Frasi su cantuccio

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William Cowper 31
poeta inglese 1731 – 1800
„Inghilterra con tutte le tue colpe,
io ti amo comunque - Paese mio!
e, fintanto che resterà un cantuccio
dove si possono trovare le menti e le maniere inglesi,
Sarò costretto ad amarti.“

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Tiziano Scarpa 36
scrittore italiano 1963
„Bisogna trascinarsi lì con tutte le forze, ritirarsi in quel cantuccio ancora capace di prendere decisioni, e dire: io. (libro Stabat Mater)“


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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„Al mio cantuccio, donde non sento | se non le reste brusir del grano | il suon dell'ore viene col vento | dal non veduto borgo montano. (da L'ora di Barga)“

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Giovanni Pascoli 100
poeta italiano 1855 – 1912
„Lascia che guardi dentro al mio cuore | lascia ch'io viva del mio passato; | se c'è sul bronco sempre quel fiore, | s'io trovi un bacio che non ho dato! | Nel mio cantuccio d'ombra romita | lascia ch'io pianga sulla mia vita! (da L'ora di Barga)“

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Domenico Ciampoli 2
scrittore e bibliotecario italiano 1852 – 1929
„Vigiak (Sorte, Foruna, Destino), che ricorda la tradizione pagana, è una delle principali feste armene, che comincia il giovedì dell'Ascensione e dura fino alla domenica di Pentecoste. Alla vigilia dell'Ascensione le ragazze del villaggio si riuniscono e scelgono fra loro una brigatella per organizzare la festa. Le prescelte prendono un'anfora di terra cotta, l'empiono d'acqua attinta a sette fonti o pozzi, ne ornano la bocca con fiori colti in sette campi diversi, poi vi gettano dentro un oggetto caro (bracciali, anelli, grani di monili o di corone, orecchini, fermagli, ecc.), facendo voti di gioia pei parenti e per l'amato, a occhi chiusi e con profondo raccoglimento. La notte dal mercoledì al giovedì, esse nascondono l'anfora in un cantuccio segreto di giardino, all'aperto, per esporla all'influsso delle stelle, e la sorvegliano, perché non sia rapita dai giovanotti, che la cercano per portarla via. Se i giovani vi riescono, le fanciulle, per riaver l'anfora, devono offrir loro gran quantità di non la rapiscano. – La domenica di Pentecoste, le ragazze si raccolgono per l'ultima volta; circondano l'anfora, e, dopo averla baciata, la mettono fra le braccia d'una di loro; poi, un'altra fanciulla, vestita da sposa, a rappresentar appunto la sposa della festa della "Vigiak", trae dal'anfora un oggetto, mentre una vecchia canta un ritornello, di felicità o di mal augurio o di burla; e così via via per ciascun oggetto gettato nell'anfora; onde le fanciulle si rallegrano o si attristano secondo il presagio lieto o triste. Nelle varie contrade dell'Armenia, la festa della Vigiak presenta qualche cambiamento; ma in tutte è deliziosamente gentile e pensosa, degna d'un popolo delle tradizioni derivate dall'India, la più poetica delle antiche nazioni.“

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Umberto Saba 105
poeta italiano 1883 – 1957
„La mia città che in ogni parte è viva, | ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita | pensosa e schiva. (Trieste; p. 196)“

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Giovanni Verga 87
scrittore italiano 1840 – 1922
„Il poveraccio tossiva che pareva soffocasse, col dorso curvo, e dimenava tristamente il capo: – «Ad ogni uccello, suo nido è bello». Vedi quelle passere? le vedi? Hanno fatto il nido sempre colà, e torneranno a farcelo, e non vogliono andarsene.– Io non sono una passera. Io non sono una bestia come loro! rispondeva ’Ntoni. Io non voglio vivere come un cane alla catena, come l’asino di compare Alfio, o come un mulo da bindolo, sempre a girar la ruota; io non voglio morir di fame in un cantuccio, o finire in bocca ai pescicani.– Ringrazia Dio piuttosto, che t’ha fatto nascer qui; e guardati dall’andare a morire lontano dai sassi che ti conoscono. «Chi cambia la vecchia per la nuova, peggio trova». Tu hai paura del lavoro, hai paura della povertà; ed io che non ho più né le tue braccia né la tua salute non ho paura, vedi! «Il buon pilota si prova alle burrasche». Tu hai paura di dover guadagnare il pane che mangi; ecco cos’hai! (XI; 1983, p. 174)“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Non si deve restare attaccati a una persona: fosse anche la più amata – ogni persona è un carcere e anche un cantuccio. (41; 2007)“


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Antonio Machado 13
poeta e scrittore spagnolo 1875 – 1939
„Ore di noia passano | nella stanza familiare, | l'ampio cantuccio oscuro | dove cominciai i miei sogni. | (Antonio Machado, Poesie, op. cit., sect. Umorismos, fantasias, apuntes, pag. 116-117.)“

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William Shakespeare 229
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„L'afflizione potrebbe anche sorridere un giorno; fino allora, mio dolore, stattene in un cantuccio zitto e buono. (da Pene d'amore perdute, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)“

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Roberto Bracco 8
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1861 – 1943
„Continuate, dunque, mio caro Baratta, continuate a essere fedele alla buona Musa ch'è venuta a cercarvi e a sorridervi nel vostro nascosto cantuccio di vita senza trarvene per indurvi a percorrere vie ardue e perigliose; e date ancora a Napoli canzoni, canzoni, canzoni. E che la Musica sia con voi!... Non quella, beninteso, del jazz-band, ma la Musica partenopea, se Dio vuole: Chitarre e mandolini.“

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Gabriel García Márquez 164
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Osservò all'improvviso che la sua bellezza si era disfatta e che ora gli faceva male fisicamente come un tumore o come un cancro. Sì, bisognava abbandonare la bellezza in un luogo qualunque; all'angolo di una strada, in un cantuccio suburbano. o abbandonarla nel guardaroba di un ristorante di seconda classe come un vecchio cappotto inservibile.“


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Luciano Spalletti 3
allenatore di calcio e ex calciatore italiano 1959
„[... ] Avvicinare Francesco all'area di rigore è come mettere la volpe vicina al pollaio: trova sempre lo spazio per creare terrore. Totti fa gol, è bravo a mandare, a non dare punti di riferimento e quando calcia trova sempre i cantucci [angoli in toscano]. Io, poi, ho sempre valutato gli equilibri di squadra: lì è libero di fare quello che vuole, senza compiti di copertura.“

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891
„Attruppati fra i banchi di quercia, in cantucci di chiesa | Tiepidi dei loro fiati puzzolenti, con gli occhi | Volti agli stalli ruscellanti d'oro e a cantorie | Di venti musi mugghianti salmi sacri; | Come un profumo di pane fiutando odor di cera, | Felici, umiliati come cani battuti, | I Poveri al loro signore e padrone, il buon Dio, | Offrono gli oremus risibili e cocciuti. (da I poveri in chiesa, vv. 1-8, 1992)“

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Johan Bojer 2
scrittore norvegese 1872 – 1959
„Tra la gioventù e l'età virile s'interpone una barriera di anni, in cui gli amici si separono andandosene ciascuno verso il proprio cantuccio nel mondo: durante la prima annata essi si scambiano lettere frequenti, la seconda di meno, e così sempre più e più raramente in seguito. Tuttavia ognun d'essi continua ad aver posto nello spirito dell'altro per esercitarvi il proprio ascendente sia ch'essi ne sian consapevoli o no.“