Frasi su capolavoro

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Gustav Hasford 14
scrittore statunitense 1947 – 1993
„L'articolo che scrivo sul serio è un capolavoro. Ci vuole del talento per convincere la gente che la guerra è una bella esperienza. Venghino! Venghino! Venite tutti in Vietnam, paradiso esotico, perla dell'Asia di Sud-Est! Vi incontrerete persone stimolanti, interessanti, favolosi esemplari di un'antica cultura... e li ammazzerete. Sii tu, ragazzo, il primo del tuo quartiere a laurearti killer. (p. 51)“

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Olympe de Gouges 7
drammaturga francese 1748 – 1793
„Uomo, sei tu capace di essere giusto? Chi ti pone questa domanda è una donna: questo diritto, almeno, non glielo toglierai. Dimmi. Chi ti ha dato il potere sovrano di opprimere il mio sesso? la tua forza? le tue capacità? Osserva il creatore nella sua saggezza; percorri la natura in tutta la sua grandezza, alla quale sembri volerti avvicinare, e dammi, se ne hai il coraggio, un esempio di questo potere tirannico. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia organizzata; e arrenditi all'evidenza, quando io te ne offro il modo. Cerca, scava e distingui, se puoi, i due sessi nell'amministrazione della natura. Ovunque, li troverai confusi, ovunque essi cooperano in armonioso insieme a questo capolavoro immortale! (preambolo)“


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Leonida Rèpaci 15
1898 – 1985
„Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza, in cui entrava il compiacimento del creatore verso il capolavoro raggiunto. Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le fiumare, le alluvioni, la peronospera, la siccità, la mosca olearia, l'analfabetismo, il punto d'onore, la gelosia, l'Onorata Società, la vendetta, l'omertà, la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, l'emigrazione. (p. 13)“

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Lana del Rey 19
cantante statunitense 1985
„Non abbiamo nulla da perdere, nulla da guadagnare, nulla da desiderare ormai a parte rendere le nostre vite un capolavoro. [fonte 4]“

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„Pensare di capire la Trinità attraverso le formule è come tentare di capire una parola analizzando il supporto, la carta su cui è scritta. Dio non è una definizione, ma un'esperienza. La Trinità non è un concetto da capire, ma una manifestazione da accogliere. In uno dei capolavori di Kieslowski sui Dieci Comandamenti, Decalogo I, il bambino protagonista sta giocando al computer. Improvvisamente si ferma e chiede alla zia: «Com'è Dio?». La zia lo guarda in silenzio, gli si avvicina, lo abbraccia, gli bacia i capelli e, tenendolo stretto a sé, sussurra: «Come ti senti, ora?». Pavel non vuole sciogliersi dall'abbraccio, alza gli occhi e risponde: «Bene, mi sento bene». E la zia: «Ecco, Pavel, Dio è così». Dio come un abbraccio: è il senso della Trinità. Dio non è in se stesso solitudine, ma comunione. L'oceano della sua essenza vibra in un infinito movimento d'amore. Se il nostro Dio non fosse Trinità, vale a dire incontro, relazione, comunione e dono reciproco, sarebbe un Dio da delusione, assente e distratto. Ma Dio è estasi, cioè un uscire-da-sé in cerca d'oggetti d'amore [... ]“

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Papa Giovanni Paolo II 156
264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 – 2005
„[... ] non "lasciatevi vivere", ma prendete nelle vostre mani la vostra vita e vogliate decidere di farne un autentico e personale capolavoro! (dall'incontro con i giovani di Genova, 22 settembre 1985)“

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Ezra Pound 149
poeta, saggista e traduttore statunitense 1885 – 1972
„Ci sono voluti due secoli di Provenza e uno di Toscana per sviluppare i mezzi del capolavoro di Dante. (p. 48)“

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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Bisogna fare di sé dei capolavori.“


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Oscar Wilde 263
poeta, aforista e scrittore irlandese 1854 – 1900
„Per il mio bene non potevo fare altro che amarti. Sapevo che, se mi fosse stato concesso d'odiarti, nell'arido deserto della vita che dovevo percorrere, che ancora sto percorrendo, ogni roccia avrebbe perso la sua ombra, ogni palma sarebbe intristita, ogni pozzo d'acqua si sarebbe inquinato. (da I capolavori di Oscar Wilde, edizione Oscar Mondadori, a cura di Masolino D'amico)“

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Ferruccio Busoni 33
pianista, compositore e direttore d'orchestra italiano 1866 – 1924
„La sua arte è simile al capolavoro di uno scultore, è un'immagine finita da qualsiasi lato la si contempli.“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di Bizet e ancora l'ho udito con la stessa gentile reverenza. Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come un'opera siffatta integri la natura di un uomo. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto; la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del "grande stile". Io mi sento diventar migliore quando questo Bizet mi parla. Il mio udito si sprofonda in quella musica; ne percepisco le origini; mi par di assistere alla sua nascita e tremo davanti ai pericoli che ci accompagnano a qualunque audacia; mi trovo incantato dai felici ritrovamenti che Bizet stesso ignora. Sopra quest'opera la fatalità sta sospesa; la felicità di essa è corta, fulminea, e non conosce dilazioni. Io invidio a Bizet il coraggio di questa sua sensibilità eccezionale, che prima di adesso non aveva trovato mezzo per esprimersi nella musica colta d'Europa; il coraggio di questa sensibilità meridionale, brunita, arsa dal sole... Ah finalmente l'amore, l'amore ricondotto indietro verso la natura!... L'amore come destino, come un destino cinico, innocente, crudele, l'amore esatto nella sua forma natura. Io non conosco altro esempio dove la tragica ironia che costituisce il nocciolo dell'amore sia stata espressa con tale severità, con formula così terribile come nell'ultimo grido di José: Oui, c'est moi qui l'a tuée, Carmen, ma Carmen adorée....“

Gianfranco Maselli 7
compositore, organista e musicologo italiano 1929 – 2009
„La nostra epoca talvolta è riuscita a stravolgere e a estraniare il significato dei più noti capolavori di Beethoven, ma basterebbe ascoltare con animo vergine la «Grande Fuga» op. 133 per quartetto d'archi per domandarsi stupiti come si sia potuto ancora scrivere della musica. Stravinsky afferma che «se la musica [della Grande Musica] fosse riuscita a penetrare nella coscienza del suo tempo la Musica moderna avrebbe perso, molto prima, parte del suo mordente, e ora dove saremmo?». Beethoven infatti non solo anticipa Schumann, Chopin, Liszt, ma una musica che ancora deve essere scritta. (p. 120)“


Mario Morini 4
1929 – 2005
„Alban Berg, ancora ragazzo, avrebbe preso per Cavalleria rusticana e (Pagliacci [Ruggero Leoncavallo]) addirittura una cotta. Ed è un fatto che nella sua Historie de l'Opéra René Leibowitz, uno degli araldi della dodecafonia in Francia, estese le ripercussioni del cosiddetto verismo musicale per l'appunto fino al Wozzeck di Berg, questo capolavoro del teatro espressionista che Alberto Savinio definì «la Cavalleria rusticana dell'Europa Centrale». (p. 34)“

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Ettore Romagnoli 7
grecista e letterato italiano 1871 – 1938
„Fra i tipi più interessanti che animarono quella originaria commedia dell'arte, va ricordato il cerretano, di cui abbiamo già fatto cenno. Un vero Dulcamara. Arrivava da lontano a corbellar la fiera; e i gonzi a sentire la sua pronuncia esotica andavano in estasi:
Se vien un medico
paesano, e dice: «A quel malato
dategli una scodella di tisana»,
lo disprezziamo. Ma se lo sentiamo
dir «scotella» e «disana», rimaniamo
a bocca aperta. E così via. Se dice «bietola», e chi gli bada? Dice «pieta»?
Siamo tutt'orecchi! Come se non fossero
bietola e pieta, zuppa e pan bagnato!
Questo frammento appartiene alla Mandragola d'Alesside (142, KOCK), dalla quale, non sapremmo per qual tramite, deve pure aver derivata qualche cosa il capolavoro del Machiavelli. Anche in essa, infatti, si trattava di una donna fatturata con la mandragola; e chi compieva l'operazione poté ben essere un antenato di Callimaco. (p. 13)“

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Umberto Orsini 1
attore italiano 1934
„Da attore il mio riferimento è stato Enrico Maria Salerno... L'unico che ho copiato, l'unico in cui mi sarei volentieri reincarnato. Era moderno. Si è spento quando ha voluto fare il regista di se stesso, ed erano solo robacce. Eravamo i fidanzati delle Kessler. Finiti i loro show, si andava al ristorante e lui mi spiegava come si recitava. I Karamazov della tv li ha creati lui. A cena mi diceva cosa dovevo fare. E il giorno dopo io andavo da Sandro Bolchi, adorabile acchiappone, uno che si circondava di attori bravi: gli proponevo le soluzioni di Salerno. Risultato: un capolavoro tv come se ne sono visti pochi. (citato in Anna Bandettini, La Tempesta di Orsini: Nei registi giovani cerco quel che non so, la Repubblica, 28 ottobre 2009)“

Angelo Conti 6
scrittore, storico dell'arte e filosofo italiano 1860 – 1930
„A traverso le compagini di tutte le vite inferiori alla vita geniale, la natura non può esprimere ciò che costituisce la più pura essenza delle sue aspirazioni. Sin che non entri in iscena il genio, la natura rimane un mistero per sé medesima. All'apparire dello spirito geniale, sembra che una nuova luce più vera e più potente di quella del sole illumini improvvisamente il mondo, e le forme delle apparenze assumano di repente un aspetto d'ombra, e dietro il loro velo d'ombra apparisca un aspetto nuovo, che il nostro occhio ridivenuto sereno subito ravvisa come il più noto e come il più vicino al nostro intimo cuore. L'apparizione del genio significa che alla natura è possibile manifestarsi a traverso un cervello sviluppato mirabilmente, e che alla sua voce, prima non udita altro che da poche anime in ascolto, è ora dato prorompere nel mondo come eco di tuono. Per essere più esatti e più brevi diremo che, per mezzo del genio, la misteriosa volontà della natura diventa oggetto della conoscenza umana, della conoscenza intuitiva e sintetica, che nulla ha di comune con le analisi empiriche e con le classificazioni scientifiche. Questa conoscenza superiore è proclamata nei capolavori del genio, che sono, come dice il Carlyle, l'apocalissi della natura. (p. 13; in 1976, pp. 138-139)“

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