Frasi su cerimonia

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Leiji Matsumoto 54
fumettista e animatore giapponese 1938
„Tadashi, questa è un'astronave pirata, non lo discuto. Però allo stesso tempo è anche la nostra casa: non ti sembra che sia stupido fare cerimonie anche a casa propria? Quando si chiede a ciascuno di fare il proprio dovere, la disciplina è ferrea; ma terminati gli impegni d'emergenza o di lavoro, ognuno può dormire, giocare o fare tutto ciò che vuole. L'universo è enorme e il nostro è un viaggio interminabile: lo capisci questo ora? (Harlock)“

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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di ororoko che cammina sopra i tetti, fa volare le edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti, può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto più probabilmente stai vedendo un video musicale.
Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone.
Quando non c'è più niente da imparare, vai via dalla scuola.
Quando non c'è più nulla da sentire, non ascoltare più.
Se ti dicono: è troppo facile starne fuori, vuole dire che loro ci sono dentro fino al collo.
Vai lontano, con un passo solo.“


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Carlo Alianello 34
docente, scrittore e sceneggiatore italiano 1901 – 1981
„Nella cerimonia d'ammissione io mi son votato a Lei [alla Madonna], come, secondo la vecchia formulazione feudale, cavaliere a Dama e Signora. Ho giurato e, se non ho sempre mantenuto il mio giuramento, non fu mai per infedeltà, ma per debolezza, così come quando il cavaliere si alleggeriva talvolta di corazza, giaco e morione; l'armatura di ferro è dura a portarsi, dura milizia è la vita degli uomini.
Per quella fede donata, quel prestato giuramento non l'ho scordato né lo dimenticherò mai per l'onore della mia Dama, neppure quando non vi saranno più né luoghi né tempi per correr quintane e nessun infedele porterà più colori avversi contro il suo azzurro manto. Resterà un nome solo, un tempo incommensurabile, un unico confine senza limiti né misure: l'eternità, dico, nel nome di Dio. (da Lo scrittore o della solitudine, 1970; citato in Gianandrea de Antonellis, Carlo Alianello. Scrittore umano e popolare, neoborbonici. it)“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Proust: il lungo poema del mana primitivo, dell'energia vitale elevata a potere magico. Poema di maree: persone, luoghi, parole, melodie, prima colmi e poi svuotati di quel potere. Sotto l'onda splendente e terribile del mana le rocce parlano, la sabbia si fa oro, tutto si muove, si risponde, tramuta, avvolge l'uomo e lo domina, con diritto di vita o di morte. In secca, tutto ritorna fossile, desertico, si immobilizza in un biancore di scheletro.
La meravigliosa cerimonia di Proust è l'evocazione e la risurrezione del mana ottenuta dallo stregone con l'aiuto di oggetti sacri: i biancospini, la bille d'agathe, la petite phrase de Vinteuil. Così nei rituali polinesiani il frammento d'osso, l'impronta del piede umano nell'argilla. (da Fiaba e Mistero, Parco dei cervi, p. 148)“

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Isabel Allende 65
la città delle bestie 1942
„Si chiudeva la porta alle spalle e apriva leggermente la finestra perché il riflesso della strada entrasse a illuminare le cerimonie che aveva inventato per impadronirsi dei frammenti dell'anima di quell'uomo, rimasti a impregnare i suoi oggetti. Nella lastra dello specchio, nera e brillante come una pozza di fanghiglia, si osservava a lungo, perché là si era guardato lui, e le impronte delle due immagini potevano confondersi in un abbraccio.“

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Cristina Campo 54
scrittrice, poetessa e traduttrice italiana 1923 – 1977
„Nella più semplice delle antiche cerimonie vi era la grande allure della visione: quell'eleganza di viva fiamma, quel dialogare serrato, rubato, rapito tra le potenze dell'anima e l'invisibile, quel cadere di pause interstellari – altra e più incalzante scrittura del Dio, che apriva nel blocco cieco del mondo mille punti di fuga verso il regno della bellezza soprannaturale: che è il regno degli specchi raddrizzati e dei ceppi caduti, dove prendere e lasciare sono una sola estasi. (da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 111)“

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Maurizio Crozza 124
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959
„Ho detto "unioni civili" ma in Italia non si chiamano così perché la legge le chiama "formazioni sociali specifiche". Com'è romantico. [... ] Perché i cattolici non vogliono che si dica "matrimonio" e allora gli hanno cambiato nome. Vuoi fare la cerimonia? Sì, la puoi fare, ma la devi chiamare "adunanza parentale elegante". La torta? [... ] ma non me la chiami torta, me la chiami "stratificazione pannosa pupazzata". (da diMartedì, 26 gennaio 2016)“

„Il complicato disegno sui pavimenti del Castello del Cristallo Oscuro rappresentava un sentiero. Chiunque lo vedeva non aveva dubbi in proposito, ma quello che veniva lasciato all'interpretazione individuale era il punto d'inizio e quello d'arrivo, oltre allo scopo del tragitto.
Con le sue biforcazioni e intersecazioni, i suoi archi, i suoi cerchi e le sue spirali che portavano di stanza in stanza, avrebbe potuto essere interpretato, secondo un modo di vedere trascendentale, come la strada che un pellegrino doveva percorrere per raggiungere i più alti gradi dell'illuminazione. Il viaggiatore, fatto in origine di materia bruta, si sarebbe a poco a poco elevato fino a diventare un puro spirito, senza però mai procedere in linea retta ma seguendo un percorso contorto, che continuava anche quando pareva che il percorso fosse stato compiuto. (Perché anche l'anima, fatta di puro spirito, ha ancora dei compiti da assolvere, e per questo il ciclo del disegno dei pavimenti si snodava all'infinito.)
Gli Skeksis, tuttavia, non la pensavano a questo modo. Il presupposto che la pura spiritualità fosse superiore alla materia bruta era qualcosa che sfuggiva alla loro comprensione. Uno dei significati del labirinto fu chiaro ai loro occhi il giorno successivo a quello dei funerali dell'Imperatore: era la via che conduceva al trono.
Colui che aspirava a stringere fra gli artigli lo scettro, sapeva come seguirne il tracciato. Doveva farlo con apparente umiltà, con rispetto, dimostrando di volersi sottomettere a una debita disciplina. Così quei tre – il Maestro delle Cerimonie, il Generale dei Garthim e il Ciambellano – stavano percorrendo da alcune ore il labirinto, con la dovuta solennità, sotto lo sguardo attento degli altri Skeksis. I tre seguivano le circonvoluzioni del percorso, ne studiavano le difficoltà, si soffermavano alle biforcazioni, e scoprivano infine che portavano invariabilmente al punto di partenza.“


Luigi Martini (sacerdote) 3
sacerdote italiano
„È un ottimo sacerdote, conforta i deboli, e chi si trova nella sventura; profonde tutte le sue entrate in opere caritatevoli, e allorché assiste i rei di Stato che vanno alla morte, non li costringe a compiere le cerimonie del cattolicesimo, siccome vorrebbe l’Austria. (Felice Orsini)“

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Musō Soseki 10
1275 – 1351
„Cerimonie e rituali sono pratiche eseguite dal corpo, per cui è impossibile praticarle quando si sta facendo qualcos'altro. Recitazioni e invocazioni sono pratiche eseguite vocalmente, per cui questi esercizi devono essere messi da parte quando si sta parlando di qualcos'altro. La contemplazione dei principi è una pratica eseguita dall'intelletto, per cui non si può fare quando si sta pensando a qualcos'altro. Ma l'operare Zen non viene eseguito dal corpo, dalla parola o dall'intelletto; allora che cosa può essere definito importante? (p. 67)“

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Polibio 13
storico greco -206 – -124 a.C.
„Quella superstizione religiosa che presso gli altri uomini è oggetto di biasimo, serve in Roma a mantenere unito lo Stato: la religione è più profondamente radicata e le cerimonie pubbliche e private sono celebrate con maggior pompa che presso ogni altro popolo. Ciò potrebbe suscitare la meraviglia di molti; a me sembra che i Romani abbiano istituito questi usi pensando alla natura del volgo. In una nazione formata da soli sapienti, sarebbe infatti inutile ricorrere a mezzi come questi, ma poiché la moltitudine è per sua natura volubile e soggiace a passioni di ogni genere, a sfrenata avidità, ad ira violenta, non c'è che trattenerla con siffatti apparati e con misteriosi timori. Sono per questo del parere che gli antichi non abbiano introdotto senza ragione presso le moltitudini la fede religiosa e le superstizioni sull'Ade, ma che piuttosto siano stolti coloro che cercano di eliminarle ai nostri giorni. (VI, 56; 1970, vol. II, pp. 133-4)“

Enzo Miccio 3
conduttore televisivo italiano 1971
„Sì e non poche, ma non tanto nell’organizzazione fine a se stessa, quanto nella felicità che si respira durante la cerimonia. Il mondo gay viene da anni di battaglie e ora si gode, finalmente, il suo riscatto sociale e civile. Nelle cerimonie gay noto una commozione generale che non vedo assolutamente in altre situazioni.“


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Luigi Tansillo 24
poeta italiano 1510 – 1568
„Quel ch' io vorei hora si è che V. S. impetrasse da Sua Santità la spedition d'un breve, del quale io mando la sostantia, o d'un tale simile, tal che ad un tempo stesso io venissi ad esser assoluto et honorato. Et questo si vorebbe trattar senza metter la cosa in riputatione. Ho tanta fede nella bontà vostra, et nella volontà che '1 papa vi tiene meritamente, che tengo certo che se V. S. medesma cerca questa gratia senza tante cerimonie, l'ottenerà, et tanto più impiegandosi in persona d'un homo da bene... (Di Gaieta, a' 23 di settembre del 62)“

Jean Delumeau 1
storico e saggista francese 1923
„Una religione di cerimonie, di potere e di imposizione muore senz'altro... [ma] comincia a nascere un cristianesimo minoritario e adulto che ritroverà nell'unità il senso profondo dell'appello evangelico. La riflessione dello storico e la speranza del cristiano si coniugano per mostrare che Dio, un tempo meno vivo di quanto si pensasse, è oggi meno morto di quanto si dica.“

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Susanna Tamaro 90
scrittrice italiana 1957
„Si giunge all'idea del matrimonio sulle ali inebrianti dell'innamoramento. A questo segue il dovere della rappresentazione sociale: il vestito, la cerimonia, le bomboniere, il ricevimento, la casa, il viaggio di nozze. E così uno o due anni volano via, con gli anni vola anche l'innamoramento e allora subentra negli sposi l'idea di aver preso una fregatura.“

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Il Tempio è il luogo dove la comunità va a pregare, a lodare il Signore, a rendere grazie, ma soprattutto ad adorare: nel Tempio si adora il Signore. E questo è il punto più importante. Anche, questo è valido per le cerimonie liturgiche: in questa cerimonia liturgica, cosa è più importante? I canti, i riti – belli, tutto...? Più importante è l'adorazione: tutta al comunità riunita guarda l'altare dove si celebra il sacrificio e adora.“

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