Frasi su cartina

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 67
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Oggi mi sorprendo a pensare che il nostro lungo viaggio abbia solo sfregiato con una linea di fango la magnifica, enorme terra che per noi era solo un insieme di cartine con le orecchie, guide strampalate, pneumatici consunti e i suoi singhiozzi nella notte – ogni notte. – appena io fingevo il sonno.“

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Nesli 159
rapper, beatmaker e cantautore italiano 1980
„Ore undici della mattina, filtro, cartina e caffè | Mi alzo più fatto di prima, mi alzo più fatto di te. (da Fratelli Bandiera, n.° 5)“


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Corrado Guzzanti 217
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„[Illustrando un planisfero] È 'na cartina politica, ma con un occhio d'attenzione ai problemi della gente, un po' sociale. Questo alla commissione je piace. (da Maddecheaò)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Più che l'hobby dell'edilizia ho la lobby dell'edilizia, | che infrange la legge come un bobby che ti sevizia. | Assumo tutto ma la gente minimizza perché arrotolo cartine che non si chiamano Rizla. (da La grande opera, n.° 6)“

„Alle elementari mi innamorai follemente della maestra di geografia. Credo che questo fatto mi abbia traumatizzato, dato che ancora oggi riesco a raggiungere l'orgasmo solo masturbandomi davanti a una cartina dell'Umbria.“

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Melissa Panarello 30
scrittrice, personaggio televisivo e saggista italiana 1985
„Il sesso è la cartina di tornasole di una società: racconta gli individui, la loro specificità, rivela i difetti e le virtù di ogni esistenza. Se però viene ingoiato e consumato come un pasto da fast food, non solo se ne perde il gusto essenziale, ma si fatica a comprendere tanto la propria sessualità quanto quella altrui.“

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Michael Moorcock 4
scrittore britannico 1939
„In Cambogia, un paese situato tra il Vietnam e la Thailandia sulla cartina, fra lo n e zero sulla carta dei fusi orari, si trova la magica città di Angkor, dove un tempo visse la grande stirpe dei Khmer. Un esploratore francese la rinvenne nella giungla nel XIX secolo. In seguito venne riportata alla luce da alcuni archeologi francesi. La gente semplice che vi abita, discendenti dai Khmer, ha due teorie riguardo la città – che sia stata costruita da una razza di giganti e che la città stessa si sia formata da sé durante la creazione del mondo. Riferendosi ad Angkor sul Times della domenica (10/1/65) Maurice Wiggin scrisse: «I cittadini di Angkor hanno avuto il futuro che desideravano? Non proprio. Eppure sembrarono in grado di adattarsi, convertendosi zelantemente dall'Induismo al Buddismo, costruendo edifici che durassero ('Le rovine più stupefacenti del mondo'). Ma i grandi re Khmer sono ormai polvere.“

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Tiziano Scarpa 11
scrittore italiano 1963
„Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D'accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c'è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: "Voi siete qui". Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All'Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona. (da Venezia è un pesce. Una guida, Feltrinelli)“


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Luis Sepúlveda 74
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949
„Il volto umano non mente mai: è l'unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto.“

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Mina 195
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„Se ne vanno, vogliono andarsene. Un'altra tragedia, un'altra assurdità, un'altra assenza, un altro mistero. Non voglio sapere perché Whitney Houston è morta. Non ho voglia di legare, un'altra volta, un grande talento musicale a storie di droga. L'equazione "maledetta" che associa successo a fragilità, arte a depressione, applausi a farmaci continua a perseguitare un mondo che, solamente in apparenza, contiene solo privilegi. Non fatemelo sapere, per favore, se fosse veramente così. Me la voglio tenere nella memoria come la vedo io: lunga, bellissima, brava oltre ogni misura. So poco della sua vita. E tutto della sua musica. Un angelo che canta in quel modo avrebbe meritato quello che ormai sembrerebbe un "premio" irraggiungibile: una esistenza consapevole, una vita felice. Lei ha veramente inventato un modo di cantare, per niente facile, che tutti hanno tentato di imitare. È diventata il termine di paragone. La cartina di tornasole. Il modello. L'inarrivabilità. E, come mi capita in casi come questo, non posso fare a meno di pensare a dove va a finire il talento di una persona quando questa persona smette di essere nella forma che conosciamo. Ma non è questo che conta. Se ne è andata. Non so, aveva figli? Speriamo di no. Dieci anni fa circa si era sparsa la voce della sua morte. Non era vero. Whitney Houston aveva ancora da vivere per sé e per noi. Se questa volta non ci saranno smentite, avrà smesso la sua vita e la sua sofferenza, e noi ci terremo caro ciò che ci ha lasciato. (da Vanity Fair del 27 dicembre 2003)“

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