Frasi su caviglia

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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti.“

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Roger Federer 351
tennista svizzero 1981
„Impossibile da descrivere concretamente la bellezza di un fuoriclasse. O evocarla. Il dritto di Federer è una possente scudisciata liquida, il rovescio è un colpo a una mano che lui sa tirare di piatto, caricare di topspin o tagliare – quello tagliato ha un tale nerbo che la palla cambia forma nell'aria e rasenta l'erba più o meno all'altezza della caviglia. Il servizio ha una velocità e un grado inarrivabile di varietà e precisione; i movimenti del servizio sono flessuosi e sobri, si distinguono (in tv) solo per il guizzo anguillaceo dell'intero corpo al momento dell'impatto. L'intuizione e il suo senso del campo sono portentosi, il gioco di gambe non ha eguali nel tennis: da piccolo era anche un prodigio del calcio. Tutto vero, eppure non spiega niente né evoca l'esperienza di guardare questo giocatore in azione. Di assistere, con i propri occhi, alla bellezza e al genio del suo tennis. Meglio arrivare alla questione estetica per vie trasverse, girarci intorno, o – come faceva Tommaso d'Aquino col il suo soggetto ineffabile – cercare di definirla in termini di ciò che non è.“


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Stephen King 248
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia. (da A volte ritornano)“

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Pierre de Bourdeille 1
storico e biografo francese 1540 – 1614
„Lo spagnolo dice che una donna per essere perfettamente ed assolutamente bella deve avere trenta belle condizioni. Tre cose bianche: pelle, denti e mani. Tre nere: occhi, sopracciglia, palpebre. Tre rosse: labbra, guance, unghie. Tre lunghe: corpo, capelli, mani. Tre corte: denti, orecchie, piedi. Tre larghe: petto, fronte, spazio fra le sopracciglia. Tre strette: bocca, vita, caviglia. Tre grosse: braccia, coscia, polpaccio. Tre sottili: dita, capelli, labbra. Tre piccole: capezzoli, naso, testa. (da Vies des dames galantes; citato in Prosper Mérimée, Carmen, traduzione di Franco Montesanti, Garzanti Editore, 1984)“

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Michela Marzano 41
filosofa e docente italiana 1970
„Nascondendo ciò che copre, il velo, per definizione, riesce contemporaneamente a «mostrare» e a «distogliere lo sguardo». Da questo punto di vista, è in genere utilizzato per proteggersi dalla vista degli altri, per sottrarsi alla logica della vergogna. Per mostrarsi e farsi vedere, bisogna volerlo: permettere allo sguardo altrui di posarsi su di noi senza ferirci. Il velo può allora essere un riparo per colei che lo porta, a patto, però, di non chiudersi mai completamente. Se serve a proteggere il mistero del corpo, deve anche lasciar intravedere qualcosa: gli occhi, una caviglia, una ciocca di capelli. Il rischio, altrimenti, è quello di diventare un «sudario.“

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Herta Müller 31
scrittrice tedesca 1953
„Il caffè era denso come l'inchiostro, il fondo mi gocciolò in bocca, quando sollevai la tazza. Sul mio grembo c'erano due macchie di caffè. Il caffè sapeva di litigio. Sedevo gobba e sentivo i passi veloci dei bambini scendere le scale di corsa. Guardai sotto la sedia e cercai la mia compassione per la signora. Il disegno del mio vestito arrivava fino alle caviglie. Se dietro sulla sedia sedeva la mia gobba, davanti tra i gomiti sedeva qualcosa di inanimato con due macchie di caffè in grembo. Quando cessarono i passi dei bambini lungo le scale, ero diventata qualcuno che fa compagnia alla miseria, per assicurarmi che rimanga.“

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Patrick O'Brian 35
scrittore, saggista e traduttore britannico 1914 – 2000
„Stephen si ritirò nella cabina, dove il comandante stava riposando, allungato sullo stipo sotto la vetrata, con un piede in un catino pieno d'acqua.
«Soffri, fratello?» domandò Maturin. «O questo fa parte dell'adorazione superstiziosa della marina per la pulizia?»
«Soffro, Stephen, ma moderatamente», rispose Jack. «Ricordi quando ho cercato di sbloccare con Dick Richardson il timone della Nutmeg? Hai presente l'agugliotto del timone?»
«L'agugliotto del timone. Ma certo, è costantemente nei miei pensieri, si può dire che non abbia altro in mente.»
«Be', vi ho battuto contro malamente e ho zoppicato per una settimana. E proprio adesso ho battuto la caviglia contro quel ferro laggiù, esattamente sullo stesso punto. Che urlo ho lanciato!»
«Non ne dubito. Vuoi che ti dia un'occhiata?» Stephen gli sollevò il piede, lo studiò, vi premette sopra le dita e, quando sentì Jack sussultare, disse: «È un minuscolo pezzetto del malleolus esterno che vuole uscire fuori».
«Che cos'è il malleolus esterno?»
«No, se tu mi opprimi con i tuoi agugliotti del timone, io posso fare altrettanto con i miei malleoli. Sta' fermo. […]»“

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Michele Serra 64
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Roberto Cavalli perfeziona gli slip a vita bassa lanciando le mutande alle ginocchia, che lasciano scoperti i genitali. Allo studio la possibilità di abbassare anche i genitali, con una serie di pesi e di tiranti. L'uomo del 2008, secondo gli stilisti milanesi, è dunque un giovane atletico, ammanettato, con occhiali a specchio, cranio rasato, un alano al guinzaglio, niente pantaloni, mutande alla caviglie, scroto ribassato. (da Parole in satira per dodici mesi, 28 dicembre 2007, p. 36)“


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Mary Higgins Clark 3
scrittrice statunitense 1929
„Nel 1947 la moda ristagnava, incapace di staccarsi dalle fogge militari che avevano caratterizzato gli anni della guerra: Tessuti poveri; spalle squadrate; bottoni d'ottone. Poi, Dior, un giovane e timido stilista, dichiarò che quello che volevamo tutti era dimenticare finalmente la guerra. Eliminò le gonne corte, simbolo di una moda condizionata dalle ristrettezze, e rivelandosi un vero genio, ebbe il coraggio di annunciare a un mondo scettico che l'abito da giorno del futuro avrebbe avuto una lunghezza al polpaccio o addirittura alla caviglia.“

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Curzio Malaparte 73
scrittore italiano 1898 – 1957
„Trattenni il cavallo, tesi l'orecchio. Udii veramente parlare sul mio capo, voci umane passar nell'aria nera, alte sulla mia testa. "Wer da?" gridai "chi va là?" (...) Le voci passavano alte sulla mia testa, erano proprio parole umane, parole tedesche, russe, ebraiche. Le voci erano forti, che si parlavan tra loro, ma un po' stridule: talvolta dure, talvolta fredde e fragili come il vento, e spesso si rompevano in fondo alle parole con quel tintinnio del vetro che urta in una pietra. Allora gridai di nuovo: "Wer da? chi va là?". "Chi sei? che vuoi? chi è? chi è?" risposero alcune voci, correndo alte sulla mia testa. (...) "Sono un uomo, sono un cristiano" dissi. Un riso stridulo corse nel cielo nero, si perdé lontano nella notte. E una voce, più delle altre forte, gridò: "Ah, sei un cristiano, tu?". Io risposi: "Sì, sono un cristiano". Una risata di scherno accolse le mie parole, e alto correndo sulla mia testa si allontanò, andò a spegnersi a poco a poco laggiù nella notte. "E non ti vergogni d'esser cristiano?" gridò la voce.(...) Un grido di orrore mi si ruppe nella gola. Erano uomini crocifissi. Erano uomini inchiodati ai tronchi degli alberi, le braccia aperte in croce, i piedi congiunti, fissati al tronco da lunghi chiodi, o da fili di ferro attorti intorno alle caviglie.“

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Gianni Mura 54
giornalista e scrittore italiano 1945
„Codesal finisce sulla lista nera degli argentini ma l'anagramma del suo cognome (c'è saldo del caso) dovrebbe far capire che in una sera gli argentini hanno pagato con gli interessi tutti i regali precedenti, specie quelli con Urss e Jugoslavia. Arrivo a dire che, in questo mondiale, avrebbe vinto la squadra provvista di un Chiarugi, per stare a un esempio di Lo Bello padre. Sarà la mondovisione, sarà che Blatter gli ha fatto una capa tanta, fatto sta che gli arbitri hanno punito severamente falli mai esistiti, bastava un bel volo e la punizione era assicurata. Codesal ha espulso Monzon per un fallo da ammonizione e ha concesso un rigore molto molto dubbio, peraltro ignorandone un altro, pure non clamoroso, di Matthaeus su Calderon. Ma già prima, secondo me, aveva concesso il rigore del 3-2 all'Inghilterra quando nessuno del Camerun aveva sfiorato Lineker e aveva ammonito Milla per proteste. Giustamente, ma avrebbe anche dovuto sentire il dovere di tutelare le sue caviglie.“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Malfattori in tribunale, | detenuti nelle celle, assassini condannati e legati da catene e manette, | chi sono io mai, che non mi trovo sotto processo o in prigione? | Violento, diabolico quanto altri mai, perché non ho ai polsi ferri, perché non ne ho alle caviglie? (Malfattori in tribunale, p. 481)“


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Stendhal 57
scrittore francese 1783 – 1842
„Napoli, 14 gennaio 1832
Sul cratere c'è un piccolo pan di zucchero, che getta delle pietre rosse ogni cinque minuti. Il Sig. Jousseau ha voluto andarci e si è bellamente scorticato mani e caviglie percorrendo una pianta composta da filigrana di lava che si sbriciola sotto i piedi. La salita è abominevole; mille piedi di ceneri con una pendenza di circa quarantacinque gradi. Il piede sul quale ci si appoggia scivola continuamente indietro. Nella mia ira, ho fatto cinque o sei progetti per rendere il percorso comodo con mille scudi. Per esempio, dei tronchi d'abete messi uno di fianco all'altro ed una poltrona che scivola su questo piano inclinato, rimorchiata, come alle montagne russe, da una piccola macchina a vapore. Il re di Napoli acquisterebbe una fama europea con questa invenzione... (citato in: Il Vesuvio, Pierro Gruppo Editori Campani, Napoli 2000)“

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Jack Kerouac 205
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„"Se non mi do una mossa subito sono spacciato" mi dico, spacciato come negli ultimi tre anni di disperazione ubriaca, una disperazione fisica e spirituale e metafisica che non si può imparare a scuola per quanti libri si leggano sull'esistenzialismo o sul pessimismo, per quante tazze di ayahuasca visionaria si bevano, per quanta mascalina si prenda, per quanto peyote si ingurgiti – La sensazione di quando ti svegli con il delirium tremens la paura di una morte misteriosa che ti gronda giù dalle orecchie come le grevi ragnatele dei ragni nei paesi caldi, la sensazione di essere un mostro di fango piegato in due che geme sottoterra nella melma fumante trascinando chissà dove un lungo fardello ustionante, la sensazione di stare fino alle caviglie in una pozza di sangue di porco bollente, puah, di essere immerso fino alla vita in un gigantesco pentolone di lavatura di piatti marrone e unta senza più nemmeno una traccia di sapone – La faccia che ti vedi nello specchio è talmente stravolta e deformata dal dolore che non riesci nemmeno a piangere per una cosa così orrenda, così perduta, nessun rapporto con la perfezione di prima e perciò nessun rapporto con le lacrime o altro.“

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Povia 19
cantautore italiano 1972
„Sono un centravanti di mestiere, la difesa avversaria mira alle caviglie: quando sei un pericolo ti prende le misure, e raddoppia le marcature, perché quando vuoi far bene ci si mettono in tanti a non farti andare avanti. (da Centravanti di mestiere, n. 9)“

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Annemarie Schwarzenbach 6
scrittrice, fotografa e giornalista svizzera 1908 – 1942
„Forse è solo la ferita incurabile dell'addio, quel momento difficile da descrivere,, quasi vuoto, unicamente consacrato al coraggio cieco e sordo; forse è quel momento ultimo, irrevocabile e già passato in cui il gentile vecchio con il turbante mi aprì la porta della città dicendomi: devi tenere saldo il volante, la strada principale di Kabul è piena di fango, arriva fino alle caviglie, devi, devi... e poi mi ritrovai sulla rotta dell'esercito di Alessandro senza versare nemmeno una lacrima, senza guardare mai indietro. (da Verso Peshawar..., pp. 113-114)“

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