Frasi, citazioni e aforismi su cella

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Stephen King 248
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„Alla fine per convivere con la paura c'erano solo due regole (era arrivato alla conclusione che DOMINARE la paura fosse una pia illusione) e le ripeté a se stesso ora che aspettava nella sua cella.
DEVO ACCETTARE LE COSE SU CUI NON HO CONTROLLO.
DEVO TRASFORMARE LE MIE AVVERSITÀ IN VANTAGGI.
La seconda regola si traduceva nell'amministrare con la massima oculatezza tutte le risorse disponibili e fare progetti tenendole bene a mente. (da The Dome)“

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Nella cella reietto perché tra fede e intelletto ho scelto il suddetto, Dio mi ha dato un cervello, se non lo usassi gli mancherei di rispetto. (da Sono il tuo sogno eretico n.° 5)“

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Gabriel García Márquez 138
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Preferiamo una tomba in Colombia che una cella negli Stati Uniti.“

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Ho Chi Minh 17
rivoluzionario vietnamita 1890 – 1969
„Quando le libere bandiere | si spiegano | che gran dolore | stare in fondo | a una cella | senza potersi battere | in campo aperto!.“

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Vittorino Andreoli 47
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Jovanotti 162
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„Siamo noi | in altre vite in altre latitudini | in altre compagnie in altre solitudini | siamo sempre inesorabilmente noi | uniti nell'abbraccio di una stella| divisi dentro al muro di una cella. (da Noi)“


André Louf 29
monaco cattolico belga, eremita, scrittore di libri di s... 1929 – 2010
„È nel cuore del monaco che si deve edificare una cella, una casa, un tempio, un Santo dei santi, un altare, dal quale la preghiera finirà per innalzarsi ininterrottamente.“

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Nicolás Gómez Dávila 332
scrittore, filosofo e aforista colombiano 1913 – 1994
„L'uomo moderno è un prigioniero che si crede libero perché evita di toccare i muri della cella.“

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Bobby Sands 19
attivista e politico nordirlandese 1954 – 1981
„Hanno portato un tavolo nella mia cella e adesso ci mettono sopra il cibo, davanti ai miei occhi. Sinceramente non me ne importerebbe nulla anche se me lo mettessero sulle ginocchia. (p. 96)“

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Milan Kundera 163
scrittore, saggista e poeta cecoslovacco 1929
„Si sarebbe sforzato di dire cose carine ma la sua mente sarebbe stata altrove, prigioniera, come in una cella d'isolamento, di quelle buie viscere estranee (Prima giornata)“


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Joe Cassano 15
rapper italiano 1973 – 1999
„La mia cella pecca d'essere più speedy di qualsiasi forma che respiri! (da Dio lodato per sta chance, n.° 6)“

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Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„Il secondino è entrato in cella, si è tolto il berretto, mi ha salutato, si è scusato perché mi disturbava e, addolcendo il meglio che poteva la voce rude, mi ha chiesto che cosa desiderassi da colazione... ho avuto un brivido. Che sia per oggi? (1956)“

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Luigi Guanella 29
presbitero italiano 1842 – 1915
„Il buon religioso dalla sua cella guarda al paradiso, e così da questa passa subito a quello. (da Nel mese dei fiori)“

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Elisabetta di Baviera 22
1837 – 1898
„Quella libertà che volevano rubarmi | Quella libertà l'ho trovata nell'acqua | Il mio cuore ha preferito fermarsi | Piuttosto che uscirne in una cella.“

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