Frasi su campanile

Giovanni Pesce 2
partigiano e politico italiano 1918 – 2007
„Ora tirano dalla strada, dal campanile e dalle case più lontane. Gli sono addosso, non gli lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l'ultima cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il mento, tirando il grilletto poi con il pollice. Forse a Di Nanni sembra una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile e attende, al riparo dei colpi. Quando viene il momento mira con cura, come fosse a una gara di tiro. L'ultimo fascista cade fulminato col colpo. Adesso non c'è più niente da fare: allora Di Nanni afferra le sbarre della ringhiera e con uno sforzo disperato si leva in piedi aspettando la raffica. Gli spari invece cessano sul tetto, nella strada, dalle finestre delle case, si vedono apparire uno alla volta fascisti e tedeschi. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga. Incerti e sconcertati, guardano il ragazzo coperto di sangue che li ha battuti. E non sparano. È in quell'attimo che Di Nanni si appoggia in avanti, premendo il ventre alla ringhiera e saluta col pugno alzato. Poi si getta di schianto con le braccia aperte nella strada stretta, piena di silenzio. (cap. VI, Morte e Trasfigurazione, pp. 144-145)“

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Charles Baudelaire 125
poeta francese 1821 – 1867
„Per comporre i miei versi in castità voglio, come gli astrologhi, dormire accanto al cielo, vicino ai campanili, e ascoltare sognando i loro inni solenni dissipati dal vento. (da Paesaggio)“


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Marcel Proust 206
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„Ma non è possibile che una scultura, una musica che dà un'emozione che sentiamo più elevata, più pura, più vera, non corrisponda a una certa realtà spirituale; altrimenti, la vita non avrebbe alcun senso. Così, nulla somigliava più d'una bella frase di Vinteuil a quel piacere particolare che avevo provato talvolta nella mia vita, per esempio davanti ai campanili di Martinville, a certi alberi d'una strada di Balbec o, più semplicemente, all'inizio di quest'opera, bevendo una certa tazza di tè. (1990, p. 1904)“

Hans Wolfgang Müller 2
1907 – 1991
„Soltanto i reperti egizi dell'antica area urbana di Roma possono rivaleggiare con quelli beneventani. In quanto nodo di importanti strade, le vie Appia e Latina, Benevento attrasse a sé molto presto i culti stranieri. In seguito riconoscendo il significato di questa città cosmopolita e del culto della egizia Iside, l'Imperatore Domiziano vi elevò nell'anno 88-89 un santuario dedicato a "Iside signora di Benevento" [... ] Una quantità di ricordi storici che richiamano grandi epoche e nomi illustri sono in questa città tuttora vivi e presenti... Nelle mura della città, nelle strette vie e vicoli, nel Castello e nel campanile della Cattedrale si scorgono, murati ma in vista, rilievi sepolcrali e statue. (da Il culto di Iside nell'antica Benevento, Benevento, 1971)“

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Nicoletta Braschi 3
attrice italiana 1960
„Se si potesse vedere un'anima, forse l'assetto urbanistico della mia avrebbe i campanili, le piazze e il giardino di mia nonna, a Cesena.“

Piero Jahier 24
scrittore e poeta italiano 1884 – 1966
„I quali organi sono semplicemente idonei, se si considerano come connotati, ma diventano estetici, se apprezzati secondo le norme del bello amministrativo. Regolarità, competenza, subordinazione, splendono e splenderanno fino all'ultimo dei suoi giorni, nel modulo del viso di Gino Bianchi. [... ]Posso assicurare:Che alla stessa distanza radiale dalla sua collega, la gota zigomatica lubrifica gli angoli e gli incavi dell'orbita, sostenendo a galla di burro il globo ocularee la gota mascellare tornisce con tanta abilità l'attacco del collo, da far domandare se veramente siamo ancora nel collo o se già siamo nel viso:che tali gote tutte con agevole pendio, si accentrano concordi verso il campanile del naso, pigmentato di bachi neri isobàri, oggetto di cura particolare; che, alle immediate dipendenze del naso, l'onore di scortar l'orifizio della bocca-cantina, si ripartisce equamente tra i competenti baffi ottonati alla nicotina; che – in calce al cranio –, la sinistrorsa discrimininatura adeguatamente brillantinata, appone visto di benestare al viso così compilato. (Posizione personale, Connotati, pp. 68 sg.; citato in introduzione, pp. 23 sg.)“

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Philippe Petit 11
artista francese 1949
„Chi è fiero della propria paura osa tendere cavi sui precipizi; si lancia all'assalto dei campanili; allontana e unisce le montagne. Ecco il viaggio da fare: alzati quando il filo si mischia alla carta del cielo.“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„La legge degli uomini è come la banderuola di un vecchio campanile che varia e si muove secondo come spirano i venti. (p. 135)“


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Giuseppe Garibaldi 107
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„Sì! Se i nostri padri eressero il campanile di Giotto e la cupola di Brunelleschi, noi aiutati dalla concordia del pensiero e delle opere, possiamo lasciare ai nostri figli un monumento anche più splendido e sontuoso: una Italia libera e forte. (All'Associazione degli operai — Bergamo, Trescore, 7 maggio 1882; p. 264)“

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Edward Morgan Forster 107
scrittore britannico 1879 – 1970
„Gli occhi di Philip erano fissi sul campanile di Airolo. Ma vedeva invece il bel mito di Endimione. Questa donna era una dea fino alla fine. Nessun amore poteva degradarla: lei rimaneva al di fuori di ogni degradazione. Questo episodio, che lei considerava così sordido, e che era tanto tragico per lui, rimaneva supremamente bello. Egli s'era innalzato a tale altezza, che senza rimpianto ora le avrebbe potuto dire che anche lui l'adorava. Ma a che cosa serviva dirglielo? Poiché tutte le cose meravigliose erano già accadute.«Grazie,» fu tutto quello che si permise di dire. «Grazie di tutto.»Lei lo guardò con grande amicizia, perché le aveva reso la vita sopportabile. In quel momento il treno entrò nella galleria del San Gottardo. S'affrettarono a rientrare nello scompartimento e a chiudere il finestrino, perché i carboncini non entrassero negli occhi di Harriet.“

Luigi Natoli 10
scrittore italiano 1857 – 1941
„Era uno di quei tramonti in un cielo terso e luminoso, come si vedono soltanto a Palermo. Dietro monte Cuccio acuto e arido, il cielo pareva d’oro, ma su su diventava roseo e dalla parte opposta il roseo moriva in una dolce tinta viola. La punta piramidale di Porta Nuova pareva d’oro, d’oro le quattro torri della Cattedrale e i campanili; nell'aria e nella luce vi era come un tenue riflesso di quell'oro.“

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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Prendo la bellezza dov'è. Essendo nato e cresciuto in una città bella e artistica in sommo grado ho imparato a conoscere e amare la bellezza, ce l'ho nel sangue. Non riesco a vivere in un luogo che non sia bello, e mi sento aperto a tutte le sue forme. Dopo il 1870 esiste l'Italia, Roma Firenze e Venezia nei loro diversi caratteri sono ugualmente mie. Rimanere attaccati come ostriche al proprio campanile, dopo quella data significa diventar provinciali senza accorgersene.“


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Arturo Pérez-Reverte 61
scrittore e giornalista spagnolo 1951
„Corso non lo seguiva con molta attenzione, perché aveva appena fatto una scoperta. L’ombra del campanile della chiesa era proiettata per terra, vicino a loro. La sagoma ampia e scura si era mosso a poco a poco in direzione inversa al sole. Osservò che la croce sula punta restava ai pedi della ragazza, vicinissima a lei, ma senza mai arrivare a toccarla. Prudente, l’ombra della croce si manteneva a distanza.“

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Pietro Della Valle 5
scrittore italiano 1586 – 1652
„Il dodici dicembre. Si cantò nella chiesa di Santa Lucia il vespro solenne per la sua festa, e v’andò monsignor vescovo accompagnato dal senato e da tutta la nobiltà. La sera di notte si fecero luminarie, ed usci per la città una cavalcata di molti cavalieri con torce, vestiti ne’ oro abiti ordinarii, e vi cavalcava anche infine il senato, che passeggiarono buona pezza per tutte le strade migliori della città. Il tredici dicembre, che era la festa di santa Lucia patrona di Siracusa, la mattina si fece una processione solenne, portandosi per le strade principali l’imagine della santa d’argento, grande quanto il naturale e più, sopra un piedestallo pur d’argento, con accompagnamento di tutto il clero e di tutta la nobiltà. Partì la processione dalla chiesa cattedrale; ed in uscendo la santa imagine dalla porta della chiesa, un cert’uomo, a ciò preparato, dalla cima del campanile si lasciò andar a volo, come dicono, sopra una corda, venendo a cadere in mezzo della piazza, ch’era tutta piena di popolo adunato allo spettacolo. Finì la processione nella chiesa di Santa Lucia fuor della città, dove si cantò la messa solennemente; dopo la quale, lì vicino in un altra chiesuola o cappelletta, chiamata di Sant’Agata, io vidi sotto terra la sepoltura di Santa Lucia, dove da principio fu posta; che ora il corpo suo non v’è, traslato già tempo, altrove.“

Giuseppe Berto 29
scrittore italiano 1914 – 1978
„La mia storia di scrittore comincia forse il 13 maggio 1943, quando cessò l'ultima resistenza delle truppe italiane in Tunisia. Fu così che, insieme agli altri prigionieri, mi portarono in America, in un campo di concentramento dell'ovest. Ricordo che un grosso temporale estivo ci aveva accompagnati durante l'ultima parte del nostro viaggio. Camminammo nel fango per ore, in una lunga colonna verso le luci allineate del campo. Intorno a noi camminavano le sentinelle, e una di esse ogni tanto gridava qualcosa in cui si capiva il nome di Mussolini. Uno vicino a me, che conosceva l'inglese tradusse: Mussolini è caduto. Quando i doppi cancelli del P. W. Camp di Hereford si chiusero alle nostre spalle, noi sapevamo che si chiudeva anche un'epoca, che molte cose in cui avevamo più o meno creduto non esistevano più. Ciò era triste, sotto molti aspetti, se non altro perché era il segno più evidente della nostra sconfitta. Ma da allora, ciascuno di noi poteva affrontare da solo, con le proprie forze, la responsabilità di di esistere. (dall'intervista di Pasquale Festa Campanile, Giuseppe Berto: convertito all'umorismo, La Fiera Letteraria, 20 gennaio 1952)“

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Giovanni Pascoli 79
poeta italiano 1855 – 1912
„Quanti quel roseo campanil bisbigli | udì, quel giorno, o strilli di rondoni | impazienti agl'inquieti figli. (da Quel giorno)“

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