Frasi su carceriere

Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico dello sviluppo. (dal messaggio all'ONU del 25 settembre 1961)

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John Fitzgerald Kennedy 55
35º presidente degli Stati Uniti d'America 1917 – 1963

E un uomo saggio regole farà, una prigione fatta di parole; i carcerieri di una società ti impediranno di cercare il sole; la tua libertà, se vuoi, la puoi avere. (da La Tua Libertà)

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Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940

Se si porta avanti la coazione a ripetere di meccanismi su cui soltanto raramente ci si interroga, si accetta e, purtroppo, si perpetua, quella che è stata da sempre la prigione delle donne: che sono state, per prime, vestali della situazione data, custodi della cultura dominante, carceriere delle proprie simili.

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Loredana Lipperini 51
giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica italiana 1956

A Procida, per dispetto o per polemica, mi ero accostato a delinquenti comuni, deducendo dai loro discorsi sino a che punto il regime borbonico avesse corrotto la plebe: già ho rammentato la mia familiarità con un capo brigante. Ma a un carceriere no, non avevo mai potuto indurmi a parlare da uomo a uomo, la sua vita, le sue miserie e come si fosse ridotto a esercitare un mestiere così vile, non m'interessavano, mi bastava disprezzarlo e giudicarlo peggiore di una qualunque schifosa bestia. Adesso mi sorpresi a riflettere che un carceriere – Gennaro, per esempio – poteva essere non del tutto ignobile e conservare qualche buon sentimento. (2010, p. 139)

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Anna Banti 10
scrittrice e traduttrice italiana 1895 – 1985

Prendo le distanze da me perché non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi: sono il mio nemico, il più acerrimo. Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata a triplice mandata dall'interno: sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno. (da Autodafé)


L'emiro Margam ibn Sebir venne rinchiuso nel castello di Matagrifone a Messina, dove ben presto godé della compagnia di donna Machalda. Essa lasciava stupiti i suoi carcerieri per la vivacità e l'immodestia degli abiti che indossava allorché si recava a giocare a scacchi con l'emiro. (da I Vespri siciliani, p. 329)

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Steven Runciman 2
storico britannico 1903 – 2000

Gli uomini che giudicano e che condannano proclamano la pena di morte necessaria, prima di tutto:
perché è importante scindere dalla comunità sociale un membro che le ha già nuociuto e che potrebbe nuocere ancora. Si trattasse solo di questo, il carcere a vita basterebbe. Perché la morte? Voi mi obiettate che da una prigione si può scappare? Fate meglio la guardia… Niente carnefici dove bastano carcerieri. (1956)

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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885

L'Europa, dice Alfieri, si compiace di credersi «illuminata», ma rimane una catena di gulag in cui tutti sono o servi o padroni. Ma anch'io – aggiunge – benché mi sforzi di essere un uomo libero, sono un servo, perché dentro di me è imprigionato un poeta: sono il carceriere di me stesso. (cap. VII, p. 112)

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Tommaso Giartosio 24
scrittore italiano

[Sui suoi carcerieri] [... ] non posso dire che mi facessero paura. Sono più portato a scrutare la vita altrui di quanto non faccia con la mia, mi attirano i perdenti, mi sentivo un soggetto osservatore, più che una vittima. Pensavo che i veri sequestrati fossero loro, che vivevano le stesse nostre scomodità per un compenso davvero misero [... ]. Alle mie canzoni, a parte le più vecchie come Il pescatore o Bocca di rosa, preferivano quelle di Guccini. Una volta pregarono Dori, invano, di cantare qualche cosa per loro. Brani che scrissi dopo nacquero dalle loro riflessioni, come Quello che non ho, o da storie vere che mi raccontarono, come Franziska. (p. 115)

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Fabrizio De André 336
cantautore italiano 1940 – 1999

Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c'è un'area del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l'artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall'alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l'altro, la sua 'democrazia dal basso' non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group.

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Daniele Luttazzi 139
attore, comico e scrittore italiano 1961

Ora mi trovo nel Blocco H, dove mi rifiuto di cambiare per adeguarmi a coloro che mi opprimono, mi torturano, mi tengono prigioniero e vogliono disumanizzarmi. Al pari dell'allodola non ho alcun bisogno di cambiare. È la mia ideologia politica e i miei principi che i miei carcerieri vogliono mutare. Hanno distrutto il mio corpo e attentato alla mia dignità. Se fossi un prigioniero comune mi presterebbero pochissima, o addirittura nessuna attenzione, ben sapendo che mi conformerei ai loro capricci istituzionali. Ho perso oltre due anni di condono. Non me ne importa nulla. Sono stato privato dei miei vestiti e rinchiuso in una cella fetida e vuota, dove mi hanno fatto patire la fame, picchiato e torturato. Come l'allodola, anch'io ho paura che alla fine possano uccidermi. Ma, oso dirlo, allo stesso modo della mia piccola amica possiedo lo spirito di libertà, che non può essere soppresso neppure con il più orrendo dei maltrattamenti. Certamente posso essere ucciso, ma, fintantoché rimango vivo, resto quel che sono, un prigioniero politico di guerra, e nessuno può cambiare questo. (p. 91)

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Bobby Sands 19
attivista e politico nordirlandese 1954 – 1981

Mirabella, nato a Siracusa e autore di una storia della città, c'informa che questa grotta, chiamata Orecchio di Dionisio, in origine era una cava come le altre designata con il nome di Piscidina. Ci racconta che vi si rinchiudevano prigionieri importanti durante il regno di Dionisio e che il carceriere mettendosi in un certo punto del cunicolo, a loro insaputa, riusciva ad ascoltarne i discorsi anche se parlavano a voce bassa, per l'effetto straordinario di un'eco prodotta dalla forma della grotta. Una volta al corrente dei loro segreti, li riferiva a Dionisio. Questo è quanto si racconta, ma anche la forma appuntita della grotta, forse, ha contribuito a darle il nome di orecchio da cui poi è nata la leggenda. Fuori, all'imboccatura del cunicolo, doveva essere! una scala che conduceva al di sopra della rupe, dove si trovavano le costruzioni che completavano gli alloggi della prigione, di cui la grotta era la segreta. In questo Orecchio o Piscidina, il tiranno Dionisio rinchiuse il filosofo Filosseno, verso cui aveva mostrato tanta amicizia, perché non aveva lodato i suoi versi. (da Veduta esterna della grotta chiamata Orecchio di Dionisio; citato in www. galleriaroma. it)

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Jean Pierre Louis Laurent Hoüel 12
incisore, pittore e architetto francese 1735 – 1813

Poi nella vita, un giorno qualsiasi magari arriva quel carceriere che ti offre entrambi le chiavi per liberare i tuoi spiriti: Sensualità e Amore sono liberi e volano. Ti senti bene, libera e appagata e la tua mente e il tuo corpo non chiedono più niente, non ti tormentano più con le loro richieste... (libro 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire)

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Melissa Panarello 46
scrittrice, personaggio televisivo e saggista italiana 1985

Chi parte col nobile intento di essere il custode del fratello a volte finisce col diventare il carceriere. Ogni emancipazione ha in sé i germi di una nuova schiavitù, e ogni verità si muta facilmente in bugia.

Isidor Feinstein Stone 6
giornalista (giornalista investigativo) 1907 – 1989

Delle atrocità che ho subito io non accuso i miei carcerieri, ma solo me stesso perché quando c'era da parlare io ho taciuto.

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Alexandr Isajevič Solženicyn 39
scrittore, drammaturgo e storico russo 1918 – 2008

Sono nato in un paese dove l'idea della libertà, il concetto di diritto, la consuetudine di umanità e gentilezza erano cose tenute in freddo dispregio e brutalmente proscritte. Di tanto in tanto, nel corso della storia, accadeva che un governo ipocrita dipingesse le pareti della nostra immensa prigione di bei colori e proclamasse la garanzia dei diritti, familiari in altre nazioni più felici della nostra; ma, o questi diritti venivano goduti esclusivamente dai carcerieri, o altrimenti contenevano qualche vizio occulto che li rendeva più amari delle grida della dichiarata tirannia... ogni uomo era uno schiavo o un sopraffattore; dato che l'anima e qualsiasi cosa con essa collegata non erano ammesse nell'uomo, le pene corporali erano considerate le sole atte a governare e guidare l'umana natura... Di tanto in tanto accadeva una cosa chiamata rivoluzione, che trasformava gli schiavi in sopraffattori e viceversa... Una fosca contrada, un luogo d'inferno, signori miei, e se vi è cosa di cui son certo è che per nulla al mondo cambierei la libertà del mio esilio per la bassa parodìa di patria...

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977

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