Frasi su capitolo

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Jack London 46
scrittore statunitense 1876 – 1916
„La morale è un fondo sociale che viene accresciuto lungo il doloroso corso delle epoche. (capitolo XXII)“

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Giacomo Casanova 67
avventuriero, scrittore, diplomatico, agente segreto ita... 1725 – 1798
„Spasimare per una bella insensibile e capricciosa equivale a essere presi in giro. La felicità non deve essere né troppo facile né troppo difficile. (volume VIII, capitolo IV; Newton Compton, 1999)“


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Madonna (cantante) 21
cantante statunitense 1958
„Io il nudo l'avevo sempre considerato arte, del resto a chi verrebbe in mente di giudicare 'pornografico' Michelangelo? (capitolo II, p. 40, Forte Editore)“

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Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“

Giulio Bedeschi 3
scrittore e medico italiano 1915 – 1990
„Era buona paglia asciutta quella su cui gli alpini finalmente dormivano, perfino profumata perché conservava un lontano odore di campi e d'estate, odore di terra che si screpola al sole; il più bel sogno per chi rischia di morire di freddo; era quasi come mormorare «Italia...» all'orecchio d'uno qualsiasi di quei dormienti accucciati uno a ridosso dell'altro nell'isba del comando della ventisei, o in quelle accanto, sotto la luna che faceva brillare l'alta coltre di neve che ricopriva Popowka. (Tempo quarto, Capitolo XXIII, p. 288)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Lo viso mostra lo color del core. (da Capitolo XV)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Tanto gentile e tanto onesta pare | la donna mia quand'ella altrui saluta, | ch'ogne lingua deven tremando muta, | e li occhi no l'ardiscon di guardare. (da Capitolo XXVI)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Ingégnati, se puoi, d'esser palese. (da Capitolo XIX)“


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Antonio Gramsci 59
politico, filosofo e giornalista italiano 1891 – 1937
„Papini ha esercitato tutti i mestieri, per poi sporcificarli tutti: il filosofo, per concludere che la filosofia è una specie di cancrena al cervelletto, il cattolico, per incenerare l'universo con un appropriato dizionario, il letterato, per sancir da ultimo che della letteratura non sappiamo che farcene. Ciò non toglie che Papini non si sia conquistato un posticino nella storia della letteratura dentro il capitolo i "polemisti". (pp. 281-282)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Non dee l'uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore. (da Trattato II, capitolo XV [XVI], 6)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Caro Diario, sto in fissa con Gandhi. Ho letto una sua biografia, o meglio un tomo di 524 pagine, e sono rimasto estremamente colpito da questo sant'uomo. A dir la verità sono rimasto molto colpito anche da me stesso: ho letto un libro di 524 pagine. (Capitolo 6, p. 38)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„In pratica quando mi piaceva una ragazza la sommergevo di cassette piene zeppe di canzoni sperando che questa dote potesse dipingermi sul volto quel fascino di cui ero totalmente privo. Quelle canzoni erano la colonna sonora di un disastro. Cercavo di essere simpatico, persino dolce e romantico, mostravo interesse per le arti e scrivevo poesie, per dirla con le parole di Paolo Conte ero «lo spettacolo d'arte varia di un uomo innamorato di te». Non di te, diario. Tutto questo per una donna adolescente conta quanto una stufa a legna nel Sahara. Ben presto dovetti confrontarmi con un'amara realtà: il primo fidanzato di una ragazza è per forza un tossico. (Capitolo 10, p. 54)“


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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Premettendo che secondo me una religione non dovrebbe escludere l'altra, comincio col rivelarti che mai potrei essere ateo. Le ragioni di questa convinzione non hanno motivazioni particolari, semplicemente io credo in tutto ciò che non vedo e non credo in tutto ciò che è tangibile, un paradosso che è da sempre la mia religione personale. Nessuno riesce a vivere i miei sogni, nessuno riesce a ascoltare i miei pensieri, nessuno riesce a immaginare la mia fantasia, quindi l'intangibile esiste e può benissimo sopravvivermi alla morte. (Capitolo 11, p. 62)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„L'unica donna con cui avevo avuto un contatto fisico fino ad allora era la Barbie di mia sorella. Per questo ero convinto che le donne non avessero organi sessuali. (Capitolo 10, p. 58)“

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Jack London 46
scrittore statunitense 1876 – 1916
„È la vita a costituire l'unica realtà e il vero mistero. La vita è molto di più che semplice materia chimica, che nelle sue fluttuazioni assume quelle forme elevate che ci sono note. La vita persiste, passando come un filo di fuoco attraverso tutte le forme prese dalla materia. Lo so. Io sono la vita. Sono passato per diecimila generazioni, ho vissuto per milioni di anni, ho posseduto numerosi corpi. Io, che ho posseduto tali corpi, esisto ancora, sono la vita, sono la favilla mai spenta che tuttora divampa, colmando di meraviglia la faccia del tempo, sempre padrone della mia volontà, sempre sfogando le mie passioni su quei rozzi grumi di materia che chiamiamo corpi e che io ho fuggevolmente abitato. (capitolo XII)“

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Carlo Collodi 25
scrittore italiano 1826 – 1890
„Io dico che il medico prudente quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto. (Il grillo parlante nel Capitolo 16)“

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