Frasi su capretto

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Giorgio Celli 6
etologo, entomologo e scrittore italiano 1935 – 2011
„Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l'apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni.“

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Richard Benson 24
conduttore televisivo, conduttore radiofonico e chitarri... 1955
„Un pollo! Io ho paura di sporcarmi le mani e dopo non suonare più la chitarra, altrimenti lo spezzerei; guarda, un pollo, veramente, bello 'sto pollo! Possiamo sacrificare questo pollo a Satana, a Satana! Nel Natale del male! [... ] Avevo chiesto un pollo e me l'hanno portato! E non potete capi' quanto mi avete fatto felice con 'sto pollo! Aspettavo però pure la capretta, capito? Perché la capretta è più sintomatico der male, capito?, de caprette che se sacrificano ar Demonio, a Satana, l'erba gramigna, la betulla, il fico sacro, la canfora, le ossa dei morti buttate contro ar nemico, i gobbelini, i coboldi, gli elfi, gli eoni, le fate... Che bello la rappresentazione del Natale del male! (dal concerto Natale del male; visibile su [http://www. youtube. com/watch? v=V0DgNxkXH_0 Youtube])“


„Durante il film Colinot l'alzasottane, sul set c'era una capretta. La proprietaria mi ha detto "si sbrighi a finire la sua scena, perché domenica è la comunione di mio nipote e dobbiamo farla allo spiedo". Ho comprato la bestiola e l'ho portata con me, attaccata a una corda, nell'hotel a cinque stelle. Me la sono portata in camera, che scandalo. Quel giorno ho preso la decisione di smettere con il cinema e di aiutare gli animali. Era il giugno 1973, avevo 38 anni.“

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Carlo Levi 52
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975
„Decisero allora, per poter in qualche modo difendersi dai suoi giochi fastidiosi, e prendere un po' di riposo, e lasciare a turno uno di loro di sentinella mentre gli altri dormivano, con l'incarico di tenere almeno lontano il monachicchio, se la fortuna non consentiva di afferrarlo. Tutto fu inutile: quell'inafferrabile folletto continuava i suoi dispetti come prima, ridendo allegramente della rabbia impotente degli operai. Disperati, essi ricorsero allora all'ingegnere che dirigeva i lavori: era un signore istruito, e forse sarebbe riuscito meglio di loro a domare il monachicchio scatenato. L'ingegnere venne, accompagnato dal suo assistente, un capomastro: tutti e due armati col fucile da caccia a due canne. Al loro arrivo il monachicchio si mise a fare sberleffi e risate, dal fondo della grotta, dove tutti lo vedevano benissimo, e saltava come un capretto. L'ingegnere imbracciò il fucile, che aveva caricato a palla, e lasciò partire un colpo. La palla colpì il monachicchio, e rimbalzò indietro verso quello che l'aveva tirata, e gli sfiorò il capo con un fischio pauroso, mentre lo spiritello saltava sempre più in alto, in preda a una folle gioia. L'ingegnere non tirò il secondo colpo: ma si lasciò cadere il fucile di mano: e lui, il capomastro, gli operai e Carmelo, senza aspettar altro, fuggirono terrorizzati. Da allora quei manovali si riposano all'aperto, sotto il sole, coprendosi il viso col cappello: anche tutte le altre grotte dei briganti, in quei dintorni di Irsina, erano piene di monachicchi, ed essi non osarono più metterci piede.“

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Fedro 29
scrittore romano, autore di favole
„Nessuno è abbastanza difeso contro i potenti. (5. La vacca, la capretta, la pecora e il leone)“

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Michela Vittoria Brambilla 31
politica e imprenditrice italiana 1967
„La più esecrabile tra le stragi che alimentano ogni giorno l'industria della carne è la mattanza di Pasqua, perché costa la vita di moltissimi animali in tenera età: agnelli e capretti. Strappati alle madri, che trascorrono giorni interi cercandoli e disperandosi, sottratti ai loro giochi spensierati per essere ammassati su furgoni che li portano verso la morte, senza più un filo di voce per i belati di terrore, gemiti simili al pianto di un bambino, che emettono fino all'ultimo istante di vita: tutto questo in nome di un consumismo che si nutre di una tradizione insensata. Nulla può giustificare un simile massacro: un cocktail di crudeltà, business, e ignoranza, con cui le prescrizioni religiose non hanno nulla a che vedere.
Mangiare carne di capretto o di agnello a Pasqua non è una tradizione né tantomeno un obbligo, ma un oltraggio al mondo animale. (p. 150)“

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Michela Vittoria Brambilla 31
politica e imprenditrice italiana 1967
„E quanta efficacia diseducativa hanno gli orribili programmi di cucina che la televisione ci propina senza tregua. Creature viventi che diventano "ingredienti", al pari del sale e del pepe. Volano verbi come "disossare" o "sminuzzare", che mi fanno venir voglia di irrompere sul set per ricordare a tutti che si sta parlando di un vitello, di un maiale, di un capretto. Animali come noi, che come noi provano sensazioni, hanno paura, sono capaci di godere e di soffrire. (p. 142)“

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Plutarco 141
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„Dicono anche che, se le si offre un capretto, la tigre è capace, quando è a dieta, di rimanere senza mangiare per due giorni di fila. Al terzo giorno, però, viene assalita da una fame rabbiosa, chiede altro cibo e fa a pezzi la gabbia. Risparmia però il capretto, che considera come un compagno e un contubernale. (cap. 20)“

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Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Per vedere la maga figlia del gran sole, | spingendoti fuori da questi rifugi, | senza ostacoli verrai nel dominio Circeo, | che non è affatto racchiuso entro angusti confini. | Per vedere le belanti pecore e i muggenti buoi, | per vedere i saltellanti padri dei capretti, | tu verrai, e per vedere tutti quanti gli animali del campo, | e tutte le belve della selva. | Con vario ed armonioso canto si leveranno qua e là i volatili nel cielo, | aggirandosi per la terra, sull'onda e nell'aere. | Mentre lasceranno che tu passi indisturbato i pesci del mare, | mantenendosi nel loro naturale silenzio. | Bada però che quando ti accosterai alla dimora, | per ritrovare gli animali domestici: | allora infatti proprio di fronte alle porte ed all'ingresso dell'atrio | facendosi avanti tutto fangoso, | ti correrà incontro il porco, e se per caso gli andrai troppo accosto, | col fango, colle zanne e con gli zoccoli | quello ti morderà, ti sporcherà, ti calpesterà, | e col suo grugnito t'importunerà. | Sulla soglia poi, e nello stesso ingresso dell'atrio, | il genere di bestie latranti che là se ne sta in ozio, | ti sarà molesto per il gran abbaiare, | e terribile per le fauci. | Se per questo non smarrirai il senso, e se neanche i cani si infurieranno, | per timore tu delle loro zanne, quelli del tuo bastone, | quelli non ti morderanno, tu non li picchierai: | sarai libero di passare, né quelli ti saranno di ostacolo. | Superate con solerte industria tutte queste prove, | mentre ti addentri nei luoghi più celati, | ti verrà incontro il solare volatile, il gallo, | per condurti in presenza della figlia del sole. (da Giordano al libro; 2008)“

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