Frasi su brocco

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Jonathan Coe 36
scrittore inglese 1961
„Era la gloriosa rinascita del singolo da due minuti. Basta assoli di chitarra. I concept albums erano finiti. I Mellotron? Verboten. Erano gli albori del punk o, nell'azzeccata definizione di Tony Parsons, del rock da sussidio di disoccupazione. E cominciava ad attecchire perfino tra i miei compagni di scuola della classe media. (da La banda dei brocchi, p. 172)“

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Marracash 32
rapper italiano 1979
„Sveglio con un after in bocca, le afte in bocca, come che ieri ci fosse stata nafta nella brocca. Come che ieri non ho portato a casa quella gnocca, non stavo in piedi come il governo senza Cosa Nostra... (Non confondermi)“


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ʿUmar Khayyām 24
matematico, astronomo e poeta persiano 1048 – 1131
„Hai spezzato la mia brocca di vino, Signore | Mi hai chiuso la porta del piacere, Signore | Io bevo ma sei tu che sembri ubriaco | Polvere sulle mie labbra! Sei forse ebbro, Signore? (da 153, 1997)“

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Zlatan Ibrahimović 37
calciatore svedese 1981
„[Su Christian Brocchi] È semplice: lui corre, io gioco.“

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Vujadin Boškov 46
allenatore di calcio e ex calciatore serbo 1931 – 2014
„La zona? Un brocco resta brocco anche se gioca a zona. Dov'è lo spettacolo?“

„Ridacchiando, Aughra allungò un braccio verso un banco e prese un triangolo alchimistico di ottone. Con l'altra mano si tolse l'occhio e lo tenne in modo che guardasse Jen attraverso il triangolo.
– Vedi? – chiese. – Tre cerchi. Tutti insieme. Concentrici, eh? Tre soli fratelli. Grande lite su figlia di luna. Questa è storia che raccontano, chiedi ai Podling. Loro vogliono storie. Lei si annegò, loro si divisero e quando tornano insieme, zac! – Aughra batté il triangolo sul tavolo facendo increspare in cerchi concentrici la superficie del succo nella brocca. – Grossa battaglia. O grande amicizia. Non so dire.
– Capisco – disse Jen. – Adesso possiamo cercare quella scheggia di cristallo?
– Aspetta, Ghelfling – rispose Aughra rimettendo a posto l'occhio. Depose il triangolo sul banco e si alzò per frugare nei cassetti mentre continuava a parlare. – Tu vuoi sapere di Grande Congiunzione. Quando viene tu stai meglio sottoterra. Sicuramente. Forse fine del mondo. O principio. Fine e principio sono la stessa cosa. Grande cambiamento. Buono, cattivo, non so. Fine di Aughra, fffft... Anche tua fine. Anelli di fumo? E allora? Un giorno tutti diventiamo fumo, no? Anche venuti da fumo, un giorno. Non so. Forse fumo non cattivo. Galleggia in aria. Vede mondo. Eh? – E scoppiò a ridere istericamente.“

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Luca Toni 6
calciatore italiano 1977
„Non mi abituerò mai a un mestiere in cui sei brocco se prendi il palo e fenomeno se la mandi in rete da un metro.“

Ottavio Tazzi 2
allenatore di pugilato italiano 1928 – 2013
„Io sono più affezionato ai brocchi, i brocchi che ho avuto nel passato, perché anche loro hanno il coraggio di andare sul ring. Entrare nel ring non è da tutti.“


Manlio Scopigno 4
allenatore di calcio e calciatore italiano 1925 – 1993
„Il calcio è un castello le cui fondamenta sono le bugie. Io dico pane al pane e brocco al brocco e passo per un tipo bizzarro. Tutti gli altri, dal mago Helenio al mago di Turi passando per l'asceta Heriberto, sono tipi regolari.“

Violette Leduc 6
scrittrice francese 1907 – 1972
„Non ha nemmeno la curiosità di vedere chi ha alle spalle. Non sarei venuta se avessi previsto la sua indolenza. La credevo lontana, ma è vicino a me. La sua brocca sarà presto piena. Finalmente. Conosco i suoi lunghi capelli sciolti, non sono una novità i suoi lunghi capelli sciolti perché lei li porta così in corridoio. Scusa. Mi ha chiesto scusa. Ha sfiorato il mio viso con i capelli mentre ci pensavo. Questo supera l'immaginazione. Ha gettato indietro i capelli per buttarmeli sul viso. La sua massa di capelli sulle labbra. Non sapeva che fossi alle sue spalle e mi ha chiesto scusa. È incredibile. Non dice: vi faccio aspettare, sono lenta, il rubinetto non funziona. Vi butta addosso la sua chioma mentre vi chiede scusa. (p. 11)“

Werner Haftmann 1
storico dell'arte tedesco 1912 – 1999
„Non ebbe mai un atelier nel senso pomposo del termine. Viveva e lavorava in una camera di media grandezza, una finestra della quale dava su un piccolo cortile ricoperto di verde [... ]. Qui si trovava anche la sua brandina, un vecchio scrittoio e il tavolo da disegno, una specie di libreria, il cavalletto e poi tutt'intorno su stretti scaffali l'arsenale, in attesa discreta, delle semplici cose che noi tutti conosciamo attraverso le sue nature morte: bottiglie, recipienti, vasi, brocche, utensili da cucina, scatole. Le aveva scovate chissà dove, per lo più da rigattieri, si era innamorato di ciascuna di esse, le aveva portate a casa una ad una, per poi disporre in fila questi trovatelli quali suoi compagni di stanza, in via sperimentale e con grandi speranze. Qui si trovavano dunque i suoi modelli veri e propri: le "cose" nel loro isolamento silenzioso, gli interlocutori del suo incessante dialogo. [... ] Quanto più essi diventavano parte del suo mondo abituale, dimostrando il proprio diritto di cittadinanza attraverso un crescente strato di polvere, tanto più gli stavano a cuore. Tutto ciò sembrava molto ordinato in modo piuttosto piccolo-borghese, relativamente ordinato; infatti attorno, davanti e dietro al cavalletto vi era abbastanza spesso una traccia evidente di inquietudine e di caos. Là si trovava una consolle a tre ripiani. Nel settore più basso, che poteva comprendere anche il pavimento, giaceva una confusione di quegli oggetti che l'avevano colpito a un primo esame ma che poi gli si erano dimostrati insufficienti per un discorso prolungato. Al piano di sopra si trovavano oggetti come comparse in attesa di una ancor possibile entrata in scena. Ma la scena, sulla quale comparivano i protagonisti scelti come interlocutori di un lungo dialogo, si trovava nell'ultimo ripiano, situato pressoché all'altezza degli occhi. Lì si trovavano queste cose scelte in tutta la loro imperturbabile solitudine; nelle mutevoli composizioni acquisivano una sconcertante personalità e cercavano anche di allacciare tra loro delle sottili relazioni dalle quali si costituiva pian piano, lenta-mente dalla loro prossimità, una compagine armonica. L'arrangiatore paziente era Morandi, che stava a vedere con dedizione ed ansia estreme il lento formarsi della comparsa delle cose; tutto ciò poteva durare dei giorni. [... ] E in questa comunicazione meditativa, che si faceva sempre più stretta, la distanza tra le cose e l'io contemplante era abolita [... ], sicché l'immagine infine raggiunta, la controimmagine che rispondeva al pittore, era al tempo stesso la sua autorappresentazione. Giunto a questo punto, Morandi si metteva a dipingere e trasponeva questa realtà, che egli aveva prefigurato con tanta cura, nella visualità del quadro, nella "seconda", più comprensiva realtà. Il vero e proprio atto pittorico durava spesso solo poche ore. Alcuni quadri mostrano chiaramente le tracce di una certa corsività nella pennellata. Sono segni di spontaneità, di un'estrema visione creatrice divampante come la fiamma di una candela che sprigiona l'ultimo guizzo.“

„Le mani dello Scienziato tremavano di eccitazione mentre assicurava Kira alla sedia nel laboratorio. Era eccitato non solo all'idea di ottenere vliya da una Ghelfling dopo tanto tempo in cui si erano dovuti accontentare di succo di Podling, ma anche perché sapeva che il Generale dei Garthim non ricordava l'esatta quantità di vliya contenuta in un Ghelfling. Lui invece lo ricordava con esattezza, ed era sicuro di poterne sottrarre una buona parte per proprio uso senza essere scoperto. Si voltò a guardare Aughra, chiusa nella gabbia. Non si fidava di lei. Se ne avesse avuto l'occasione, sapeva che avrebbe fatto la spia, solamente per fargli dispetto e poter ridere alle sue spalle. Adesso però sembrava addormentata. Aveva cercato di morderlo, quando lui le aveva preso l'occhio, quella maligna brutta strega. Dopo di allora se ne era rimasta immersa in un cupo silenzio. Lui aveva deposto l'occhio sul banco di lavoro, ma non aveva ancora deciso cosa farne.
Cercando di dominare l'agitazione inserì il cristallo e il tubo inclinato nel supporto sotto cui aveva sistemato una grossa brocca, da cui avrebbe poi versato parte del contenuto nella fiaschetta destinata al Generale dei Garthim. Il resto l'avrebbe nascosto e tenuto per sé.“


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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„Oh! Valentino vestito di nuovo, | come le brocche dei biancospini! | Solo, ai piedini provati dal rovo | porti la pelle de' tuoi piedini || Porti le scarpe che mamma ti fece, | che non mutasti mai da quel dì, | che non costarono un picciolo: in vece | costa il vestito che ti cucì. (da Valentino)“

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Gialal al-Din Rumi 31
poeta e mistico persiano 1207 – 1273
„Se cerchi l'eterno amico | o cuore, scorda te stesso. | Come farfalla alla luce | offri tu il corpo e l'anima. | Sii bimbo senza pane | alla porta dello straniero, | al pazzo sii bocca fraterna | e parlagli solo d'amore. | Così a te s'inchina il Signore | oltre la fede e l'errore, | poi egli stesso, dalla brocca eterna, | ti berrà, con l'eterno vino.“

Francesco Flora 25
critico letterario e scrittore italiano 1891 – 1962
„[... ] una pietà che è tutta nelle cose e non ha bisogno di manifestarsi con dirette parole: questa è la materia del romanzo di Giorgio Bassani. E su una materia così ardente lo stile è sempre limpidamente dominato. Pensavo al desiderio di Bonaparte, quando chiese al pittore David, come narrano, d'esser ritratto calmo su un cavallo furioso; mentre oggi assai spesso la letteratura ci dà piuttosto uomini furiosi su brocchi estremamente calmi. (da Dopo la prima guerra atomica, vol. V, p. 764)“

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Shmuel Yosef Agnon 10
scrittore israeliano 1887 – 1970
„Quando il ricco ha bisogno d'un goccio, ei rompe la brocca. (p. 33)“

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