Frasi su chiarore

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Samuel Beckett 55
scrittore, drammaturgo e poeta irlandese 1906 – 1989
„Ascolto e mi sento dettare un mondo congelato in perdita d'equilibrio, sotto una luce debole e calma e niente di più, sufficiente per vedere, capite, e congelata anch'essa. E sento mormorare che tutto si flette e cede, come sotto dei pesi, ma qui non ci sono pesi, e anche il suolo, inadatto a reggere, e anche la luce, verso una fine che sembra non debba mai esserci. Perché che fine può esserci a queste solitudini in cui non ci fu mai vero chiarore, né verticalità, né solida base, ma sempre queste cose pencolanti, slittanti in un franare senza fine, sotto un cielo senza memoria di mattino né speranza di sera. Queste cose, quali cose, venute da dove, fatte di che? E sembra che qui nulla si muova, né mai si sia mosso, né mai si muoverà, salvo io, che non mi muovo neanch'io quando sono qui, bensì osservo e mi mostro. Sì, è un mondo finito, malgrado le apparenze, è la sua fine che lo ha suscitato, è finendo che è cominciato, è abbastanza chiaro? E anch'io sono finito, quando ci sono, gli occhi mi si chiudono, le mie sofferenze cessano e io finisco, piegato come non possono esserlo i viventi.“

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Agostino d'Ippona 68
filosofo, vescovo, teologo e santo berbero con cittadina... 354 – 430
„Interroga la bellezza della terra, interroga la bellezza del mare, interroga la bellezza dell'aria diffusa e soffusa. Interroga la bellezza del cielo, interroga l'ordine delle stelle, interroga il sole, che col suo splendore rischiara il giorno; interroga la luna, che col suo chiarore modera le tenebre della notte. Interroga le fiere che si muovono nell'acqua, che camminano sulla terra, che volano nell'aria: anime che si nascondono, corpi che si mostrano; visibile che si fa guidare, invisibile che guida. Interrogali! Tutti ti risponderanno: Guardaci: siamo belli! La loro bellezza li fa conoscere. Questa bellezza mutevole chi l'ha creata, se non la Bellezza Immutabile? (241, 2: PL 38, 1134)“


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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891
„Per Elena congiurarono le linfe ornamentali nelle ombre vergini e i chiarori impassibili nel silenzio astrale. L'ardore dell'estate fu affidato a uccelli muti e l'indolenza richiesta a una barca di lutti senza prezzo attraverso anse di amori morti e profumi estenuati. (da Fairy, 1994)“

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Charles Dickens 121
scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico 1812 – 1870
„Tutto procede come al solito. Le onde sono roche a forza di ripetere il loro mistero; la sabbia si ammucchia sulla riva; gli uccelli marini si librano nell'aria e volteggiano,; venti e nuvole continuano il loro volo che non lascia tracce; nel chiarore lunare i bracci bianchi rivolgono un cenno al paese invisibile e lontano.“

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Si considera la guerra un male da evitare, certo, ma si è ben lontani da considerarla un male assoluto: alla prima occasione, foderata di begli ideali, scendere in battaglia ridiventa velocemente un'opzione realizzabile. La si sceglie, a volte, perfino con una certa fierezza. Una reale, profetica e coraggiosa ambizione alla pace io la vedo soltanto nel lavoro paziente e nascosto di milioni di artigiani che ogni giorno lavorano per suscitare un'altra bellezza e il chiarore di luci limpide che non uccidono. (dalla postfazione)“

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John Ronald Reuel Tolkien 130
scrittore, filologo, glottoteta e linguista britannico 1892 – 1973
„Beleg trasse la sua spada Anglachel e con essa tagliò i lacci che impedivano Túrin; ma il fato era più forte quel giorno e volle che la lama di Eöl l'Elfo Scuro gli scivolasse mentre la maneggiava, ferendo Tùrin al piede.
Ridestandosi in preda a un eccesso di rabbia e paura, e scorgendo uno chino su di lui con una lama snudata in pugno, Tùrin balzò in piedi con un forte grido, credendo che gli Orchi fossero tornati a tormentarlo e, lottando con quegli nel buio, s'impadronì di Anglachel e trafisse Beleg Cúthalion, credendolo un avversario. Ma, quando si tirò su, scoprendosi libero e pronto a vendere cara la pelle ai suoi immaginari nemici, ecco che su di loro si accese accecante la luce di una saetta e, a quel chiarore, riconobbe il volto di Beleg. Túrin restò impietrito e silenzioso al cospetto di quella morte atroce, consapevole di ciò che aveva fatto; e così terribile era il suo volto rischiarato dai lampi che a sprazzi illuminavano il cielo intorno a loro, che Gwindor s'appiattì al suolo senza più osare levare lo sguardo.“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Poi, un boato enorne, assordante: l'ordigno era caduto proprio in mezzo a noi. Mi rialzai mezzo morto. Nel grosso cratere, alcuni nastri da itragliatrice, accesi dall'esplosione, emanavano una violenta luce rosa che rischiarava il fumo pesante dentro cui si torceva una massa di corpi bruciati. Gli scampati, quasi ombre in quel chiarore sinistro, fuggivano in tutte le direzioni. Grida strazianti di sofferenza e di invocazione si levavano da ogni parte. Il fluttuare della massa scura nel fondo del crarere fumante e rosseggiante diede per un attimo la visione di una scena infernale, dell'abisso più profondo e spaventoso.
Restai paralizzato, come impietrito dall'orrore; poi mi rialzai di scatto e fuggii nella notte. Fu soltanto quando caddi in un fosso che ebbi la percezione di ciò che era accaduto. Non sapere, non vedere più nulla! Soltanto fuggire, fuggire, verso l'oscurità più profonda! Ma i soldati! Bisognava bene che mi occupassi di loro; mi erano tutti affidati! Cercai la forza di ritornare verso quella scena di orrore. (da La grande battaglia, p. 260)“

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo. Chi si sente solo vive un dramma puramente individuale; il sentimento dell'abbandono può sopraggiungere anche in una splendida cornice naturale. In tal caso interessa unicamente la propria inquietudine. Sentirti proiettato e sospeso in questo mondo, incapace di adattarti ad esso, consumato in te stesso, distrutto dalle tue deficienze o esaltazioni, tormentato dalle tue insufficienze, indifferente agli aspetti esteriori – luminosi o cupi che siano –, rimanendo nel tuo dramma interiore: ecco ciò che significa la solitudine individuale. Il sentimento di solitudine cosmica deriva invece non tanto da un tormento puramente soggettivo, quanto piuttosto dalla sensazione di abbandono di questo mondo, dal sentimento di un nulla esteriore. Come se il mondo avesse perduto di colpo il suo splendore per raffigurare la monotonia essenziale di un cimitero. Sono in molti a sentirsi torturati dalla visione di un mondo derelitto, irrimediabilmente abbandonato ad una solitudine glaciale, che neppure i deboli riflessi di un chiarore crepuscolare riescono a raggiungere. Chi sono dunque i più infelici: coloro che sentono la solitudine in se stessi o coloro che la sentono all'esterno? Impossibile rispondere. E poi, perché dovrei darmi la pena di stabilire una gerarchia della solitudine? Essere solo non è già abbastanza?“


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Henry De Vere Stacpoole 2
scrittore irlandese 1863 – 1951
„Il sonno del paradiso
Quella sera sorse la luna e saettò con le sue frecce d'argento la casa sotto l'albero del pane. La casa era vuota. Poi la luna, via via salendo, rischiarò tutto il mare e la scogliera. Penetrò la laguna fino ai più profondi e oscuri recessi. Illuminò le forme dei coralli e i fondi sabbiosi stampandovi sopra l'ombra dei pesci imbiancati anch'essi dal chiarore. L'equoreo signore della laguna emerse a salutarla, e il moto delle sue pinne ne ruppe i riflessi argentei sullo specchio dell'acqua, in mille lucenti increspature. Essa guardò le bianche ossa dello scheletro sulla scogliera. Poi, sbirciando attraverso gli alberi, s'insinuò giù nella valle, dove il grande idolo di pietra era rimasto a vigilare per cinquemila anni o forse più. Ai suoi piedi, nella sua ombra, quasi affidati alla sua protezione, nudi e avvinti, giacevano nel sonno profondo due esseri felici.
La lunga veglia dell'idolo, pur nella solitudine, non sarebbe stata triste, se allietata di quando in quando, a distanza di anni, da episodi come questo. Era avvenuto come tra le creature dell'aria. Un rito naturale, innocente, senz'ombra di colpa. Eran state nozze secondo Natura, senza pompa mondana, consumate con cinismo inconsapevole, all'ombra di una religione morta da migliaia d'anni.
Così felici si sentivano essi nella loro ignara maraviglia, che sapevano solo come la vita fosse d'improvviso mutata, il cielo e il mare fatti più azzurri, e se stessi divenuti magicamente l'uno parte dell'altra. E anche gli uccelli dell'albero proteso sopra l'umile tetto erano ugualmente beati nella loro ingenua ebbrezza d'amare. (cap. IX, p. 224-225)“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Il vero progresso della storia è il fatto che all'uomo non sono sufficienti teorie capaci d'illuminare con luce propria il mondo dei fenomeni. Non gli offrono vie d'uscita. Di tempo in tempo, perciò, egli ha bisogno della «nuova luce» che è sempre la stessa anche se appare diversa. Soltanto al suo chiarore la speranza trova il proprio fondamento. (da Lo scarabeo spagnolo, p. 237)“

Mario Luzi 20
poeta e scrittore italiano 1914 – 2005
„Forse, infranto il mistero, nel chiarore | del mio ricordo un'ombra apparirai, | un nonnulla vestito di dolore. | Tu, non diversa, tu come non mai. (p. 11)“

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José Saramago 228
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1922 – 2010
„Se fossimo così imprudenti, o così audaci, come le farfalle, le falene e altri lepidotteri, e ci lanciassimo nel fuoco tutti insieme, la specie umana in blocco, può darsi che una combustione così enorme, un simile chiarore, attraversando le palpebre serrate di Dio, lo desterebbe dal suo sonno letargico, troppo tardi per conoscerci, questo è vero, ma ancora in tempo per vedere il principio del nulla, dopo la nostra scomparsa. (p. 130)“


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Washington Irving 30
scrittore statunitense 1783 – 1859
„C'è in ogni cuore sincero di donna una scintilla di fuoco divino,
che giace dormiente nell'ampio chiarore della prosperità;
ma che si accende, e irradia luce e rischiara le buie ore dell'avversità.“

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Irène Némirovsky 26
scrittrice francese 1903 – 1942
„Ricordo… Anni dopo, quando divenni commissario speciale, mi capitava in notti simili di interrogare stuoli di sospetti che venivano poi giustiziati all'alba. Ricordo quelle facce pallide, il chiarore notturno che ne illuminava i tratti, i loro occhi fissi nei miei. Alcuni erano talmente stremati da sembrare indifferenti a tutto, e rispondevano alle domande con un piccolo ghigno stanco. Erano pochi quelli che tentavano di difendersi. Si lasciavano portare via e massacrare senza una parola. Che mattatoio, le rivoluzioni! Ne vale la pena?... Non c'è niente che valga la pena, a dire il vero, e la vita meno di tutto il resto.“

Lucrezio 28
poeta, filosofo -98 – -55 a.C.
„Non saranno la luce e il chiarore del sole a farci uscire dalle tenebre, ma la conoscenza delle cose. (libro La natura delle cose. De rerum natura)“

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Francesco Domenico Guerrazzi 25
politico e scrittore italiano 1804 – 1873
„Mentre un curiale con le spalle gobbe, gli occhiali sul naso, al chiaror d'una lucerna, sfoglia uno scrittore in traccia dell'autorità che valga a sostenere il suo assunto, e la trova; il suo avversario curiale con le spalle gobbe, gli occhiali sul naso, al chiaror d'una lucerna, va squadernando il medesimo scrittore in traccia della dottrina contraria, e la trova.“

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