Frasi su cappuccino

Abbiamo un nuovo ordine religioso: i cappuccini Hag.

Marcello Marchesi 164
comico, sceneggiatore e regista italiano 1912 – 1978

Altro che il cappuccino frettolosamente consumato che immiserisce gli spiriti!   Priva di fonte

Daniele Panebarco 2
fumettista italiano 1946

Hai un'aria che direi simpatica | ti potrei cospargere di zucchero, | con un cappuccino per bagnarti un po' | E lo farò, e lo farò.... (da Bignè)

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940

A Milano tutto era regolato sul denaro. Nei bar dicevano "cappuccio", per cappuccino, si risparmiava qualche sillaba. Mi colpii un manifesto sulla chiesa di San Calimero: "Date e vi sarà reso al cento per cento.

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Enzo Biagi 222
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007

Ora ascoltatemi, voi che ripetete che non facciamo nulla; impiccammo un cappuccino a San Giovanni in Fiore, e una ventina di poveri diavoli che avevano più l'aspetto di carbonai che d'altro. Il cappuccino, uomo di spirito, parlò francamente a Reynier. Reynier gli diceva: «Avete predicato contro di noi»; egli si difese adducendo ragioni che mi sembravano abbastanza plausibili. Vedendoci partire come persone che non dovevano più ritornare, aveva predicato per coloro che prendevano il nostro posto. Poteva fare diversamente? Ma, se li si ascoltasse, non si impiccherebbe nessuno. (p. 62)

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Paul-louis Courier 33
scrittore e grecista francese 1773 – 1825

Ricordo che con Ronaldo facevamo le cinque o le sei del mattino. Io il giorno dopo però mi allenavo lo stesso, mentre lui dormiva sul lettino dopo aver mangiato cappuccino e brioche. La sera seguente poi era di nuovo sotto casa mia e si attaccava al clacson fin quando non mi vedeva uscire.

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Christian Vieri 13
calciatore italiano 1973

Non amo gli animali, e ancor meno le persone che li amano. Mi è sempre sembrato che le persone che amano gli animali sottraggono una parte dell'amore agli uomini, e il mio punto di vista mi è apparso particolarmente giustificato quando per caso ho saputo che i tedeschi del Terzo reich amano i cani lupo. (da La Cripta dei Cappuccini)

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Joseph Roth 71
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939

Io vendetti la casa. Mantenni solo la pensione.
Fu come se la morte di mia madre avesse cacciato tutti i miei amici da casa nostra. Se ne andarono, uno dopo l'altro. Ormai ci incontravamo solo al caffè Wimmerl.
Mio figlio soltanto viveva ancora, per me. «Chi uccide» aveva detto Manes Reisiger «sarà ucciso».
Non mi curai più del mondo. Mio figlio lo mandai dal mio amico Laveraville a Parigi.
Restai solo, solo, solo.
Andavo alla Cripta dei Cappuccini. (cap. XXXIII, p. 187)

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Joseph Roth 71
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939

Non abbiamo voluto certo rimproverare il bravissimo Zona se trascelse a soggetto un episodio senza nome della peste della città di Jesi; ma ci spiacque che, e nella architettura del campo, e negli abiti delle figure non vi fosse nessun carattere peculiare per creder l'avvenimento accaduto piuttosto ne' secoli mezzani che non ai nostri giorni. Eccetto che in questo non saprei che riprendere in questa veramente toccante scena, in cui primeggia uno di quei buoni cappuccini cui la misericordia è seconda natura. Egli va gettando l'acqua benedetta sopra un povero appestato, che, smunto per la malattia, s'allegra alquanto che i conforti della religione gli preparino le vie del ciclo.

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Pietro Selvatico 13
architetto, critico d'arte e storico dell'arte italiano 1803 – 1880

Erano i primissimi tempi della felicità: egli usciva caldo di baci, pieno della recente gioja; le campane della Trinità de' Monti, di Sant'Isidoro, de' Cappuccini sonavano l'Angelus nel crepuscolo, confusamente, come se fossero assai più lontane; all'angolo della via rosseggiavano i fuochi intorno le caldaje dell'asfalto; un gruppo di capre stava lungo il muro biancastro, sotto una casa addormentata; i gridi fiochi degli acquavitari si perdevano nella nebbia.... (cap. XI, p. 333)

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Gabriele D'annunzio 112
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938

[Alla domanda Perché ha rotto con Cl? ] Io non ho rotto. Ho distinto. Sono amico di Formigoni, uomo di statura, cui ogni tanto do qualche consiglio. Sono stato grande amico di Giussani. L'ho curato per dieci anni, l'ho tenuto qui sino all'ultimo, gli portavo in camera Berlusconi. Si adoravano. Berlusconi si sedeva sul suo letto, si abbracciavano, si baciavano. Giussani aveva molte idee. Ora i suoi successori sono liberi di fare secondo la loro mentalità. Qui dentro però è San Raffaele; non è Cl. Facciamo come i gesuiti con i cappuccini: ognuno padrone a casa propria. Noi abbiamo una dottrina che non è quella di Cl. Facciamo scienza e cultura, grazie a un'università che è libera, non ecclesiastica. Odio che si adoperi Gesù Cristo per fare soldi.

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Luigi Maria Verzé 10
imprenditore e presbitero italiano 1920 – 2011

Gli esseri umani non sanno stare soli, e si uniscono in gruppi privi di senso. Analogamente anche i villaggi non sopportano la solitudine, sorgono dunque organismi privi di senso. (libro La cripta dei cappuccini)

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Joseph Roth 71
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939

Anche il sentimento dell'onore è un narcotico. (libro La cripta dei cappuccini)

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Joseph Roth 71
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939

La trippa dei cappuccini di Joseph Rutto - La vista dell'enorme pancia dei frati cappuccini viennesi fa riflettere il protagonista sul crollo dei valori della Felix Gaustria. Ormai si pensa solo ai piaceri della carne (Gianfranco Finzi Contini parla di morte del ro-manzo e della Cotoletteratura, e cita a esempio il Montana di Ossobook di seppia). Nasce così la letteratura Meat-teleuropea (meat = carne). (p. 21)

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Pietro Gorini 23
autore televisivo e scrittore italiano 1955

Il cosiddetto “realista” se ne sta inaccessibile al mondo come un muro di cinta in calcestruzzo, mentre il cosiddetto “romantico (libro La cripta dei cappuccini)

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Joseph Roth 71
scrittore e giornalista austriaco 1894 – 1939

Benché uomo del secolo decimonono, io confesso di amare i Cappuccini [... ] Il cappuccino è il frate del popolo; e finché vi sarà un popolo, come quello delle nostre ville, costretto a sudar sulla gleba e a rusticarsi nei campi, una confraternita religiosa che si dedichi specialmente a dirozzare quegli animi e ad addolcir quei sudori, emulandone l’asprezza coll’esempio, e nobilitandone la bassezza colla religione, potrà sempre essere di gran frutto morale e civile. (da Il gesuita moderno, vol. IV, pag. 93)

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Vincenzo Gioberti 15
filosofo 1801 – 1852

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