Frasi su carovana

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Khalil Gibran 209
poeta, pittore e filosofo libanese 1883 – 1931
„La fede è un'oasi nel cuore, dove non giungerà mai la carovana del pensiero.“

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Vittorio Arrigoni 62
scrittore e attivista italiano 1975 – 2011
„Ieri ho scattato alcune fotografie in bianco e nero alle carovane di carretti trascinati dai muli, carichi all'inverosimile di bambini sventolanti un drappo bianco rivolto verso il cielo, i volti pallidi, terrorizzati. Riguardando oggi quegli scatti di profughi in fuga, mi sono corsi i brividi lungo la schiena. (p. 51)“


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Fosco Maraini 2
etnologo, orientalista e alpinista italiano 1912 – 2004
„I viaggi li vedrei di due tipi fondamentali. Uno, quelli all'esterno dei grandi muri d'idee. Due, quelli con perforazione o salto dei muri d'idee... I viaggi del secondo tipo portano sempre ad esperienze mentali e spirituali stimolanti, piene di suggestione. [... ] In un viaggio del secondo tipo potrà capitare che tu resti sotto lo stesso cielo e nello stesso clima di casa (come avviene a chi passa da Salonicco ad Istanbul, o da Lahore ad Agra), può darsi che la gente non cambi notevolmente d'aspetto fisico (come scopre chi naviga, per esempio, da Trapani a Tunisi), può darsi che i sistemi di governo siano simili, può anche avvenire di parlare la medesima lingua (come nota chi vola da Mosca a Samarcanda, o chi segue una carovana da Skardu a Leh), eppure ben presto noterai qualcosa nell'aria che ti farà concludere d'aver varcato uno di quei confini tra gli uomini oltre il quale cessano le variazioni quantitative e s'instaura un salto qualitativo. (da Paropàmiso)“

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Rabindranath Tagore 58
poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano 1861 – 1941
„Nell'assopita e buia caverna della mente, i sogni fanno il nido con i frammenti caduti dalle carovane del giorno.“

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Cesare Cantù 57
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„Anche dopo tante scoperte, la storia di Mose rimane la prima d'età, e quella che contiene le nozioni più antiche ed autentiche sulla prima civiltà del mondo. In essa vediamo i potenti cacciatori dell'Assiria diventare conquistatori e re; i pastori della Caldea che studiano il cielo, e divengono astrologi e sacerdoti ; i Fenici che s'avventurano al mare ; i Cananei che vanno in carovane trafficando ; insomma in qual modo un fondo di natura e di cognizioni comuni fosse modificato dalle circostanze locali, in maniera di costituire le differenti società. (p. 15)“

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Erri De Luca 195
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„N[ives]: Aspettare, fino a dimenticarti di stare in attesa. Si passano giorni chiusi e fermi mentre il cielo si abbassa e viene a prendersi la montagna. [... ] Non mi oppongo allo scorrere dell'inerzia. Alcuni di noi la patiscono, invece a me piace far andare il tempo, le ore pigre di una carovana ferma. Si aspetta che torni il pulito, il cielo se ne salga il più in alto possibile e ci lasci il permesso. Questo tempo che irrita gli uomini a me fa piacere [... ] Non si tratta di pazienza, per me, quella è maschile. È noiosa la pazienza, te la devi ricordare, te la devi imporre. Io mi sento accogliente verso il tempo, qualunque sia, in montagna, e mi sento accolta nella sua corrente anche quando sembra sia ferma. (pp. 27-28)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„Là, se ben ricordo, ci sono degli accenni agli strighi, ai primi che hanno cominciato a girare per il paese più o meno trecento anni fa. All'epoca in cui gli uomini andavano a mietere in branchi armati, i villaggi erano circondati da triple palizzate, le carovane di mercanti ricordavano i passaggi di truppe mercenarie e sui terrapieni delle poche città fortificate le catapulte erano pronte a sparare giorno e notte. Perché qui noi umani eravamo gli intrusi. Questa terra era dominata da draghi, manticore, grifoni e anfisbene, vampiri, lupi mannari e strigi, kikimore, chimere e draghi volanti. E bisognava sottrarre loro questa terra pezzo a pezzo, ogni valle, ogni valico, ogni foresta e ogni pianura. E non ci saremmo riusciti senza l'inestimabile aiuto degli strighi. (Ranuncolo)“

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Antonia Arslan 10
scrittrice e saggista italiana 1938
„Nella grande piana ai piedi dei primi contrafforti del Tauro, confluiscono stremati i resti delle carovane. Di quanti, di quante biancheggiano ormai le ossa sui sentieri, quanti gonfi cadaveri sono trasportati dall'Eufrate; quanti bambini, quante ragazze sono scomparsi. Il gruppetto dei superstiti della piccola città si attenda penosamente sotto due alberi scarni, mentre un falco alto gira nel cielo limpidissimo. È luglio, chissà. Nessuno tiene più il conto dei giorni.
Dove sono i castelli di Cilicia, dove il regno crociato dei Lusignano? Nella nebbia, nel calore accecante, fra i resti miserabili di quel popolo orgoglioso si aggirano i fantasmi degli arcieri invincibili bagratidi, dei cavalieri con l'orifiamma al vento. E un delicato vento di morte soffia sulle guance accaldate, sui volti riarsi, portando frescura, abbandonata inerzia, consolazione: e Shushanig vede le belle forti angele guerriere che vengono a prenderla, insieme a Sempad a cavallo, bello come quando andava a caccia con l'amico nel paese dei Lazi.“


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Franco Baldini 8
dirigente sportivo ed ex calciatore italiano 1960
„Ho vissuto e lavorato in Spagna e in Inghilterra, dove il calcio è una cosa seria, ma diverte. Dove allo stadio si festeggia, non ci si sfoga, né ci si abbrutisce. E mi chiedo, chissà forse è possibile anche in Italia. Questa è l'ultima possibilità che ho di non restare indifferente. ["E quindi?"] Niente polizia negli stadi, niente tessera del tifoso, nessuna tribuna lontana. Non voglio vedere agenti in assetto di guerra, ma steward, perché è chiaro che una certa coreografia, caschi e manganelli, suggerisce che il conflitto è una certezza più che un'eventualità. La forma conta come il contenuto. Voglio uno stadio con parcheggi, servizi, buoni mezzi di trasporto pubblici, non carovane da Far West. Voglio che le famiglie non si debbano preparare settimane prima alla partita, ma abbiano la possibilità di andare allo stadio sane e salve in tempi rapidi. E godere e gioire del gioco, non spaventarsi per il pericolo.“

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Gyula Illyés 1
scrittore ungherese 1902 – 1983
„Un tempo antico di secoli | sta agonizzando qui. || Non può dire più niente. || E il grido è soltanto del vento. || Tra le palpebre sabbia, tra le dita sudate sabbia. | Sabbia se i denti si rinserrano. || Abbiamo ucciso il cammello che sapeva la strada, | divorato l'ultimo pasto. (da Diario di carovana ritrovato, p. 131)“

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Cesare Cantù 57
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„Da antichissimo passava per l'Arabia il commercio Indiano, egizio, siriaco e persiano. Nella parte meridionale approdavano le flotte indiane e persiane nei porti di Katif e Gafr, e in quelli di Aden e di Mocca, questa celebre ne' tempi più recenti pel suo caffé, quella ne' più remoti per la pesca delle perle. A Gidde facevano capo le carovane delle merci e de' pellegrini d'Africa; verso la Siria il deposito principale delle mercanzie era Dumetol-cendel, donde quelle andavano a Bassora, a Corrasch, a Damasco, a Tadmor. Madianiti e Edomiti erano i mediatori del commercio tra i Fenici e l'Egitto; le piazze principali degli Edomiti erano Aila -sull'estremità del golfo Arabico, ed Ezion -Geber situata s'un'isola vicina. Sul mercato di Mescar tutte le merci erano in prima esaminate per evitar le frodi; in quello di Iemana poi lavansi a vendere soltanto stuoie e pietre. D'una mezza dozzina d'altre fiere che tenevansi annualmente in giorni determinati, le più rinomate son quelle di Sanaa capitale dell'Iemen, e di Okas Okkuf, nobilitata nella storia dalle gare de' poeti e da' giudizi pronunciatine dalle tribù. (p. 521)“

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Cesare Cantù 57
storico, letterato e politico italiano 1804 – 1895
„Da antichissimo passava per l'Arabia il commercio Indiano, egizio, siriaco e persiano. Nella parte meridionale approdavano le flotte indiane e persiane nei porti di Katif e Gafr, e in quelli di Aden e di Mocca, questa celebre ne' tempi più recenti pel suo caffé, quella ne' più remoti per la pesca delle perle. A Gidde facevano capo le carovane delle merci e de' pellegrini d'Africa; verso la Siria il deposito principale delle mercanzie era Dumetol-cendel, donde quelle andavano a Bassora, a Corrasch, a Damasco, a Tadmor. Madianiti e Edomiti erano i mediatori del commercio tra i Fenici e l'Egitto; le piazze principali degli Edomiti erano Aila -sull'estremità del golfo Arabico, ed Ezion -Geber situata s'un'isola vicina. Sul mercato di Mescar tutte le merci erano in prima esaminate per evitar le frodi; in quello di Iemana poi lavansi a vendere soltanto stuoie e pietre. D'una mezza dozzina d'altre fiere che tenevansi annualmente in giorni determinati, le più rinomate son quelle di Sanaa capitale dell'Iemen, e di Okas Okkuf, nobilitata nella storia dalle gare de' poeti e da' giudizi pronunciatine dalle tribù. (p. 521)“

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