Frasi su calderone

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Lady Gaga 119
cantautrice e attivista statunitense 1986
„Io non sono reale. Io sono teatro. (Mtv Vma 2011 nei panni di Jo Calderone, 28 agosto 2011)“

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Raj Patel 6
economista, accademico e giornalista inglese 1972
„Le stalle per l'alimentazione animale concentrata (Cafo) sono i brutali giacimenti da cui viene estratta una quantità sempre maggiore della carne consumata nel mondo. Le batterie sono in realtà enormi calderoni di sangue, antibiotici (il 70 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti è usato nell'industria zootecnica) e granaglie (il 60 per cento di quelle statunitensi viene dato agli animali). E naturalmente cacca. (p. 218)“


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Wilbur Smith 13
scrittore britannico 1933
„La passione di un uomo è come un incendio che scoppia nell'erba alta e arida: divampa ardente e furioso, ma viene domato ben presto. Una donna è come il calderone di un mago, che deve sobbollire a lungo sui carboni prima di poter sprigionare il suo incantesimo. Sii rapido in tutto, tranne che nell'amore. (da Uccelli da preda)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„... il sogno trascende la realtà. Forse il sogno supera anche il mito: nel sogno tutto è possibile, nel sogno ciascuno di noi è geniale. Il sogno è dunque una dimensione essenziale della vita. Sottoscriverei interamente la celebre affermazione di Calderòn secondo cui l'intera vita è un sogno. Anzi, la vita, questa sublime decomposizione della materia è forse di più: è un'ebbrezza. (p. 100)“

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Terry Pratchett 177
scrittore e glottoteta britannico 1948 – 2015
„È tutto sbagliato» disse il Decano. «Dovremmo avere delle candele, dei calderoni e qualcosa che bolle nei crogioli e polvere scintillante e fumo colorato...»
«Non c'è bisogno di quella roba per il Rito» disse seccamente Ridcully.
«Per il Rito magari no, ma per me sì» mormorò il Decano. «Farlo senza tutto l'armamentario giusto è come togliersi tutti i vestiti per fare il bagno».
«Io lo faccio così, il bagno» disse Ridcully.
«Umf. Certo, ognuno fa a modo suo, ma ci sono persone tra noi che amano pensare di mantenere un certo stile». (pag. 97)“

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Banana Yoshimoto 64
scrittrice giapponese 1964
„Io e Yuichi a volte siamo salito sino in cima ad una scala sottile, nelle tenebre più nere, e da lì abbiamo spiato il calderone dell'inferno. Guardavamo quel mare di fuoco incandescente ribollire, con il fumo che ci colpiva il viso quasi fino a farci perdere i sensi. Per ognuno dei due l'altro era sicuramente la persona più vicina al mondo, l'amico insostituibile. Tuttavia, non ci tenevamo per mano. La nostra natura ci spinge a reggerci in piedi da soli, per quanto disperati possiamo essere. Però quando vedo il suo profilo inquieto illuminato dal fuoco abbagliante, penso: Ma sì, forse proprio questa è l'unica cosa vera.“

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Elio Matassi 2
filosofo italiano 1945 – 2013
„Per inquadrare lo spessore concettuale della squadra Inter, credo non si possa prescindere dalla sua data di nascita, frutto di una "scissione" dal Milan, avvenuta il 9 marzo del 1908. L'idea della differenza, della diversità, una scissione costitutivamente ontologica che è difficile, se non addirittura impossibile, ricomporre in un quadro di certezze condivise, è il grande archetipo originario di questa squadra. L'Inter ha, infatti, una vocazione antisistematica congeniale, che produce un campo di tensione irriducibile. [... ] L'Inter ha metabolizzato nel profondo questa sua diversità e, in alcuni momenti della sua storia, come nella stagione odierna costellata da errori gestionali, infortuni clamorosi e reiterati, sviste arbitrali ripetute, sembra quasi volersi punire per questa colpa originaria, un'idea della colpevolezza destinale a cui non si può sfuggire, quella stessa idea che, nel secondo atto della Vita è un sogno di Calderon de La Barca, esprime il principe Sigismondo nel suo soliloquio: "Qual è stata la mia colpa se non quella di essere nato?". (Da Il destino dell'Inter: la scissione e la colpa, Il Fatto Quotidiano, 6 maggio 2013)“

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Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„Il cosiddetto "design italiano" è nato intorno agli anni Trenta, insieme all'idea ben radicata che disegnare qualcosa è soprattutto un evento politico, cioè un evento etico.
Evento etico non nel senso che devi essere uno che fa la carità, comportarti bene e andare a messa ogni domenica, ma nel senso che devi confrontare te stesso, come uomo privato, con la società che ti sta intorno, con la storia, con la condizione antropologica della tribù, piccola o grande, a cui appartieni. Evento politico non nel senso che devi essere per forza membro di un partito o fare politica attiva, ma nel senso che devi essere consapevole di quello che succede nella società intorno a te e nelle altre società sul pianeta ed essere in grado di dare un'immagine (o perlomeno sapere che il tuo problema è quello di dare un'immagine) all'ambiente, un'immagine ai movimenti della storia.
Progettare è un evento politico nel senso che si deve sempre o si dovrebbe sempre sapere molto bene che quando si fa qualcosa, quel qualcosa viene depositato in un ambiente sociale in movimento. Quello che è stato depositato in un ambiente sociale provocherà reazioni diverse. Qualche volta quello che è stato disegnato sarà percepito il giorno dopo, qualche volta sarà percepito anni più tardi e altre volte non sarà forse mai percepito, perché resterà per sempre nascosto nel grande calderone della storia....“


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Corrado Augias 21
giornalista italiano 1935
„Il comico Beppe Grillo ha dato vita al consueto paradosso di chi dice di voler fare "antipolitica". In realtà il suo è stato un riuscito rito liberatorio, versione civilizzata di quelli celebrati presso certe tribù primitive dove lo stregone che aveva sbagliato o abusato veniva linciato dai suoi ex fedeli e, in qualche caso, mangiato. Grillo ha colto l'ondata di risentimento che c'è nel paese mettendo a bollire in un unico calderone richieste sacrosante e altre di chiaro sapore qualunquistico. È vero che grida vendetta vedere in parlamento dei condannati a pene definitive. Ma prendersela in blocco con le case degli onorevoli è invece demagogia; nel mucchio ci sono autentiche situazioni di privilegio accanto ad altre legittime che risalgono a decenni fa. Attaccare in blocco i partiti è una sciocchezza. I partiti sono stati i tiranti, i tendini di un paese molto diviso, spesso hanno garantito loro, in mancanza d'altro, una riconoscibilità nazionale. Non i partiti in sé ma la loro degenerazione, la loro trasformazione in macchine elettorali o di sottogoverno, è la malattia politica da curare; così come la presa soffocante d'una politica degenerate sulla vita di singoli cittadini e delle loro imprese. Il guaio per Grillo, e per tutti noi, è che quando s'è consumato il rito liberatorio, dopo aver ucciso lo stregone o avergli gridato in piazza un vituperio, l'antipolitica non conta più niente e non porta a niente. L'antipolitica raccoglie un sintomo, lo interpreta, lo potenzia ma non ha nessuna terapia da proporre. Fino a quando non diventa essa stessa politica. È questo il paradosso. (da la Repubblica dell'11 settembre 2007)“

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Antonio Manganelli 1
prefetto e funzionario italiano 1950 – 2013
„Cosa Nostra, per come l'abbiamo conosciuta con la caratteristica di setta segreta e organizzazione militare, è finita. Storicamente è finita. Capitolo chiuso. Grazie al sacrificio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti quegli uomini delle scorte il cui nome è inciso nel cuore di ognuno di noi. [... ] Cosa Nostra è stata sconfitta, ma la mafia resiste perchè non è subordinata alla politica, utilizza la politica, dà ordini al politico. Ora però deve registrare la sua sconfitta dopo aver avuto la pretesa di ergersi ad AntiStato. Il velo dell'omertà sull'Anti-Stato fu squarciato nel 1984, Buscetta, Mannoia, Calderone. Fu in quegli anni che furono gettate le basi dell'assalto finale degli inizi degli anni Novanta. E, paradossalmente, il clamore sanguinario della stagione stragista del '92-'93 segnò la sconfitta storica di Cosa Nostra. Quasi come un parallelo storico con un'altra grande tragedia italiana, il caso Moro. Le Br furono sconfitte all'apice della loro euforia criminale ed aggressiva allo Stato.“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Tutto ciò che riguardava l'altro sesso mi era vietato.
Ammi aveva due mantra per inculcarmi l'immoralità dei rapporti con le femmine. Il primo era basato su un hadith. «Quando un uomo e una donna sono da soli», diceva spesso, «il diavolo è il terzo». Significava che ogni momento trascorso in compagnia di una ragazza equivaleva a adorare Satana.
L'altro ritornello, «L'uomo è come il burro e la donna è un forno caldo, e il fuoco scioglie sempre il burro», era di incerta origine e di significato altrettanto incerto. Tuttavia, questa frase evocava in me le immagini di vari tormenti infernali – chiaramente descritti dall'imamdella moschea e che prevedevano l'immersione in un calderone di pus – ed era dunque efficace malgrado la sua apparente assurdità.
Ogni volta che sentivo anche la minima eccitazione, ero colto dal timore. Poi, per prevenire il castigo che Allah e gli angeli mi stavano indubbiamente preparando nell'aldilà, cercavo un modo per punirmi da solo in questa vita. Il mio comportamento da un punto di vista islamico era logico: una volta in Pakistan un imam aveva detto che il motivo per cui le autorità islamiche punivano tanto severamente in questa vita era perché non fossimo puniti per lo stesso peccato nell'aldilà. Immaginavo che, vivendo in America, dove non c'erano autorità islamiche a fustigarmi per penitenza, tanto valeva che lo facessi io al posto loro.“

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Gianni Mura 54
giornalista e scrittore italiano 1945
„Codesal finisce sulla lista nera degli argentini ma l'anagramma del suo cognome (c'è saldo del caso) dovrebbe far capire che in una sera gli argentini hanno pagato con gli interessi tutti i regali precedenti, specie quelli con Urss e Jugoslavia. Arrivo a dire che, in questo mondiale, avrebbe vinto la squadra provvista di un Chiarugi, per stare a un esempio di Lo Bello padre. Sarà la mondovisione, sarà che Blatter gli ha fatto una capa tanta, fatto sta che gli arbitri hanno punito severamente falli mai esistiti, bastava un bel volo e la punizione era assicurata. Codesal ha espulso Monzon per un fallo da ammonizione e ha concesso un rigore molto molto dubbio, peraltro ignorandone un altro, pure non clamoroso, di Matthaeus su Calderon. Ma già prima, secondo me, aveva concesso il rigore del 3-2 all'Inghilterra quando nessuno del Camerun aveva sfiorato Lineker e aveva ammonito Milla per proteste. Giustamente, ma avrebbe anche dovuto sentire il dovere di tutelare le sue caviglie.“

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