Frasi su buddhista


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Marvin Harris 6
antropologo statunitense 1927 – 2001
„Invecchiando, i buddhisti diventano molto scrupolosi nell'osservanza del divieto di uccisione degli animali, ma sanno sempre trovare qualcuno che assolva a questa sporca bisogna in loro vece.“

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Federico Buffa 67
giornalista italiano 1959
„[Accenno di lite fra DeAndre Jordan e Metta World Peace] Sono buddhista ma le mani levamele dal collo, grazie! [LA Lakers vs LA Clippers, NBA Regular Season 2011/12]“


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Hermann Hesse 239
scrittore, poeta e aforista tedesco 1877 – 1962
„In tutto l'Oriente si respira religiosità, quanto in tutto l'Occidente si respira ragione e tecnica. Primitiva ed esposta a ogni evento appare la vita spirituale dell'occidentale, in confronto con la religiosità protetta, coltivata e piena di fiducia dell'uomo asiatico, sia buddhista, maomettano o altro. (1994)“

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Mettere in questione la nascita è una disintossicazione e una liberazione. Proprio perché vi si esercita da sempre il buddhista raggiunge il distacco e la serenità più sicuramente del cristiano. Nessun affrancamento di nessuna specie senza la rimuginazione sull'inopportunità di ogni venuta al mondo. (Beckett e l'orrore di essere nati )“

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Banana Yoshimoto 91
scrittrice giapponese 1964
„In alcuni di questi racconti compaiono dei templi buddhisti e shintoisti del Giappone, e vi è accennato il tema della religione. Inoltre, ho cercato di raccontare il senso di insoddisfazione diffuso oggi tra chi vive a Tōkyō. e che non so se i lettori italiani condividano con noi: una vaga Sensazione che ci sia qualcosa che non va senza sapere esattamente cos'è.“

Louis Renou 10
storico delle religioni, orientalista e filologo francese 1896 – 1966
„L'evoluzione più tarda del buddhismo, in India e soprattutto fuori dall'India, e del giainismo post-canonico lascia scorgere pratiche, una produzione di immagini e speculazioni che, spesso, sono molto debitrici verso l'ambiente induista. Se, come si ha ragione di credere, il tantrismo buddhista si è sviluppato sulla base del tantrismo indù (lo scenario è di provenienza śivaita), si avrebbe qui un'influenza di grandi conseguenze, che ha contribuito al diffondersi, nei vasti territori asiatici, di dottrine di origine induista. (p. 31)“

Leonardo Vittorio Arena 23
storico delle religioni, orientalista e saggista italiano 1953
„Dopotutto, il nibbàna non è un concetto: ecco perché il tentativo di illustrarlo attraverso il linguaggio e la logica si presta a vari equivoci. Alcuni buddhisti lo intendono alla lettera: come uno stato di «estinzione», paragonabile allo spegnimento di una fiamma. Eppure il Buddha criticò sovente i fautori dell'interpretazione nichilista: il nibbàna non va concepito come un puro nulla. [... ] esso non designa l'abisso d'un vuoto, né una dimensione mondana assimilabile a quelle esistenti: si può dire, semplicemente, che il dolore vi è definitivamente eliminato. (pp. 72-73)“

Bruce Chatwin 32
scrittore e viaggiatore britannico 1940 – 1989
„In tibetano «sherpa» significa «orientale», e gli sherpa che si stabilirono nel Khumbu circa quattrocentocinquanta anni fa sono un popolo buddhista, amante della pace, che viene dalla parte orientale dell'altopiano. Non riescono a star fermi, e nella terra degli sherpa, ogni pista è contrassegnata da cumuli di sassi e bandiere da preghiere, messi lì a rammentare che la vera casa dell'Uomo non è una casa, ma la Strada, e che la vita stessa è un viaggio da fare a piedi. (da Che ci faccio qui?)“


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Piergiorgio Odifreddi 101
matematico, logico e saggista italiano 1950
„Il motivo della proibizione di raffigurazioni naturalistiche, soprattutto a scopo religioso, è abbastanza evidente: per dirla con la nota metafora buddhista, esse rischiano di concentrare l'attenzione sul dito che punta e di distrarla dalla Luna a cui esso punta. Fuor di metafora, esse rischiano di condurre all'idolatria e alla superstizione invece che a Dio, come effettivamente accade nelle religioni in cui queste rappresentazioni sono permesse: Cattolicesimo in primis, come mostrano sceneggiate quali le processioni della Settimana Santa a Siviglia o lo scioglimento del sangue di san Gennaro a Napoli. (2007, p. 44)“

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Anacleto Verrecchia 98
filosofo italiano 1926 – 2012
„Certo che sulle rive del Gange nessuno avrebbe perseguitato un filosofo per le sue idee. Là risuona l'alta filosofia delle Upaniṣad, della Bhagavad-Gītā e dei discorsi di Buddha, il cui insegnamento non è latte per bambini ed è cosa ben diversa dalla favoletta di un dio personale che crea il mondo dal nulla e poi lo amministra a proprio piacimento, servendosi di preti quali luogotenenti. Una cosa del genere farebbe semplicemente ridere un buddhista. E che dire delle guerre di religione e dei roghi in nome del buon Dio? Bruciare viva una persona per eresia è una specialità tutta particolare dell'Europa cristianizzata. (pp. 214-215)“

Giuseppe Rensi 67
filosofo e avvocato italiano 1871 – 1941
„A che ti struggi nel compulsare volumi e nell'immergerti in dotte ricerche per cercar di venire in chiaro circa quale veramente ne sia l'elemento differenziale? La rivelazione stoica, la rivelazione buddhista, la rivelazione cristiana dicono assolutamente, nella loro essenza, la stessa cosa: rinuncia al mondo, regno dello spirito – mondo: vanità, insussistenza, apparenza, male; vera realtà: spirito, valori spirituali. Trovar differenza tra le tre rivelazioni – mentre questo ne è il punto centrale comune – è sottigliezza da erudito o puntigliosità partigiana.“

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Dalai Lama 87
14º Dalai Lama e Premio Nobel per la Pace 1989 1935
„Mi considero solo un semplice monaco buddhista. Niente di più, niente di meno. Quello che è importante non sono io ma il popolo tibetano. Questo premio rappresenta un incoraggiamento per i sei milioni di abitanti del Tibet che da oltre quarant'anni stanno vivendo il più doloroso periodo della propria storia. Nonostante ciò la determinazione della gente, il suo legame con i valori spirituali e la pratica della non violenza rimangono inalterati. Il premio Nobel è un riconoscimento alla fede e alla perseveranza del popolo tibetano. (dal discorso tenuto alla cerimonia di consegna del Nobel)   Fonte secondaria?“


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Gavin Flood 15
storico delle religioni britannico 1954
„La Bhagavad-gītā elabora in forma narrativa gli interessi dell'ortodossia hindu: l'importanza del dharma e del mantenimento della stabilità sociale, l'importanza dell'azione corretta e responsabile, l'importanza della devozione verso il trascendente sotto forma di un signore personale non dissimile dal re ideale. Nella Gītā sono confluite diverse componenti, tra cui il culto bhaktico di Kṛṣṇa, la filosofia del Sāṃkhya, idee e terminologie buddhiste. (p. 169)“

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Daisetsu Teitarō Suzuki 29
storico delle religioni giapponese 1870 – 1966
„Quale pur fosse la gioia sovrasensibile che si sperimenta praticando il dhyāna, il Buddha fu lungi dall'identificarla con lo scopo ultimo della vita buddhista; in ogni loro forma, simili estasi debbono essere abbandonate perché, confondendo la mente, arrestano il corso ascendente del risveglio di paññā – mentre solo grazie a questo risveglio si può giungere all'emancipazione, si può effettuare il ritorno alla propria dimora originaria. (p. 142)“

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Jeffrey Moussaieff Masson 89
psicoanalista statunitense 1941
„Non mi sorprende che jainisti, buddhisti e induisti tengano in così grande considerazione la vita altrui. La capacità di immedesimarci mentalmente e fisicamente negli «altri», siano essi persone che reputiamo diverse da noi (come bambini affetti dalla sindrome di Down, malati di Alzheimer, i cosiddetti «malati mentali») o animali che sfruttiamo per nutrirci, ha un'importanza cruciale, perché la sua mancanza è precisamente ciò che ha condotto agli orrori di Auschwitz. Così, quando qualcuno chiede: «Non hai qualcosa di più importante a cui pensare?», la risposta è: «Non c'è niente di più importante dell'essenza stessa dell'empatia; e questa, in ultima analisi, altro non è che la capacità di amare». Diventare vegani è semplicemente una manifestazione d'amore. (p. 26)“

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Daisetsu Teitarō Suzuki 29
storico delle religioni giapponese 1870 – 1966
„Col discorrere, lo scopo non lo si raggiunge, eppure noi tendiamo incessantemente a questo irraggiungibile. Ciò vuol forse dire che si è condannati a vivere e a morire con questo continuo tormento? Se così è, questa è la situazione più misera in cui ci si possa trovare sulla terra. I buddhisti si sono applicati seriamente a risolvere il problema trovando alla fine che possediamo in noi stessi quel che occorre. È una facoltà di intuizione posseduta dallo spirito, atta ad afferrare la verità che ci mostrerà tutti i segreti della vita costituenti il contenuto dell'illuminazione buddhica. Non si tratta, qui, di un processo intellettuale normale bensì di un potere che in un istante e in modo diretto coglie qualcosa di assolutamente fondamentale. Come ho detto, il nome dato dai buddhisti a tale facoltà è prajñā, e ciò che il buddhismo Zen in relazione alla dottrina dell'illuminazione si propone, è destare prajñā mediante la pratica della meditazione. (p. 73)“

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