Frasi su cancrena

Papini ha esercitato tutti i mestieri, per poi sporcificarli tutti: il filosofo, per concludere che la filosofia è una specie di cancrena al cervelletto, il cattolico, per incenerare l'universo con un appropriato dizionario, il letterato, per sancir da ultimo che della letteratura non sappiamo che farcene. Ciò non toglie che Papini non si sia conquistato un posticino nella storia della letteratura dentro il capitolo i "polemisti". (pp. 281-282)

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Antonio Gramsci 84
politico, filosofo e giornalista italiano 1891 – 1937

Io se fossi Dio, | quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, | c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire | che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana | è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. | Io se fossi Dio, | un Dio incosciente enormemente saggio, | avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, | ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora | quella faccia che era! (da Io se fossi Dio)

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Giorgio Gaber 102
cantautore, commediografo e regista teatrale italiano 1939 – 2003

Ho una sete, da far temere la cancrena: i fiumi arduani e belgi, le spelonche, ecco il mio rimpianto. (a Ernst Delahye; Parmerda, Giugno 1872)

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891

Quando un male diviene così sparso dappertutto e così ordinario che se ne ride, è cancrena e non ha rimedio.

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Francesco de Sanctis 51
scrittore, critico letterario e politico italiano 1817 – 1883

E non ne vale la pena | se questo è un lavoro meglio farsi in vena | almeno per un po' non sentirò il problema | vorrei vedere il mio capo andare in cancrena. (da Rap in vena, n.° 8)

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976

È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo perche vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii.

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Filippo Tommaso Marinetti 70
poeta, scrittore e romanziere italiano 1876 – 1944

[Sul libro di Aldo Busi, Suicidi dovuti] Soltanto Busi poteva descrivere la cancrena civile e intellettuale di noi italiani dandole la forma di un'eterna provincia [... ] Ne è scaturita un'opera ambiziosa, formidabile per l'autorità con cui prende dal lettore i significati che gli fa scoprire, scritta in una lingua capace di convertire tutti i proverbiali luoghi comuni del parlato in altrettante situazioni romanzesche, ulcerata da un'esigenza strutturale di compostezza che le conferisce le stimmate del capolavoro. (da Busi in corpo 11, Il Saggiatore, Milano, 2006)


Soltanto Busi poteva descrivere la cancrena civile e intellettuale di noi italiani dandole la forma di un'eterna provincia [... ] Ne è scaturita un'opera ambiziosa, formidabile per l'autorità con cui prende dal lettore i significati che gli fa scoprire, scritta in una lingua capace di convertire tutti i proverbiali luoghi comuni del parlato in altrettante situazioni romanzesche, ulcerata da un'esigenza strutturale di compostezza che le conferisce le stimmate del capolavoro. (Marco Cavalli)

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948

Io non sono amico di certe mollezze sentimentali moderne; io credo che è molto bene per l'uomo di ripassare ogni tanto le lezioni e i precetti ch'egli ha avuto, direttamente o indirettamente, dalla sventura, e di non lasciarne estinguere, di rinnovarne il dolore, perché è il dolore che li conserva. E poi il dolore è un gran ricostituente dell'uomo, credete; e in certi casi è un confortante indizio di vitalità morale, perché dove non vi è dolore, vi è cancrena. (da Malombra)

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Antonio Fogazzaro 81
scrittore italiano 1842 – 1911

Quando prendi l'abitudine di farti l'esame di coscienza è difficile smettere, specie se sei bambino, cattolico e irlandese. Se fai una brutta cosa ti guardi dentro l'anima e vedi una cancrena di peccati. Vedi tutto diviso tra peccati e non peccati e quest'idea puoi portartela dietro anche tutta la vita. Poi, quando diventi grande e ti allontani dalla Chiesa, il mea culpa diventa un fievole sussurro del passato. C'è ancora, ma tu sei più maturo e non ti lasci spaventare tanto facilmente. (p. 49)

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Frank McCourt 31
scrittore statunitense 1930 – 2009

È questo il momento in cui la stessa collera della natura scatenata sul Mezzogiorno dà un tono perentorio alla protesta delle popolazioni meridionali. Le quali, ed è qui la novità, non vogliono elemosine, provvidenze paternalistiche che ripugnano alla loro coscienza civile e politica. Conoscendo i limiti del proprio diritto, e misurando su quei limiti, senza alcuno zelo servile, il loro dovere, le popolazioni meridionali vogliono soltanto quel che loro spetta come facenti parte della famiglia italiana, nella quale, con l'Unità, si sono illuse di entrare a parità di diritti, non avendone che lo sfruttamento e la degradazione. Tutto questo è stato reso possibile dal tradimento della classe politica che aveva in mano le sorti del Mezzogiorno. La borghesia terriera del Sud accettò lo sfruttamento perpetrato dal protezionismo industriale del Nord per avere, in cambio, qualche posticino nel branco delle maggioranze governative, il possesso indisturbato della terra e la continuità dell'oscurantismo.
«In omaggio alla verità, nostra sola padrona, aggiungeremo che, al banchetto protezionista, se pur prendendo solo le briciole, parteciparono alcune aristocrazie operaie del Nord portate dalla dinamica di classe a realizzare migliori salari, anche se ottenuti con una maggiorata soffocazione economica delle popolazioni rurali del Sud. […] La Questione Meridionale è tutta la questione italiana. Se la piaga della degradazione non si chiude, la cancrena che potrebbe seguirne non minaccerebbe solo la distruzione della parte malata ma l'intero organismo nazionale. […]» (pp. 162-163)

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Leonida Rèpaci 16
scrittore 1898 – 1985

Pur fra tante fortune, purtroppo a me la sorte ha riservato di portarmi nella tomba le due cose che ho più amato: il mio mestiere e il mio Paese. Che cosa sia diventato il primo, annientato da computer e televisione, è sotto gli occhi di tutti. Quanto al secondo, la cancrena è ormai inarrestabile e la decomposizione sta avvenendo per dissoluzione di quel poco che resta dello Stato. E dico decomposizione, non secessione. La secessione si fa anche con la violenza, e dove lo troviamo oggi un solo plotone di soldati disposto a imbracciare le armi pro o contro l'Unità dello Stato? Che, se resta ancora in piedi, è solo perché non ha neppure la forza di cadere. Quello di rinunziare alla nazione poi, è un sacrificio che non saprei compiere, anche se razionalmente mi rendessi conto ch'è necessario, oppure inevitabile. E ringrazio l'anagrafe che mi esclude dal problema. (p. 316)

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001

Ecco da cosa sto scappando. Ormai sono contagiato, lo so bene, ma non voglio ripetere il suo errore, e soprattutto non voglio trasmetterlo ai miei figli. Anche perché capisco che quell’ira era soltanto una forma di sofferenza, una cancrena che finí per mangiargli il cuore. Ne venne fuori un vecchio acerbo, esacerbato, vulnerabile, uscito da un secolo che pure aveva inventato la psicanalisi e gli psicofarmaci. Lui se ne tenne lontano, per scetticismo, diffidenza, paura. (libro Geologia di un padre)

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Valerio Magrelli 34
poeta italiano 1957

Lo scrittore è un po’ come il chirurgo: fa una diagnosi precisa, opera e cerca di rimuovere la cancrena, ma questa è spesso più forte di lui ed allora prepara una cura più adatta, allora aspetta fiducioso perché ha capito dove il male va a parare. La morte del chirurgo – morte intellettuale - impedisce la guarigione. La malattia vince, il corpo sopravvive pertanto malato.

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Piero Gobetti 26
giornalista, politico e antifascista italiano 1901 – 1926

Sulle cuccette stavano distese alcune creature scarne, dagli occhi lucidi di febbre e dalla fronte bagnata di sudore. Quasi tutti quei fragili corpi erano avvolti in sudicie tende intrise d sangue e di pus. Quei poveri disgraziati, che puzzavano di orina, di feci, di vomito e di cancrena, si lamentavano, piangevano, borbottavano invocazoni a Dio o bestemmie e di tanto in tanto si levava l'angoscioso grido, destinato a restare senza risposta, di: «Eli, Eli, lama sabacthani?» (p. 249)

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scrittore scozzese 1899 – 1987

L'amore fa incredibili progressi, è la cancrena dell'anima.

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Ivan Alexandrovič Gončarov 12
scrittore russo 1812 – 1891

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