Frasi su ciccione

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Tiziano Ferro 83
cantautore italiano 1980
„Da ragazzino non ero il classico ciccione simpatico, ero introverso, non mi trovavo a mio agio con me stesso. Il rapporto con il cibo era causato da una sofferenza interiore. Mi sentivo tutti contro, ero continuamente tartassato, e lo sport preferito dai miei compagni di scuola era quello di rincorrermi e, quando mi avevano raggiunto, mi gridavano "tocca Ferro". (dall'intervista di Gigi Vesigna, Una canzone da bambino, Famiglia Cristiana, n. 27, 2 luglio 2006)“

Massimo Fini 49
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„Evidentemente Manzoni quando disegnava l'immortale figura dell'Azzeccagarbugli conosceva già il ciccione.“


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Madonna (cantante) 21
cantante statunitense 1958
„Sembra incredibile ma riuscivo a farmi corteggiare anche quando ero una cicciona. (capitolo X, p. 254)“

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Marco Paolini 10
drammaturgo, regista e attore italiano 1956
„Quando i piloni riescono a rialzarsi non capiscono ancora bene dove si trovano. [... ]tanto il gioco ormai è lontano, sono le ali, i tre quarti, i signorini, la cavalleria leggere che deve rifinire i palloni, che i ciccioni del pacchetto di mischia hanno conquistato; e normalmente, li perdono. E allora senti una zaffata di odio di classe, che parte dai ciccioni della fanteria verso i signorini dei tre quarti, delle ali, della cavalleria legera, perché il rugby è una società rigidamente chiusa in classi. Uhaw, zaffate di odio di classe che arrivano fino in panchina.“

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Luis Sepúlveda 74
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949
„Immagino che lo spaccio gli abbia reso qualcosa. Sapete che faceva dei soldi?» intervenne di nuovo il ciccione. «Soldi? Se li giocava a dadi, lasciando appena il necessario per rifornirsi di merci. Qui è così, nel caso non lo sapesse. È la foresta che ci entra dentro. Se non abbiamo una meta precisa a cui arrivare, continuiamo a girare a vuoto.» Gli uomini annuirono con una specie di orgoglio perverso.“

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Diablo Cody 15
sceneggiatrice e scrittrice statunitense 1978
„Il rapporto diretto, fra ballerina e cliente, aveva un senso in quel mondo; a sembrarmi rivoltanti erano quei momenti in cui il club si trasformava in un grossista di ragazze. Ce n'erano a centinaia, in giro per i locali, ridotte a mendicare l'attenzione di un esercito di principini arroganti. Ragazze, al cui passaggio si sarebbe congelato il traffico dell'ora di punta, collezionavano sfilze di rifiuti da ciccioni in tuta. [... ] Quando una ragazza incassava un «no», per quanto potesse essere certa che a casa il suo marito/amante/bambino la aspettava pieno d'amore, si sentiva per un istante completamente priva di valore, e tutto per colpa di chissà quale impiegatucolo. Il moltiplicarsi di queste occasioni finiva per convincerti di essere una creatura spregevole, a prescindere dalla quantità di ego che di solito riuscivi a proiettare.
Era come un buffet di ragazze, e in buffet nessuno riesce ad assaporare davvero le pietanze. Ti carichi il piattino igienizzato di cibo scadente e cacci tutto in bocca il più in fretta possibile; ogni cosa ha lo stesso gusto e la stessa consistenza viscida. [... ] È tutta merda, ma fa ciò che deve fare. Ci sarà sempre qualcos'altro da mangiare, da qualche parte, un altro vassoio fumante in arrivo dalla cucina. (p. 200-201)“

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Alessandro Cecchi Paone 6
conduttore televisivo e giornalista italiano 1961
„Un ciccione, clerico fascista. Dice cose terrificanti, era anche a quel convegno omofobo col prete pedofilo. In questo caso si dice cherchez l’argent, qualcuno deve aver finanziato quel giornale che fa. Qualcuno in Curia ha bisogno di una fanfara contro il nuovo Papa, che è meraviglioso. Ha addirittura ricevuto un trans in Vaticano. Mica ci saranno dei volontari che sostengono le spese per fare uscire un giornale così.“

Maurizio Abbatino 4
collaboratore di giustizia e criminale italiano 1954
„Negli anni settanta, nella zona dell'Alberone si riunivano varie "batterie" di rapinatori, provenienti anche dal Testaccio. Ne facevano parte, oltre ad alcune persone che non ricordo, Maurizio Massaria, detto "rospetto", Alfredo De Simone, detto "il secco", i tre "ciccioni", cioè Ettore Maragnoli, Pietro "il pupo", e mi sembra Luciano Gasperini – questi tre, persone particolarmente riconoscibili per la mole corporea, svolgevano più che altro il ruolo di basisti e di ricettatori – Angelo De Angelis, detto "il catena", Massimino De Angelis, Enrico De Pedis, Raffaele Pernasetti, Mariano Castellani, Alessandro D'Ortenzi e Luigi Caracciolo, detto "gigione". Tutti costoro affidavano le armi a Franco Giuseppucci, chiamato allora "il fornaretto", ancora incensurato e che godeva della fiducia di tutti. Questi le custodiva all'interno di una roulotte di sua proprietà che teneva parcheggiata al Gianicolo. All'epoca frequentavo l'ambiente dei rapinatori della Magliana, del Trullo e del Portuense. Nel corso del tempo si erano cementati i rapporti tra me, Giovanni Piconi, Renzo Danesi, Enzo Mastropietro ed Emilio Castelletti, ma non costituivamo quella che in gergo viene chiamata "batteria", cioè un nucleo legato da vincoli di esclusività e solidarietà, in altre parole non ci eravamo ancora imposti l'obbligo di operare esclusivamente tra noi, ne di ripartire i proventi delle operazioni con chi non vi avesse partecipato. In particolare, negli anni precedenti il 1978, ognuna delle suddette persone operava o da sola ovvero aggregata in gruppi più piccoli o diversi. (dall'interrogatorio di Maurizio Abbatino, 13 dicembre 1992)“

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Galeazzo Ciano 11
diplomatico e politico italiano 1903 – 1944
„Quel bue ciccione di Göring che arraffa quattrini e decorazioni.“

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