Frasi su ceramica


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Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„Questo l'elenco dei lavori in collaborazione:
le gambe in ceramica co base; un pannello, sempre in ceramica, esposto insieme alle gambe a Roma e successivamente in una mostra a Milano, alla Galleria Postdesign; una litografia inerente ai lavori sopra elencati; un'altra litografia cm 70X200; il progetto di una molto speciale rivista, fatta di tavolette, in edizione limitata, oltre che la realizzazione del primo numero della stessa: Cucchi e Sottsass, otto facciate di quattro tavolette in ceramica cm. 23X7.“

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Vincenzo De Luca 20
politico italiano 1949
„L'elegante profilo della conchiglia è ora visibile e presto lo saranno i riflessi stellati creati da una meravigliosa copertura in ceramica [... ] Vista da lontano, l'affascinante luce del terminal fungerà anche da faro per il porto.“


„Chiuso infine il ciclo della ceramica figurata, dobbiamo a una città campana, Cales, il primo grande impianto industriale di ceramica a rilievo in Italia, con la produzione dei vasi caleni (tazze, coppe e gotti) dipinti a vernice nera brillante, a imitazione dei vasi metallici, dovuti all'inizio a vasai ateniesi immigrati e poi contrassegnati spesso da firme di figulini di nome latino, appartenenti cioè alla gente laziale che Roma mandò per prima a colonizzare l'agro di Cales. (p. 55)“

Ludovico Magrini 2
giornalista italiano 1937 – 1991
„La ricognizione fruga nelle pieghe della storia, quella che attraverso un antico muro, un frammento ceramico, sa restituirci le lacrime, le debolezze, le piccole cose quotidiane dell'uomo. (dialoghi)   citazione necessaria“

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Lindsey Davis 8
scrittrice inglese 1949
„Mio padre era un uomo tarchiato, pesante, con grigi riccioli ribelli e quello che perfino fra le donne esperte passava per un sorriso affascinante. Aveva la fama di scaltro uomo d'affari, il che significava che preferiva mentire piuttosto che dire la verità. Aveva venduto più finti vasi di ceramica ateniesi a figure nere di qualunque altro banditore in Italia. Un vasaio li fabbricava appositamente per lui.
La gente sosteneva che io fossi uguale a mio padre, ma se notavano la mia reazione, non lo ripetevano una seconda volta. (pp. 32-33)“

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John Adams 19
2º presidente degli Stati Uniti d'America 1735 – 1826
„Devo studiare politica e la guerra perché i miei figli possano avere la libertà di studiare la matematica e la filosofia. I miei figli dovrebbero studiare la matematica e la filosofia, la geografia, la storia naturale, la costruzione navale, la navigazione, il commercio e l’agricoltura per poter fornire ai loro figli la possibilità di poter studiare pittura, poesia, musica, architettura, scultura, e ceramica.“

Giulia Carcasi 89
scrittrice italiana 1984
„Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno.“

Mario Torelli 1
archeologo italiano 1937
„Da cabala di chiuse cerchie erudite e curiosità di colti viaggiatori o fonte di "immediatezza" per l'ispirazione di artisti visceralmente ostili al naturalismo quanto incapaci di distaccarsene, l'etruscheria si è oggi trasformata in un fenomeno di massa, in virtù del proprio contenuto di "diversità", capace di stimolare fantastiche e morbose fughe dal reale, di eccitare curiosità sui suoi misteri, di ammiccare alle angosce collettive e individuali dell'uomo medio. L'ansia del "sacro" e il timore dell'incognito che agitano il cittadino, sempre più solo e abbandonato dalle certezze nel suo "villaggio elettronico", si concretano dunque nei volti primitivi dei sarcofagi di nenfro, nelle cifre fastose di ori e di argenti, nelle danze orgiastiche dipinte sulle pareti dei sepolcri, nelle policrome figure di terracotta ammassate sui rampanti dei frontoni templari, nelle ieratiche iscrizioni su pietre, su ceramiche, su bronzi. E in questo reificarsi, le angosce di ieri si fanno tutt'uno con quelle dell'oggi, a sollievo di tutti.“

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Margherita D'Amico 13
scrittrice e giornalista italiana 1967
„Concepito secondo i più sorpassati dettami, da sempre lo zoo di Napoli offriva a tutti i suoi occupanti spazi angusti e straordinariamente inadatti. Le tigri avevano sempre passeggiato su un pavimento lastricato di ceramiche di Vietri e nemmeno sotto i piedi degli scimpanzé c'era la minima traccia di terra. Lo stesso valeva per i leoni, mentre la coppia di ghepardi si sbrigò a morire. [... ] Durante i disordini del 2003, in cui vennero a mancare anche gli approvvigionamenti di cibo, la cittadinanza tentò generosamente di sostituirsi a un regolare piano alimentare portando ogni giorno viveri da distribuire agli animali. Ma la gestione incongrua dell'emergenza servì a poco. Assurdo sperare di poter improvvisare il pasto di soggetti così diversi fra loro, quasi tutti in condizioni psico-fisiche molto amare e tanto distanti dal proprio ambiente naturale.“