Frasi, citazioni e aforismi su calle

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Mira c' ha fatto petto de le spalle; | perché volse veder troppo davante, | di retro guarda e fa retroso calle. (Virgilio: XX, 37-39)“

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Giacomo Leopardi 181
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Dipinte in queste rive | son delle umane genti | "le magnifiche sorti e progressive". | Qui mira e qui ti specchia, | Secol superbo e sciocco, | Che il calle insino allora | Dal risorto pensier segnato innanti | Abbandonasti, e volti addietro i passi, | Del ritornar ti vanti, | E procedere il chiami. (vv. 49-58)“

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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591
„Rota, gentil, che della gloria vera | A sì gran passi il calle erto varcate, | Che per buon spazio addietro vi lasciate | De' spirti bei la più lodata schiera; | Io qui, dove Apennin la fronte altera | Mostra carca di neve a mezza estate, | Di mano uscito a l'empia crudeltate | Di donna assai più ch'orsa atroce e fiera, | Fo con nuovi pensieri aspre battaglie. (da Sonetto CXIV)“

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Anwar al-Sadat 4
politico e militare egiziano 1918 – 1981
„Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con... [Israele]. Mai. Mai“

„A volte la carta è solo carta>, mormora mia madre. .(Madre di Cassia)“

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Leo Ortolani 87
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„[... ] Posso chiamarla parodia, posso chiamarla omaggio, [Diabolik] sa benissimo che cos'è, questo Ratolik.
È il furto di una grande, preziosa idea.
La sua.“


Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

Liside 2
filosofo greco antico -388
„Si racconta che tu, o Ipparco, insegni filosofia a chiunque incontri, anche pubblicamente, cosa che Pitagora ha proibito severamente, come tu ben sai, ma tu non mantieni tale divieto perché hai gustato in Sicilia, mio caro, quel lussuoso stile di vita, rispetto a cui quella regola non doveva essere per te secondaria. Se tu dovessi cambiare atteggiamento, io me ne rallegrerò, diversamente tu sei morto. Infatti pietà vorrebbe che ci si ricordasse dei precetti sia divini che umani di Pitagora, e non si condividessero i beni della sua sapienza con coloro che nemmeno in sogno si sono purificati nell'anima, perché non è lecito offrire a chiunque capiti ciò che si è acquisito seriamente con cosi grandi battaglie, né esporre ai non iniziati i misteri delle due dee di Eleusi; coloro che questo sono tanto ingiusti quanto empi.“

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Jorge Manrique 4
poeta spagnolo 1440 – 1479
„Ti risveglia, ti ravviva, | alma ignava, e ti rammenta | che fugace | questa vita corre a riva; | che la morte non è lenta; | viene e tace. | Il piacere ha corte l'ali; | lo ricordano con sospiro | tosto i cori; | sempre agli occhi de' mortali | le giornate che fuggiro | fur migliori. || È la vita come un'onda | avviata all'Oceàno, | ch'è la tomba; | ogni pompa che circonda | lusingando il fasto umano, | laggiù piomba. | Là discende col gran fiume | lo spregevole ruscello | piccioletto; | chi dormia su ricche piume | ha laggiù col poverello | solo un letto. || Questo mondo è breve calle | verso l'altro ch'è dimora | sempiterna; | camminiam per buia valle, | fin che il lume dell'aurora | si discerna. | Parte l'uomo dalle fasce; | corre d'una in un'altra prova | tutte l'ore; | tocca al termine dell'ambasce, | e la pace sol ritrova | quando muore.“

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Alice Sebold 3
scrittrice statunitense 1963
„Mio padre non voleva rispondere oppure , ci voleva qualcosa di semplice, qualcosa che potesse spiegare la morte a un bambino di quattro anni. disse, incapace di farlo rientrare nelle regole di un gioco. . Buckley allungò la mano e coprì la candelina con la mano. Poi guardò mio padre per vedere se era la risposta giusta. Mio padre annuì. Papà si mise a piangere. Buckley lo guardò negli occhi, ma non capì del tutto. Tenne la candelina sul suo cassettone finché un giorno sparì e nessuno la trovo più nonostante le innumerevoli ricerche. (p. 80)“


Teresa Sensi 6
scrittrice e giornalista italiana 1900 – 1993
„Quando fu sola, il pensiero di Lucio s'impossessò ancora di lei. Nascose la testa tra le braccia abbandonate sulla tavola. Udiva giungere boati di piroscafi che lasciavano il porto, passi e voci che si smorzavano nella calle. Anche dalla sua immobilità, ogni cosa pareva partirsi, perdersi in lontananze oscure, E si sentiva annullata, sola, con tutto l'amore che anelava dentro.
«Non dovevo restare. Perché sono restata?»
E le pareva che più niente rispondesse a quella interrogazione, e che tutti seguissero una loro strada, un loro destino.
«Neppure Stefano avrà bisogno di me, se comincia a tradire se stesso. Vuol salire, arrivare. È giusto: ma il punto d'arrivo è diverso, e sarà per lui un inganno.»
Il pensiero di Lucio tornò ad avere il sopravvento. Si concretò nel nome di quella via sconosciuta: «Gergenstrasse, Georgenstrasse...». Anch'esso le suggeriva giri di ruote, rumore di veicoli in corsa. E lei rimaneva ferma, immobile, come il masso levigato contro cui si frangono e passano oltre le acque di un torrente.“

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Giamblico 21
filosofo e esoterista greco antico 250 – 330
„[... ] incontrò dei pescatori che stavano ancora tirando dal fondo del mare la rete piena di pesci, e disse loro quanto sarebbe stato il loro pescato, determinando il numero dei pesci. E poiché i pescatori si dichiaravano disposti ad agire secondo il suo invito, nel caso che si fosse verificato quel che diceva, allora Pitagora li invitò a rilasciare i pesci ancora vivi, dopo averne controllato con precisione il numero. E, cosa più sorprendente, per tutto il tempo della conta dei pesci, nessuno di questi morì di asfissia, pur essendo rimasti fuori dell'acqua, almeno finché Pitagora rimase lì. (36, p. 103)“

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Archita 2
filosofo, matematico e politico greco antico -428 – -347 a.C.
„La sapienza differisce fra tutte le cose umane tanto quanto differisce la vista fra i sensi corporei, e l'intelletto differisce dall'anima quanto il sole da astri. La vista infatti è fra tutti gli altri sensi quello che raggiunge gli obiettivi più lontani e che assume più forme, l'intelletto è assolutamente superiore alla ragione discorsiva nel portare a termine il suo compito ed è visione e potenza delle cose più preziose. Il sole, da parte sua, è occhio e anima delle cose naturali; tutte queste cose infatti si vedono e si generano e si concepiscono tramite lui, e una volta che siano radicate e generate si nutrono e crescono e si accendono alla vita dei sensi.“

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Giamblico 21
filosofo e esoterista greco antico 250 – 330
„Per quanto riguarda i patti e il dovere di non smentirli, Pitagora predisponeva i suoi discepoli a tal punto che si racconta che una volta Liside, dopo essere stato in adorazione nel tempio di Era, uscendo si imbatté in Eurifamo di Siracusa, uno dei suoi compagni, che stava entrando nel vestibolo di quel tempio. Eurifamo fece sì che Liside si impegnasse ad aspettarlo fino a quando non fosse uscito [... ]. Così Eurifamo compì la sua adorazione [... ] e quindi uscì da un'altra porta del tempio dimentico , il quale rimase immobile come si trovava per il resto della giornata e della notte sopraggiunta e per molta parte ancora della giornata seguente. E forse sarebbe rimasto lì ancora più a lungo, se Eurifamo [... ] non si fosse ricordato della cosa dopo avere sentito dire che i suoi compagni cercavano appunto Liside. E così andò a cercarlo mentre quello era ancora lì ad aspettarlo secondo l'impegno preso, e lo condusse via [... ] aggiungendo queste parole: "Questa dimenticanza me l'ha inviata un dio, perché si mettesse alla prova la tua fermezza nel rispettare i patti". (185, pp. 221-223)“

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