Frasi su cancellazione

Se un giorno la mia capacità espressiva diventasse così vasta da ospitare tutta l'arte, scriverei un'apoteosi del sonno. Non conosco maggior piacere del sonno, la cancellazione totale della vita e dell'anima, il commiato dall'essere e dagli uomini, la notte senza memoria e senza illusione, la mancanza di passato e di futuro. (1992, pag. 142)

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935

[Sulla casta dei giornalisti e la cancellazione dell'Ordine] L'idea che ogni persona debba essere giudicata dai suoi pari prefigura un possibile conflitto di interessi ed è feudale, cioè tipica di una società costituita da poteri autonomi, autogestiti e autoreferenziali. Gli Ordini obbediscono inevitabilmente alla logica dell'autoconservazione e del potere. (30 dicembre 2006)

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Sergio Romano 21
storico, scrittore e giornalista italiano 1929

Per quanto il web non abbia voce, genera un rumore assordante, ed è incapace di silenzio. Mentre il corpo comunica in silenzio, sempre. L'assenza e il silenzio sono due elementi intollerabili nelle nuove relazioni sociali del web. Perché assenza è fuga, è rifiuto, è cancellazione di se stessi. E il silenzio è come coprirsi con un velo e non essere visti. Nell'esperienza della vita il corpo è presenza e assenza, e il silenzio è empatia, sentimento persino. La parola, la scrittura sono invece verbo, racconto, e dunque verità e falsificazione insieme. (ibidem)

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Roberto Cotroneo 55
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1961

N[ives]: Una cima raggiunta non basta. Bisogna discenderla con la stanchezza al culmine, lo svuotamento che ti dà l'arrivo sulla cima. Scendere è disfare la salita, scucire tutti i punti dove hai messo i passi. La discesa è una cancellazione. [... ] Molti alpinisti rimangono nella trappola della scucitura, molti incidenti arrivano in discesa. Il desiderio fisico violento di saltare un passo, allungarlo un po', affrettarlo per il bisogno famelico di ossigeno, la supplica del corpo di tornare... (p. 17)

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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950

Il 25 aprile si terrà il V2-Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione della legge Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

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Beppe Grillo 154
comico, attore, attivista, politico e blogger italiano 1948

Per quanto concerne il suggerimento di eliminare o limitare o sospendere l'uso della parola razza, si registrano casi analoghi nella scienza. Forse il caso più clamoroso negli anni recenti è la cancellazione del vocabolo istinto da parte dgli psicologi per motivi simili a quelli che rendono indesiderabile il vocabolo razza. Alla stessa guisa in antropologia il vocabolo selvaggio è stato completamente abbandonato, mentre il vocabolo primitivo riferito a popolazioni viventi è stato in gran parte sostituito dal vocabolo analfabeta... (p. 370)

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Ashley Montagu 44
antropologo e saggista inglese 1905 – 1999

Diciamo che [la riscrittura scenica] è la cancellazione un po' di tutto, se vogliamo. D'altra parte poi c'è anche rappresentato (per chi esiga un messaggio tout court) il rapporto re-Amleto-Orazio, questa coscienza, questo dilemma, la crisi stessa è lacerata in bigliettini... Orazio disapprova e cestina, ma che Amleto ha già cestinato affidandoli a Orazio [... ] Orazio è proprio questo cestino della coscienza. L'"essere o non essere" è cestinato di brutto [... ] Da questo stesso cestino vengono invece ripescate delle altre cose... che vengono invece elette a trovarobato, a scena. È un teatro, appunto, che diventa oggettivo, dov'è il famoso "cogito ergo est.

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002

Questo intendo quando dico che vorrei risalire il corso del tempo: vorrei cancellare le conseguenze di certi avvenimenti e restaurare una condizione iniziale. Ma ogni momento della mia vita porta con sé un'accumulazione di fatti nuovi e ognuno di questi fatti nuovi porta con sé le sue conseguenze, cosicché più cerco di tornare al momento zero da cui sono partito più me ne allontano : pur essendo tutti i miei atti intesi a cancellare conseguenze d'atti precedenti e riuscendo anche a ottenere risultati apprezzabili in questa cancellazione, devo però tener conto che ogni mia mossa per cancellare avvenimenti precedenti provoca una pioggia di nuovi avvenimenti che complicano la situazione peggio di prima e che dovrò cercare di cancellare a loro volta.

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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985

L'ipotesi fornita da Daniele Luttazzi – la puntata che stava andando in onda dedicata all'Enciclica – è l'unica che spieghi la cancellazione del programma [Decameron] con un minimo di logica. Senza questa spiegazione, anche dopo tutte le parole e le lettere, non torna niente: soprattutto la tempistica di quanto è avvenuto – la censura che arriva dopo una settimana dalla messa in onda. Il meccanismo è semplice, si invitano tutti a concentrarsi su quanto è già andato in onda – e che era passato nel disinteresse totale – si glissa sul fatto che forse il punto è quanto in onda dovrà ancora andare. Ps. La discussione su quanto sia più o meno divertente Luttazzi, sui limiti della satira, sull'ipotesi di vivere in un paese sufficientemente libero oppure in una plaga sudamericana, è la più noiosa e inutile possibile. Ovvio che ognuno la pensi come crede e che dall'insieme non possa venire fuori nessuna sintesi attendibile, può venire fuori soltanto la conferma dell'assioma che chi ha più potere impone e gli altri subiscono, o cercano di conquistarne di più.

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Antonio Dipollina 4
giornalista, critico televisivo e scrittore italiano 1960

Dalla cancellazione alla imposizione. Ieri la damnatio memoriae, oggi l'obbligo del ricordo. Che cosa diviene la vita nel tempo in cui "Google ricorda sempre"? L'implacabile memoria collettiva di Internet, dove l'accumularsi d'ogni nostra traccia ci rende prigionieri d'un passato destinato a non passare mai, sfida la costruzione della personalità libera dal peso d'ogni ricordo, impone un continuo scrutinio sociale da parte di una infinita schiera di persone che possono facilmente conoscere le informazioni sugli altri.
Nasce da qui il bisogno di difese adeguate, che prende la forma della richiesta di diritti nuovi – il diritto all' oblio, il diritto di non sapere, di non essere "tracciato", rendono suscettibili non solo di più diffusa conoscenza, ma di rielaborazioni continue.

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Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933

Umiltà è la cancellazione delle colpe per la conoscenza del male e per lo sforzo verso il bene, la rassegnazione di fronte ai mali che colpiscono gli esseri viventi. (libro La storia di Buddha)

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Edouard Schuré 20
scrittore, critico letterario e poeta francese 1841 – 1929

Può uno meno uno non fare zero ma meno due? E può uno più uno fare tre invece di due? Nel mondo del bilancio dello Stato è normale. Prima che la disperata ricerca delle coperture ai costi della cancellazione dell'Imu si tramuti nella solita ricerca di qualche altra vittima da vessare sarebbe forse il caso di fermarsi un attimo e riflettere su quanto sia profondamente sbagliata l'attuale impostazione del bilancio pubblico. Annebbiati dai vincoli esterni, accecati dal rapporto debito Pil e ipnotizzati dalle virtù del pareggio di bilancio la politica è entrata in un circolo vizioso dove se si abolisce una tassa il previsto mancato gettito deve essere necessariamente trovato tassando qualcos'altro o tagliando una spesa di pari importo. Ma se le cose stessero così nessuno si è mai posto il banale problema di come mai i conti non tornino mai?


Casini lavora per un disegno che prevede la cancellazione delle sinistre. E questo rende le cose maledettamente più complicate.

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Nichi Vendola 54
politico italiano 1958

L'arte della scrittura è fatta per l'1% di ispirazione e per il resto di rimozione e cancellazione.

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Louise Brooks 5
ballerina, showgirl e attrice statunitense 1906 – 1985

La celebrazione dell’Io, della sua autonomia, del suo potere deliberativo e della sua autoconsistenza, è una cifra sintomatica del nostro tempo. Il fantasma ipermoderno della libertà come dispiegamento dell’Io è la manifestazione fondamentale di questa follia. Di quale libertà si tratta? Di una libertà sganciata dalla responsabilità. Questo comporta la cancellazione della propria provenienza, delle proprie radici, del debito simbolico nei confronti dell’Altro. Il fantasma della libertà rifiuta, insieme all’esperienza dellimite, la discendenza, l’esperienza stessa della filiazione, rifiuta il nostro essere figli. L’affermazione dell’Io avviene contro l’esistenza dell’Altro, contro la trascendenza dellinguaggio che impone all’umano la necessità di subordinarsi alla Legge della parola. (libro Il complesso di Telemaco: Genitori e figli dopo il tramonto del padre)

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Massimo Recalcati 36
psicoanalista italiano 1959

L'ideologia è la negazione dell'aleatorio, è il rifiuto di concedere il diritto, negli affari umani all'imprevedibilità e a queste forme di spossessamento che sono l'avvenimento, l'incontro, il già dato; è, in una parola, la cancellazione di ogni limite e la soppressione dell'idea stessa di avventura per il concetto di storia. (libro L'umanità perduta)

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Alain Finkielkraut 6
filosofo e giornalista francese 1949

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