Frasi su carrozza

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Mina 195
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„Vuoi una stella vicina? | Vuoi un'emozione un po' bambina? | Vuoi, | vuoi qualcosa che non si afferra? | La carrozza del vento? | Vuoi? | Io sono qui. (da Stasera io qui)“

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Jerome Klapka Jerome 40
scrittore e giornalista britannico 1859 – 1927
„Nei parchi tedeschi, ci sono panchine speciali, che portano la scritta 'soltanto per adulti', e il bambino tedesco, anche se ha voglia di sedersi, leggendo quel cartello passa oltre a va a caccia di una panchina sulla quale ai bambini sia permesso di riposare; là siede stando ben attento a non toccare il legno con le scarpe infangate. Ve l'immaginate una panchina in Regent's Park su cui spiccasse la scritta 'Soltanto per adulti'?... Tutti i bambini per un raggio di cinque chilometri arriverebbero di corsa per occuparla, e cercherebbero di sloggiare gli altri che vi fossero già seduti. E nessun adulto riuscirebbe mai ad arrivare nemmeno in vista della panchina a causa della gran folla di bambini. Il bambino tedesco che, senza rendersene conto, si sieda su una di quelle panchine, salta su con un balzo, non appena qualcuno gli fa notare il suo errore, e se ne va a capo chino, arrossendo sino alla radice dei capelli, per la vergogna e il rimorso. in Germania, le strade di campagna sono fiancheggiate da alberi da frutta. Non c'è niente che impedisca ai ragazzi di raccogliere e mangiare la frutta, eccetto la voce della coscienza. In Inghilerra un simile stato di cose provocherebbe l'indignazione generale; i bambini morirebbero di colera a centinaia per le conseguenze di un'eccessiva ingestione di mele agre e noci acerbe. L'opinione pubblica reclamerebbe che gli alberi venissero recintati e, in tal modo, resi innocui. Ma in Germania un ragazzo è capace di percorrere chilometri e chilometri per una strada solitaria fiancheggiata da alberi da frutta per andare a comprarsi un soldo di pere al paese situato in fondo la strada. In Germania non è permesso mettersi in maschera per le strade. Uno scozzese di mia conoscenza che era andato a passare l'inverno a Dresda, sprecò i primi giorni della sua permanenza in discussioni con le autorità. Gli domandarono perché andasse vestito a quel modo. Lo scozzese non era un tipo cordiale, e rispose che non poteva circolare nudo. I funzionari vollero sapere perché andasse vestito così. Rispose che lo faceva per stare caldo e coperto. Gli dissero francamente che non gli credevano, e lo rimandarono a casa con una carrozza chiusa. Adesso in genere hanno fatto l'abitudine al turista inglese; però a un signore del Leicesteshiere, invitato un giorno alla caccia da alcuni ufficiali tedeschi, capitò, apparendo sulla porta dell'albergo, di essere prontamente acciuffato e condotto in questura, affinché desse spiegazioni sulla frivolezza della propria tenuta.“


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Robert Schumann 13
compositore, pianista e critico musicale tedesco 1810 – 1856
„Ci sono i valzer della testa, i valzer dei piedi e i valzer dei cuori. I primi vengono scritti sbadigliando, in camicia da notte, quando in strada sfrecciano le carrozze dirette ad un ballo e nessuno si ferma a raccoglierti. ne risulta qualcosa in Do o in Fa maggiore. I secondi sono quelli di Strauss, in cui tutto ondeggia e salta (riccioli, occhi, labbra, braccia, piedi). Lo spettatore viene trascinato fra i ballerini, i suonatori sono allegri... Le loro tonalità sono in Re maggiore e La maggiore. La terza classe è rappresentata dai sognatori in Re diesis e La diesis maggiore, il cui padre sembra essere il valzer dello struggimento, i fiori serali e le figure crepuscolari, i ricordi della giovinezza amata e di tante altre cose... (citato in Roberto Iovino, Gli Strauss, Una dinastia a tempo di valzer, Camunia, 1998)“

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Maximilien Robespierre 20
politico, avvocato e rivoluzionario francese 1758 – 1794
„Tutto quello che è necessario è che i vescovi rinuncino al lusso, che è offesa all'umiltà cristiana; che lascino le loro carrozze, che lascino i loro cavalli; se necessario, che vendano un quarto delle proprietà della Chiesa e diano ai poveri.“

Cochi e Renato 8
gruppo musicale italiano
„Il cavallo è un animale povero, va in giro con gli zoccoli e senza calze; se gli salti addosso ti porta; se lo metti davanti a una carrozza esso la tira; se lo lasci in un posto sta lì, ed ecco che dorme in piedi.“

Sebastiano Vassalli 37
scrittore italiano 1941 – 2015
„Vide i busti e i profili dei soldati che cavalcavano di fianco alla carrozza, e la folla lungo il percorso: i pugni alzati, e facce stravolte con le bocche spalancate a insultare e a maledire e a invocare una morte, la sua morte! Proseguendo verso Porta San Gaudenzio, s'accorse che per non sentire quelle grida bastava non ascoltarle. Guardava i volti e i corpi degli uomini là fuori come avrebbe guardato dei pesci in una boccia divetro; li vedeva lontani ed anche strani, anzi si meravigliava di non aver mai fatto caso a quei dettagli che ora le sembravano così assurdi; di non essersi mai stupita in precedenza di quelle forme, considerandole – come tutti – inevitabili, e assolutamente sensate! Di averle sempre credute... normali! Quei cosiddetti nasi, quelle orecchie.... Perché eran fatte così? Quelle bocche aperte con dentro quei pezzi di carne che si muovevano. Che insensatezza! Che schifo! E quell'esplosione incontenibile di odio, da parte di individui che fino a pochi giorni prima non sapevano nemmmeno che lei esistesse e ora volevano il suo sangue, le sue viscere, reclamavano d'ammazzarla loro stessi, lì sul momento e con le loro mani... C'era forse un senso, una ragione in tutto questo? E se non c'era, perché accadeva? Ecco, pensava: io sto qui, e non si perché sto qui; loro gridano, e non sanno perché gridano. Le sembrava di capire, finalmente!, qualcosa della vita: un'energia insensata, una mostruosa malattia che scuote il mondo e la sostanza stessa di cui sono fatte le cose, come il mal caduco scuoteva il povero Biagio quando lo coglieva per strada. Anche la tanto celebrata intelligenza dell'uomo non era altro che un vedere e non vedere, un raccontarsi vane storie più fragili d'un sogno: la giustizia, la legge, Dio, l'inferno... (cap. 30, p. 291)“

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Enrico Pea 16
poeta e scrittore italiano 1881 – 1958
„Quando le anomalie del racconto erano comuni a qualche persona di conoscenza, mio nonno diceva: «Una goccia di più sarebbe assai a fare traboccare il vaso, e anche quello diventerebbe molesto e pericoloso.«E i parenti e i passanti un bel giorno lo porterebbero in una carrozza chiusa su per il monte di Quiesa, e giù nella valle del Serchio, e poi su per quella collinetta, a rinchiuderlo in quel santuario, ove certo godrebbe di più.«Nessuno è tutto savio.«Nessuno è tutto matto: è questione di equilibrio.«La misura è data dall'interesse che hanno alcuni mezzi savi e mezzi matti, i quali giudicano dei loro simili, mezzi savi e mezzi matti come loro. [... ]» (pp. 74 sg.)“

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Jules Renard 311
scrittore e aforista francese 1864 – 1910
„Ritorno a Parigi. Parigi ha un odore di carrozze da piazza. (19 luglio 1895; Vergani, p. 95)“


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Virginia Woolf 74
scrittrice, saggista e attivista britannica 1882 – 1941
„Ci chiediamo soltanto perché quell'educazione facesse sì che chi la riceveva fosse consciamente e inconsciamente in favore della guerra. Consciamente, perché, è ovvio, era obbligata a usare tutta la sua influenza per tenere in piedi il sistema che le forniva servitù, carrozze, bei vestiti, ricevimenti: che erano i mezzi per arrivare al matrimonio. Consciamente, doveva usare tutta la sua bellezza e le sue attrattive per adulare e blandire l'uomo d'affari, l'uomo d'armi, l'uomo di legge, l'ambasciatore, il ministro che volevano ricrearsi dopo le fatiche della giornata. Consciamente doveva accettare i loro punti di vista e assecondare i loro dettami perché solo così poteva indurli a concederle i mezzi per sposarsi o a sposarla. Insomma, ogni suo sforzo cosciente non poteva che essere in favore di quello che Lady Lovelace ebbe a definire "il nostro glorioso Impero"..."il cui prezzo", aggiunge, "viene pagato principalmente dalle donne". E chi può smentirla, o dubitare che fosse un prezzo molto alto? Ma ancora più decisamente in favore della guerra era forse la sua influenza inconscia. Come possiamo spiegare altrimenti l'assurda agitazione dell'agosto del 1914, quando si videro le figlie degli uomini colti che avevano ricevuto questo tipo di educazione precipitarsi negli ospedali, alcune accompagnate dalla cameriera, guidare autocarri, lavorare nei campi e nelle fabbriche di munizioni, e usare le loro inesauribili riserve di fascino e di simpatia per convincere i giovani che combattere era eroico, e che i feriti sul campo di battaglia erano degni di tutte le loro cure e di tutto il loro encomio? La spiegazione va cercata, ancora una volta, in quel tipo di educazione. Così profondo era il disgusto della figlia dell'uomo colto per la casa paterna, con la sua crudeltà, la sua grettezza, la sua ipocrisia, la sua immoralità, la sua vacuità, che era disposta a intraprendere qualunque lavoro, per servile che fosse, a esercitare qualunque fascino, per fatale che fosse, pur di sfuggirvi. Perciò consciamente voleva "il nostro glorioso Impero"; perciò inconsciamente voleva la nostra gloriosa guerra.“

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Vivant Denon 14
scrittore, incisore e storico dell'arte francese 1747 – 1825
„Qui si incontra la popolazione di Palermo, pari per numero a quella di Napoli. Qui si possono vedere un gran numero di persone in carrozza: l'essere trasportati è talmente insito nel gusto dei Palermitani che la carrozza è diventata indispensabile e che questa usanza, si è imposta, spesso, a scapito di cose di prima necessità. La nobiltà passeggia dunque per il Cassaro fino alle tre del pomeriggio; dopo fa colazione; poi un concerto pubblico la richiama alla Marina, due ore prima della notte. Torna, poi, il momento destinato al piacere della conversazione cui ho accennato o si va all'opera che rappresenta la sola forma di spettacolo con inizio un'ora dopo la notte e finisci così, come il conversare, a mezzanotte o all'una, ora in cui si ritorna alla Marina, ritornello saliente della giornata. Questa vita, voluttuosa e quotidiana, è disturbata solo dai festeggiamenti per il carnevale che mutano l'ordine dei piaceri per renderli più acuti, dalle due stagioni dedicate alla campagna nei mesi di maggio e di ottobre, ed infine, dalla festa di Santa Rosalia che, ogni volta, fa rinascere nel cuore di tutti il più fervito ed il più garbato sentimento di devoto entusiasmo che abbia mai ispirato.“

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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Duchessa': Mio caro Gelsomino, te ne ricordi quando si andava alla passeggiata in carrozza? Le donne usavano graziosi ombrellini e ventagli su cui erano dipinte cose gentili, paesaggi con un piccolo ruscello, che dava un senso di frescura, rose, uccellini, farfalle; e che muovevano intorno alla persona con incantevole grazia, affascinante civetteria. Esaltava, da tutto, il profumo della femminilità, come quello dei fiori in un giardino. Oggi portano occhiali di tartaruga come vecchi notai. Mostrano le gambe quando sarebbe bene nasconderle.
'Gelsomino': Arcolai.
'Duchessa': Mio caro Gelsomino, tutto è diventato di una stomachevole volgarità.
'Gelsomino': Volgarità senza carattere e priva di forza.
'Duchessa': Credi pure, caro Gelsomino, non sono più che due luoghi dove si possa vivere con un minimo di decenza: Montecarlo e Losanna.
'Gelsomino': Montecarlo c'est Losanna à la mer.
'Duchessa': C'est ça. Se non mi fosse possibile far ogni anno un soggiorno in questi luoghi, mi sentirei perduta.
'Gelsomino': Finché non verranno i comunisti a sciupare ogni cosa. (p. 1334)“

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Giuseppe Cesare Abba 6
scrittore e patriota italiano 1838 – 1910
„Di Ippolito Nievo non posso dir altro che a vederlo sì indovinava in lui un uomo superiore. Io l'ho amato appena lo ebbi veduto nella carrozza dell'Acerbi che era l'intendente della spedizione. Stavamo accampati al Pozzo di Renna, un giorno di pioggia. La carrozza era là in mezzo al campo; e, dal fondo di essa, quel giovane avvolto nel mantello guardava lontano nella gola dei monti per dove si aveva a passare volendo andare a Palermo. Lo riveggo sempre in quel momento, quando ripenso a lui. Aveva un occhio malinconico, qualcosa di diverso dagli altri uomini in tutta la persona. Io, fantasioso, allora immaginavo di lui che fosse chi sa quale straordinario essere, e non mi sbagliai. (testimonianza di Abba riportata nella prefazione di Poesie di Ippolito Nievo)“


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Andrzej Towiański 3
filosofo polacco 1799 – 1878
„La fraternità cogli animali è considerata generalmente come cosa di poca importanza: il mancarvi è ritenuto come un nulla, né vien preso in attenzione. Che v'ha di più comune, ad esempio, che il vedere un uomo forte e sano, il quale, dopo aver pranzato, fuori, prende ancora una carrozza per tornarsene a casa senza fatica e non si cruccia che sia tirata da un cavallo smagrito, affamato, il quale, potendo appena portare se stesso, deve ancora trascinarlo?... Quest'uomo non immagina che vi sia in ciò un male qualunque; ha pagato, è dunque nel suo diritto e ordina ancora al cocchiere di andar più svelto. Queste cose senza valore agli occhi del mondo, hanno invece un grande peso di fronte a Dio: perché sono una macchia alla purezza del carattere: non è puro dinanzi a Dio colui che pecca contro una creatura, qualunque essa sia; non è puro colui che non vive nel mare dell'amore universale.“

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Dacia Maraini 46
scrittrice italiana 1936
„È qui che ho cominciato a scrivere, sul giornalino della scuola, il Garibaldi. Avevo 13 anni. Palermo è una città straordinaria. Ciò che è rimasto della sua bellezza, i palazzi, le chiese, i monumenti. Soprattutto via Alloro e piazza Marina, la Kalsa, Porta Felice dove nel Settecento transitavano le carrozze. Questo pezzo di città, che ho descritto narrando le vicende di Marianna Ucrìa, è rimasto abbastanza intatto. Ma la bellezza di Palermo non è solo un fatto estetico. È capacità di riflessione filosofica. Non a caso la filosofia è nata in Sicilia. E si sente, ancora oggi. Ieri mattina, parlando con i ragazzi di un liceo, sono rimasta colpita dai loro ragionamenti. Purtroppo, da queste parti tale capacità si trasforma spesso in bizantinismo e si deforma. Bizantinismo, più pessimismo...“

„In una calda giornata d'estate, uscendo in carrozza per quelle vaste pianure, si provava un'immensa, sconfinata libertà dell'anima, come se nulla più la trattenesse e fosse pronta a balzare nell'infinito. I russi chiamano questo prostòr. In tali giorni d'estate, attraversando i campi, l'aria calda, con una sorta di remota foschia, creava un'illusione di profili di boschi, d'alberi e d'altro, sul remoto orizzonte, che in realtà non esisteva. Erano morgane, miraggi, come nel deserto.
Molti erano in Russia coloro che l'ignoto, il remoto attraeva; la lontananza, il prostòr li chiamava. (pp. 52-53)“

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Albert Samain 12
1858 – 1900
„Il talento, il genio stesso senza il carattere è una carrozza senza cavalli.“

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