Frasi su boxe

Ho visto George Foreman tirare di boxe con l'ombra, e ha vinto l'ombra.

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Muhammad Ali 36
pugile statunitense 1942 – 2016

Forse io sono un uomo di Neanderthal, ma io ho sempre voluto uccidere il mio avversario. La boxe oggi è differente. Si tratta di uomini d'affari e io sono un assassino nato, e voglio vincere e farlo in maniera drammatica e creare ferite agli avversari. Non è che mi piace fare del male alle persone, è solo che io sono bravo in questo.

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Mike Tyson 24
pugile statunitense 1966

Di tutti gli sport, l'unico che ami veramente è la boxe. Certo, è uno sport che a poco a poco va scomparendo. Ma mi auguro che, nei giorni che mi restano da vivere, ci sia sempre da qualche parte un'arena cui poter andare.

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Jack London 77
scrittore statunitense 1876 – 1916

La boxe mi ha dato una grande opportunità. Non è colpa sua. Ancora non capisco come Cus D'Amato, che mi ha preso dal riformatorio e che per me è stato come un padre, abbia potuto vedere in me un campione del mondo. Avevo solo 13 anni, e nessuna autostima. Ma nella boxe ci sono squali e profittatori. Gente che si avvantaggia e guadagna su dolori e debolezze umane.

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Mike Tyson 24
pugile statunitense 1966

È per questo che amo tanto questo sport, e che il tennis funziona così bene in televisione. Per questo è così palpitante vissuto dal vivo, perché gli stadi non sono immensi, c'è dell'atmosfera, c'è tanta gente ma è insieme intimo. Gli spettatori vedono bene i giocatori, le loro espressioni, sentono tutti i piccoli rumori, c'è questa dimensione del combattimento uno contro uno come nel pugilato, ma a distanza. Poi c'è, come nella boxe, la stretta di mano, come nel pugilato, un modo rispettoso per dire: "Bella partita, ho apprezzato che mi abbia fatto giocare bene. Grazie a te ho potuto esprimermi al meglio". [fonte 48]

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Roger Federer 352
tennista svizzero 1981

In fondo quell'esperienza [di lotta], di un'estasi, di una trascendenza quasi completa di una persona cosciente, era affine a un genere di esperienze perdute, già note ai mistici di tutte le religioni, e quindi si poteva in qualche maniera considerare come il surrogato moderno di eterne esigenze, un cattivo surrogato, ma pur sempre un surrogato; sicché la boxe e altri sport analoghi, che lo introducono in sistema razionale, sono una specie di teologia, anche se non si può pretendere che ciò venga universalmente riconosciuto. (cap. 7)

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Robert Musil 120
scrittore e drammaturgo austriaco 1880 – 1942

Nel tennis non si può privare l'avversario della palla come nel calcio e nel rugby. il tennis è uno sport di combattimento a distanza; la palla, che in fondo è solo una sfera opaca, può essere ricevuta carica di tutte le intenzioni dell'avversario che se ne sta dall'altra parte del campo. La palla è l'altro privato della sua presenza. La distanza dona allo scontro un aspetto formale e visibile più agevole da percepire rispetto alla boxe. (p. 54)

André Scala 28
filosofo francese 1950

Tuttavia, una cosa era passeggiare con il Gallo per il Parque Hundido in una magnifica mattinata di sole, e un'altra dover portare da solo quei morti sulle spalle. Rispondere "i cattivi" non era sufficiente: bisognava che avessero nomi, facce, circostanze. Héctor, che non aveva mai sbattuto il naso contro il potere, percepiva nebulosamente lo Stato come il grande castello della strega di Biancaneve, dal quale uscivano non solo i Falchi, ma anche i diplomi di ingegnere e i progámmi di Televisa. Niente sfumature: una grande macchina infernale da cui era meglio tenersi alla larga. O magari qualche personaggio concreto che si poteva sfidare a duello, in uno scontro epico, preciso. La sua mente passava da un'immagine all'altra: uno stilizzato incontro di boxe, Bakunin contro lo stato, oppure Sherlock Holmes contro Moriarty. E in mezzo niente; e forse proprio lì, in quel niente che fondeva le due versioni, si nascondevano certi "cattivi" particolarmente ambigui. (cap. 10, p. 123)

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Paco Ignacio Taibo II 31
scrittore spagnolo 1949

[Lew] Hoad era proprio diverso. Picchiava, saltava, sbuffava, la camicia poteva anche uscirgli dai pantaloni – a Rosewall non uscì mai durante tutta la sua carriera – e c' era rischio che litigasse col pubblico, o con un giudice di linea. Si dannava per vincere, andava in forma, usciva di forma, si infuriava per una sconfitta e subito si dimenticava, c'era subito un bel concerto jazz o ancor meglio un bel match di boxe, e, infine, quando si fece maggiorenne, una bella bottiglia. [... ] Il suo limite fu probabilmente l'incapacità ad attendere, a immaginare che quel divertimento in pieno sole, di fronte a migliaia di persone, avesse anche ben precise regole tattiche, e fosse strettamente connesso con la necessità di non sbagliare. massiccio com'era, Lew aveva bisogno di molto lavoro per andare in forma, e non sempre ne ebbe voglia, non sempre arrivò al massimo nel momento opportuno.

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Gianni Clerici 54
giornalista italiano 1930

Se c'è una magia nella boxe è la magia di combattere battaglie al di là di ogni sopportazione, al di là di costole incrinate, reni fatti a pezzi e retine distaccate. È la magia di rischiare tutto per realizzare un sogno che nessuno vede tranne te. (Film Million Dollar Baby)

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Morgan Freeman 27
attore e regista statunitense 1937

L'ho cercata io, ero nato per fare la boxe [... ] mi ha anche indicato la strada per una vita migliore. Perché sono convinto che lo sport e la scuola siano la chiave del successo [... ] A me ha cambiato la vita, ma è uno sport che devi amare se vuoi farla seriamente.

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Marvin Hagler 11
pugile statunitense 1954

Il campione dei massimi che più mi ha impressionato è stato Foreman. Due o tre volte ho chiuso gli occhi al folgorante pendolo del suo uppercut smisurato. A ricevere quei colpi spaventosi era Frazier, che pure avevo visto ammaccare Muhammad Alì. Mio dio, che tremende balistae risultavano i suoi montanti! Poi, misteri della boxe e della negritudine ribelle, Foreman incontrò Alì a Kinshasa (controllare), in una notte greve e torbida. Alì aveva dalla sua gli dei della foresta e della savana. Non ho molto capito quell'incontro. Di Foreman non ho veduto un uppercut che è uno. Pareva che l'avessero stregato, che un filtro misterioso ne avesse improvvisamente ottenebrato le facoltà mentali. La negritudine fu soddisfatta a quel modo. Quando nello sport entrano di soppiatto questi veleni ideologici, non si può più seriamente parlare di tecnica: un uomo sensato pensa subito che qualcuno rida di lui a crepapelle, se appena esprime un giudizio che contrasta con la impoetica realtà delle combines e delle torte.

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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992

La boxe resta uno sport di recupero, c'è tanta gente difficile, borderline: alcuni ne escono fuori, altri no. Torno al discorso di prima. La boxe in Italia non dà da mangiare, per campare bisogna anche lavorare e chi non lavora fa altro...

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Roberto Cammarelle 10
pugile italiano 1980

Dovrebbero abolire la boxe perché un boxeur si fa male? Sarebbe una follia. C'è molta più gente che muore in bagno.

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Muhammad Ali 36
pugile statunitense 1942 – 2016

È stato interessante vedere un lottatore di boxe come Floyd Mayweather adattarsi al wrestling. Noi abbiamo molti buoni wrestler, come ad esempio Shelton Benjamin. Per quanto riguarda il discorso della credibilità delle arti marziali rispetto al wrestling, non saprei... posso dirti che molti appassionati di arti marziali credono che quel mondo abbia perso in credibilità e si sono allontanati da esso.

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Thomas Laughlin 11
wrestler statunitense 1971

IV – Cosa disse Vasja "Fischio" prima di morire
Nella boxe posso dire | Che mi faccio onore... | Perché invece di fuggire | Son rimasto a far l'amore?

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Vera Inber 4
1890 – 1972

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