Frasi su cameretta

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Morrissey 38
cantante inglese 1959
„Avevo una cameretta piccolissima, e in certi periodi, tra i diciotto e i diciannove anni, non uscivo letteralmente per tre o quattro settimane. Restavo lì dentro giorno dopo giorno, il sole era cocente e io avevo le tende chiuse. Me ne stavo seduto da solo, quasi al buio, con la macchina da scrivere, circondato di tantissima carta Le pareti erano completamente ricoperte da poster di James Dean, quasi al limite della claustrofobia, e avevo dei foglietti appiccicati ovunque con delle riflessioni profonde. [... ] Sembrava quasi che ci fossi nato in quella stanza. Tutto ciò che mi ha reso come sono è lì dentro. Avevo un terribile complesso del territorio. [... ] Ero maniacale: ogni cosa era in ordine cronologico: un posto per tutto, tutto al suo posto. Ossessione totale. [... ] Oggi mi sembra una cosa completamente folle. È strano come le cose che prima sembravano tanto importanti, alla fine non contino più.“

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Hernán Crespo 21
calciatore argentino 1975
„Il più forte di sempre è stato Van Basten. Faceva tutto: dribbling, tiro, colpo di testa, acrobazia. E giocava con la squadra e per la squadra. Io sono cresciuto con il suo poster appeso dietro al letto della mia cameretta...“


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Vittorio Imbriani 44
scrittore italiano 1840 – 1886
„Dopo mezzo secolo dalla sua visita quanti mutamenti non ritroverebbe il Leopardi! Sant'Onofrio è sgomberato da' monaci; le signore possono entrar liberamente nel convento; non c'è più clausura; anzi dicono di volerci mettere non so che caserma di guardie municipali o simili. Povero convento! Povera cameretta in cui spirò l'autore della Gerusalemme! Povera quercia alla cui ombra egli, e poi, San Filippo Neri si compiacquero di sedere, ammirando la sottoposta Roma, e che, fulminata una quarantina d'anni fa, è risorta vivace e rigogliosa, come la fama di que' due magnanimi che nessun morso d'invidia può oscurare. (da Diaro romano, Sant'Onofrio, Domenica, 3 dicembre 1876, pp. 78-79)“

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Sandro Veronesi 26
scrittore italiano 1959
„Il caos. Però un caos gioioso, privo di drammaticità, perché i bambini, anche se non sono ancora usciti, hanno già cominciato a spargere qua fuori la sostanza che permette loro di sopravvivere agli adulti, quella specie di antistaminico naturale che rilassa un po' i genitori e li fa regredire, e li rende non solo compatibili ma talvolta addirittura complici del caos del quale loro, i bambini, si sentono parte: il caos delle loro camerette prima dell'ordine di rimettere a posto, il caos degli zaini al ritorno da scuola, degli astucci, dei cassetti, dei quaderni; il caos semplice e fondamentalmente calmo nel quale crescebbero tutto il tempo, se gli fosse permesso, senza comprendere fino in fondo la maggior parte delle cose che accadono ma, proprio per questo, con la capacità di viverle molto intensamente.“

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Gigi D'Agostino 98
disc jockey e produttore discografico italiano 1967
„Ogni giorno metti la sveglietta... e quando suona alle diciotto corri in cameretta... il cammino non t'aspetta“

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Bill Watterson 125
fumettista statunitense 1958
„[mentre Calvin è di fianco al padre che cucina] Calvin: Fantastico! Hamburger sul barbecue! Possono essere carbonizzati fuori! Possono essere crudi dentro! Ma almeno hanno quel sapore speciale da barbecue!... Di benzina! Mm-mm, quando si mangia?
[dalla sua cameretta] Calvin: Cosa intendi con domani?!“

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James Matthew Barrie 20
scrittore scozzese 1860 – 1937
„Se credete alle fate», urlò Peter, «battete le mani. Non lasciate che Campanellino muoia». Molti batterono le mani. Qualche idiota fischiò. Gli applausi cessarono improvvisamente, come se una schiera di mamme fosse accorsa nella cameretta dei propri bimbi per capire cosa stava succedendo. Ma Campanellino era ormai salva. La voce tornò tintinnante come prima, saltò giù dal letto e un attimo dopo stava sfrecciando per la stanza più impudente e felice che mai. Non le passò mai per la mente di ringraziare coloro che la salvarono; piuttosto, avrebbe preferito farla pagare a quelli che avevano fischiato.“

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Alfredo Panzini 41
scrittore e critico letterario italiano 1863 – 1939
„Gran Bestia (La). Definizione di sapore biblico e di ricordo nietzschiano, anzi frase del Nietszche, data già da tempo dal d'Annunzio alla folla, per significare spregiativamente l'anima collettiva, dalle esplosioni incoscienti e brutali e dal facile dominio. Questa locuzione ebbe fortuna di effimera divulgazione. Cfr. la bestia trionfante di G. Bruno, la belua multorum capitum, il profanum vulgus di Orazio, la vil maggioranza del Carducci; e il Petrarca: Il vulgo a me nemico ed odioso (nel sonetto: O cameretta, che già fosti un porto). Eppure quanto devono tanti alla gran bestia! È la massa di combattimento politico.“


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Margherita di Valois 6
1553 – 1615
„Il signore di Nançay mi narrò quanto stava avvenendo, e mi assicurò che il re mio marito si trovava nella stanza del re e che non gli sarebbe occorso alcun male. E fattomi indossare un mantello da notte, mi condusse nella camera di mia sorella, la duchessa di Lorena, dove giunsi più morta che viva. Entrando nell'anticamera, le cui porte erano aperte, un gentiluomo di nome Bourse, fuggendo gli arcieri che lo inseguivano, fu trafitto con un'alabarda a tre passi da me. Io mi accasciai dall'altra parte, semisvenuta, tra le braccia del signore di Nançay, pensando che il colpo avesse trapassato anche noi due. Ripresami in parte, entrai nella cameretta dove dormiva mia sorella.“

Diego Lama 96
Scrittore e architetto italiano 1964
„Si considerò sempre un genio dell'architettura anche se aveva realizzato solo la cameretta dei figli.“

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Piero Belli 1
giornalista e scrittore italiano 1882 – 1957
„[Sull'impresa di Fiume]
Si deve dire che ci fu un uomo il quale prese ad un tratto in pugno tutto il destino dell'impresa. Fu il gigante che inarcò le spalle a sorreggere il peso immane di uno sforzo pauroso: quello necessario ad impugnare un revolver ed a spianarlo contro la fronte di un altro uomo, per la fulminea eliminazione dell'ostacolo insormontabile.
— Occorrono i camions? — interrogò egli.
— Per l'appunto.
— E vi disperate perché non ci sono?
— Precisamente.
— Allora, fermi tutti. Ci penso io!
Non disse altro. Non chiese nulla. Non esitò un istante. Balzò in automobile e si precipitò a rotta di collo verso Palmanova. [... ]
Furono a un tratto faccia a faccia: quegli che voleva i camions e quegli che doveva darli. Due capitani. Due italiani. [... ]
Alla breve luce di una lampada, entro l'angusto spazio di una cameretta uso baracca, la polemica fu subito troncata da un gesto di minaccia. L'ufficiale di d'Annunzio sollevò il pugno armato di rivoltella all'altezza di quella fronte curva nel diniego inesorabile. E le parole della intimazione furono scandite nel silenzio con la voce tronca che mozza il respiro.
— O tu cedi o io sparo!
L'altro impallidì. Poi disse:
— Cedo alla violenza.
Non si sentiva di morire per 40 camions. E poi, quegli che lo fronteggiava non era un austriaco. Gli brillavano sul petto tre medaglie d'argento. E coteste tre medaglie ne aspettavano un'altra: d'oro. Era dunque un eroe autentico. Ed era precisamente il capitano degli arditi Ercole Miani, triestino, conquistatore del Vodice.
(da La notte di Ronchi, pp. 19-22)“

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