Frasi su carta


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Jovanotti 186
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto, scrivi tu la fine: io sono pronto. (da Cade la pioggia – Negramaro feat. Jovanotti)“

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Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980
„E dici che i tuoi sogni sono poca cosa, li trovi la mattina trasformati in carta, tra la noia e la magia di una giornata uggiosa, e una camminata solo nella notte passando fra le difficoltà di chi sorride e piange sono quelli come te che sfiorano il divino. (da Centoundici, n.° 1)“


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Luciano Ligabue 353
cantautore italiano 1960
„Sono qui per l'amore.. per riempire col secchio il tuo mare, con la barca di carta che non vuole affondare. (da Sono qui per l'amore, n. 11)“

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Charles Bukowski 280
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„dormiremo insieme | stanotte | cercando di inserirci | nella carta da parati. (da fottere; 2010, p. 27)“

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Due righe parallele che viaggiano all'infinito | Nello spazio vuoto senza mai toccarsi l'una con l'altra | Come la figa e Marco Carta. (da Double Trouble, n.° 4)“

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Mao Tsé-Tung 58
Presidente del Partito Comunista Cinese 1893 – 1976
„La bomba atomica è una tigre di carta di cui i reazionari americani si servono per far paura alla gente. (intervista Intervista con la giornalista americana L. Strong)“

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Michele Serra 88
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Il fenomeno dei giornalisti tifosi è troppo patetico perché io vi ammorbi con la mia opinione sulla controversa Terza Stella della Juventus. Mi limito ad un'osservazione strettamente tecnica. Inoppugnabile. La Juventus ha tutto il diritto di sentirsi vittima di una sentenza sbagliata e cucirsi sulla maglia la terza stella. Ma un secondo dopo la Figc dovrebbe dichiararsi sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie non ce ne sono, persino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi. Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva non è solo un gesto di 'orgoglio ritrovato' come pensa abbastanza puerilmente Andrea Agnelli. È a tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole. Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando le polemiche con un paio di interviste diplomatiche. (9 maggio 2012)“

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„La briscola. Gioco molto semplice. L’avversario sbatte sul tavolo una carta, e voi dovete sbatterla più forte. I buoni giocatori rompono dai quindici ai venti tavoli a partita. È opportuno, prima di sbattere la carta sul tavolo, inumidirla con un po’ di saliva. Le carte prendono così la caratteristica forma a cartoccio, e la durezza di un sasso. In molti bar, per mescolare un mazzo di carte da briscola, si usa un’impastatrice. (libro Bar Sport)“


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Bruce Lee 67
attore, artista marziale e filosofo statunitense 1940 – 1973
„Vi dirò il mio segreto per liberare la mente dai pensieri negativi. Quando un tale pensiero entra nella mia mente, lo visualizzo come se fosse scritto su un pezzo di carta. Quindi gli do mentalmente fuoco e lo visualizzo mentre brucia fino a diventare cenere. Il pensiero negativo è distrutto, e non entrerà più.“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, | ora che è finita la carta del cesso, | ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. (da Inno Verdano, n.° 10)“

Colle der Fomento 6
gruppo musicale italiano
„Pensava ad un evento | a un nuovo movimento | aveva già la copertina pronta e invece il vento è cambiato all'improvviso e l'ha deluso | e ora critica chi ci sta dentro perché è stato escluso | vuole giocare con il Danno a chi è più alternativo | ma lui su un giornale giudica io a casa su un foglio di carta scrivo. (da Verrà il momento)“

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Arthur Schopenhauer 253
filosofo e aforista tedesco 1788 – 1860
„[Riferendosi ad Hegel] Sciupatore di carta, di tempo e di cervelli.“


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Piero Calamandrei 107
politico italiano 1889 – 1956
„Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.“

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta di identità in Vaticano dei gay, dicono che ce ne sono, credo che qualcuno si trovi. Ma bisogna distinguere tra una persona così e il fatto che esistono delle lobby. Le lobby non sono buone. Se una persona gay e cerca il Signore e ha buona volontà chi sono io per giudicarla? Il catechismo della chiesa cattolica dice che non si devono discriminare queste persone per questo. Il problema non è avere questa tendenza. Sono fratelli. In questo caso il problema è fare lobby, lobby di persone con questa tendenza, ma potrebbero essere lobby di avari, di massoni.“

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Francesco De Gregori 278
cantautore italiano 1951
„Però non mi confondere con niente e con nessuno | e, vedrai, niente e nessuno ti confonderà; | nemmeno l'innocenza nei miei occhi – ce n'è già meno di ieri, ma che male c'è? | Le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure guarda, sono andate via, | magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai. | Ma puoi chiamarmi ancora "amore mio". (da Bene, n. 6)“

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Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“

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