati deprimenti, si faccia ricorso alle cassette porno, alla pedofilia e a tutto il resto, la dice lunga ma anche brevissima, dice frigidità. Sesso in pillole, pillole del giorno dopo che dovrebbero cancellare ogni conseguenza dell'amore e invece cancellano solo l'amore e il bambino generando odio e mostri; droghe che sforzandosi di potenziare l'eros in realtà lo anestetizzano, sicché l'urlo interiore: "chi sta scopando al mio posto!?". La parola d'ordine è "non pensare!", ma senza pensiero la sessualità langue. È il pensiero di compiere qualcosa di peccaminoso, di audace, d'irreparabile, di unico ed eterno, che conferisce all'atto sessuale una gloria incancellabile nonostante tutti gli accorgimenti. Il peccato provoca, interroga, costringe a pensare, fa sudare, stringe in una morsa dolorosa; scrollarsi di dosso il peccato, per molti l'unico appiglio al simbolico, comporta svaporare nell'immaginario più sfrangiato.“

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Tito Maccio Plauto 76
commediografo romano -250 – -184 a.C.
„Crisalo: I due Atridi sono famosi per aver compiuto un'impresa grandiosa: conquistarono dopo dieci anni Pergamo, la patria di Priamo, difesa da mura divine, con armi, cavalli, un esercito di fortissimi combattenti, una flotta di mille navi. Roba veramente da nulla rispetto a quello che farò io per espugnare il mio padrone, senza flotta e senza tutto quel grande esercito. L'ho preso, sono riuscito a portargli via l'oro per il padroncino innamorato. Prima che ritorni, voglio intonare un lamento funebre. O Troia, patria, Pergamo, o vecchio Priamo, sei bello che morto: ti sto per scucire quattrocento filippi d'oro. Le tavolette sigillate che ti ho consegnato non sono mica delle tavolette, sono il cavallo di legno degli Achei. Pistoclero, da cui le ho prese, è Epeo, il costruttore, Mnesiloco è Sinone, quello che fu lasciato indietro, ma non sta presso la tomba di Achille, è a letto con Bacchide. Quello vero un tempo accese del fuoco per dare il segnale, questo qua invece... è proprio lui a bruciare. E io sono Ulisse, grazie alla cui astuzia sta avvenendo tutto questo. Tutte le cose scritte qui, nelle tavolette, sono i soldati all'interno del cavallo, ben armati e pien di coraggio. Fino a questo momento tutto è andato per il verso giusto. Il cavallo ora dovrà attaccare non una rocca, ma un forziere: per l'oro del vecchio sarà rovina, strage, terribile lusinga. Al nostro sciocco vecchio posso dare sicuramente il nome di Ilio; al soldato è Menelao, io sono Agamennone e anche Ulisse figlio di Laerte, Mnesiloco è Paride che manda in rovina la sua patria. Ha rapito Elena, per questo sto assediando Ilio. Ho sentito che anche lì Ulisse fu coraggioso e perfido, proprio come me. Io sono stato beccato nel mezzo dei miei inganni, lui rischiò quasi di morire mentre spiava le mosse dei Troiani travestito da mendicante. Oggi a me è successo qualcosa di simile. Mi hanno incatenato, ma me la sono cavata con l'inganno: anche lui si salvò con i suoi inganni. Ho sentito che tre furono i segni del fato che preannunciavano la rovina di Troia: se fosse stata portata via la statua dalla rocca, poi la morte di Troilo, terzo, quando si fosse spaccato lo stipite superiore delle porte frigie. E tre sono anche i segnali del fato per la nostra Ilio. Primo: quando ho raccontato al vecchio la storia dell'ospite, dell'oro e della barca: in questo modo ho portato via dalla rocca la statua. Poi me ne rimanevano ancora due per prendere la roccaforte. Quando ho consegnato le tavolette al vecchio: lì ho ucciso Troilo: lui pensava che Mnesiloco fosse a letto con la moglie del soldato. Qui mi sono salvato per un pelo. Ma è come il pericolo che corse Ulisse quando, raccontano, fui riconosciuto da Elena e consegnato a Ecuba; ma, come allora Ulisse riuscì a liberarsi grazie alle sue lusinghe, convincendo Ecuba a lasciarlo andare, così io con la mia astuzia sono scampato al pericolo e ho messo nel sacco il vecchio. Poi mi son dovuto scontrare con il grande soldato che conquista le città senza armi, solo con le sue ciance, e ho sistemato anche lui. Poi altra battaglia con il vecchio. M'è bastato un solo inganno per sbaragliarlo e ho preso il bottino in un colpo solo. Ora consegerà al soldato i duecento filippi che ha promesso. Però ne servono altri duecento da spendere dopo la presa di Troia, che ci sia del vino per il trionfo dei vincitori. Questo Priamo è molto meglio dell'altro: non c'ha mica cinquanta figli, ne ha quattrocento e tutti di prima scelta, senza un solo difetto. Li farò a pezzi in due soli colpi. Se c'è qualcuno che lo compra, il nostro Priamo, io lo metto pure in vendita: penso che questo vecchio sia veramente roba da vendere, da mettere all'asta, dopo che avrò espugnato la roccaforte. Ma eccolo là il nostro Priamo, davanti alla porta. Gli vado a parlare. (vv. 925-978; 2007)“


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Edward Gibbon 43
storico e scrittore inglese 1737 – 1794
„Un filosofo può deplorare le eterne discordie del genere umano, ma dovrà confessare che il desiderio di bottino è una provocazione più razionale della vanità di conquista.“

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Greta Garbo 14
attore 1905 – 1990
„Bottini, gloria, bandiere e trombe. Cosa c'è dietro queste altisonanti parole? Morte e distruzione! (Film La regina Cristina)“

Francesco Serantini 4
scrittore italiano 1889 – 1978
„... pretesero da lui un duro servizio, cioè di essere condotti in casa di Agostino Artusi in fama di danaroso. Il dottore fu costretto a dire che veniva con un suo amico di Rimini per un affare urgente, sicché l'Artusi gli aprì. All'irrompere dei malandrini, il vecchio riuscì a fuggire, mentre le sue tre figlie dileguarono per la via dei tetti. Nella pesca ci rimase il figlio Pellegrino, il futuro scrittore di cucina, che aveva trent'anni e si portò con dignitoso coraggio pur non riuscendo a impedire che facessero un grosso bottino. (p. 134)“

Anne Tyler 19
scrittrice statunitense 1941
„Hai mai pensato a cosa debbano pensare di noi i cani? Voglio dire, quando torniamo dal supermercato con il bottino più sorprendente - pollo, maiale, mezza mucca. Debbono pensare che siamo i più grandi cacciatori sulla terra!“

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