Frasi su camelia

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Natsume Sōseki 4
scrittore giapponese 1867 – 1916
„Appena ho notato le camelie sull'altra riva ho pensato che sarebbe stato meglio se non le avessi mai vedute. Il loro non è un semplice rosso. In un'abbagliante lucentezza si cela un'indicibile cupa sfumatura. I fiori di pero sconsolatamente sciupati dalla pioggia ispirano una sensazione di pietà, i fiori di aronia illuminati freddamente dalla luna suscitano un'impressione di tenerezza. Del tutto differente è la vista delle ombrose camelie. Hanno un aspetto tenebroso, velenoso, terrificante. (pp. 126-127)“

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Muriel Barbery 107
scrittrice francese 1969
„A che cosa serve l'Arte? A darci la breve ma folgorante illusione della camelia, aprendo nel tempo una breccia emotiva che non si può ridurre alla logica animalesca. Come nasce l'Arte? È generata dalla capacità propria dello spirito di scolpire la sfera sensoriale. Che cosa fa l'Arte per noi? Dà forma e rende visibili le nostre emozioni e, così facendo, conferisce loro quell'impronta di eternità che recano tutte le opere le quali, attraverso una forma particolare, sanno incarnare l'universalità degli affetti umani. (Renée, p. 197)“


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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„Rete Quattro e Italia 1 sono state multate per violazione del decreto che proibisce la propaganda al consumo del tabacco. Lo spot incriminato è quello che, parlando del «Camel Trophy», ostentava un pacchetto di sigarette della ditta sponsorizzatrice. Strano Paese, il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo. (13 marzo 1986)“

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Anaïs Nin 24
scrittrice statunitense 1903 – 1977
„Il suo sesso era come un gigantesco fiore di serra, il più grande che il Barone avesse mai visto, e i peli intorno erano folti e ricciuti, neri come il carbone. E queste labbra le imbellettava come fossero una bocca, in modo elaborato, fino a farle assomigliare a camelie rosso sangue, che, aperte a forza, mostravano il bocciolo interno ancor chiuso, una gemma del fiore più pallida, con la pelle più chiara. (pp. 16-17)“

Frances Winwar 10
1900 – 1985
„Avete osservato monsieur Lizt, la grande popolarità della camelia? È il suo fiore. Fu lei a metterlo in luce. Infatti da madame Barjon la chiamano "la signora delle camelie". Ne compera un'infinità, ed ora il nome è diventato più famoso del fiore. (p. 20)“

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Muriel Barbery 107
scrittrice francese 1969
„Perché una camelia può cambiare il destino.“

Ambrogio Bazzero 120
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?“

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Charles M. Schulz 113
fumettista statunitense 1922 – 2000
„Ecco l'asso della prima guerra mondiale a bordo del suo Sopwith Camel.“


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Francesco Dall'Ongaro 15
poeta, drammaturgo e librettista italiano 1808 – 1873
„Le commedie di Alessandro Dumas hanno un merito vero ed incontrastabile, ed è quello di dipingere una fase dei costumi contemporanei che lo Scribe non aveva osato toccare: il regno del demi-monde a Parigi. Scribe come ho già detto aveva scoperto il Dio Milione; il Dumas ne usa a dovizia, e gli ha innalzato un altare speciale nella Question d'argent, ma non ha scoperto se non la Dama dalle Camelie, o per dir meglio non l'ha scoperta, ma l'ha tradotta dinanzi al pubblico, aprendo la discussione sui suoi meriti e demeriti rispettivi.“

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Pat Conroy 10
scrittore statunitense 1945 – 2016
„[Charleston] Una città così affascinante da incantare i cobra facendoli uscire dai panieri, una città così adorna di cornicioni, così filigranata e guarnita da lasciare a bocca aperta i forestieri e compiacere gli indigeni. Nelle sue ombre, puoi trovare fregi in metallo delicati come merletti e scale a chiocciola complicate come yacht. Nel segreto dei suoi giardini, puoi scoprire gelsomini e camelie e altre centinaia di piante che sembrano ricamate e sottratte al giardino dell'Eden, per amore d'opulenza e per la gioia di derubare gli dei. (p. 8)“

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Francesco Dall'Ongaro 15
poeta, drammaturgo e librettista italiano 1808 – 1873
„Senza avere un merito letterario più ragguardevole, l'autore della Dama dalle Camelie, e del Demi-monde ha già conquistato il difficile privilegio di partorire ogni due anni una commedia che si aspetta con ansietà, si ascolta con attenzione e si applaudisce a contanti ; cioè si replica sopra le scene del Gymnase un centinajo di volte e anche più.
Alexandre Dumas (figlio), non è prodigo come il padre. Le commedie di lui che restano sulla scena sono quattro o cinque, comprese quelle che ho nominate. Egli non ispreca l'ingegno, né l'arte. Dopo aver trovato una favola, la quale è sovente una storia vera, egli studia un intreccio ragionevole, e raggranella nelle conversazioni una mezza dozzina di arguzie delle quali condisce il suo dialogo. Queste arguzie sono comunicate opportunamente agli amici, e preparano a poco a poco il successo della commedia.“

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Pietro Paolo Parzanese 4
presbitero, poeta e traduttore italiano 1809 – 1852
„Alla finestra di una contadina | vivea solingo un fior: || era un fiore di notte, ogni mattina | chiudea le foglie e non avea più odor. || Allorché apria le foglietenerelle | quel solitario fior, || dal ciel gli sorridevano le stelle, | ché il lembo avea d'azzurro e il fondo d'or. || Ogni sera una luccioletta errante, | vedendo aprirsi il fior, || si posava sul calice fragrante | e mormorava canzon d'amor.|| Abbracciato alla cara luccioletta | ridea quel vago fior, || al par di una sultana giovinetta | che il crin s'imperla e aspetta il suo signor. || Ma una sera la lucciola non torna | al solitario fior: || tramontano le stelle, in cielo aggiorna, | e l'infedele non si vede ancor. || Piangendo la sua lucciola lontana | impallidisce il fior, || e pareva una giovane sultana | che, senza gemme, vive di dolor. || A che disserri il calice ed aspetti | o abbandonato fior? || Non sai che alle camelie ed ai mughetti | quell'incostante va chiedendo amor? || Di lontano la lucciola una sera | volge un'occhiata al fior... || Ahi! dischiuso il bel calice non era, | che il lembo avea d'azzurro e il fondo d'or! (Il fior di notte, Canti del Viggianese, in La letteratura italiana, pp. 228-229)“

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Indro Montanelli 395
giornalista italiano 1909 – 2001
„[Su Ignazio Silone] Leggendo i suoi primi romanzi, Fontamara, Pane e vino, Il seme sotto la neve, e pur ammirandoli, ero caduto in abbaglio sull'autore. Lo avevo preso per uno di quegl'industriali dell'antifascismo che, riparati all'estero, avevano trovato nella universale avversione alla dittatura una comoda scorciatoia al successo dei libri di denunzia. Lo consideravo insomma un profittatore del regime a rovescio (come del resto ce ne sono stati). E una conferma mi era parso di vederla nel fatto che finito, col fascismo, l'antifascismo, parve finito anche il narratore Silone. Poi vennero Una manciata di more, Il segreto di Luca, La volpe e le camelie. Ma vennero soprattutto alcuni saggi politici che mi costrinsero a ricredermi. Ed era proprio questo che non riuscivo a perdonargli. Mi era antipatico non per i suoi, ma per i miei errori. Più lo conoscevo attraverso i suoi scritti, e più dovevo constatare che non solo egli non somiglia affatto al personaggio che m'ero immaginato, ma che anzi ne rappresenta la flagrante contraddizione. (p. 180 sg.)“

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