Frasi su caratterizzazione


Vincenzo Regina 3
scrittore e critco letterario italiano 1966
„Croce elevò Di Giacomo a poeta nazionale, assoluto, liberandolo da una caratterizzazione «dialettale», in virtù del superiore valore della Poesia, che non può essere definita in generi, ma in quanto arte può soltanto essere sottoposta a giudizio estetico: quella di Di Giacomo non è poesia dialettale, ma Poesia «senz'altro». (p. 8)“

Claudio Nizzi 6
fumettista e scrittore italiano 1938
„Tex ha felicemente superato i cinquant'anni di vita basandosi al novanta per cento sull'impostazione che gli ha dato il suo creatore. I canoni narrativi bonelliani sono molto precisi e molto rigidi: la caratterizzazione psicologica del protagonista e dei suoi stessi avversari è ben definita e ben scolpita nella mente del lettore tradizionale. La sua griglia narrativa è inconfondibile.“


Raymond Smullyan 5
matematico, filosofo e scrittore statunitense 1919
„Ne I tredici orologi, Thurber dà una caratterizzazione della logica che suona all'incirca così: poiché è possibile toccare un orologio senza fermarlo, allora è possibile anche far partire un orologio senza toccarlo. Questa è la logica come la vedo e la capisco io. (da Qual è il titolo di questo libro?)“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Per una caratterizzazione del genio nazionale, relativamente a ciò che è straniero e tolto a prestito:
– il genio inglese rende grossolano e naturale tutto ciò che riceve;
– il genio francese diluisce, semplifica, logicizza, orna;
– il genio tedesco mescola, media, imbroglia, moralizza;
– il genio italiano ha usato nel modo di gran lunga più libero e fine ciò che ha preso a prestito e ci ha messo dentro molto di più di quello che ne ha ricavato, essendo il genio più ricco, che più poteva donare. (III, Principio di una nuova posizione di valori, 831, 2005)“

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Carl Schmitt 21
giurista tedesco 1944 – 1985
„[... ] nella nostra riflessione storica possiamo attenerci ai quattro elementi [terra, acqua, aria e fuoco], che per noi sono nomi semplici e intuitivi, caratterizzazioni generali che rinviano a differenti grandi possibilità dell'esistenza umana. Possiamo perciò usarli ancora oggi, e parlare in particolare di potenze terrestri e potenze marittime nel senso di tali elementi […] Se l'uomo non fosse altro che un essere interamente determinato dal suo ambiente, allora sarebbe, a seconda dei casi, un animale terrestre, o un pesce, o un uccello, oppure una fantastica mescolanza di tali qualità elementari. […] Ma l'uomo è un essere che non si riduce al suo ambiente. Egli ha la forza di conquistare storicamente la sua esistenza e la sua coscienza; conosce non solo la nascita, ma anche la possibilità di una rinascita. […] Egli gode della libertà d'azione del suo potere e della sua potenza storica; può scegliere, e in determinati momenti storici può scegliere addirittura un elemento quale nuova forma complessiva della sua esistenza storica. (cap. II, Che cos'è un elemento?, pag. 16-17)“

Philip French 3
1933 – 2015
„Mettendo da parte i piccoli gesti, la delicata osservazione della vita quotidiana e la caratterizzazione congeniale associata al neorealismo, La Dolce Vita è una satira su larga scala con scene maestose e metafore visive forti. Il suo obiettivo è una società senza Dio che è diventata una sorta di inferno (ci sono arguti riferimenti a Dante) ed è stato giustamente paragonato alla raffigurazione di TS Eliot di una moribonda Europa post-Prima Guerra Mondiale in The Waste Land.“

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Fabrizio Mazzotta 7
attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano 1963
„Doppiare cartoni animati mi piace tantissimo. Lo trovo liberatorio e mi permette di esprimermi al meglio della recitazione [... ] grazie a tante caratterizzazioni, cambi di tono, urla e simili. Tra i personaggi di carta ricordo con piacere Eros in "Pollon" ma anche i Puffi (li leggevo da piccolo!) e Krusty il clown.“

Matteo Motterlini 3
filosofo ed economista italiano 1967
„In breve, la proliferazione e l'esplicitazione di diversi punti di vista nelle specifiche situazioni nelle quali gli errori cognitivi sono più comuni può aiutarci a giudicare e a decidere meglio. Nei termini della caratterizzazione della struttura umana adottata da Kahneman, questo semplice accorgimento potrebbe permetterci di vedere un problema in una forma in cui la funzione di controllo esercitata dal sistema 2 è più vigile ed efficace. (p. 155)“

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Il Farinotti 35
critico cinematografico italiano 1951
„Si tratta di un autentico cult movie, tra i pochi che può vantare il cinema italiano del dopoguerra. Un'intuizione geniale è all'origine del film, che può essere definito un road movie; il confronto di due generazioni nel territorio neutro di una giornata di vacanza. La complementarietà dei caratteri dei due protagonisti è un supporto dalle solide basi. La sceneggiatura di Scola, Risi e Maccari è in perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale, questo appena accennato con alcune allarmanti sequenze disseminate nel film e concluso nell'impietoso finale. Il cialtronesco Gassman, finalmente libero, come lui stesso ammette, dai vincoli delle caratterizzazioni, dai ghigni classicheggianti, esprime in alcune sequenze la sua dirompente fisicità. Distrugge con l'intuizione del superficiale i luoghi comuni che lo studente Trintignant si era costruito in un'intera vita, sui suoi parenti. Libera lo charme opaco di una zia del suo amico. In ogni spostamento, dalla Roma deserta del mattino di Ferragosto lungo le strade della Versilia fino alla Costa Azzurra, si gioca la sua dignità e persino la sua figura di padre. la partita a ping-pong con Gora è al riguardo esemplare. L'attonito Trintignant in questa scuola dei diritti è infatti l'unico a soccombere, emblematicamente. Non pochi hanno lamentato il cambio di atmosfera dell'epilogo: un brusco risveglio dalla partitura scoppiettante di una pellicola che sembrava dover dispensare un eclettico piacere a fior di pelle. Come in La grande guerra e Una vita difficile il cinema italiano aveva trovato, se non un vero e proprio stile, un equilibrio basato su una precisa rappresentazione della società italiana, senza dover ricorrere ai macchiettoni che il depravato cinema d'oggi mostra con lugubre allegria. Il rimpianto di quel cinema è presente in ogni spettatore che abbia solo visto quei film pur non facendo parte di quella generazione. Ed ecco allora la Lancia Aurelia Sport diventare un oggetto mitico. Così come alcune battute di questi film vengono tramandate con puntuale approssimazione, ma con sincera partecipazione. Il sorpasso, al suo apparire quasi snobbato dalla critica, si è ritagliato col tempo uno spazio che appartiene di diritto alle grandi memorie del cinema. (Il sorpasso, p. 1892)“