Frasi su canino

Quando il piccolo Bjorn Borg iniziò a giocare, trovò fortuitamente un insegnante che lo lasciò colpire quel suo colpo diritto che ancora non si chiamava arrotata perché nemmeno io ne avevo mai visto uno simile. E anche gli lasciò impugnare, quel Maestro intelligente, il rovescio come Borghetto aveva appreso giocando ad hockey. E il risultato fu l' immenso Borg. Mentre, con alcuni maestri canini che conosco io, Borg non sarebbe diventato Borg, ma al più un giocatore di Serie B, dotato di uno stile superatissimo e soprattutto disadatto alla sua struttura osteomuscolare.

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Gianni Clerici 54
giornalista italiano 1930

[... ] A proposito di capolavori, oggi sul "Giornale" mi è capitata sotto gli occhi una poesia, ora non ricordo più il nome del peccatore: "Prendi, o mio Dio, tutto il mio odio". Verso blasfemo, oltre che di sublime volgarità.
Ci sarebbe anche una variante canina: "Prendi, o Signore, tutti i miei ossi"... (da Il dono, cap. 1, p. 97)   Fonte precisa?

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977

Pare un destino ch'er più mejjo attrezzo | Cche ffesce Gesucristo ar Padr'Adamo, | Ciavessi da costà, ssi ll'adopramo, | Da strillacce caino [onomatopeia del guaìto canino] per un pezzo! (da L'ordegno spregato, 269 del 24.11.1831)

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Giuseppe Gioachino Belli 54
poeta italiano 1791 – 1863

Carlo era cresciuto, gli anni passano per tutti, aveva perso i capelli, un orecchio, tre gradi all'occhio destro, la falange destra, l'unghia sinistra, un terzo di prestazioni atletiche, il sei per mille di capacità sessuale, il fuoristrada, l'entusiasmo, i denti canini, le residue amicizie e l'ottimismo. (pag. 21)

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Antonio Rezza 56
attore, regista e scrittore italiano 1965

Le rose canine hanno colore altrettanto intenso | quanto la profumata tinta delle rose, | pendono su consimili spine, e scherzano con pari vezzosità | quando il fiato estivo schiude i loro incappucciati bottoni.
Ma, poiché la loro virtù è unicamente nel loro aspetto, | esse vivono non amate e avvizziscono non circondate da riverenza: | muoiono interamente. Le dolci rose non muoiono così: | delle loro soavi morti si fanno soavissimi odori. (da Sonetto LIV; citato in Benedetto Croce, Ariosto, Shakespeare e Corneille, Laterza, Bari 1968)

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William Shakespeare 229
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616

Marco Antonio Canini, autore della popolarizzata canzonetta, Addio, mia bella, addio, è il più rappresentativo diffusore di idee mazziniane-garibaldine in Romania nel cui interesse ha lottato coi suoi molteplici scritti, con la sua infaticabile diplomazia e propaganda. Costituitosi ad apostolo nei Balcani, egli propugna una rivoluzione «sinfona» e «sincrona». In Romania progetta un collegio italiano con professori scelti tra gli emigrati italiani. Il suo nome altisonante Marco Antonio basta da solo a suscitare un'ondata di simpatia tra i romanomani e italomani dei Principati. (p. 4-5)


L'uomo nobile separa da sé quegli individui nei quali si esprime il contrario di tali stati di elevatezza e di fierezza – egli li disprezza. [... ] È disprezzato il vile, il pauroso, il meschino, colui che pensa alla sua angusta utilità; similmente lo sfiduciato, col suo sguardo servile, colui che si rende abbietto, la specie canina degli uomini che si lascia maltrattare, l'elemosinante adulatore e soprattutto il mentitore. (260; 2007)

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900

Dove il Matto stimandosi Medico, così dice al Servo, come ammalato, adoperando la vescica gonfia, ò il bastone: Recipe di malanni due drappesi, | Un'oncia di catarro, ò tosse asmatica; | D'ernia ventosa, sanguigna ed acquatica, | Di cancari, e di gotte ana due pesi. | Misce con acqua di gomme francesi | Fior di descenzo e polvere lunatica, | Con scrupoli di colica, e fatica, | Poni di male Pasque un par di mesi. | Vi sian trocisci di rabbia canina | Con lepra buona, e rogna, che ti gratti, | con l'anticore, e peste che sia fina. | Siano in rompiti il collo indi disfatti: | Credi, se piglierai tal medicina, | O che sani, ò che crepi, ò che ne schiatti.

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Andrea Perrucci 13
drammaturgo, librettista e gesuita italiano 1651 – 1704

Quali sarebbero i nostri pensieri e i nostri sentimenti riguardo i dinosauri carnivori se fossero vivi al giorno d'oggi? Gli umani hanno da tempo sentito antipatia verso i carnivori, i nostri concorrenti per le proteine scarseggianti. Ma i nostri sentimenti sono leggermente placati dai tratti attraenti che vediamo in loro. Per quanto siano grandi e possenti, i leoni ci rammentano delle bestiole che si raggomitolano sui nostri grembi e che fanno le fusa quando li accarezziamo. Allo stesso modo, i nobili lupi ci rammentano dei nostri compagni canini. I cani e i gatti sono buoni compagni perché sono intelligenti, sensibili alle nostre esigenze e i loro corpi flessibili li rendono piacevoli da toccare e per giocarci. Più importante, sono ammaestrabili. I loro occhi rivolti di fronte ci fanno ricordare noi stessi. Al contrario, neanche i dinosauri carnivori più piccoli presenterebbero un vantaggio di questo tipo. Nessuno di loro era abbastanza intelligente per essere addomesticabile o ammaestrabile e infatti avrebbero rappresentato un pericolo continuo per i loro padroni. I loro corpi rigidi, forse piumati, non sarebbero del tipo che ci piacerebbe avere ai piedi in letto. I giganti dai tratti rettiliani, i grandi carnivori, sarebbero stati veramente orribili e terrificanti. Avremmo ammirato la loro grandezza e la loro potenza, nello stesso modo in cui molti s'interessano alle macchine da guerra, ma non ci piacerebbero. Le loro immagini nella letteratura e nella musica sarebbero demoniache e potenti — mostri da temere e distruggere ma, allo stesso tempo, d'ammirare.

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Gregory Scott Paul 15
paleontologo, sociologo e illustratore statunitense 1954

Io ho sempre pensato che la mia famiglia canina ha sempre avuto la tendenza a considerarmi come il cane a due zampe dall’aspetto buffo che faceva funzionare l’apriscatole.

Roger A. Caras 4
fotografo (aiuto-regista), attivista (attivista per i di... 1928 – 2001

Ciò che è vivo non ha copie. Due persone, due arbusti di rosa canina, non possono essere uguali, è impensabile... E dove la violenza cerca di cancellare varietà e differenze, la vita si spegne. (libro Vita e destino)

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Vasilij Semënovič Grossman 35
giornalista e scrittore sovietico 1905 – 1964

Per qualche strano scherzo della luce, i canini sembrano più lunghi e aguzzi degli altri. (libro Dracula)

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Bram Stoker 39
scrittore irlandese 1847 – 1912

Il cane si sente simile all'uomo e più vicino all'uomo. Alcuni cani ritengono che alcuni uomini, e nella fattispecie il sottoscritto, siano in parte cani pure se camminano eretti. Il gatto no, ci tiene alla sua specificità felina, e per questo mantiene una certa distanza e non mostra alcuna volontà di assumere atteggiamenti umani, come può invece capitare a un cane. Il gatto, come il cane, identifica il padrone, colui che lo nutre e che gli dimostra più devozione, ma al contrario non risponde con la stessa devozione canina quando provate a chiamarlo per nome. In quella circostanza il gatto non accorre come farebbe un qualunque cane domestico, verso cui può bastare un fischio per ritrovarselo scodinzolante tra i piedi. Per il gatto, il battesimo che gli dà l'uomo – ti chiamerò Filippo – non vale. (pp. 17-18)

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Maurizio Costanzo 26
giornalista, conduttore televisivo e autore televisivo i... 1938

Rosa di macchia, che dall'irta rama | ridi non vista a quella montanina, | che stornellando passa e che ti chiama | rosa canina; (da Rosa di macchia)

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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912

Fino a che percentuale posso definire lupo un lupo? Se un lupo ha un 1% di gene canino lo devo considerare un lupo oppure no? Cioè, lo devo tenere libero in natura oppure no? Questa è una domanda che non ha una risposta per il momento, perché nessuno si è occupato del problema per prendere una decisione e sviluppare delle linee guida.

Luigi Boitani 9
biologo, scrittore e conduttore televisivo italiano 1946

Il cane non è 'quasi' umano, e non c'è peggior insulto per la razza canina che descriverla come tale.

John Andrew Holmes 6
giurista 1812 – 1899

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